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MAGGIE'S FARM

SITO ITALIANO DEDICATO A BOB DYLAN

2016 Nobel Prize in Literature

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Mercoledì 22 Febbraio 2017

Talkin' 10036 - dinve56

Oggetto: La nave dylaniana

Buongioirno Mr. Tambourine,
grazie della tua lunga e articolata risposta. L'ho letta più volte e mi è parsa una canzone di Dylan; non so perchè... ma da "lasciati trasportare nel mattino tintinnante" fino alla conclusione della prima parte del tuo intervento, ho sentito parole e temi dylaniani, molto belli, terribilmente poetici, che sgelano il cuore. Sulla parte " i tuoi sensi si spoglieranno della parata di te stessa...", sono andata a rileggere l'ottavo episodio di "Tarantula"; se hai tempo, prova a leggerlo anche tu e vedrai che tutto Dylan è nel suo primo libro. Tu mi rivolgi auguri molto belli e suggestivi ed io li accolgo come segno di amicizia, sebbene a distanza, e ti dico che ascoltare musica e leggere libri e amare le persone che mi circondano è il mio modo di allontanare i fantasmi del tempo e controllare il groviglio di dolore che la vita mi ha riservato senza che questo dolore mi faccia impazzire. E' per queste ragioni che credo nella giusta motivazione del Nobel assegnato a Dylan, là dove dice che la sua opera ha valore umano universale e contribuisce al bene dell'umanità, così come credo che il sito da te diretto con grande competenza e senso di profonda umanità si collochi sulla scia coerente della motivazione del Nobel. Che cos'è, se non senso buono dell'amicizia, leggere e rispondere alle considerazioni varie, giuste o sbagliate che siano, di tutte le persone, oltre a me, che ogni giorno scrivono? Grazie di questa amicizia che la poesia di Dylan ha prodotto e mantiene in vita ogni giorno, poesia che, questo è per me il senso della seconda parte della tua risposta, deve essere compresa ed amata nel suo tumultuoso ed imperfetto divenire e, dunque, non deve essere "accademizzata", almeno finchè il Nostro è vivo. Cercherò di migliorare la mia capacità di ascolto, ma so che non arriverà mai ai livelli di chi conosce la musica. Vengo alle mie domande: non riesco a trovare, nell'archivio del sito, la traduzione della canzone "time is an ocean but it ends...". Puoi darmi una dritta? Ed ancora: "Che cosa pensi dell'accompagnamento dell'armonica"? e, ultima:"chi è la musicista che suona il violino"? Grazie ancora. Lunga vita a te, a Bob, a tutti noi. Carla.



Ciao Carla, voglio dirti che le tue parole mi hanno toccato il cuore anche se non ti conosco, non so chi sei, non so cosa fai, cosa pensi, praticamente di te conosco solo quelle poche righe che mi hai scritto, ma queste mi hanno permesso di capire che in te c’è qualcosa che tutti dovremmo avere, quel profondo senso di umanità che guida la tua penna.
Molti di quelli che abitualmente frequentano il sito, ed in quelli includo anche me, hanno avuto difficoltà e dolori nella vita, ma purtroppo, nel bene o nel male, queste sono le cose che compongono la nostra esistenza, e, permettimi di dire, le danno sapore, infatti io credo che sia proprio nel dolore che si arrivi a gustare e capire il vero senso della vita, ad assaporarne i momenti che, sappiamo tutti, spariranno, che tutto ciò che amiamo e che siamo svanirà nell’oblio.

Ho usato le parole che Dylan ha scritto per Mr. Tambourine Man per risponderti, ho trovato che ben si adattavano e son contento che la cosa ti sia risultata gradita.
Ti dico che è cosa gravosa rispondere a tutti, perchè ognuno di Voi ha delle problematiche diverse ed io devo infilarmi in queste cose e rispondere cercando di non infilare una serie di banalità ben allineate e ben confezionate come succede nelle pubblicità. La posta che Voi mandate non a me ma al sito parla a tutti, e molte volte ci sono persone che trovano giusto intervenire nei vari scambi di idee. Io trovo che questo dia un valore aggiunto a questo sito che, a detta degli altri, è qualcosa di unico nel mondo dylanioano. La Fattoria non è soltanto un freddo archivio di tutto il lavoro di Dylan dagli inizi fino ad oggi, è anche un posto dove le persone possono incontrarsi, scambiare opinioni, rilassarsi ed a volte provare piacere per quello che gli altri scrivono. La posta di Maggie’ s Farm tiene vivo il sito, e finchè ci sarà qualcuno come te e come tantissimi altri amici che scrivono sarà come essere in neverendingtour, almeno finchè il Padreterno ce lo consentirà.

Per ascoltare la musica non occorre conoscerla o saper leggere lo spartito o saper suonare uno strumento qualunque, ci son così tanti generi da ascoltare che la scelta è la più abbpondante che ci possa essere, come nei supermercati dove trovi mille marche di spaghetti che alla fine son sempre spaghetti anche se hanno nomi differenti. Così sono gli artisti, come gli spaghetti, loro propongono cose diverse e pèoi sta a noi apprezzare quelle che sentiamo più vicine al nostro modo di essere e di “sentire” l’emozione che li ha guidati nella composizione e nell’esecuzione. La musica ha il pregio di essere un linguaggio universale senza bisogno che tutti parlino la stessa lingua, cose come Blowin’ in the wind sono capite in tutti gli angoli più remoti del globo, non per la lingua che esprimono ma per le emozioni che sono intrinseche ed evidenti.

La frase "time is an ocean but it ends..." si trove nell’ultima strofa della
canzone “Oh Sister”, che fa parte dell’album “Desire”.
Nel sito la trovi a questo indirizzo:
http://www.maggiesfarm.eu/testiO/ohsister.htm

Ti elenco anche i musicisti che hanno suonato nell’album:
Bob Dylan – voce, chitarra ritmica, armonica, pianoforte in Isis
Scarlet Rivera – violino
Howard Wyeth – batteria, pianoforte
Dom Cortese – fisarmonica
Vincent Bell – bouzouki
Rob Stoner – basso, cori
Emmylou Harris – cori
Ronee Blakley – cori in Hurricane
Steven Soles – cori in Hurricane

Naturalmente la donna che suona il violino è Scarlet Rivera, violinista e compositrice statunitense. È conosciuta soprattutto per aver fatto parte fra il 1975 ed il 1976 della tournée della Rolling Thunder Revue di Bob Dylan (in cui suonava il violino ed il violino elettrico), con il quale ha inciso anche l'album Desire.
La sua presenza all'interno della RTR è documentata, oltre che in diversi video e nel film Renaldo and Clara, negli album The Bootleg Series Vol. 5: Bob Dylan Live 1975, The Rolling Thunder Revue e Hard Rain che furono realizzati sulla base di quell'esperienza musicale. Dylan è stato accreditato della scoperta della musicista. In effetti, secondo quanto raccontato da diversi biografi del cantante, la Rivera fu aggiunta al gruppo di musicisti che preparavano il tour dopo essere stata vista camminare con la custodia del violino sulle spalle fra le vie del Greenwich Village. Prima di allora Dylan non aveva avuto alcun contatto con lei né sapeva come la musicista sapesse suonare. Fu solo dopo la prima sessione di prove che Dylan decise di arruolarla per il tour autunnale.
Sotto ti elenco tutte le parole della canzone:

OH, SISTER
da "Desire"

OH, SORELLA
parole Bob Dylan e Jacques Levy
musica Bob Dylan

traduzione di Michele Murino

Oh sorella, quando vengo a riposarmi nelle tue braccia
non dovresti trattarmi come uno straniero
a Nostro Padre non piacerebbe il modo in cui ti comporti
e devi capire il pericolo

Oh sorella, non sono forse un fratello per te
ed uno meritevole di affetto?
Non è il nostro scopo lo stesso su questa terra
amare e seguire la Sua direzione?

Siamo cresciuti insieme
dalla culla alla tomba
Siamo morti e siamo rinati
e poi misteriosamente salvati

Oh sorella, quando vengo a bussare alla tua porta
non voltarmi le spalle, creeresti dolore
Il tempo è un oceano ma termina alla spiaggia
Potresti non rivedermi domani

OH, SISTER
words Bob Dylan and Jacques Levy
music Bob Dylan

Oh, sister, when I come to lie in your arms
You should not treat me like a stranger.
Our Father would not like the way that you act
And you must realize the danger.

Oh, sister, am I not a brother to you
And one deserving of affection?
And is our purpose not the same on this earth,
To love and follow
His direction?

We grew up together
From the cradle to the grave
We died and were reborn
And then mysteriously saved.

Oh, sister, when I come to knock on your door,
Don't turn away, you'll create sorrow.
Time is an ocean but it ends at the shore
You may not see me tomorrow.

L'armonica è bella e ben fatta, ma non scordare che tutto ciò che vien fatto in sala d'incisione può essere modificato, reinciso o sovrapposto finchè il risultato sia il migliore. Dal vivo è un'altro discorso, si può essere ottimi e si può anche steccare qualche nota, diponde dalla serata e dall'umore.

Spero di averti dato una buona risposta, alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Oh Sister - Simple Twist Of Fate - September 10, 1975 - PBS Soundstage WTTW-TV Studios Chicago

 

Bob Dylan, Guitar, Vocals
Scarlet Rivera, Violin
Rob Stoner, Bass
Howie Wyeth, Drums

L'uomo inquadrato al minuto 2:21 è John Hammond, il talent scout della Columbia che lanciò Bob Dylan

 

 
Martedì 21 Febbraio 2017

Talkin' 10035 - nmontesano

Ciao. Seconda parte dell’articolo di Marco Zoppas su Bob Dylan e Don DeLillo.

http://www.tomtomrock.it/journal/articolo-rock-e-letteratura-bob-dylan-e-don-delillo-2/

Marina

Thanks a lot Marina, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Le più belle cover

Sinead O'Connor - The Times They are a Changin'

 

 

 
Lunedì 20 Febbraio 2017

Bob Dylan pubblica il secondo singolo dal nuovo album "Triplicate"

Bob Dylan - My One and Only Love

 

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Bob Dylan: La sua cover di ‘My One and Only Love’ di Frank Sinatra      clicca qui

 

 
Sabato 18 Febbraio 2017

Scoperto il luogo dell'auto nel dipinto di Dylan

Devo ammetterlo, è stato una botta tremenda di cu.......di fortuna! Stavo cercando fra le foto di Google immagini di vecchie auto abbandonate in Iowa perchè il dipinto di Bob si intitola “Wilton Iowa, Farmyard”, ma dopo moltissimo tempo di ricerca nemmeno una minima lontana somiglianza con l’auto raffigurata nel dipinto di Bob. Quasi affranto, ho sostituito nella ricerca la parola “route 66 old abandoned cars” al posto della parola “Wilton Iowa old abandoned cars” ed ecco che dopo poche fotografie ne vedo una con un’auto che mi è apparsa subito identificabile con l’auto raffigurata da Bob. Preso da eccitazione ho aperto la pagina relativa alla foto che diceva che era stata scattata allo "Hackberry General Store" che si trova sulla Route 66 esattamente al numero 11255 E Hwy 66, Hackberry, di Kingman, Arizona 86411-2001. Avevo finalmente capito perchè non trovavo quanto stavo cercando perchè l’auto non si trovava nell’ Iowa ma bensì in Arizona, però non ero ancora matematicamente sicuro che si trattava dell’auto giusta. Allora ho digitato il nome e l’indirizzo del luogo su Google Maps e all’apertura della pagina, dopo aver fatto ruotare la visione dello spiazzo, ecco apparirmi la staccionata dell’ingresso in legno e la ruota a vento proprio come nel dipinto di Bob. Ho salvato le immagini (che potete vedere sotto) ed ora posso ufficialmente dichiarare che l’auto riprodotta da Dylan si trova esattamente in Ariziona allo Hackberry General Store sulla vecchia Route 66. E’ stata una faticaccia, ma la soddisfazione è stata immensa, ne è proprio valsa la pena visto il perfetto risultato.

