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SITO ITALIANO DEDICATO A BOB DYLAN

 

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Sabato 17 Novembre 2018

Utica, New York - Stanley Center For The Arts, Stanley Theatre, November 15, 2018

   

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano and harp, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20 All Along the Watchtower

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Talkin' 10605 - dinve56

Salve Mister,
non nascondo a te ed agli amici della Fattoria che le parole di Samuele e le tue mi hanno lusingata; hai proprio ragione a dire che sono arrivata tardi a conoscere Dylan, ed è per me difficile spiegare quanto mi abbia arricchito questa conoscenza e quanto mi abbia aiutato a formarla e sgrezzarla lo scambio di opinioni con te e con tutti i Farmers. Il sapere che si forma attraverso il sito è nuovo perchè non è accademico e dogmatico, ma nasce dallo scambio di conoscenze, opinioni, emozioni, pertanto è sempre aperto e in divenire, come l'opera dell'artista di cui parliamo e discutiamo. Da due anni a questa parte non c'è giorno che non dedichi un po' del mio tempo ad ascoltare la voce di Bob o a leggere qualcosa che lo riguardi. Sto ultimando la lettura dei migliori saggi su Dylan raccolti da Carrera; è una lettura impegnativa e spero di dirvi presto qualche opinione in merito. Vorrei riprendere "Tarantula" e le liner notes perchè la comprensione della musica e delle parole di Dylan è un unico processo intuitivo-conoscitivo. Leggerò sicuramente l'articolo citato da Samuele nella talkin' 10604 ed attendo la sua opinione sul libro di Clinton Heylin, nonchè quella che gli hai sollecitato tu, Mister, sul proliferare di inediti dylaniani. La prefazione del libro di Carrera citato prima, inizia con un titolo paradossale: "Ci deve essere un modo per uscire di qui" - sottotitolo - "Non siamo noi a dover giustificare perchè siamo ossessionati da Dylan. Sono gli altri che dovrebbero spiegare perchè non sono ossessionati loro (Christopher Ricks, a un convegno su Dylan all'Università del Minnesota). Per evitare di diventare socio-patica, qualche volta mi dedico ad altro ma...con fatica. Alla prossima. Lunga vita! Carla

Cara Carla,"Ci deve essere un modo per uscire di qui" è la frase iniziale di ALL ALONG THE WATCHTOWER ("There must be some way out of here,"), e credo che l'amico Carrera l' abbia usata come un' antifrase (dal greco ἀντί, "contro", e φράσις, "locuzione", che è una figura retorica per cui il significato di una parola, di un sintagma o di una frase risulta opposto a quello che assume normalmente; di solito cambia anche il tono della voce. Es: "AH! Che bel lavoro hai fatto" significa invece di aver fatto un pessimo lavoro) per dire che la verità è il contrario, ossia "Non c'è nessun modo per uscire di qui", quando Dylan ti prende, come disse Mosca dei Lamberti "Cosa fatta capo ha"! (A Mosca è dedicato un episodio della Divina Commedia (non rilevante come quello di Farinata degli Uberti o dei tre fiorentini di Tegghiaio Aldobrandi e gli altri, spiriti degni e ch'a ben far puoser l'ingegni, anche se con una certa sorpresa si scoprirà poi di trovarli tutti all'Inferno nei gironi più bassi, quindi più gravi, nella bolgia dei seminatori di discordie (Inf. XXVIII, vv. 103-111), dove il poeta lo trova orribilmente mutilato delle mani, come punizione del suo consiglio "Cosa fatta capo ha" che convinse gli Amidei a uccidere Buondelmonte de' Buondelmonti, provocando in Firenze le fazioni che presto si sarebbero divise in guelfi e ghibellini). Il prof. Carrera meriterebbe un monumento da parte dei dylaniani italiani (e non solo) per l'immensa mole di scritti di qualità che in questi anni si è prodigato a scrivere su quasi ogni asperto del personaggio/artista Bob Dylan. Nei saggi di Carrera si trovano le risposte e le spiegazioni a qualunque tipo di domanda dylaniana possa venire in mente e questa è opera da tenere in alta considerazione. Non dimentichiamo poi i tre "libri basilari" che contengono i testi originali e le traduzioni di tutte le canzoni di Dylan, anche questa opera monumentale e per la quale ogni appassionato dylaniano che si rispetti dovrebbe tenere in tasca l'immaginetta di Carrera come quella dei Santini e ringraziarlo tutti i giorni quando spunta il nuovo sole.

Detto questo sono molto contento che tu continui nel tuo faticoso/divertente/interessante/istruttivo lavoro di studio ed approfondimento sull'opera omnia di Bob, cioè dai libri alle canzoni, e ti consiglio anche, quando avrai terminato quelli, di leggere attentamente tutte le interviste fatte a Bob (che troverai negli archivi della Fattoria) che naturalmente ti faranno scoprire, attraverso le parole stesse di Dylan, aspetti della sua personalità difficilmente riconoscibili negli scritti o nelle canzoni perchè sono sensazioni spontanee e non pensate, sono immediate e quindi sincere, anche se magari certe cose sono schemi che vengono ripetuti più volte ad uso e consumo dei media, frasi che ogni artista ha in tasca già confezionate per stupire, per confondere, o per qualche altro disegno che alberga nella sua mente.

Hai ragione quando dici che la Fattoria è un "work-in-progress" infinito, una specie di clone della "Fabbrica del Duomo" di Milano o per dirla alla Dylan un "Neverendingwork" dove tutti i giorni può esserci la sorpresa di leggere qualcosa scritta da una persona che vede la stessa cosa da un altro punto di vista e si fa un'opinione diversa, però disposta a discuterla e condividerla con gli altri Maggiesfarmers. Naturalmente resto sempre in attesa di qualche tuo saggio, o piccolo o grande, che spieghi agli altri il "tuo" modo di vedere e sentire Dylan. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Venerdì 16 Novembre 2018

Rochester, New York - Auditorium Theatre, November 14, 2018

   

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano and harp, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. San-Ho-Zay (partial instrumental) (song by Freddie King) (Bob on piano, Donnie pedal steel, Tony on standup bass)
21. Long and Wasted Years (Bob on piano then center stage, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)

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Freddie King - San-Ho-Zay

  

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Savannah, Georgia - Johnny Mercer Theatre, November 6, 2018

di David Mendick

Wow. Valeva la pena di fare 9 ore di macchina dal Maryland al profondo sud. Lo sapevo che questo spettacolo di Savannah sarebbe speciale e avevo ragione. Le covers di Sinatra sono ora un lontano ricordo, ma Dylan è emerso come il cantante migliore di sempre. Le rielaborazioni delle canzoni che conosciamo ed il suo canto le hanno rese totalmente sorprendenti. Like a Rolling Stone, forse la migliore canzone di tutti i tempi, è diventata ancora migliore. Don’t Think Twice con la band quasi in sottofondo e Dylan che canta come Sinatra. Non è che stia prendendo rischi, non sta nascondendo nulla. Un set geniale dall'inizio alla fine. Al Johnny Mercer Theatre un bis bellissimo, Blowin’ in The Wind con il violino stupendo seguita poi da Moon River. Il Teatro è impazzito. Il giorno delle elezioni ringrazia Dio per Bob Dylan. Ha il mio voto. Lui è il mio capo. È stato bello rivedere i miei vecchi amici Howie X ed Eric quando sono ripartito.
David Mendick