      

                        Wilton Iowa Farmyard                                                 Route 66 - "Hackberry General Store"
                                                                                                                 11255 E Hwy 66, Hackberry,
                                                                                                                    Kingman, AZ 86411-2001

  

The car is a 1931 Ford model A Tudor Sedan

Vista dell'auto, della staccionata d'ingresso e della ruota a vento nello spiazzo dello Hackberry General Store

Dettaglio della vista dell'auto, della staccionata d'ingresso e della ruota a vento

Dettaglio della vista della staccionata d'ingresso e della ruota a vento

 

 
Venerdì 17 Febbraio 2017

Talkin' 10034 - dinve56

Oggetto: ri-leggendo e ascoltando "Tarantula"

Buongiorno Mr.Tambourine,
seguo con attenzione i vari interventi sulla musica e il canto di Bob. Fin qui mi pare di capire che la maggior parte degli intervenuti sostenga, con il tuo avallo, che il nostro non sia un virtuoso né del piano né della chitarra e nemmeno del bel canto. Nessuno si é espresso sulla musicalità più o meno convincente dell'armonica, che accompagna, se sbaglio correggimi, la prima produzione dylaniana. E qui torniamo a "Tarantula" che, letta e riletta, sembra essere l'atomo primordiale da cui si è espanso l' "Universo" dylaniano. Giusto nel primo episodio, terminata l'invocazione ad Aretha, che sembra non voler condividere i segreti musicali con l'Autore del testo, si legge "sotto neri floreali ventilatori da stazione ferroviaria, ombre di foglia di fico e porcherie che trovi solo nei caffè aperti tutta notte si ingrossano i battaglioni-harmonica dei codardi risentiti... (harmonica battalions of bitter cowards...). Sono forse i cantanti che, come Dylan fa magistralmente, alternano le parole delle canzoni al suono dell'armonica a bocca, così presente e suggestiva nella tradizione di musica popolare americana? Pur con tutte le cautele, più che doverose con un testo così arduo, non mi sembra peregrino sostenere che Dylan affermi qui la sua identità di musicista come suonatore di armonica. E, ancora, il primo episodio si intitola "Guns, the Falcon's Mouthbook &...". Mouth significa "bocca" e, secondo lo studioso irlandese Scobie, uno dei temi di "Tarantula" sarebbe proprio l'affermazione dell'identità come identità primordiale e pre-egoica dell' "io-bocca" che si contrappone all'identità dell' "io-occhio" . Torniamo alla musica. Dopo questa "rilettura" del primo episodio del libro, ho ascoltato Dylan e ho colto, forse influenzata dall'episodio suddetto, non un'ugola che canta, ma una bocca che parla e che recita i testi delle canzoni, seguendo l'accompagnamento musicale. Avrei alcune domande da porti, ma alla prossima. Lunga vita. Carla.

Cara Carla, chiedi tutto quello che vuoi ed io, a volte con l'aiuto dalla conoscenza e della competenza degli altri amici della Fattoria, risponderemo con piacere a tutti i tuoi interrogativi. Dopo aver letto tutto ciò che hai scritto su "Tarantula" sono convinto che tu sappia anche "sentire" bene oltre che "leggere" bene. Quindi, se non hai sonno e non hai un posto dove andare, sali sulla magica nave turbinate dylaniana e lasciati trasportare nel mattino tintinnante, i tuoi sensi si spoglieranno della parata di te stessa così come la sabbia svanisce dalle mani, le tue dita troveranno nuove prese dove attaccarti, e la tua vecchia e morta strada si popolerà di nuove emozioni, giù nelle brumose rovine del tempo, lontano dalle foglie gelate dai terrificanti alberi infestati dai fantasmi, su spiagge ventose, fuori dal corso attorcigliato del folle dolore, e danzerai sotto il cielo adamantino con una mano che fluttuerà libera nell'aria stagliata contro il color del mare, con intorno un cerchio di sabbia, con i ricordi ed il destino persi nelle onde, e scorderai i dolori di oggi fino a domani. E poi, oltre le parole, ascolta la voce che non è una voce che canta ma una voce che racconta meravigliose storie senza tempo, accompagnato e sostenuto dal potere della musica. Imparerai a sentire dove il Nostro fa bene e dove fa male, sentirai l'armonica che stride troppo alla ricerca di una nota irraggiungibile, sentirai anche qualche imperfezione musicale, si possono sentire persino i tagli e le giunture fatte in sala d'incisione, cose fatte così come venivano (ricordo che stavo seguendo con la chitarra una sua canzone per impararla e ad un certo punto non riuscivo più a seguirlo, andavo fuori tempo come un ragazzino dell'oratorio. "Non è possibile!" mi dissi, ci dev'essere qualche inghippo e così mi misi a cercarlo. Contati le battute di ogni misura della canzone ed erano tutte di quattro tempi, insomma il tempo della canzone era in quattro/quarti quindi facile da seguire, fino a quando arrivai ad un punto dove invece di contare quattro dovetti contare fino a cinque. Allora capii che si trattava non di un errore musicale perchè non era possibile, ma solamente di una giunta fatta molto frettolosamente e con abbastanza poca professionalità. Se guardi "Hard Rain", il filmato della Rolling Thunder Revue, che ho postato qui sotto:

 

sentirai un sacco di inizi ed altrettanti finali "come vengono vengono", imprecisioni strumentali e vocali che però non inficiano la validità e la bellenza di quello strano e bizzarro carrozzone musicale che, con le sue regine ed i suoi re viaggiava verso la storia proprio mentre la stava scrivendo. Sentirai in alcuni dischi che Bob era in un periodo negativo di voce, già aveva un canto atono e poco melodico di suo, ma quando venne troppo esposto all'alcol ed alle sigarette diventò un vero problema. Gli anni dopo il divorzio da Sara furono abbastanza drammatici per Dylan, anche se lui non lo ammise mai cercando di minimizzare tutto o sviare completamente chi l'ascoltava con giustificazioni poco rispondenti alla realtà. Diverse volte negli shows del NET salì sul palco che aveva alzato troppo il gomito e le performances erano nettamente insufficienti, anche quando cantava quelle sue meravigliose canzoni che hanno fatto la storia della Musica. Sentirai, specialmente dal vivo, che Bob non è mai stato un grande con la chitarra, era un mediocre chitarrista ritmico ed a volte tendeva ad andare fuori tempo, il pianoforte per lui è sempre stato lo strumento sul quale ha composto la maggior parte dellle sue più belle canzoni, ma non è mai stato all'altezza di essere un pianista da palcoscenico. Dal vivo ci sono assoli di armonica dove Dylan sembra litigare con lo strumento, ma questop ha sempre fatto parte di Dylan, un artista che, come nessun'altro, puoi trovarlo nella sera nella quale ti porta in paradiso oppure ti fa scendere negli abissi dell'inferno. Ma, a dispetto di tutto questo, quando avrai imparato a riconoscere il bello, il brutto, il giusto e lo sbagliato di Dylan, non cambierai certamente idea su di lui, Bob non è un artista comune nel senso più stretto della parola, Dylan va oltre le sue parole e la sua musica, Dylan sta sempre andando incontro al suo destino di Dylan. Alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Giovedì 16 Febbraio 2017

Talkin' 10033 - miscio.tux

Oggetto: Intervento lungo e noioso (siete avvisati)

Caro Mr. Tambourine,
non volevo certo dire che Tondelli scrive cavolate, anzi, scrive benissimo, il suo è, rispetto alla media,un signor blog. Poi a tutti può capitare di produrre qualche cavolata, a me in primis. Non vorrei nemmeno insistere sulla polemica come un Troll, ma un conto è recensire un disco esprimendo delle sensazioni personali, cosa sempre rispettabile, un altro è dare dei giudizi di valore passandoli come valutazioni critiche ma senza argomentazioni a sostegno. Se per esempio si pensa che Masters of War non sia credibile, non dovrei essere io a dimostrare il contrario, ma chi lo afferma, e mi aspetterei qualche
motivazione, allo stesso modo in cui l'onere della prova, oggi, tocca a chi afferma che la Terra è piatta e non a quelli che sostengono che è rotonda. E tutto del resto passerebbe in chiacchiera, se tu, nel linkarlo, non l'avessi in qualche modo "ufficializzato", dandogli una specie di implicito "imprimatur". Certo, non puoi essere responsabile di ogni cosa che linki, ma, per esempio, qualcuno potrebbe pensare che Oxford Town sia una "boiata pazzesca", una canzone buttata giù
frettolosamente per rispondere all'appello di Broadside, anche se non è così. Esiste l'analisi di Ricks che è assai puntigliosa e che vale la pena richiamare, almeno come contraltare. Ricks nota che Dylan non sta parlando in prima persona, canta "con la voce di Dylan ma non nella voce di Dylan". Per lui questa è una constatazione stilistica,che poi sviluppa, ma si tratta anche di una evidenza banale, dato che ci troviamo "io, la mia ragazza e suo figlio", e la Rotolo non aveva nessun figlio. Il suo ragionamento, per chi non l'abbia letto è il seguente. Il 3 Marzo 63 Dylan viene invitato al programma radiofonico di Studs Terkel, tra le canzoni che esegue non c'è Oxford Town, ma Terkel la cita in un passaggio, ricordando che è legata al caso di James Meredith, studente nero a cui i razzisti volevano impedire l'iscrizione all'Università del Mississippi. Eccola qui, al minuto 52:37

https://www.youtube.com/watch?v=t4nA3QwGPBg

Avevano appena discusso di “Hard Rain'-a Gonna Fall” e Dylan aveva negato che si trattasse semplicemente del fallout atomico. Qui, sorprendentemente dice:“Well, yeah, it deal with the Meredith case but then again it doesn't” (Certo che ha a che fare col caso Meredith, ma allo stesso tempo no). Ricks non si fa la domanda: sarà vero?, ma piuttosto un'altra: cosa vorrà dire? Innanzitutto, riflette, la canzone non nomina Meredith, non è incatenata ad una particolarità politica; se
paragonate l'esecuzione a quella di “The Lonesome Death of Hattie Carroll” trovate che mentre lì la voce narrante è esterna alla vicenda, (è una voce che “parla per tutti”) in “Oxford Town” è un soggetto individuale drammatizzato, la voce di uno che immaginiamo lì presente. Mentre in Hattie Carroll la voce ci coinvolge in un pathos solidale, in Oxford Town questo trasporto non c'è, ci sentiamo distaccati dalla vicenda che capita al narratore:

Io e la mia ragazza, il figlio della mia ragazza
Siamo stati accolti con i gas lacrimogeni
Non ho capito nemmeno che ci siamo andati a fare
Ce ne torniamo da dove siamo venuti

“Non ho capito nemmeno che ci siamo andati a fare”, non è proprio la pasta dell'eroe, dice Ricks, ci vuole certo un po' di coraggio per venire lì, nel subbuglio, ”ma ci sono dei limiti”. Sgranocchia poi altri frammenti che servono a capire meglio la filosofia dylaniana; il più significativo da “Some Other Kinds of Songs “:

“a loose-tempered fat
man in borrowed stomach slams wife
in the face an' rushes off t' civil
rights meeting.”

un grassone dall'aria tranquilla
con lo stomaco in prestito molla ceffoni
alla moglie e poi corre ad una riunione
per i diritti civili

e commenta:
“Sarebbe confortevole credere che un uomo di tal fatta corra ad un meeting per i diritti civili per interromperlo incivilmente, ma dobbiamo piuttosto ammettere che potrebbe esserci andato proprio per sostenerlo. In molti casi una buona causa politica è supportata da gente che non pratica in casa sua quello che predica fuori. 'Che cosa ne pensi di questo, amico mio?' Oxford Town non chiude gli occhi davanti al fatto che i liberal non possono essere considerati eroi. E allora? Perché
dovremmo aspettarcelo? La canzone non ha lo scopo di spingere i suoi ascoltatori a sentirsi superiori alla voce che ascoltano, la voce di qualcuno decente, che si è spinto fino lì ma non fino al punto di affrontare i lacrimogeni. L'idealismo, anche se non è ridicolizzato, è sentito come vacillante, in maniera del tutto naturale:

“Non ho capito nemmeno che ci siamo andati a fare
Ce ne torniamo da dove siamo venuti”

[…] Non ti biasimo. Ma non posso nemmeno trasformarti in un idolo o idealizzarti. E la canzone è salvata dal pericolo della autocelebrazione perché ci è mediata tramite la voce di qualcuno che non ha alcun desiderio di essere un martire, non fa il presuntuoso proclama di essere un eroe, e non viene disprezzato per non essere un martire o un eroe".

Come si vede, le cose sono assai complicate. Da una parte la canzone potrebbe contenere una denuncia dell'idealismo liberal, che come Dylan dirà in "My Back Pages", pensava che la libertà consistesse nel garantire "eguaglianza nelle scuole" (o come si direbbe oggi, le pari opportunità); dall'altra Ricks sembra escluderlo, non ci trova giudizi di valore sul comportamento, non ci vede un' invettiva contro il Mr.Jones della sinistra, forse semplicemente qualcosa di ancor più terribile, la descrizione oggettiva della realtà e dei limiti in cui si muove. Del resto se la canzone contenesse un'avvisaglia di quello che poi porterà Dylan a distaccarsi dal movimento per i diritti civili, potremmo, come fa Carrera, rivolgere l'accusa di idealismo allo stesso Dylan, dal momento in cui si ritira nell'impoliticità per eccesso di radicalità, perché non c'è idealismo più assoluto di quello che delega tutto a Dio. La collocazione del soggetto dipende da quanto è veritiera la sua analisi
della realtà, e, su tale argomento, le puntate sono aperte.

Proseguendo nella sua analisi, Ricks cerca di tracciare i contrasti caratteristici "di una canzone così tanto intrecciata". "La parola down, trascina intenzionalmente il tono verso il basso, quattro volte nelle prime sei righe[..]. Ma come ha scritto di questa canzone Robert Shelton, "La melodia e il ritmo sono disinvolti, il testo no."[..] il motivo disinvolto non si adatta a ciò che le parole mettono a nudo. Gli "Ev'rybody" di "Ev'rybody's got their heads bowed down" (tutti hanno la testa china) e di "Ev'rybody singin' a sorrowful tune"(tutti cantano una triste canzone) diventano, due linee dopo, il malinconico desiderio (che
qualcuno indaghi) nel "Somebody" di:

“Two men died 'neath the Mississippi moon
Somebody better investigate soon”
Due persone sono morte sotto la luna del Mississipi
Qualcuno farebbe meglio ad indagare

Qualcun altro, come sempre. Non qualunque (ognuno, noi), ma chiunque (non importa chi, qualcun' altro). La forma della canzone riguarda modelli di comportamento. E ,"Sun don't shine above the ground", il Sole non brilla sopra la terra,del primo verso, diventa nell'ultimo verso, "Two men died 'neath the Mississippi moon", due uomini sono morti sotto la Luna del Mississippi. E proprio come la “sorrowful tune”, la canzone triste, può avere un colorito romantico,sgradevole nella circostanza, così un altro dei tranquilli orrori della canzone è il contrasto interno alla frase “ 'neath the Mississippi moon” perché anch'esso può avere uno sconcertante colorito romantico:

“Where I can watch her waltz for free
'Neath her Panamanian moon”

Si tratta di “Stuck Inside of Mobile”. Per fortuna non ci capita di essere chiusi dentro ad Oxford Town.”Meglio andare via da Oxford Town”.
La risicata speranza “Meglio” o “Meglio andare via” non è niente affatto una buona cosa, e ritorna in “Qualcuno farebbe meglio ad indagare presto” dove non ci si deve più prendere in carico di niente e qualcuno si scrolla tutto di dosso. [..] Oxford Town non si conclude con questo “presto” (soon) che non sarà mai realizzato, ma girando all'indietro per ripetere il primo verso della canzone:

Oxford Town. Oxford Town
Ev'rybody's got their heads bowed down
Sun don't shine above the ground
Ain't a-goin' down to Oxford Town

Oxford Town, Oxford Town
Tutti tengono le teste basse
Il sole non splende sulla terra
Non ci andrò ad Oxford Town

Girare in tondo è una buona cosa, come essere cauti o come non andare da nessuna parte, ma c'è un girotondo più efficace, senza la ripetizione del verso di apertura, (un tocco semplice quello) nel ritornare delle linee con “Ev'rybody”. "Ev'rybody's got their heads bowed down":
"Ev'rybody singin' a sorrowful tune". La “triste canzone” (sorrowful tune) è incorporata nel suono che termina la parola “tune” o in quello strettamente correlato che termina la parola “from”. Tale sonorità ha un suo incessante e ciclico ronzio o mormorio. Perché tutte le linee di questa canzone sono in rima, e ogni linea si sente suonare come n (per esempio, "line" e "rhyme") , o (nel quarto verso) come m. Non è così, potreste dire, per quanto riguarda “ground” del primo verso? Ma a
“ground” è negata la d dalla rima con “Town”, allo stesso modo in cui a “bend”, nel terzo verso, viene negata la d dalla rima con “ frien' , e anche come “bomb”, con la sua b muta, viene messa in rima con “from”. E che cosa può fare questo ronzio o mormorio costante all'interno della canzone? Creare un tono di minaccia quasi-militare senza remissione, senza cedimenti, un sottofondo che piega le teste in basso e porta tutto giù ad Oxford Town. Pensate ai suoni della cornamusa e a come
l'irruzione del cantante si contrappone al ronzìo, all'aria cupa che il ronzìo diffonde su tutto. Le parole brevi fanno il loro lavoro. D'altra parte, "Mississippi" e "investigate" sono le parole lunghe del brano, e sono là in due linee successive, le due di chiusura:

Two men died 'neath the Mississippi moon
Somebody better investigate soon

Due uomini rimasti nel Mississippi un giorno di troppo. E' meglio che qualcuno guardi che sia fatta giustizia in tutto questo. Come qualcuno in realtà ha fatto.”(Evidentemente Ricks si riferisce a Kennedy).

Ora è sempre possibile fare di meglio, ma penso che sia difficile immaginarsi un'analisi più approfondita di questa canzone di quella fatta da Ricks. Se si mette tra parentesi il suo stile, che risulta a volte insopportabile, e andiamo alla sostanza, ci dice molte cose.
Innanzitutto scopriamo che già precocemente, forse fin da prima dei tempi di Freewheelin' , Dylan nutriva parecchi dubbi sul movimento per i diritti civili. Non lo ha mai idealizzato, e sapeva che, come esiste il Mr.Jones di destra, esiste anche il Mr. Jones di sinistra. Oxford Town non è quella canzoncina buttata giù senza pensare, su richiesta di Broadside, tanto per dare in pasto ad un certo pubblico quello che voleva sentire. E' una canzone piuttosto "intrecciata" come osserva Ricks, ed è stata congegnata con attenzione nei minimi particolari. Se Dylan l'ha buttata giù in poco tempo questo non farebbe che confermare la sua straordinaria abilità.Tuttavia, la cosa più impressionante che si scopre è che l'ispirazione di Dylan non è cambiata di un millimetro. I liberal volevano fare la rivoluzione, ma una rivoluzione tranquilla e si trovavano dentro un inferno da cui preferivano uscire. E si può scappare via, da Oxford Town, ma non per sempre. Se vuoi guardare a fondo nella
coscienza americana finisci per trovare l'ipocrisia, il tradimento, finisci davvero per voler uccidere il presidente. Senza sapere neanche perchè, tanto il tradimento è lontano, tanto la contraddizione è profonda. Forse c'è qualcuno che può risolvere tutto per noi, un'istituzione che ci tira fuori dalla melma, che ci permette di tornare tranquilli ai nostri focolari, fiduciosi, tanto siamo tutti americani, tutti buoni. Un punto di appoggio privilegiato, da cui sollevare il mondo, senza che nessuno si faccia troppo male. A quel tempo sembrava Kennedy, e nel caso di James Meredith il presidente aveva dato la sua risposta. Ma poi la contraddizione si è mangiata pure lui e oggi non c'è più un modo di uscire, il cerchio si è chiuso, come in Stuck Inside of Mobile. Ciò con cui si resta, sotto la Luna del Mississippi, non è la confortevole fiducia del liberalismo progressista, sono questi "down" martellanti che ci spingono giù, il ritornello asfittico come una nebbia tossica, i morti che segnano una linea irreversibile. Ci resta la certezza che non si poteva uscire da Oxford Town, oggi lo sappiamo
perché abbiamo visto il suo futuro, Scarlet Town, la città-mondo, satura di ogni bellezza e di ogni nefandezza, e soprattutto, secondo Dylan senza salvezza. E se devo dire la verità, pure io mi sono un po' perso, quindi meglio chiudere qui.

ciao, Miscio

Caz....pita Miscio, hai detto tutto tu senza nemmeno lasciarmi un piccolo spazio per rispopndere. Ma va bene così, anzi, benissimo, la lettura del tuo saggio è stata lunga e richiedeva concentrazione, ma è stato bello leggere il tuo disquisire. Alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Martedì 14 Febbraio 2017

The Cutting Edge 1965-1966: The Bootleg Series, Vol.12 premiato con il  Grammy

Nella 59esima edizione dei Grammy Awards, svolta allo Staples Center di Los Angeles, ha trionfato Adele, portando a casa cinque premi, tra i quali quello per il miglior album dell’anno. Il grammy per il miglior album storico è andato a Bob Dylan.