 

 
Giovedì 15 Novembre 2018

Youngstown, Ohio - Covelli Centre, November 13, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano and harp, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. San-Ho-Zay (instrumental) (song by Freddie King) (Bob on piano, Donnie pedal steel, Tony on standup bass)
21. Long and Wasted Years (Bob on piano then center stage, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)

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Talkin' 10604 - samuconf93

Ciao Mr. Tambourine,
Un saluto a te e a tutta la Farm. Ci tenevo a ringraziare Carla per quello che ha scritto riguardo alla mia recensione: sono felice che i miei articoli riescano a trasmettere il mio amore per Bob e ad appassionare i lettori. A proposito: qui sulla Farm ho letto molte delle riflessioni di Carla e mi sono parse estremamente puntuali e interessanti. Ne approfitto per “pubblicizzare” un altro dei miei articoli per Music Map, la recensione alla ristampa deluxe del “White Album” dei Beatles. Questo è il link, per chi fosse interessato:

http://www.musicmap.it/recdischi/ordinaperr.asp?id=6503

Aggiungo anche che sto leggendo - per la verità ho quasi terminato - l’ultimo libro di Clinton Heylin, compendio del Bootleg Series 14 di Bob. È una lettura davvero illuminante e la consiglio vivamente. Va assaporato mentre si ascolta la bellissima edizione deluxe del box set...
Grazie ancora e un abbraccio!
Samuele

Concordo con te caro Samuele, Carla è una persona che ha dimostrato di essere attenta, riflessiva, piena di interesse ed acume, di voglia di conoscenza ed approfondimento nella totalità del personaggio Dylan e del suo lavoro sia musicale che letterale, è arrivata tardi a Dylan ma ci è arrivata e noi possiamo solo essere contenti di aver trovato una nuova adepta alla sterminata comunità dylaniana. Aspetto con interesse un tuo commento approfondito su questo ultimo Vol. 14 delle Bootleg Series, ma non mi interessa sapere se le varie takes sono belle, brutte, migliori o peggiori di quelle pubblicate su Blood On the Tracks, mi interessa piuttosto sapere il tuo parere sulla necessità o meno di buttare sul mercato così tanto materiale che alla lunga diventa anche difficile da ascoltare nella sua totalità, voglio dire che un disco come questo si può ascoltare una volta o due volte ma è difficile che lo si vada a ripescare dopo averlo messo sullo scaffale dylaniano con gli altri. Premetto che non ho sentito i CD e che le mie parole sono solo frutto di un'opinione a freddo. Resto in attesa, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Mercoledì 14 Novembre 2018

Jokerman, Dio buono o vendicativo?

Credo che sia stato abbastanza il testo di “Jokerman” per aver fatto meritare a Dylan il premio Nobel. Geniale l’accostamento col Jolly che nel gioco delle carte (credo qui usato come allegoria del Creatore), il joker che può valere tutto, senza che nessuno può paragonarsi a lui perchè è il Re supremo ed estremo delle regole, lui le ha dettate e l’universo deve seguirle, il Jolly che cammina sulle nuvole, che sposta le montagne, che manipola i popoli, colui che manda i suoi messi a Sodoma e Gomorra a riscuotere il terribile prezzo per il di Lui perso rispetto, il Jolly amico dei martiri, amico della prostituta Maddalena, il Jolly che guarda nelle fiamme infernali e vede i ricchi bruciare nel fuoco della loro ingordigia. Superba la frase che parla dei falsi Giudici che muoiono imbrigliati nelle ragnatele che essi stessi hanno tessuto, seguita dalla semplice osservazione “Solo questione di tempo prima che scenda la notte”: In questo verso si legge tutta la storia del nostro mondo, mondo che un giorno non ci sarà più e la luce sparirà come tutto il resto. E’ solo una questione di tempo dice Dylan, ma il tempo terrestre è così relativamente minuscolo rispetto all’eternità, quando tutto sarà scomparso e nella volta stellare non ci sarà più la luce di una stella che splenderà!
Jokerman è davvero Dio nell’intento dylaniano di descrivere con liriche di grande potenza l’entità suprema che sta al di sopra di tutto e tutti.
La canzone inizia con un flash del redentore che distribuisce alla folla pani e pesci sulle rive del lago di Tiberiade. É l’unico miracolo menzionato da tutti e quattro gli Evangelisti. C’è però da porsi una domanda al di là della fede, cioè cosa rappresenta questo fatto, un episodio miracoloso realmente accaduto o solamente una semplificazione della Chiesa (vista nella persona di Gesù) che continuerà ed elargire in futuro i benefici derivanti dalla parola e del sacrificio di Cristo nei secoli dei secoli. Non a caso avanzano dodici ceste di pane dopo la miracolosa spartizione (tenendo presente che in nessun Valgelo è citata la parola “moltiplicazione) che simbolicamente dovrebbero rappresentare le dodici tribù di Israele che dovranno andare per il mondo a diffondere il verbo del Dio fatto uomo.
Mentre tutto ciò succede, continua il racconto della canzone, gli occhi degli antichi idoli stanno fiammeggiando per la rabbia di essere stati sconfitti dalla “verità” unica ed assoluta, ma Dio appare come l’essere invincibile con in mano due serpenti, forse un’estensione della figura del Giove padre di tutti gli dei. Ma già fin da ora Dylan si pone l’interrogativo, la “verità”, prima di affermarsi, dovrà aspettare ancora moltissimi anni prima di essere accettata, e quest’accettazione porterà solo a cose buone o creerà scontri inevitabili con altre culture e religioni? La risposta la conoscono tutti quindi la domanda dylaniana è più che legittima.

Segue poi una breve descrizione del mondo dei paurosi, che cercano, pieni di terrore, un qualche tipo di futuro. Solo Dio non ha mai paura perchè il suo pensiero è sempre molto più avanti dagli altri, dylanisticamente rappresentato dalla figura che cambia pelle lasciandosi alle spalle il passato per guardare al futuro con una nuova certezza.

Segue poi la strofa che è un ristrettissimo bigino della storia del Nazareno, l’amico dei martiri, l’amico della prostituta redenta, che distrugge senza pietà i luoghi dove il peccato trova terreno fertile (Sodoma e Gomorra), il Dio se si vuole cinico che osserva gli egoisti bruciare nelle fiamme del loro stesso egoismo. La vita di Cristo in quattro parole, sembra quasi un miracolo poetico, chi altri è riuscito a dire così tanto con così poco?

Gli antichi testi del Levitico e del Deuteronomio possono descrivere Dio come vogliono, ma in realtà l’unico uomo che potrebbe raffigurare l’entità Divina di Dio è Michelangelo (citazione che probabilmente fa riferimento al giudizio universale dove le dita dell’uomo sembrano toccare quelle del Dio creatore).

Segue poi un flash sui disastrosi e travagliati tempi attuali, i massacri dei civili perpetrati dalle milizie dell’anticristo, i falsi predicatori che fan le stesse cose a parole, bombe, cannoni, gas, catene e chi più ne ha più ne metta! Ecco la vera profezia sotto le spoglie dell’avvertimento: E’ solo questione di tempo, ci siamo capiti tutti, poi arriverà la notte eterna.