Best Historical Album

The Cutting Edge 1965-1966: The Bootleg Series, Vol.12 (Collector's Edition)
Steve Berkowitz & Jeff Rosen, compilation producers; Mark Wilder, mastering engineer (Bob Dylan)
Label: Columbia/Legacy

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Teatro: How does it feel? Something about Bob Dylan                             clicca qui

 

 
Lunedì 13 Febbraio 2017

Talkin' 10032 - miscio.tux

Oggetto: Oxford Town

Caro Mr. Tambourine,
ciascuno può dire quello che vuole di Dylan, ci mancherebbe, se non si formalizza lui, figurati se lo faccio io. Dico solo che il signor Leonardo Tondelli che hai linkato si sbaglia, Masters of War è una delle più belle canzoni mai scritte contro la guerra, e non faccio nessuna fatica a prenderla sul serio anche oggi. In secondo luogo ci dice che sarebbe un orrore usare il blues,“la musica del dolore e della schiavitù”,(definizione assai impropria per chiunque abbia leggiucchiato un po' di storia del blues) per lamentarti della tua ragazza: infatti chi ha mai ascoltato un bluesman che si lamenta della sua donna
(probabilmente tutti tranne Tondelli). Il terzo luogo “Bob Dylan’s Dream”, sarebbe una cavolata, che non è vero niente, sei giovane e non puoi avere quel genere di sentimenti. Forse per questo Dylan si è paragonato a Shakespeare, anche il bardo inglese era un falsario, non aveva mai visto il re di Danimarca e pretendeva di raccontarne morte e miracoli. Ce n'è anche per Oxford Town: Dylan conta balle, lì non c'è mai stato. E giù il carico: “È difficile capire come l’autore di bozzetti del genere possa essere stato identificato come portavoce politico di una generazione.” E per fortuna che poche righe sopra aveva definito Freewhelin' "un capolavoro", se lo spolpava ancora un po' non restava neanche l'osso. Se non crede a me poi, può andarsi a leggere quello che scrive Cristopher Ricks su Oxford Town, a partire da pagina 246 del suo Dylan's Visions of Sin. Spesso chi legge o ascolta Dylan scambia il vuoto della propria lettura per un vuoto della canzone: non è
così ragazzi, il fatto che gli abbian dato l'ultimo premiuzzo dovrebbe mettervi la pulce nell'orecchio. Avevo persino pensato di riassumere quello che dice Ricks, ma rinuncio, non vorrei che Sir Eglamore (che Dio lo fulmini, in senso buono, solo una saettina) mi desse ancora dell'erudito (colui che molto conosce e nulla capisce, la cui madre è sempre incinta e la cui specie affolla le Cattedre). Desisto quindi, mogio e bastonato. Il fatto è che mi sembrava impossibile, dopo aver ascoltato Zucchero a Sanremo, che qualcuno potesse criticare un testo di Dylan, ho ancora nei timpani il "menzognero" che vede il mare e le
foreste ( http://www.azlyrics.com/lyrics/zucchero/miserere.html ), ma che, con la stessa disinvoltura, avrebbe potuto vedere le locuste o la sfera celeste e persino il mio amico Oreste.
ciao, Miscio.

Hallo Miscio, permettimi di dire che mi son piaciuti tutti e due gli articoli di Tondelli che ho linkato, quello che parla del non perfetto modo di cantare di Dylan (forse proprio questo creerà parte della sua fortuna e del suo marchio di fabbrica che lo renderà riconoscibilissimo sin dalla prima parola, quella voce sgraziata, afonica e mal controllata che fece dire alla mamma di Springsteen, che per inciso non aveva capito assolutamente niente, “Questa persona non può cantare”, per fortuna ci penserà il figlio a smentirla!). Certamente i fans di allora di Dylan, ricordo fu la stessa cosa per me, rimasero stupiti quando sentirono la voce di “Self Portrait”, Marcus disse “Cos’è sta merda?” ed io invece mi chiesi chi cantava perchè mi sembrava impossibile che uno con la voce di Dylan potesse tirar fuori un tono così grave e pastoso, ma poi, negli anni a venire, capii che con tutta una serie di operazioni in sala d’incisione sarebbe possibile far cantare “Nessun Dorma” ad un gatto!
Tondelli non dice stupidate, la sua analisi mi sembra seria e ben valutata, (tu fai riferimento al suo articolo “Il Bob a ruota libera”), una recensione lucida ed onesta di “The Freewheelin’ Bon Dylan”. Non nasconde, ma lo sapevamo già tutti da anni, che la maggior parte di quelle melodie erano prese da altre canzoni e ballate più vecchie che erano state importate in America dai coloni che venivano da tutte le parti d’Europa portandosi appresso le loro tradizioni e le loro canzoni. Nel blues questo modo di agire era comunissimo, prendere una melodia e cambiare le parole era cosa di tutti i giorni, i bluesmen stessi facevano questo gioco, quando cambiavano città o villaggio, adattavano il testo a cose o dicerie che avevano sentito forse la sera prima in qualche bettola da qualche ubriacone.
Per “Oxford Town” non credo proprio fosse strettamente necessario esserci stato per scrivere una canzone su quello argomento (infatti Bob nella prima strofa dice che non si recherà ad Ofrord Town, “Oxford Town, Oxford Town, Tutti tengono le teste basse, Il sole non splende oltre il suolo, Non andrò ad Oxford Town”. I Giornali la televisione e le radio ebbero per diversi mesi come argomento principale la storia di quell’avvenimento, con resoconti di tutti i tipi e da tutti i punti di vista. Permettimi di riassumere brevemente l’argomento di “Oxford Town” per chi non l’avvesse ben presente, ma d’altronde non si può sapere a memoria tutti i testi di Bob o ricordarsi l’argomento di ogni canzone. “Oxford Town “ è la cronaca dylaniana che si riferisce ai violenti scontri che ebbero luogo nel campus universitario di Oxford, Mississipi, nel settembre del 1962, quando i segregazionisti bianchi presero d'assalto l'ateneo per impedire al primo studente afroamericano, James Meredith, di prendere parte alle lezioni. Il Presidente Kennedy fu costretto a mandare la Guardia Nazionale per scortare Meredith, ma gli scontri furono ugualmente violentissimi, con un bilancio di due morti (uno studente e un giornalista francese, Paul Guihard) e decine di feriti.
James Meredith si laureò in scienze politiche nel 1963.
Nel 1966, durante la famosa "Marcia Contro la Paura", organizzata dal Movimento per i Diritti Civili da Memphis, Tennessee, fino a Jackson, Mississippi, Meredith fu ferito (probabilmente da un cecchino del KKK). La foto che lo ritrae a terra, ferito, è una delle più famose su quella sanguinosa stagione di lotte per i diritti degli afroamericani, tanto che valse al fotografo che la scattò, Aubrey James Norvell, il premio Pulitzer nel 1967...

la foto di Meredith ferito

Per due anni Meredith frequentò la Jackson State University, dove ottenne buoni voti, e ispirato dal Presidente John Fitzgerald Kennedy, intese iscriversi all'università del Mississippi, con l'intenzione di fare valere i suoi diritti civili, frequentando l'università dello statale. Fino a quel momento infatti l'istituzione aveva accettato solo studenti bianchi secondo il sistema giuridico della segregazione razziale ma nel 1954, con la sentenza Brown v. Board of Education, la Corte Suprema aveva stabilito che la segregazione era incostituzionale nelle scuole pubbliche, mantenute da tutti i contribuenti.
Il Governatore dello Stato Ross Barnett, convinto segregazionista, si oppose fermamente al suo intento, promuovendo manifestazioni a supporto dell'impedimento all'integrazione nell'università e si verificarono violenti scontri che provocarono centinaia di feriti e due vittime.
A dispetto dell'ostilità politica e di gran parte della popolazione il 1º ottobre 1962, scortato dall'avvocato John Doar e dal capo del United States Marshals Service James McShane, Meredith si immatricolò all'Università del Mississippi, divenendone il primo studente afroamericano della sua storia, e l'evento costituì una pietra miliare nella storia dei diritti civili negli Stati Uniti; Meredith si laureò in scienze politiche il 18 agosto 1963.

Era vero che molte canzoni folk erano scritte a Tin Pan Alley, ma non dimentichiamo che Tin Pan Alley (cioè "Vicolo della padella stagnata") è il nome dato all'industria musicale newyorkese che dominò il mercato della musica popolare nordamericana tra la fine del diciannovesimo secolo e l'inizio del ventesimo secolo. In seguito il termine fu usato per designare l'intera industria musicale.
La Tin Pan Alley originale era un luogo specifico di New York City, la 28esima strada Ovest tra la Quinta e la Sesta Avenue. Questo fatto è oggi (2010) ricordato da una placca sul marciapiede della 28esima Strada tra Broadway e la Sesta Avenue, in un isolato che è parte del Flatiron District di Manhattan. L'origine del nome pare derivare dal suono cacofonico dei pianoforti, proveniente dalle finestre delle sale di prova, che ricordava quello ottenuto percuotendo padelle stagnate (alley è il nome dei tipici vicoli di New York), e questo era vero fino all’avvento delle prime etichette private come la Chess Records, fondata nel 1947, per produrre i primi pezzi di R&B e di Rock&Roll. Chuck Berry il 21 maggio del '55 incise il suo primo successo, Maybellene, che raggiunse la posizione numero cinque della Billboard rock charts e la numero uno della classifica R&B. Secondo molti è la prima canzone rock and roll della storia, e la prima canzone rock and roll ad avere un testo poetico.