JOKERMAN
words and music Bob Dylan

da "Infidels"

Standing on the waters casting your bread
While the eyes of the idol with the iron head are glowing
Distant ships sailing into the mist,
You were born with a snake in both of your fists while a hurricane was blowing
Freedom just around the corner for you
But with the truth so far off, what good will it do?
Stai sulle acque lanciando il tuo pane
mentre gli occhi dell'idolo con la testa di ferro risplendono
Navi distanti veleggiano nella nebbia
Sei nato con un serpente in entrambe le tue mani mentre un uragano infuriava
Libertà proprio dietro l'angolo per te
ma con la verità così lontana, che bene ne verrà?


Jokerman dance to the nightingale tune,
Bird fly high by the light of the moon,
Oh, oh, oh, Jokerman
Uomo Jolly balla al canto dell'usignolo
uccello vola alto alla luce della luna
Oh, oh, oh, Uomo Jolly.


So swiftly the sun sets in the sky,
You rise up and say goodbye to no one
Fools rush in where angels fear to tread,
Both of their futures, so full of dread, you don't show why
Shedding off one more layer of skin,
Keeping one step ahead of the persecutor within
Così rapidamente il sole appare nel cielo,
tu ti alzi e dici addio a nessuno
Sciocchi si precipitano dove angeli hanno paura a camminare
Entrambi i loro futuri, così pieni di terrore, tu non ne mostri alcuno.
ti disfi di un altro strato di pelle,
tenendoti un passo avanti al persecutore interiore


Jokerman dance to the nightingale tune,
Bird fly high by the light of the moon,
Oh, oh, oh, Jokerman
Uomo Jolly balla al canto dell'usignolo
uccello vola alto alla luce della luna
Oh, oh, oh, Uomo Jolly.


You're a man of the mountains, you can walk on the clouds,
Manipulator of crowds, you're a dream twister
You're going to Sodom and Gomorrah
But what do you care? Ain't nobody there would want to marry your sister
Friend to the martyr, a friend to the woman of shame,
You look into the fiery furnace, see the rich man without any name
Sei un uomo delle montagne, puoi camminare sulle nuvole,
manipolatore di folle, sei un tessitore di sogni.
Stai andando a Sodoma e Gomorra
Ma che ti importa? Nessuno lì sposerebbe tua sorella
Amico del martire, amico della donna del disonore
Guardi dentro la fornace fiammeggiante, vedi il ricco senza nome.


Jokerman dance to the nightingale tune,
Bird fly high by the light of the moon,
Oh, oh, oh, Jokerman
Uomo Jolly balla al canto dell'usignolo
uccello vola alto alla luce della luna
Oh, oh, oh, Uomo Jolly.


Well, the Book of Leviticus and Deuteronomy,
The law of the jungle and the sea are your only teachers
In the smoke of the twilight on a milk-white steed,
Michelangelo indeed could've carved out your features
Resting in the fields, far from the turbulent space,
Half asleep near the stars with a small dog licking your face
Dunque, il Libro del Levitico e del Deuteronomio,
la legge della giungla ed il mare sono i tuoi soli maestri.
Nel fumo del crepuscolo su di un cavallo da guerra bianco latte
Michelangelo avrebbe potuto veramente scolpire i tuoi lineamenti.
Riposi nei campi, lontano dallo spazio turbolento,
Mezzo addormentato vicino alle stelle con un cagnolino che ti lecca il viso.


Jokerman dance to the nightingale tune,
Bird fly high by the light of the moon,
Oh, oh, oh, Jokerman
Uomo Jolly balla al canto dell'usignolo
uccello vola alto alla luce della luna
Oh, oh, oh, Uomo Jolly.


Well, the rifleman's stalking the sick and the lame,
Preacherman seeks the same, who'll get there first is uncertain
Nightsticks and water cannons, tear gas, padlocks,
Molotov cocktails and rocks behind every curtain,
False-hearted judges dying in the webs that they spin,
Only a matter of time 'til night comes steppin' in
Bè, il fuciliere insegue il malato e lo storpio,
il predicatore tenta di fare lo stesso, chi arriverà per primo non è sicuro.
Bombe e cannoni, gas lacrimogeni, lucchetti,
cocktails molotov e rocks dietro ogni tenda,
Giudici falsi di cuore muoiono nelle ragnatele che essi stessi hanno tessuto
Solo questione di tempo prima che scenda la notte.


Jokerman dance to the nightingale tune,
Bird fly high by the light of the moon,
Oh, oh, oh, Jokerman
Uomo Jolly balla al canto dell'usignolo
uccello vola alto alla luce della luna
Oh, oh, oh, Uomo Jolly.


It's a shadowy world, skies are slippery gray,
A woman just gave birth to a prince today and dressed him in scarlet
He'll put the priest in his pocket, put the blade to the heat,
Take the motherless children off the street
And place them at the feet of a harlot
Oh, Jokerman, you know what he wants,
Oh, Jokerman, you don't show any response
E' un mondo di ombre, i cieli sono di un grigio scivoloso,
una donna ha appena dato alla luce un principe oggi e lo ha vestito di rosso.
Egli si metterà il prete in tasca, metterà la lama al fuoco,
Toglierà l'orfano dalla strada
e lo metterà ai piedi di una meretrice.
Oh, Uomo Jolly, tu lo sai lui cosa vuole,
Oh, Uomo Jolly, tu non dai nessuna risposta.


Jokerman dance to the nightingale tune,
Bird fly high by the light of the moon,
Oh, oh, oh, Jokerman
Uomo Jolly balla al canto dell'usignolo
uccello vola alto alla luce della luna
Oh, oh, oh, Uomo Jolly


Written by Bob Dylan • Copyright © Bob Dylan Music Co.

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Durham, North Carolina - Durham Performing Arts Center, November 3, 2018

di Thad Williamson

Un grande spettacolo, pieno di eccellente musica, sorprendenti scelte musicali e arrangiamenti, esibizione vocale espressiva ed eccellenti assoli di armonica.
La venue è perfetta, e ha aiutato molto il fatto che il 99,5% delle persone ha rispettato le richieste per non far uso del cellulare durante lo spettacolo. Dopo un inizio abbastanza normale, Dylan si è scaldato e ha prosperato nel setting, offrendo un numero di momenti altamente memorabili e commoventi.

* Prestazioni eccezionali *:
* Don’t Think Twice, I’ts All Right*: ri-arrangiato in un lento lamento con supporto minimo della band dietro Bob al pianoforte; canto molto espressivo, ottima armonica

* Like a Rolling Stone: * Una grande sorpresa per me ... Ho sentito i primi accordi e ho pensato "È Like" ma non ci ho creduto finché Bob non ha iniziato a cantare. Tempi misti, con la seconda parte di ogni verso che rallenta drammaticamente. Ha cantato tutte e quattro le strofe (la prima volta che l'ho sentito farle tutte e quattro dal vivo)

* When I Paint My Masterpiece *: simile a "Don't Think Twice" nel lento, a lungo quasi un canto a cappella dei versi. Un po' di testi nuovi, variazioni / aggiunte.

* Gotta Serve Somebody*: fantastica! Nuovo arrangiamento totalmente irriconoscibile dalla familiare versione del 1979, ma funziona. Un sacco di nuovi o testi riscritti: "(Potrebbe essere a Las Vegas, potrebbe essere divertente / potrebbe essere dietro ad un cespuglio, con in mano una pistola fumante / ma devi servire qualcuno. ")

Molte altre buone prestazioni: Trying To get To Heaven, Love Sick, una davvero dolce Make You Feel My Love, Simple Twist Of Fate, Soon After Midnight, esecuzioni solide di Pay in Blood, Early Roman Kings; Pay In Blood con un arrangiamento significativamente nuovo.

La cosa più difficile è stata forse la nuova disposizione di Cry Awhile in una versione rockettante, meno melodica, ma gradita alla folla.

Dal punto di vista delle prestazioni, un'appassionata interpretazione di Scarlet Town, a circa un terzo dello spettacolo sembrava essere il momento in cui la folla è entrata davvero dentro lo spettacolo, ma nella mia mente i punti salienti erano quelli che ho citato sopra.

Encores: un lungo e nuovo (per me) lead-in di Long and Wasted Years, quindi una ottima Blowin' in the Wind.

Uno spettacolo davvero eccezionale, senza dubbio tra i primi cinque spettacoli che ho visto dal 1991.

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di Michael Joseph Silcoff

Sabato 3 novembre 2018, Bob Dylan e la sua band hanno presentato un collezione di favoriti rivitalizzati e gemme rare, sostenuti da pulsazioni ritmiche e suono da professionisti da un gruppo di musicisti che sono alcuni dei migliori in circolazione.
Durham, North Carolina's, la DPAC è stata l'ambientazione ideale per il concerto di Dylan, caratterizzato da una bellissima sala ed un suono eccellente.
Dylan e la band sono saliti sul palco e si sono subito lanciati in modo sicuro in “Things Have Changed”. Il rombo della canzone è un rito, i testi hanno immediatamente impostato il tono della serata. Si può solo applaudire Dylan per il suo inquieto desiderio di dare nuova vita alle sue canzoni. Dylan ha aggiornato alcuni numeri, tra cui "When I Paint My Masterpiece" e "Cry A While". La settima canzone della notte, una versione rock di "Honest With Me" non è riuscita a colpire nel segno. Lo stile "Rumble" di Charlie Sexton non è stato abbastanza per salvare la canzone, l'unico passo falso della serata.
La perenne "Like A Rolling Stone" è stato rinnovata e ri-energizzata.
Dylan ha rallentato il tempo durante il pre-chorus, una rischiosa decisione, ma ha pagato meravigliosamente ed è stato uno dei momenti speciali della serata. Il batterista George Receli è apparso allegro con il nuovo arrangiamento, che mostrava la sua abilità a tenere il passo con il Dylan in continua evoluzione.

"Don’t Think Twice, It's Alright" era a dir poco magistrale. La dolorosa interpretazione di questo classico ha colpito in modo particolare il pubblico che sedeva ipnotizzato dal suo fraseggio vocale e dalle sue linee melodiche. Il fraseggio di Dylan ricordava la misteriosa capacità di Sinatra di portare una frase verso la prossima, aumentando la prodezza narrativa del cantante. Tony Garnier al basso ha servito la canzone meravigliosamente, alternando tra pizzicare e piegarsi sul suo contrabbasso. Il tocco di Garnier ha aggiunto la giusta atmosfera al momento splendente di Dylan senza sovrastarlo. Era un esempio del perché Dylan ha tenuto Garnier al basso dal 1989, rendendolo il membro più longevo della band, e per buona ragione.

Dylan ha eseguito un bel po' di materiale da Tempest del 2012, ringhiando i testi dell'album a volte con grinta e fierezza.
Il banjo stellare del polistrumentista Donnie Herron in una lunatica "Scarlet Town "era accattivante, Herron è l'eroe non celebrato della band, che spesso usa la sua pedal-steel per impostare un mood misterioso alle canzoni.
Dylan e la sua band brillavano quando suonavano in up-tempo, nei numeri di jump-blues come "Highway 61 Revisited" e in particolare "Thunder On The Mountain" che ha fatto saltare il tetto dal DPAC. I riff di chitarra di Sexton erano di gusto eccellente ed erano un elemento chiave per preservare l'energia soulful delle canzoni.
"Gotta Serve Somebody”, anche se difficile da riconoscere, è stata accattivante, Dylan ha rielaborato gran parte del testo. Sembrava cantare qualcosa come "potresti essere un avvocato, ma avrai la tua giornata in tribunale ", prima di lanciarsi nel coro.
Dylan è apparso gioviale dopo essere tornato sul palco per gli encore, ridendo con il chitarrista Sexton prima di eseguire una versione vicina a quella dell’album di "Long And Wasted Years".
Ha chiuso con un affascinante "Blowin’ In The Wind", prima al piano e poi al centro della scena mentre il pubblico si alzava in piedi. Dylan Ha guardato la folla, ha annuito una volta in segno di apprezzamento ed è scomparso nel backstage per torna sulla strada verso un’altra città.

 

 
Martedì 13 Novembre 2018

Richmond, Kentucky - Eastern Kentucky University, EKU Center for the Arts, November 11, 2018

   

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It's A Man's World (song by James Brown) (Bob on piano, Donnie on violin)

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Ecco il Dylan inedito per cuori spezzati                                                 clicca qui

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Bob Dylan, la genesi di un capolavoro                                                  clicca qui

 

 
Lunedì 12 Novembre 2018

Roanoke, Virginia - Berglund Performing Arts Theatre, November 10, 2018

   

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It's A Man's World (song by James Brown) (Bob on piano, Donnie on violin)

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Asheville, North Carolina - Thomas Wolfe Auditorium, November 2, 2018

di Marty Traynor

Lo spettacolo di Dylan ad Asheville, Carolina del Nord, mi ha fatto riflettere
su quanto desideravo che Paul Williams fosse ancora in giro per commentare ciò che
sta succedendo con Dylan. Tutto quello che posso dire è che Dylan è in un posto molto diverso dal suo solito negli spettacoli che ho frequentato negli ultimi due anni. Paul Williams potrebbe dire qusto meglio di quanto possa dire io.
La setlist mescola canzoni di diversi, 20 umeri che coprono gran parte della carriera di Dylan. A differenza degli ultimi due anni, non 'erano covers di Sinatra. Ma il surf-rock vive! Ci sono riff dei Beach Boys in almeno due dei suoi attuali arrangiamenti: "Honest With Me”
ricorda molto "Dance, Dance, Dance" e "Thunder in the Mountain" ora col riff ripreso da da "Shut Down pegni, parte II". Ec’è include anche l’ assolo di batteria da “Wipe Out”.

La band è fantastica anche senza Stu Kimball. Il pianoforte di Dylan è molto più alto che mai, forse su sua stessa richesta. Il mio unico rimpianto è di non poter partecipare a più spettacoli in questa tappa del tour. Con una chitarra in meno nel mix, il pianoforte di Dylan è più presente nel mix – Bob sta suonando il pianoforte bene - e il suo modo di suonare l'armonica è geniale. L'unico riconoscimento alla band è il momento in cui Sexton fa un grande assolo in "Love Sick" con Dylan che, cantando al centro del palcoscenico, dirige la mano verso di lui per circa mezzo secondo.

La voce di Dylan sembra ora molto più forte che negli ultimi due anni, il fraseggio illuminante è tornato come una vendetta. Nella nuova "Like a Rolling Stone" rallenta e disegna il finale di ogni coro, parole che si allungano in modi nei quiali non si è avventurato prima. Lo è anche il suo modo di suonare l'armonica, davvero terrificante.