Ma Dylan specifica chiaramente nella prima strofa della canzone:
“A differenza di molte canzoni del giorno d'oggi che sono scritte a Tin Pan Alley, che è il posto dove nascono molte delle canzoni folk del giorno d'oggi, Questa canzone è stata scritta da qualche parte negli Stati Uniti”.
Quel che creò veramente la tabula rasa non fu l’intelligenza di Dylan ma l’ignoranza del pubblico a cui si rivolgeva, gente abituata da anni ad ascoltare alla radio successi confezionati a TPA cantati da nomi famosi come Frank Sinatra, che pare abbia lasciato un’impronta indelebile anche nella mente di Bob, ma il grande pubblico americano, appeno uscito dalla II guerra mondiale non conosceva nomi come Bo Didley, Howlin’ Wolf, Muddy Waters, Etta James e Chuck Berry. E nemmeno era nota la Sun Records di Sam Phillips che lanciò con la sua etichetta Elvis Presley, Carl Perkins, Jerry Lee Lewis, Roy Orbison, Johnny Cash e Charlie Rich.
La musica del dopo Jazz e del dopo crooner fu portata alla ribalta dalla ricerca dei giovani americani che si cercarono e crearono i proprii idoli sostituendoli a quelli che l’establishment imponeva allora. Fu una vera rivoluzoione sociale, di costume, di stili di vita, di ideali e di musica, eleggendo a miti da copiare nei minimi paerticolari Marlon Brando, James Dean, Elvis Presley, Beatles e Bob Dylan che divenne in poco tempo “La voce di una generzazione”, quella voce che si levava sopra il coro delle voci che si udivano abitualmente.
Dylan descriveva i suoi sogni ed i giovani se ne impossessano come fossero i loro perchè è impossibile per due persone fare lo stesso sogno, ma se il sogno di un altro ti piace puoi farlo diventare un tuo ideale.
Dylan aveva intuito che si stava creando uno spartiacque fra la generazione dei reduci e quella dei teenagers cercando di mettere la sua intelligenza e lungimiranza dalla parte giusta, probabilmente per accumulare dei soldi per non dover andare avanti come commesso del negozio da elettricista di proprietà dei fratelli di suo padre Maurice e Paul, chiamato Micka Electric Co. Ad Hibbings, Mn.

Tondelli cita “Bob Dylan’s Dream” come il brano più brutto del capolavoro, e forse non ha tutti i torti, forse nel testo non c’è una sola parola vera, ma che importa, il ragazzo si stava facendo ed in seguito, tutto ciò che canterà diventerà Bibbia per i suoi seguaci. La melodia è pesa da "Lord Franklin", https://www.youtube.com/watch?v=ysFKjWG_W54 .
 

Invece l’amico Sir Eglamore, visto che siamo in invernio, sembra essersi rifugiato in letargo in attesa di tempi migliori per uccidere i suoi draghi (che a volte identifica in noi). Spero che si svegli presto perchè lo considero sagace ed intelligente, e leggo e rispondo sempre volentieri alle due disgressioni.
Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Sabato 11 Febbraio 2017

Bergamo: Mostra dal 4 al 19 Marzo - Bob Dylan, il mito da Nobel             clicca qui

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Chiunque canta meglio di Bob Dylan                                                         clicca qui

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Il Bob a ruota libera                                                                                     clicca qui

 

 
Venerdì 10 Febbraio 2017

Sanremo 2017, il momento peggiore è l'imitazione trash di Bob Dylan      clicca qui

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"Triplicate",  i remake di Dylan dei più grandi songwriters americani        clicca qui

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Talkin' 10031 - pinfede

E’ vergognoso ed indegno che una mitica leggenda vivente sia stata trasformata in una caricatura idiota. Complimenti a Carlo Conti, forse le troppe lampade gli hanno fuso il cervello, o forse si è convinto che la vita sia veramente un tale e quale show. Per quello che ha fatto l’imitazione non spreco neppure una parola, non ne vale la pena. Ciao a tutti, Federico.

Anch'io son rimasto senza parole a bocca aperta come te e come credo tantissimi altri, anche non fans di Bob. Meglio dimenticare in fretta quell' osceno momento. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Giovedì 9 Febbraio 2017

Tour 2017: tre nuove date a Londra

Comunicate tre nuove date al London Palladium per il 28/29 e 30 Aprile. I Biglietti saranno in vendita dal 10 Febbraio 2017. Ecco l'elenco aggiornato:

01 Aprile 2017 - Stockholm, Sweden - Stockholm Waterfront
02 Aprile 2017 - Stockholm, Sweden - Stockholm Waterfront
04 Aprile 2017 - Oslo, Norway - Spektrum
06 Aprile 2017 - Copenhagen, Denmark - Opera House
07 Aprile 2017 - Copenhagen, Denmark - Opera House
09 Aprile 2017 - Lund, Sweden - Sparbanken Skåne Arena
11 Aprile 2017 - Hamburg, Germany - Barclaycard Arena
12 Aprile 2017 - Lingen (EMS), Germany - EmslandArena
13 Aprile 2017 - Dusseldorf,Germany - Mitsubishi Electric HALLE
16 Aprile 2017 - Amsterdam, Netherlands - AFAS Live (ex Heineken Music Hall)
17 Aprile 2017 - Amsterdam, Netherlands - AFAS Live (ex Heineken Music Hall)
18 Aprile 2017 - Amsterdam, Netherlands - AFAS Live (ex Heineken Music Hall)
20 Aprile 2017 - Paris, France – Le Zenith Paris-La Villette
22 Aprile 2017 - Esch-sur-Alzette, Luxembourg - Rockhal
24 Aprile 2017 - Antwerp, Belgium - Lotto Arena
25 Aprile 2017 - Frankfurt, Germany - Festhalle Frankfurt
28 Aprile 2017 - London, England - London Palladium (new)
29 Aprile 2017 - London, England - London Palladium (new)
30 Aprile 2017 - London, England - London Palladium (new)
03 Maggio 2017 - Cardiff, Wales - Motorpoint Arena
04 Maggio 2017 - Bournemouth, England - Bournemouth Interational Centre
05 Maggio 2017 - Nottingham, England - Motorpoint Arena
07 Maggio 2017 - Glasgow, Scotland - SECC Clyde Auditorium
08 Maggio 2017 - Liverpool, England - Echo Arena
09 Maggio 2017 - London, England - The SSE Arena, Wembley
11 Maggio 2017 - Dublin, Ireland - 3Arena
17 Giugno 2017 - Dover, Delaware, U.S.A. - Firefly Festival - The Woodlands of Dover

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Sanremo: e all’Ariston arrivò Bob Dylan....                                                clicca qui

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Bob Dylan ha usato una mia foto per creare questo dipinto, cosa dovrei fare?

by Lisa Thompson Bagherpour:
 

   

                         New England Depot                                   Abandoned Sewell Station (West Jersey & Seashore Railroad)
                                                                                                           780 Atlantic Avenue - Sewell - Mantua Township
                                                                                                                   Gloucester County, New Jersey 08080

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10155858176704768&set=a.223278059767.176104.787744767&type=3&theater

http://fairiegoodmother.deviantart.com/art/Abandoned-Train-Station-3-101027218

Bob Dylan (artista insignito del premio Nobel per la letteratura 2016) ha usato una foto scattata da me per un suo dipinto... davvero figo!!! Il fatto è che lui non ha chiesto il mio permesso per farne un uso commerciale . Mmmmm, quindi cosa dovrei fare? Dovrei averne almeno una copia autografata del libro della mostra, non credete! Peraltro, a differenza di quanto dichiarato nel libro di presentazione della raccolta “Beaten Path”, che si tratta di una stazione del New England, invece non è vero perchè questa è la vecchia stazione abbandonata di Sewell, New Jersey, che si trova proprio nella strada di fronte alla mia!!! Aiutatemi!!! Condividete questo post e spero che Bob Dylan mi porti almeno una copia firmata del suo libro!!!

 

 
Mercoledì 8 Febbraio 2017

Sanremo 2017: What's that shit?

Lo scherzo di Carlo Conti di presentare un pessimo imitatore di Bob Dylan sul palco del Teatro Ariston aveva il sapore quello che scippa la borsetta ad una vecchietta convinto di essere un ganzo.
La cosa è stata pietosa, imitazione da voto 2 / 2-, Ubaldo Pantani ce l’avrà anche messa tutta ma l’esclamazione di tutti i dylaniani di certo è stata quella del titolo, cioè “WHAT’S THAT SHIT?”, permettendoci di rubare le parole a Greil Marcus per esprimere l’indignazione della sgradita sorpresa che era nell’aria dopo le dichiarazioni di Carlo Conti il quale , dopo “Tale e Quale Show”, pare aver smarrito il senso della realtà non riuscendo più a capire con chi sta parlando, senza parlare del pubblico indottrinato e plagiato che faceva standing ovation a ripetizione a fior di imitatori “pelagalline”. Diciamo che in tempi come questi dove pare che i presidenti non possano decidere niente senza consultare il parere dell’uomo della strada (evitando di commentare se certe decisioni siano giuste o sbagliate. D’altronde ci si ricorda ancorta quando, durante la guerra del 15/18 se ti rifiutavi di uccidere o di andare all’assalto ti sparavanono nella schiena come ai vigliacchi, e poi c’erano le famigerate decimazioni dove chi veniva contato era un uomo morto al di là se aveva fatto il suo dovere o meno!). Un discreto imitatore perlomeno dovrebbe sostenere la sua performance nel modo migliore possibile, se suoni la chitarra, o se fai finta, muovi almeno la mano facendo finta di cambiare accordi, e se non li sai ti fai almeno dare una infarinatura per non far la figura del pelagalline. Stendendo un velo pietoso sull’esecuzione di “Blowin’ in the wind”, il buon Ubaldo avrebbe almeno dovuto sostenere il gioco pur usando un inglese maccheronico che non voleva dire niente, ma mettersi a parlare in toscano e dire che non è andato a Stoccolma a ritirare il premio Nobel perchè ormai si era iscritto ad un corso di Pilates mi sembra una comicità da due soldi tipo quella del rum più bevuto nei peggiori bar di Caracas. Abbiamo visto di peggio da mamma TV, pazienza, facciamoci una risata e non pensiamoci più.
Chi non avesse visto l’esibizione in diretta può vederla in video cliccando sul link sotto.

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Sanremo-2017-Bob-Dylan-a-Sanremo-lui-o-non-e-lui-0ff87c3e-d028-435f-99fb-95f9f16ad055.html

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Talkin' 10030 - cmfansite

Oggetto: Bob Dylan a Sanremo: non s'era capito che quella di Conti era una battuta?

Salve a tutti.
leggo sul sempre puntuale Maggie' s Farm che alcuni siti hanno riportato le parole di Carlo Conti a proposito di un presunto invito a Bob Dylan per Sanremo, e rimango allibito: ma davvero questi siti che hanno rilanciato la notizia non si sono resi conto che quella del presentatore toscano era una battuta? La verità è che Carlo Conti, stuzzicato dai giornalisti a proposito della ventilata presenza della brava comica Virginia Raffaele, ha preferito non sciogliere la riserva, rispondendo con queste testuali parole: "Stiamo cercando di portare anche Bob Dylan al Festival di Sanremo. Visto che non è andato a ritirare il Nobel, sarebbe una bella cosa, è un tentativo che stiamo provando a fare”.
Era ovvio che fosse una battuta! Quel riferimento al Nobel era chiaro, e poi guardando il video si vede Conti che si mette a ridere dopo averlo detto. Più chiaro di così. Resta da capire se certi siti non abbiano davvero capito, o abbiano finto di non capire, non esitando così a prendere in giro i lettori per qualche click in più.
Antonio.