Dopo lo spettacolo, uscendo, conversando con diversi fans che non hanno partecipato
a gran parte degli shows, ho sentito un mix di opinioni, da "Lo amo" a "Io proprio non lo capisco. "Sono abbastanza sicuro di averlo capito. Il più grande spettacolo al mondo è
vivo e vegeto. Da non perdere.

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La notte della vittoria di Obama e delle speranze di Dylan                    clicca qui

 

 
Domenica 11 Novembre 2018

Charlotte, North Carolina - Ovens Auditorium, November 9, 2018

   

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It's A Man's World (song by James Brown) (Bob on piano, Donnie on violin)

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Talkin' 10603 - mmomtesano

Ciao, invio il link a una recensione di More Blood More Tracks scritta da Giovanni Porta per Tomtomrock

http://www.tomtomrock.it/review/bob-dylan-more-blood-more-tracks/

Marina

Grazie per la segnalazione dell'ottima recensione, live long and porosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10602 - dinve56

Oggetto: Bootleg Series volume 14

Buongiorno Mister,
ho letto la recensione di Samuele Conficoni su Music Map e volevo ringraziarlo per la chiarezza e la squisita sensibilità con cui ha illustrato la genesi tormentata e complessa di uno degli album più riusciti di Dylan. Grazie al suo breve saggio, ho cominciato a comprendere il senso delle "varianti" apportate alle diverse registrazioni delle canzoni, fino all'album ufficiale "Blood On The Tracks", che si trova sullo scaffale e nel lettore CD di ogni dylaniano. Davvero grazie!...ovviamente anche a te, Mister, che ci dai l'opportunità di acquisire nuove conoscenze e di approfondire quello che già sappiamo dell'opera del Nostro. Lunga e buona vita. Carla.

Cara Carla, ti ringrazio per le belle parole nei miei confronti, ma ti stupirà sapere che io ho sempre pensato e penso tuttora che le più belle cose su queste pagine le avete scritte Voi! Keep on your Dylan knowledge, you're on the bright side of the moon! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Sabato 10 Novembre 2018

Bob Dylan - It's a Man's Man's Man's World (James Brown cover)
Augusta, Georgia, 7th November 2018, Augusta, Georgia, William B. Bell Auditorium

  

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Knoxville, Tennessee - Tennessee Theatre, October 31, 2018

Di Hanson R. Tipton

Avevamo visto Dylan suonare nel bellissimo Tennessee Theater proprio due anni fa, e avevamo posti in prima fila! Quindi inizialmente ero esitante a spendere $ 100 per vedere se stesse ancora facendo le cover di Sinatra, ma quando ho visto le set lists di questo tour ho deciso che non potevo permettere a Bob di venire in città di nuovo senza di me ...

E' stato uno spettacolo fantastico. Sono saliti sul palco solo un paio di minuti dopo le 20:00. Mi è piaciuto molto il set-up e l'illuminazione del palco, sebbene da dove ero seduto (ottava fila, centro dell'orchestra) non potevo praticamente vedere Donnie. E tutta l’amplificazione era stata arretrato davvero lontano dal limite del palcoscenico.

Sono sempre rimasto stupito dalla nuova vita che viene ridata a queste canzoni classiche cambiando gli arrangiamenti e questo spettacolo non ha fatto eccezione. Il solo arrangiamento che a mio avviso non funziona è quello di Tryin 'to Get to Heaven. Invece adoro queste versioni di Simple Twist of Fate, When I Paint My Masterpiece, Like a Rolling Stone (con un colpo di rullante alla Bobby Gregg all’inizio), e Gotta Serve Somebody. Love Sick è sempre un punto culminante dello show.
Mi sono anche piaciute tutte le canzoni di Tempest, che non conoscevo così bene come le altre. Scarlet Town, in particolare, è stato per me uno dei momenti salienti dello spettacolo.
Che lascia senza parole è Don’t Think Twice. Mi ha fatto venire la pelle d'oca.
L'intera band è stata eccezionale come sempre. E il suono dell'armonica di Bob era migliore di quanto penso di averlo mai sentito dal vivo. I ragazzi sono in ottima forma e sembrano essere di buon umore, un sacco di sorrisi e qualche parola tra le canzoni.
Nell'encore stava accadendo qualcosa, ma non ho capito bene cosa.
Bob è passato da Blowin’ ad All Along The Watchtower, e lì c’è stato un momento di confusione quando una donna è corsa verso Bob (non so da dove arrivasse, ma penso dal palcoscenico) prima che la Security la bloccasse e la portasse via. So che queste cose ogni tanto succedono ma io non le avevo mai viste. Bob è apparso sorpreso, ma ha continuato come se niente fosse. Hanno suonato per circa due ore. Ottimo modo di trascorrere la notte di Halloween.

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Milano Palazzo reale - Dylan e le iconiche foto per Blonde on Blonde     clicca qui

 

 
Venerdì 9 Novembre 2018

Augusta, Georgia - William B. Bell Auditorium, November 7, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It's A Man's World (song by James Brown) (Bob on piano, Donnie on violin)

(Nota di Mr.Tambourine: James Brown dichiarò di essere nato a Macon e di aver vissuto la sua infanzia ad Augusta. Il William B. Bell Auditorium fa parte di un grande complesso multifinzionale, in origine col nome di Augusta-Richmond County Civic Center, che comprende sia la James Brown Arena - rinominata nel 2006 in memoria ed onore di James Brown - da 8.000 posti per l'Hockey su ghiaccio sia il William B. Bell Auditorium che è un teatro da 2.800 posti.)

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Talkin' 10601 - samuconf93

Carissimo Mr. Tambourine,
nel salutare te e tutti gli amici della Farm inserisco qui il link della mia recensione al Bootleg Series Vol. 14 “More Blood, More Tracks” per il sito Music Map:

http://www.musicmap.it/recdischi/ordinaperr.asp?id=6488

Spero ti piaccia! A prestissimo e buona vita.
Samuele

Ottimo lavoro caro Samuele, e grazie anche a nome dei nostri lettori che avranno la possibilità di leggere una recensione fatta davvero bene! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Giovedì 8 Novembre 2018

Savannah, Georgia -Johnny Mercer Theatre, November 6, 2018

    

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. Moon River (song composed by Henry Mancini with lyrics by Johnny Mercer) (Bob on piano then center stage, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)

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Talkin' 10600 - diegocedrini1974

Oggetto: Cerco gruppo che suoni Bob in Friuli Venezia Giulia

Ciao son appassionato di Bob, suono bene armonica e strimpello chitarra. Cerco gruppo o da formarsi in Friuli Venezia Giulia possibilmente zona Trieste o dintorni. Livello amatoriale..molto amatoriale.