Caro Antonio, purtroppo la tua interpretazione si è rivelata inesatta, Carlo Conti aveva preparato (secondo lui) una mirabilissima sorpresa ed era per questo che rideva nell'intervista, con l'idea di aver fatto una furbata galattica presentando un imitatore (sul quale stenderei un altro velo pietoso) che ha fatto tutto quello che era in grado di fare per rendere "ridicola e macchietta" la sua interpretazione di un "mito" come Bob Dylan, imitatore che certamente era convinto di strabiliare il pubblico con una imitazione "end of the line". Diceva Henry Ford: "Abbiamo bisogno di persone brave, non di brave persone", forse un giorno anche Carlo Conti capirà il significato di queste parole. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Martedì 7 Febbraio 2017

Carlo Conti: "Stiamo cercando di portare al Festival Bob Dylan"               clicca qui

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Sanremo, Conti: "Stiamo cercando di avere come ospite Bob Dylan"       clicca qui

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Sanremo, Bob Dylan possibile ospite                                                         clicca qui

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Sanremo 2017: trattative in corso per portare Bob Dylan                           clicca qui

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Talkin' 10029 - dinve56

Oggetto: Ultime considerazioni su Tarantula o no?

Buon giorno Mr.Tambourine,
non so se la mail del 27 ultimo scorso concluda davvero l'esplorazione "tarantoliana". Avevo ed ho altre considerazioni, ma temo portino un po' troppo fuori dall'ambito musicale. Ho apprezzato molti interventi di dylaniani competenti in fatto di musica, settore in cui difetto molto, semplicemente perchè alcune canzoni mi piacciono ed altre meno, ma se mi chiedi le motivazioni della preferenza accordata all'una piuttosto che all'altra, vado in crisi perchè non ho competenza tecnica in merito. Però, se posso dirla tutta come la penso, gli occhi li abbiamo tutti e mi pare che Dylan il palco lo tenga bene, con simpatica e sempre rinnovata autorevolezza. Anche chi lo circonda mi piace, soprattutto Tom Petty ed altri cantanti e strumentisti che sono in magica sintonia con Bob. Insomma, se non è un problema esorbitare troppo dal sound, tento un approfondimento delle ultime considerazioni sul libro. Lunga vita. Carla.


Permettimi di dire che, a mio parere, Tom Petty & The Heartbreakers sono stata la miglior backing band che Dylan abbia mai avuto, una band con un sound potente, preciso, piacevole, squillante e mai esagerato. Naturalmente Dylan ha avuto musicisti altrettanto validi sia in studio che dal vivo, ma come si dice, ognuno ha le sue preferenze. Se vuoi dissertare ancora su Tarantula credo che la cosa sia gradita a molti perchè ci hai fatto vedere un nuovo modo di considerare quello che molti consideravano un libro di pochissimo valore. Restiamo in attesa del tuo approfondimento, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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I'm not there – Alle molte vite di Bob Dylan                                                clicca qui

 

 
Lunedì 6 Febbraio 2017

Il “flirt” di Dylan con il “Great American Songbook” è durato abbastanza

Questa settimana è stata annunciata l’uscita dell’ultimo album di Bob Dylan. “Triplicate” è una raccolta di tre album la cui uscita è prevista a fine marzo. Per i fanatici di Dylan (come me), le voci circa la prospettiva di un triplo album dal nostro eroe era particolarmente emozionante. Tre interi album di Dylan in un colpo solo! Ahimè, questa euforia non è durata a lungo. “Triplicate” è costituito esclusivamente da cover pescate dal “Great American Songbook”, proprio come i due album precedenti, Shadows in the Night (2015) e Fallen Angels (2016).
La storia di artisti che ri-registrano canzoni di Frank Sinatra col solo fine di fare qualche dollaro alla svelta è diventata un evento familiare. Rod Stewart e Robbie Williams hanno fatto il loro peggior album con questo proposito. Ma per Dylan questo è stato molto più di un esercizio per fare soldi. Shadows in the Night, in particolare, è davvero un bellissimo album. La sua voce roca ora, stanca del mondo, è una partner perfetta per queste vecchie canzoni che narrano del tempo passato, di amori perduri e di rimpianti. I due albun precedenti erano impeccabili, troppo, e sono sicuro che “Triplicate” lo sarà altrettanto.
La passione di Dylan per le canzoni del “Great American Songbook” ha dato un nuovo impulso anche al Never Ending Tour. Il concerto del 2015 alla Royal Albert Hall è stato spettacolare. Le versioni delle cover sinatriane sembravano fantastiche e sembravano aver suscitato in Dylan un nuovo trasporto verso le sue canzoni, specie per Tangled Up in Blue e She belong to me. Andando a vedere Dylan dal vivo, come molti possono testimoniare, può finire anche in un disastro, ma questa attuale scorpacciata di Sinatra sembra essere ispiratrice di una buona forma.
Detto questo, penso che sia davvero giunto il momento per il grande uomo di abbandonare la routine di Ol 'Blue Eyes. Durante la sua carriera, Dylan ha registrato e suonato cover di brani tradizionali, ma tre album di fila (che sono cinque dischi) di canzoni di altre persone è troppo da sopportare anche per i suoi fans.
Il periodo pre-Shadows in the night era pieno di musica magnifica. Il pescare dentro album come Time Out of Mind, Love and Theft e Modern Times era veramente miracoloso. Together Through Life e Tempest che li hanno seguiti erano due album di routine, ma avevano, comunque, i loro punti alti. Dopo un terribile 2016, nel quale abbiamo perso David Bowie e Leonard Cohen, spero che non sia di cattivo gusto mendicare il 75enne Dylan per darci un po' di materiale originale il più presto possibile, nel caso in cui, beh, non si sa mai.........
Naturalmente, a Dylan interesserà poco di quello che la critica penserà o dirà di “Triplicate”. Avere pazienza è parte del divertimento di essere pazzi di Bob Dylan. Non ha mai fatto quello che ci si aspetta da lui e, così dopo essere stato premiato con il premio Nobel per la letteratura, l'apparente abbandono della propria lirico-scrittura sembra essere quanto si può avere oggi da Dylan, come sempre, lui tira dritto per la sua strada.

(Fonte:https://life.spectator.co.uk/2017/02/time-bob-dylan-dropped-frank-sinatra-act/)

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“Do I really want to set this in Denmark?”                                                 clicca qui

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Talkin' 10028 - nv.nico

Ciao a tutti amici della Fattoria!
Vi segnalo la puntata speciale del Buonasera di Telepace di giovedì scorso dedicata al Nobel di Bob Dylan con me e Luigi "Dillo" Di Lorenzo come ospiti in studio! Si è parlato e suonato.

https://youtu.be/cJoXtw6LdLc

In attesa di pareri, Nicolò "Nightingale" Villani

Grazie Nicolò, se qualcuno vuole esprimere un parere sarà gradito! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10027 - teolorini

Oggetto: sheet is not shit

Caro Tamburino,
ti scrivo perché temo ti sia capitato un piccolo accidente di traduzione.
Ci ho messo un po’ a capire l’ultima tua risposta a Domenico Pasculli. Poi ho supposto che con la frase:
«aspetta il prossimo che potrebbe essere, secondo i canoni dylaniani, un Masterpiece o un "What's that sheet”!»
tu volessi alludere all’arcinoto incipit della recensione di Greil Marcus a Self Portrait.
Poco male, per carità. Se, come insegna Orazio, “quandoque bonus dormitat Homerus” ("talvolta anche il bravo Omero si appisola"), ci sta che anche tu possa esserti distratto per un secondo o che, come accade, il fastidioso correttore automatico abbia stravolto il senso della tua frase. Fatto sta che, dove Marcus si chiedeva «Cos’è questa merda?», la tua risposta a Pasculli suona: «potrebbe essere, secondo i canoni dylaniani, un Masterpiece o un "Cos’è quel foglio?”,
un’interrogativo che (a meno che a me non sfugga qualcosa) appare privo di senso: forse, da gestore del sito, ci puoi rimediare senza soverchio clamore.
Spero di esserti stato utile, Teo Lorini

Sei stato utilissimo caro Teo, ti ringrazio per avermi segnalato questo madornale errore, effettivamente ogni tanto, scrivi e riscrivi, dalla penna escono cose diverse da quello che pensi. Volevo proprio dire "What's that shit”, ma è uscito "sheet". Pazienza, non è stata la prima e non sarà nemmeno l'ultima castroneria che scrivo, ma giuro di averlo fatto in buona fede, comunque, correzione fatta! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o).

 

 
Sabato 4 Febbraio 2017

Talkin' 10026 - domenico.pasculli

Che palle e che fastidio questo importuno, molesto, noioso, scocciante, seccante ed irritante triplo disco ancora sinatriano. Ma Dylan non ha ancora capito che a noi non ci frega niente di Sinatra? O pensa solo a se stesso? Sono senza parole! Scusa lo sfogo Tambourine, ma quando ce vò ce vò!
Mimmo

Capisco perfettamente la tua delusione Mimmo, anche se penso tu sia in buona compagnia. Molti pensano quello che tu hai scritto ma lo tengono nella penna invece di copiarti esternandolo. Hai sempre la possibilità di ignorare questo disco se ti indispone così tanto, armati di santa pazienza ed aspetta il prossimo che potrebbe essere, secondo i canoni dylaniani, un Masterpiece o un "What's that shit"! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Questa sera a Segrate la rassegna musicale dedicata a Dylan                clicca qui

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Senigallia ore 18,00: Omaggio a Bob Dylan                                             clicca qui

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Libri: "Bob Dylan: 99 motivi per scoprirlo insieme a tuo figlio"              clicca qui

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Talkin' 10025 - daniella.bardelli

Ciao Mr.Tambourine, non so capire ascoltando Dylan come sa suonare il piano e la chitarra, però c'ho riflettuto in forma di poesia:

https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/2017/01/31/dicono-di-dylan/

Dianella Bardelli

Grazie Daniella, non è solo carisma, è che lui dice le cose che noi tentiamo di pensare, a volte senza riuscire a legare per giungere ad una conclusione, e che non siamo capaci di dire nel modo e nelle forme che usa lui. Se poi fosse circondato da musicisti migliori pensa che spettacolo sarebbe! Non solo valido dal punto di vista culturale ma anche finemente musicale. Ma questo è solo un mio desiderio, non necessariamente utile per Bob, lui ha ottimi musicisti che l'accompagnano, ma a me piacciono altri musicisti e non è un delitto desiderare una cosa simile. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10024 - dinve56

Buongiorno Mister Tambourine,
grazie delle gentili parole con cui hai ricompensato l'intenso impegno della lettura integrale del " romanzo" giovanile di Dylan.
E' stata un'esperienza arricchente, come lo è la frequentazione del sito, miniera di informazioni e conoscenza su una delle figure che hanno segnato i nostri tempi. Poche volte mi è capitato di leggere un'opera e di sentirmi in "tight connection" con l'Autore che l'ha scritta, e la lettura di "Tarantula" mi ha regalato questa bella esperienza, paragonabile a ciò che ho provato leggendo "I Malavoglia", qualche pagina de "I Promessi Sposi", "Il Gattopardo" , e poche altre opere. Adesso mi riposo un po' e riordino, grazie al sito, la mia conoscenza cronologica del canzoniere di Dylan, mi aggiorno sulle ultime opere e sull'imminente uscita del nuovo album. Mi riprometto tuttavia di scandagliare ancora "Tarantula", che nasconde altri segreti sul nesso tra parole e musica che rendono così originale e spettacolare l'arte dylaniana.
A presto. Lunga vita a Bob e a tutti noi. Carla.