Spero tu possa trovare appassionati come te che ti aiutino a realizzare questo bel progetto. Pubblico latua mail così gli interessati potranno contattarti direttamente:

diegocedrini1974@gmail.com

Live long anf prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Libri: "Sguardi randagi", vent'anni di Faber nelle foto di Guido Harari    clicca qui

 

 
Mercoledì 7 Novembre 2018

Macon, Georgia - Macon City Auditorium, October 27, 2018

Di Jeff Bridges

Bob si è esibito per la seconda volta qui a Macon la scorsa notte. Alle 20,00 la band è apparsa sul palco. La band in giacche bianche, Bob in grigio. Tony e George con il cappello, gli altri senza. Bob ha posizionato il suo pianoforte più vicino al fronte palco davanti alla folla. Tutti i membri della band dietro di lui a distanza rispettosa. Questo spettacolo è stato tutto Bob. Era energico e comandava, il suono era eccellente e la familiare set list è stata eseguita molto bene. Come le recensioni precedenti hanno già descritto, la sua tastiera era forte nel mix e quando tirava fuori la sua armonica la magia c’era ancora. Ad un certo punto dello spettacolo la band ha abbassato il suono quasi a zero...hanno smesso di suonare. Solo la voce e il pianoforte di Bob sono rimasti. Un vero piacere. A me è piaciuto molto questo spettacolo .. anche senza Stu. Non così disordinato ... come ho detto, più Bob. Questa è la ragione per cui andiamo comunque e sempre ai suoi concerti. Il mio primo spettacolo fu nel 1974 e lui non ha mai mancato di impressionarmi ogni volta che l'ho visto da allora. Il miglior spettacolo che ho visto? Sempre l'ultimo ... questo in particolare.

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di Ric Harwood

Lo spettacolo di Bob Dylan a Macon è stato abbastanza sorprendente. Ha decisamente superato le mie già grandi aspettative ed è sempre bello quando questo accade.
Il City Auditorium di Macon è un posto bellissimo e tutti i posti sono buoni per vedere e sentire. Alcune persone hanno detto nelle loro recensioni che non è uno spettacolo di rock and roll, ma questo lo è stato davvero. È solo che c'era una gamma molto più dinamica nelle sue canzoni. Like a Rolling Stone è passato dal rockeggiare all'inizio di ogni verso a rallentare fino a che gli strumenti sembravano un sussurro, con la voce di Dylan che scandiva ogni sillaba esagerando nel fraseggio.
È stato molto efficace, mi ha ricordato un po' l’arrangiamento di Van Morrison. Dylan suonava bene il piano e concludeva anche le sue ballate più lente alzandosi e battendo i tasti per un crescendo emotivo.
Don’t Think Twice era molto lenta, intensa ed emotivamente carica. Così molte altre grandi canzoni - When I Paint My Masterpiece e Simple Twist of Fate che era più bella dell'originale. In Ballad of a Thin Man ha sottolineato i versi e ha minimizzato il verso "Mr. Jones?". Le esibizioni di Dylan erano potenti, con molti cambiamenti dei testi in tutte le canzoni, e la sua band era più stretta che mai intorno a lui. A me è piaciuto molto lo spettacolo, sicuramente sulla cima con i miei preferiti.
Non osare perderlo!

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di Michael Aderhold

All'inizio dello spettacolo, nuovi arrangiamenti (almeno per me) di It Ain’t Me Babe, Simple Twist of Fate e When I Paint My Masterpiece, semplicemente meravigliosi.
Scarlet Town era spoglia, con Bob al centro palco che mi riempiva la testa. La canzone non ha mai suonato meglio, sicuramente un punto culminante.
Ci ha stesi tutti con il nuovo arrangiamento di Like a Rolling Stone, con il tempo rallentato alla fine di ogni strofa, Tony inchina il contrabbasso e poi ecco la trappola di George che esplode in “How Does It Feel!".

Due canzoni che non ero contento di vedere tornare nella setlist quest'anno si sono rivelate invece essere tremende:Thunder On The Mountain - Charlie la domina – e il boogie rimbalzante di Gotta Serve Somabody con quello che sembrava essere il 95% di nuovi testi (e in una delle due canzoni - non ricordo quale - a George è stato permesso di fare un breve assolo di batteria!
Love Sick, Blowin' in the Wind, e Ballad of a Thin Man erano forti come sempre.
Ma il momento clou della serata è stato una straordinaria e drammatica Don’t Think Twice, esprimeva un dolore così palpabile che potrei ammettere per un secondo o due di essermi sentito intristire.
Nessun vero punto debole, ma devo dire che la nuova Tryin’ To Get To Heaven non funziona proprio, e penso anche che sia anche ora di romettere in garage Pay in Blood ed Early Roman Kings.

La band era più stretta che mai intorno a Bob, anche se ora è formata solo da 5 musicisti, ogni strumento sembra ora avere più spazio ed essere più chiaro e distinto. E Bob !!! Oltre a fare diversi assoli d'armonica la sua voce era sfumata e forte per tutta la notte anche se questo era il suo quarto spettacolo in 5 notti!
Ho visto Bob 15 volte in totale, all'incirca una volta ogni 2 anni dal 1988, e non sono mai uscito da uno spettacolo con un sorriso più grande. Facilmente il mio preferito dal 2005.

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MORE BLOOD, MORE TRACKS - THE BOOTLEG SERIES VOL. 14          clicca qui

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Tomorrow Night - (Sam Coslow & Will Grosz) - (Arr. Bob Dylan)
pubblicato su "Good as I Been to You"

Bob Dylan with Tricia Yearwood L.A. 23.3.1994

  

la canzone è stata scritta da Sam Coslow & Will Grosz ed incisa nel 1947 da Lonnie Johnson:

https://www.youtube.com/watch?v=OGYjNRXZSuM

Tomorrow night, will you remember what you said to night?
Tomorrow night, will all the thrill be gone?
Tomorrow night, will it be just another memory
Or just another song, that's in my heart to linger on?

Your lips are so tender, an' your heart is beating fast
And you willingly surrender to me, my darling will it last?
Tomorrow night, will you be with me when the moon is bright?
Tomorrow night, will you say those lovely things you said tonight?

Your lips are so tender, an' your heart is beating fast
And you willingly surrender to me, my darling will it last?
Tomorrow night, will you be with me when the moon is bright?
Tomorrow night, will you say those lovely things you said tonight?

(Mickey Raphael play harmonica)

 

 
Martedì 6 Novembre 2018

North Charleston, South Carolina - North Charleston Performing Arts Center, November 4, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Long And Wasted Years (Bob on piano then center stage, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
20. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)

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Il ritorno di Bob Dylan nudo e crudo: sangue sulle canzoni                   clicca qui

 

 
Lunedì 5 Novembre 2018

Durham, North Carolina - Durham Performing Arts Center, November 3, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece
(Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Long And Wasted Years (Bob on piano then center stage, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
20. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)

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Orlando, Florida - Dr. Phillips Center for the Performing Arts, Walt Disney Theater, October 26, 2018

di  James Hope 

Cosa posso dire?! La scorsa notte, lo zio Bobby ci ha portato tutti in "Sugar Town" e "ci ha "riempiti di zucchero”, facendo appassionatamente una performance che ha dimostrato che dagli anni '70 Dylan è ancora lontano dallo smettere di fare concerti. Questo era il mio dodicesimo show di Dylan: dalle grandi arene al coperto, a quelle di baseball all'aperto della minor league al tour negli stadi con Willie Nelson, e in questa stessa sede ad Orlando negli ultimi anni. In effetti lo spettacolo dello scorso anno è stato grandioso, ma noi naturalmente indulgevamo con Dylan mentre interpretava ad arte alcuni brani di Sinatra; la set list di quest'anno senza le covers di Sinatra è stata ancora più soddisfacente, così Dylan ha restituito il favore al suo pubblico di età con una maggiore rispolverata dei vecchi classici che anche i fan non-hardcore apprezzano.

L'aprtura è stata Things Have Changed, piuttosto forte, visto il modo in cui Dylan picchiava sul pianoforte con forza. Come molti degli shows che ho visto, tuttavia, potrei dire che il mix audio doveva essere regolato per adattarsi meglio al teatro, migliorando canzone dopo canzone, il che probabilmente lo rende un luogo appropriato per sentire che la voce di Dylan era sicura e forte durante tutto lo spettacolo di quasi due ore. Inoltre, il ritmo era eccellente, con numeri morbidi e uniformi intervallati al momento giusto. Per quanto riguarda la short-list di "premi e sorprese", lo spettacolo è stato comprensivo di una versione di "Highway 61" che è andata a mille e anche nell'ultimo encore, "Ballad of a Thin Man", queste due canzoni valevano da sole l'intero prezzo del biglietto.

"Scarlet Town" è stata resa molto più ipnotizzante della versione dell'album, nella quale Dylan era al centro del palco con il microfono e, a bassa voce, ancora con sicurezza, impregnava ogni linea di emozioni premurose. In realtà tutti i numeri più gentili erano grandi, incluse "It Ain’t Me Babe", "Simple Twist of Fate", "When I Paint My Masterpiece", e specialmente "Soon After Midnight". Il numero con il più notevole cambiamento delle liriche è stato “Gotta Serve Somebody”, che era quasi tutta nuova (molto per la gioia di Bob), dato che stava lanciando linee dim qui e di la ovunque ... "potresti essere un avvocato, preparandoti per un prova - ma devi servire qualcuno”. L'unica canzone della notte che in realtà non ha funzionato per me, nonostante abbia anticipato una buona resa, è stata "Cry a While". Durante il tour che seguì quello della pubblicazione di questa canzone, la band aveva catturato tutti gli incredibili cambi di tempo interni che rendevano la canzone così unica e aiutavano a punteggiare in modo aggressivo i testi. La scorsa notte, comunque, era l'unica melodia che sembrava davvero essere diventata confusionaria ed aver perso la strada. Ma il più grande brivido di tutti è stata una versione incredibile di "Like a Rolling Stone" che ha visto Dylan suonare con il pubblico come un gatto gioca con un gomitolo di lana! Al di la di tutto, questa versione del leggendario spettacolo "Bob Dylan & his Band" vive pienamente come dice il famoso poster del concerto che avverte: "Non perdetelo ". Per quanto riguarda me, se Dylan è alla chitarra, al piano o all'arpa, non mi interessa, va sempre bene.

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di KD

Dopo aver assistito allo spettacolo bellissimo di Ft. Lauderdale io e mio figlio eravamo desiderosi di vedere se lo spettacolo di Orlando avrebbe retto il confronto. Son contento di segnalare che Dylan ci ha regalato un altro spettacolo incredibilmente memorabile. Ogni aspetto dello spettacolo è stato grandioso; la voce, la band, le espressioni, le frasi, ogni enfasi sottile e sfumata su certe parole. Questo veramente è un tour d'alto livello per Dylan e la band. Mentre l'intero spettacolo è stato davvero fonte di ispirazione, i punti salienti sono stati molti, ma voglio citare Masterpiece, Scarlet Town, LARS, Don’t Think Twice, Soon After Midnight, Love Sick, e Gotta Serve Somebody, momenti di sublime rapimento.Non perdere questo tour.

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di Daniel Dorchak

Sto cercando frasi per descrivere questo concerto con gli elogi che merita. Fort Lauderdale era stato uno show spettacolare in tutti i sensi, quindi era difficile pensare a uno spettacolo che poteva competere con lo splendore della performance di Bob alla Au Rene, poi è arrivata la notte di Orlando.

Things Have Changed è stato un primissimo momento da evidenziare, un potente fraseggio che ha impostato il tono della serata. Highway 61 ha fatto tremare la venue, Simple Twist ha abbattuto la casa, Cry a While ha visto la signora accanto a me in piedi a battere le mani. Mi ha detto prima dello spettacolo che non era nemmeno una fan di Bob.

Masterpiece è stata stupefacente. L'armonica di Bob trafiggeva l'aria. Bob si è infilato poi in Scarlet Town. Love Sick era straordinariamente buona. Don’t Think Twice era buona come sempre, lenta ma dolce. C'è stato un pò di casino con i testi di Thunder on the Mountain, ma George ha compensato con un assolo molto bello di tamburi. Tony lo stava prendendo in giro. Soon After Midnight ha completato lo spettacolo e Serve Somebody è stata reinventata. Blowin' in the Wind è stata cantata con grande cura. Mr. Jones fa la sua apparizione ed esce come fa Bob, attraverso le tende. Questi due spettacoli sono stati molto buoni. Bob ha dimostrato che è impegnato a rinascere creando nuovi testi per alcune e nuove frasi per quasi ogni canzone. La sua voce è chiara e fluida. Il suono è forte. La band si è divertita, noi tutti ridevamo contenti, persino Bob.

 

 
Domenica 4 Novembre 2018

Asheville, North Carolina - Thomas Wolfe Auditorium, November 2, 2018

   

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano and harp, Donnie on lap steel)

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I musicisti del Minnesota che hanno aiutato Bob Dylan in "Blood on the Tracks"

Billy Peterson, basso: prima delle sessioni di Dylan, ha suonato con tutti, da Lawrence Welk  e Righteous Brothers a Leo Kottke e Natural Life. Da allora è diventato uno dei bassisti più recercati del Minnesota, lavorando per 23 anni con la Steve Miller Band, Cat Stevens, Ben Sidran, Neal Schon, Phil Upchurch, Irv Williams e la sua family jazz band, i Petersons.

 

 

 

 

 

Gregg Inhofer, tastiere: Ha suonato con i rocker jazz This Oneness, che divenne la band di supporto di Olivia Newton-John. Ha fatto un paio di album da solista e ha tenuto concerti per le Twin Cities.

 

 

 

 

 

 

Kevin Odegard, chitarrista: è stato un cantautore attivo di Twin Cities, a capo della KO Band, prima di trasferirsi a Los Angeles come Executive nel settore musicale presso la Recording Academy e la National Academy of Songwriters. Nel 2004, è stato co-autore di "A Simple Twist of Fate" con Andy Gill e Bob Dylan, inoltre ha suonato in “'Blood on the Tracks". Ha pubblicato un album retrospettivo della sua carriera, "Artifacts".

 

 

 

 

 

Peter Ostroushko, mandolino: è diventato presto un abituale "A Prairie Home Companion" di Garrison Keillor e un pilastro nella scena acustica del Minnesota. Un virtuoso violinista/mandolinista, ha suonato con grandi nomi come Willie Nelson, Chet Atkins ed Emmylou Harris, si è esibito con la Minnesota Orchestra, ha prestato la sua musica agli special della TV di Ken Burns e ha pubblicato più di una dozzina di album con il suo nome. Ha avuto un ictus nel gennaio 2018.

 

 

 

 

 

Bill Berg, batteria: dopo aver suonato con Leo Kottke e Flim & the BB's, si è trasferito a Los Angeles, dove ha lavorato come animatore per la Disney in film come "Beauty and the Beast". Ora vive principalmente in North Carolina, fa opere d'arte e occasionalmente suona in un gruppo jazz.

 

 

 

 

 

 

 

Chris Weber, chitarra: ha diretto per anni il negozio di chitarre Podium a Dinkytown e si è trasferito nel nord della California dove ripara chitarre.