Cara Carla, probabilmente tu hai affrontato la lettura di "Tarantula" in modo molto meno superficiale di moltissimi altri che non hanno avuto la pazienza di leggere tra le righe alla ricerca dei significati quasi nascosti, e questo ti fa onore. Molti fans di Bob dovrebbero seguire il tuo esempio, ma "Tarantula" è veramente una serie di pensieri difficili da interpretare e al giorno d'oggi le persone vivono di corsa e di conseguenza hanno a disposizione pochissimo  tempo per fermarsi ad approfondire. Diciamo che è più comodo trovare la pappa già fatta invece di doversela fare. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Venerdì 3 Febbraio 2017

Talkin' 10023 - gianola.aldo

Ciao Mr. Tamoburine!

https://www.youtube.com/watch?v=frcxdYBDygw

secondo te di che si tratta???
è una versione alternativa di Pay in blood potrebbe essere un soundcheck?? Bob ha partecipato all'Inaugural Ball per Trump??
Ciao e Grazie!!

Ciao Aldo, non credo proprio che Bob abbia partecipato all'evento! A mio avviso è una delle versioni live che si possono trovare o su Youtube o su qualche bootleg pirata. Inoltre credo che questa cosa sia stata fatta in chiave polemica da qualcuno che sia apertamente contrario a Trump. Infatti la traduzione di Pay in Blood, non la riporto tutta ma solo il pezzo che potrebbe sottintendere la satira:

Ho giurato di rispettare le leggi di Dio
Potreste mettermi davanti a un plotone di esecuzione
sono stato fuori e in giro con uomini turbolenti
Proprio come te, mio bell’amico
La mia testa è così dura, deve essere fatta di pietra
Pago col sangue, ma non il mio

Un altro politico ti sta prendendo per il culo
Un altro mendicante arrabbiato ti sta mandando un bacio
Hai gli stessi occhi di tua madre
Se solo tu potessi provare chi era tuo padre
Qualcuno deve averti messo una droga nel tuo vino
Lo inghiottì e passi il limite
L'uomo non può vivere di solo pane
Pago col sangue, ma non il mio


 

Naturalmente questa è solo la mia interpretazione! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10022 - fyguns

Chissà che con questo triplo album Dylan scarichi una volta per tutte questo andazzo di cover lagnose,
e se proprio non ha ispirazione per inediti almeno si dedichi alle Bootleg series...
Saluti, Fyguns.

Non saprei proprio cosa dirti, certamente molti appassionati di Dylan saranno contrariati da questo filotto di album e canzoni che con Dylan non hanno niente in comune se non i ricordi della sua infanzia e la sua voce attuale. Altri invece gradiranno queste cover che acquistano una suggestione particolare con la voce del vecchio Bob. Naturalmente, come accade di solito quando Dylan fa qualcosa, c'è chi apprezza e chi lo mette alla gogna perchè ognuno ha il suo Dylan preferito e per molti non è certo il Dylan che coverizza Sinatra e crooner d'epoca. Ma questa è la veste che ha scelto attualmente Bob, e credo che alla sua età, con una carriera ineguagliabile alle spalle, abbia pure il diritto di fare ciò che gli piace e lo diverte, indipendentemente dal giudizio degli altri che, se proprio non condividono l'operato, non sono obbligati a comprerare "Triplicate" ma possono sempre aspettare il prossimo album sperando che magari Bob venga preso da qualche altra mania. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10021 - cimar2003

Ciao Mr. Tambourine, volevo segnalare questo interessante post.
Il grande Woody Guthrie non sbagliava.
Riguardo alla famiglia Trump è proprio il caso di dire “ buon sangue non mente…).
Tempi duri per gli USA.

La storia di "Old man Trump", la canzone di Woody Guthrie contro il padre di Donald Trump
L'Huffington Post | Di Renato Paone http://www.huffingtonpost.it/2017/01/27/storia-old-man-trump-canzone-woody-guthire-padre-donald-trump_n_14431322.html 

     

    Woody Guthrie 1912 – 1967              Frederick Christ Trump 1905-1999

Nel dicembre 1950, un uomo varca la soglia di un appartamento nel complesso di Beach Heaven, Brooklyn. È un uomo che ha fatto della musica la sua vita. Una vita tumultuosa, scandita da numerose tragedie. Il suo nome è Woodrow Wilson Guthrie, nome che il padre gli diede in onore dell'omonimo presidente. Chi lo conosce, però, preferisce chiamarlo semplicemente Woody. Rimasto solo in giovane età, Woody, chitarra in spalla e armonica in tasca, lascia l'Oklahoma, sua terra di origine, e comincia a viaggiare in lungo e in largo per gli Stati Uniti. Sua sorella era morta in un incidente per colpa di una stufa esplosa in casa, la madre ricoverata per una grave malattia e il padre morto in circostanze mai chiarite. Vive alla giornata, fa qualsiasi lavoro gli venga proposto. E comincia a scrivere canzoni. Protagoniste dei suoi testi sono le persone che incontra, perlopiù lavoratori, operai, gente che combatte per arrivare alla fine del mese, vittime di una società che li ha relegati in un angolino dove si è accumulata la ruggine delle acciaierie e delle fabbriche, luoghi che lui conosce molto bene. La musica che scrive lui la considera un'arma. I suoi proiettili sono le storie, storie di scioperi e di lotta sociale. La sopravvivenza dell'uomo qualunque. Inizia a suonare con alcuni gruppi folk, che diventerà poi il suo genere, e la sua musica qualche anno dopo ispirerà un giovane di nome Bob Dylan. Poi l'America entra in guerra, siamo negli anni '40, e Woody viene imbarcato nella marina mercantile. La sua nave, tempo dopo, verrà affondata e naufragherà in Sicilia. Il ritorno in patria non è dei migliori: il governo lo segue, così come i federali. Viene inserito nella lista nera di McCarthy, le sue idee di sinistra e il suo appoggio al mondo dei sindacati sono considerate pericolose. Per non parlare delle sue canzoni. "This land is your land", scritta nel 1940 e pubblicata nel 1945, era diventata un inno di protesta nei confronti della disuguaglianza tra le classi negli Usa e l'eccessiva privatizzazione del paese. Eccolo, quindi, nel freddo inverno newyorchese, entrare nel nuovo appartamento di Beach Heaven, "La spiaggia del Paradiso". Nel contratto di locazione, accanto alla sua firma, ne appare un'altra, quella di un uomo che, per stile di vita e ideali, può tranquillamente essere definito la nemesi di Woody. Un uomo ricchissimo, che ha fatto dell'edilizia la sua ragione di vita: Frederick Christ Trump Jr. Un uomo risoluto, figlio di immigrati tedeschi di Kallstadt. La madre si chiamava Elizabeth, il padre come lui, Friedrich. E il loro cognome non si pronunciava Tràmp, ma un più incisivo Trùmp. Ma Fred Jr. era nato nel Bronx e ben presto il cognome perse quel peculiare suono tedesco, per poi americanizzarsi. Lui stesso si imbarazzava a dire di avere origini tedesche: preferiva dire che i suoi provenissero dalla Svezia, anche per non allontanare potenziali inquilini di fede ebraica, che difficilmente avrebbero firmato un contratto con un tedesco, soprattutto all'epoca. Anche lui si diede da fare in giovane età: a 15 anni cominciò a interessarsi di edilizia e di affitti, mentre lavorava come falegname. Mise su una società, che intestò alla madre. Vivevano insieme nel Queens. Proprio qui, nel 1927, durante il Memorial Day, scoppiano dei disordini. Il Ku Klux Klan marcia per le strade per protestare contro la polizia di New York, secondo loro composta solo da immigrati cattolici che odiano i "nativi americani protestanti bianchi". Tra questi c'è Fred Trump, che viene arrestato. Chi lo conosceva sapeva delle sue idee, molto vicine a quelle del KKK. Dopo l'arresto, Fred torna in carreggiata e si dedica anima e corpo al suo business: negli anni a venire costruirà più di 27mila appartamenti in affitto a prezzo accessibile nelle zone di Coney Island, Bensonhurst, Sheepshead Bay, Flatbush e Brighton Beach, a Brooklyn e Flushing, infine a Jamaica Estates nel Queens. Aveva sfruttato una licenza pubblica della Federal Housing Authority, che gli garantiva l'incasso delle locazioni. Ben presto riuscì a mettere da parte una fortuna, inaugurando un vero e proprio impero.Woody iniziò così a conoscere Fred Trump, e, vivendo in uno dei suoi condomini (ci rimarrà per due anni) comprese la realtà di quei palazzi, di chi ci viveva e di chi li gestiva. Iniziò a scrivere testi feroci, la sua rabbia trasudava in ogni nota. Tra queste, la più famosa è "Old man Trump". Woody era venuto a conoscenza di una piccola regola non scritta: in quegli appartamenti dovevano abitarci solo bianchi. La realtà che lo circonda inizia a stargli stretta, odia quei bigotti bianchi che camminano felici per strada, gente che ha paura dell'uomo nero e di chi non è come loro. Un credo, una paura, foraggiata dal "palazzinaro" Trump, che in silenzio asseconda tutto questo. E per Woody "Beach Heaven" diventa presto "Bitch Haven". Sei anni dopo, Woody si ammala, le sue condizioni di salute peggiorano. Gli viene diagnosticata la Corea di Huntington, una malattia che provoca alterazioni del comportamento e gravi danni neurologici. Viene mandato in un ospedale psichiatrico, dove rimarrà, tranne qualche breve periodo, fino al giorno della sua morte, il 3 ottobre 1967.

OLD MAN TRUMP
[1952]
Words by Woody Guthrie
Music by Ryan Harvey

I suppose that Old Man Trump knows just how much racial hate
He stirred up in that bloodpot of human hearts
When he drawed that color line
Here at his Beach Haven family project

Beach Haven ain't my home!
No, I just can't pay this rent!
My money's down the drain,
And my soul is badly bent!
Beach Haven is Trump’s Tower
Where no black folks come to roam,
No, no, Old Man Trump!
Old Beach Haven ain't my home!

I'm calling out my welcome to you and your man both
Welcoming you here to Beach Haven
To love in any way you please and to have some kind of a decent place
To have your kids raised up in.

Beach Haven ain't my home!
No, I just can't pay this rent!
My money's down the drain,
And my soul is badly bent!
Beach Haven is Trump’s Tower
Where no black folks come to roam,
No, no, Old Man Trump!
Old Beach Haven ain't my home!


IL VECCHIO TRUMP

Secondo me, il vecchio Trump lo intuisce quant’odio razziale
Ha rimescolato e portato a galla in quella sanguinosa pentola di cuori umani
Quando ha tracciato quella linea colorata
Qui al complesso di edilizia popolare “Beach Haven”

Beach Haven non è casa mia!
No, proprio non posso pagare l’affitto!
Come soldi, sto messo a terra,
E ho l’umore sotto i tacchi!
Beach Haven è la Torre di Trump
Dove nessun negro può entrare,
No, no, vecchio Trump!
Beach Haven non è casa mia!

Vi do il mio caloroso benvenuto, a lei e a suo marito,
Benvenuti qui a Beach Haven
Per amarvi come più vi aggrada e per avere un posto decente
Per tirare su, qui, i vostri bambini

Beach Haven non è casa mia!
No, proprio non posso pagare l’affitto!
Come soldi, sto messo a terra,
E ho l’umore sotto i tacchi!
Beach Haven è la Torre di Trump
Dove nessun negro può entrare,
No, no, vecchio Trump!
Beach Haven non è casa mia!

Grazie Pinna per questa interessantissima informazione! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Giovedì 2 Febbraio 2017

Bob Dylan. Nuovo triplo album e cover di Frank Sinatra                           clicca qui

Bob Dylan, tre album e trenta canzoni nel nuovo disco                            clicca qui


Bob Dylan: sorpresa a fine marzo, il triplo album di cover "Triplicate"    clicca qui

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Talkin' 10020 - sewe14

Ciao Mister, ti scrivo riguardo alla questione se Bob sappia suonare o meno. La leggenda dice che da ragazzo, quando lasciò il Minnesota in cerca di fortuna, non faceva in tempo a sentire una canzone che già era in grado di riprodurla con la sua chitarra. Nils Lofgren, il chitarrista di Springsteen, ha raccontato che per divertimento, lui e Bob, spesso si sono sfidati in assoli alla chitarra elettrica, e nonostante non fosse la sua caratteristica più nota, Dylan ci sapeva veramente fare ed era un musicista libero e generoso. In molti video dei suoi live da dimostrazione di saper suonare, in altri sembra svogliato. Mark Knopfler ha dichiarato che si, non sarà tecnicamente perfetto, ma la passione che emerge dal suono della chitarra e del piano di Bob, mettono in secondo piano le sue lacune. Non è stato inserito nella classifica dei 100 migliori chitarristi di una nota rivista specializzata e Joni Mitchell non lo apprezza. Di contro Neil Young, nel suo libro " il sogno di un hyppie"dice che Bob quando si esibiva da solo, aveva un modo unico di suonare la chitarra e l'armonica che lo affascinavano. Dove sta la
verità? P.s. Secondo me Bob sa suonare, eccome, ma coerente con la sua testa, paragonata ad un diamante scheggiato, indecifrabile per lo più delle volte, può fare assoli molto buoni come nel caso della performance di "love sick" in occasione del grammy award per "time out of time" o scadenti come accaduto in altre occasioni (vedere youtube). Live long and prosper, alla prossima. Marco Severgnini

Ciao Marco, questo della capacità strumentistica di Bob è un argomento aperto a mille opinioni diverse. Le tue parole sono a favore di Bob mi par di capire, ma credo che nessuno di noi voglia dire che Bob sia un incapace, essere un mediocre strumentista non vuol dire essere stupidi, vuol dire solo che in altre cose puoi essere migliore, e nel caso di Bob è evidente che è molto meglio come songwriter che come strumentista. Chi suona uno strumento qualsiasi ad un discreto livello sa che non è abbastanza avere una grande passione per scusare le lacune strumentali, uno strumento o lo si suona bene bene o lo si suona accettabilmente senza far gridare al miracolo come possono fare certi superlativi artisti. Vai a rivedere qualche videoclips dei King Crinson, Yes, Eric Clapton, Frank Zappa & The Mothers of Invention, E.L.&P., Queen per vedere cosa vuol dire essere degli "strumentisti". Naturalmente ognuno di noi la vede a modo suo, ma questo non cambia la situazione di fatto, Bob è certamente il più grande e significativo songwriter del nostro secolo ma non sarà mai in nessuna classifica dedicata agli strumentisti. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10019 - dinve56

Buongiorno Mr. Tambourine,
presto fede all'impegno assunto e ti scrivo le ultime personali considerazioni sul discusso e controverso "romanzo" giovanile di Dylan, fermo restanto che nessuno mette in discussione la fama e la grandezza del premio Nobel 2016. Vedo che il sito si arricchisce di nuove opinioni e nuove domande sulle nuove generazioni e su ciò che pensano in merito ad un personaggio che, per quelli della mia età è certamente familiare, se non noto in tutti i suoi aspetti.
Ho detto nella parte conclusiva del precedente messaggio che non è solo Aretha il simbolo del sound. Negli ultimi episodi del libro appaiono personaggi maschili: "il blues dell'angelo cowboy" e "il pianista l'ho trovato con gli occhi stortissimi ma ferrato quanto mai". Forse il filo conduttore che cercavo consiste nell'interpretazione di "Tarantula" come metafora della ricerca di nuovi segreti musicali e, al tempo stesso, profezia del futuro successo. L'angelo cowboy è un'immagine letterariamente nuova, che si materializza nell'immagine dylaniana, a cui siamo tanto abituati, del cantante con il cappello da cow-boy piumato che, con la sua musica, dà speranza ai derelitti e un attimo di gioia a chi è infelice. Nonostante le espressioni gergali "pesanti" che attraversano il libro, l'impressione globale che ne ho tratto è che "Tarantula" sia attrraversato da un afflato religioso: gli angeli sono metafora dell'armonia dell'universo e sono mandati a dare speranza di salvezza. Su "Tarantula" mi pare di aver afferrato qualche barlume di verità, sapendo che" l'universo Dylan" non è del tutto esplorato e che alcune esplorazioni troppo profonde e, perciò, pericolose, vanno rimandate a tempi in cui non saranno più argomenti di attualità come lo sono oggi, ma mera ed inutile accademia. Mi sto aggiornando dal punto di vista musicale ed ho scoperto che molte canzoni recenti di Dylan le conosco, ma non le so collocare in modo cronologicamente corretto. Grazie per l'attenzione. Ora che ho scoperto il sito e l'ho un po' praticato, mi sento una dylaniana più consapevole ed informata. Lunga vita. Carla d'Inverno


Ciao Carla, apprezzo molto le tue parole su "Tarantula", è un bel modo di leggere il libro molto criptico di Bob, parole che aiutano a cominciare a capire, il cerino che si accende nel buio! Se vuoi collocare nel tempo le canzoni di Dylan puoi andare nell'archicio di Maggie's farm, ci sono tutte le canzoni di Bob con le relative traduzioni in italiano e le specifiche relative, su che album sono incise e note e spiegazioni varie:

http://www.maggiesfarm.eu/testietraduzioni22015.htm 

Poi c'è la pagina degli album pubblicati che ti dice l'anno di pubblicazione ed altre notizie:

http://www.maggiesfarm.eu/discografiaindice.htm

http://www.maggiesfarm.eu/albummurino/albumindice.html

Di certo queste pagine ti aiuteranno a collocare precisamente nel tempo l'opera omnia dylaniana. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 

Mercoledì 1 Febbraio 2017

Il 31 Marzo esce "Triplicate", il nuovo album di cover di Bob Dylan

    

Il nuovo disco di Bob Dylan uscirà il 31 Marzo pubblicato dalla Columbia. Il disco è costituito da tre dischi raccolti in un triplo album e si chiama “Triplicate”.
”Triplicate” segue gli ultimi lavori di cover di Dylan, Shadows In The Night pubblicato nel 2015 e Fallen Angels del 2016. Si era parlato tempo fa di un terzo disco di cover dei classici americani, ma questa volta Bob è andato oltre le previsioni riproponendo 30 brani di autori come Charles Strouse, Lee Adams, Harold Arlen, Ted Koehler, Harold Hupfield, Cy Coleman e Carolyn Leigh. Ogni album – intitolati rispettivamente “Til The Sun Goes Down”, “Devil Dolls” e “Comin’ Home Late” contiene 10 brani, selezionati a seconda del tema.
Il triplice album, il primo nella sua lunghissima carriera, sarà prodotto da Dylan stesso che come al solito si cela dietro il nome di Jack Frost. “Triplicate”, il 38° di Bob, uscirà in vari formati, tra i quali un triplo CD in digipak a otto pannelli, uno in digitale, un cofanetto deluxe di 3 LP in vinile a edizione limitata e confezione numerata.
Con la presentazione del primo brano estratto dal primo disco “I Could Have Told You”, Triplicate è già disponibile in pre-order digitale.

Bob Dylan - “I Could Have Told You”

 

Track list

Disco 1 – Til The Sun Goes Down
Lato 1
1. I Guess I’ll Have to Change My Plans
2. September Of My Years
3. I Could Have Told You
4. Once Upon A Time
5. Stormy Weather
Lato 2
6. This Nearly Was Mine
7. That Old Feeling
8. It Gets Lonely Early
9. My One and Only Love
10. Trade Winds

Disco 2 – Devil Dolls
Lato 1
1. Braggin’
2. As Time Goes By
3. Imagination
4. How Deep Is The Ocean
5. P.S. I Love You
Lato 2
6. The Best Is Yet To Come
7. But Beautiful
8. Here’s That Rainy Day
9. Where Is The One
10. There’s A Flaw In My Flue

Disco 3 – Comin’ Home Late
Lato 1
1. Day In, Day Out
2. I Couldn’t Sleep A Wink Last Night
3. Sentimental Journey
4. Somewhere Along The Way
5. When The World Was Young
Lato 2
6. These Foolish Things
7. You Go To My Head
8. Stardust
9. It’s Funny To Everyone But Me
10. Why Was I Born

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Talkin' 10018 - notdarkyet

Caro Mr. Tambourine,
immagino tu abbia già visto la notizia. Nel caso così non fosse, te la segnalo:

http://bobdylan.com/news/bob-dylans-first-three-disc-album-triplicate-set-for-march-31-release/

Che ne dici? Un caro saluto, Giorgio

Grazie Giorgio, come al solito sempre vigile ed attento! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10017 - mario_rizzo

Bob Dylan’s First Three-Disc Album — Triplicate — Set For March 31 Release

https://cdn.smehost.net/bobdylancom-uscolumbiaprod/wp-content/uploads/2017/01/TRIP-COVER-650.jpg

Ciao a tutti, Mario Rizzo

Ciao Mario, grazie anche a te! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

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