 

 

 

 

 

 

 

“Blood On The Tracks”

1) Tangled Up in Blue - 5:40
2) Simple Twist of Fate - 4:18
3) You're a Big Girl Now - 4:36
4) Idiot Wind - 7:45
5) You're Gonna Make Me Lonesome When You Go - 2:58
6) Meet Me in the Morning - 4:19
7) Lily, Rosemary and the Jack of Hearts - 8:50
8) If You See Her, Say Hello - 4:46
9) Shelter from the Storm - 4:59
10) Buckets of Rain - 3:29

Musicisti
Bob Dylan - voce, chitarra (1-10), armonica (1-5, 7, 9), organo Hammond (4), mandolino (8), produzione
Kevin Odegard - chitarra (1, 3, 4, 7, 8)
Chris Weber - chitarra (1, 3, 4, 7), chitarra a 12 corde (8)
Gregg Inhofer - tastiere (1), piano (3-4), organo Hammond (7-8)
Billy Peterson - basso elettrico (1, 4, 7)
Bill Berg - batteria (1, 3, 4, 7, 8)
Tony Brown - basso elettrico (2, 5, 6, 9, 10)
Eric Weissberg - chitarra (6)
Charles Brown III - chitarra (6)
Buddy Cage - pedal steel guitar (6)
Thomas McFaul - keyboards (6)
Richard Crooks - drums (6)
Peter Ostroushko - mandolin (8)

Tecnici
Ron Coro - direzione artistica
Pete Hamill - note di copertina
David Oppenheim - illustrazioni
Phil Ramone - engineering [B]
Paul Martinson - engineering [A]
Glenn Berger - operatore nastro, assistente tecnico [B]
Paul Till - fotografia

Blood on the Tracks è stato pubblicato nel 1975 dalla Columbia Records. L'album raggiunse la prima posizione nella classifica pop di Billboard, in Nuova Zelanda e Canada, la seconda in Norvegia, mentre nella corrispondente classifica inglese raggiunse la quarta posizione e la quinta in Olanda.

Il singolo Tangled Up in Blue si piazzò alla posizione 31 della classifica dei singoli pop. Blood on the Tracks è uno degli album dell'artista ad avere realizzato le maggiori vendite. Ha infatti guadagnato un disco d'oro (12 febbraio 1975) e 2 di platino (il primo il 9 agosto 1989, il secondo il 14 novembre 1994)
Le canzoni che compongono Blood on the Tracks sono state generalmente interpretate da critica e pubblico come un riflesso dei tumulti personali che Dylan stava attraversando all'epoca, in particolare la sua separazione dalla prima moglie Sara Lownds. In realtà, Dylan non ha mai voluto confermare questa ipotesi, e nella sua autobiografia del 2004, Chronicles - Vol. 1, affermò che i brani del disco non avevano niente a che fare con la sua vita privata, e che erano stati ispirati dalla lettura dei racconti di Anton Čechov.

Tutte le dieci canzoni dell'album furono originariamente registrate a New York e prodotte da Phil Ramone. Quando la Columbia aveva già preparato gli acetati definitivi per la stampa dell'LP, Dylan cambiò idea sugli arrangiamenti dei brani, e volle ri-registrare cinque delle canzoni a Minneapolis con un gruppo di musicisti locali assemblati da suo fratello, il produttore David Zimmerman. Le teorie sul perché Dylan abbia così drasticamente voluto riscrivere l'album sono molteplici, una delle più note è quella che Dylan abbia ritenuto gli arrangiamenti dei brani troppo scarni e monotoni, con le canzoni troppo simili tra loro. È stato anche detto che, solo due settimane prima dell'uscita di Blood on the Tracks, Dylan suonò un acetato di prova del disco a suo fratello, e che il commento negativo dello stesso lo abbia portato a rimettere mano ai brani dell'album. Nonostante la versione originaria del disco sia stata ampiamente resa disponibile su bootleg, solamente una delle cinque versioni originarie dei brani reincisi è stata pubblicata ufficialmente (You're a Big Girl Now sull'album del 1985 Biograph). Versioni alternative di Tangled Up In Blue, Idiot Wind, e If You See Her, Say Hello provenienti dalle stesse sessioni sono state pubblicate in The Bootleg Series, Vol. 1-3, insieme a Call Letter Blues, un inedito poi scartato. Up To Me, altra outtake delle stesse sedute di registrazione, venne pubblicata su Biograph. Lily, Rosemary and the Jack of Hearts è l'unica canzone delle sedute di New York a non essere stata ancora pubblicata ufficialmente.

Il disco è ritenuto il lavoro migliore del Dylan degli anni settanta, in grado di rivaleggiare con i suoi capolavori più celebri degli anni sessanta. A proposito della popolarità dell'album presso i fan e la critica, Dylan disse (durante una intervista radiofonica con Mary Travers): «Un sacco di persone mi dicono che amano quell'album. È difficile per me capirne il perché. Voglio dire, alle persone piace quel tipo di dolore?».

Secondo il giornalista musicale Jimmy McDonough, prima dell'uscita di Blood on the Tracks, Dylan si recò a far visita a Neil Young nella sua casa in Florida, per chiedere la sua opinione circa i brani del disco.


da "Bob Dylan 1962/2002 - 40 anni di canzoni" di Paolo Vites

Blood On The Tracks (Columbia, 1975)

Tangled Up In Blue / Simple Twist Of Fate / You’re A Big Girl Now / Idiot Wind / You’re Gonna Make Me Lonesome When You Go / Meet Me In The Morning / Lily, Rosemary And The Jack Of Hearts / If You See Her, Say Hello / Shelter From The Storm / Buckets Of Rain

Pubblicato il 17 gennaio 1975
Registrato agli studi A&R di New York dal 16 al 19 e dal 23 al 25 settembre e agli studi Sound 80 di Minneapolis il 27 e 30 dicembre 1974
Foto di copertina di Paul Till
Note di copertina (nell’edizione originale) di Pete Hamill
Dipinto nel retro copertina di David Oppenheim
Nota: la seconda edizione ha un diverso dipinto sempre di Oppenheim e nessuna nota di copertina; una terza edizione ha il primo dipinto e le note di copertina, mentre l’edizione su cd ha solo il secondo dipinto.
Posizione più alta raggiunta nelle classifiche americane: n. 1.

Musicisti: Bob Dylan (voce, chitarra e armonica); Eric Weissberg, Ken Odegard, Charles Brown III, Barry Kornfeld, Chris Weber (chitarra); Tony Brown, Bill Peterson (basso); Richard Crooks, Bill Berg (batteria); Paul Griffin, Greg Imhofer (tastiere); Buddy Cage (pedal steel).

(Nota di Mr. Tambourine: Nell'elenco manca Peter Ostroushko che suonerà il mandolino in If You See Her Say Hello, Paolo Vites scrive invece che fu Dylan stesso a suonare il mandolino)

“Povera America. Terra dove i poeti muoiono. Eccetto Dylan. Lui è rimasto, di fronte a noi ed è rimasto vero. Non è il solo, naturalmente; non è il solo, adesso. Ma di tutti i nostri poeti Dylan è quello che ha preso, in modo più evidente, il mare in tempesta e lo ha messo in un bicchiere”.
Così Pete Hamill nelle note di copertina di Blood On The Tracks (edizione originale; il suo scritto è candidato al Grammy nella sezione delle note di copertina e la Columbia, che l’ha eliminato per sostituirlo con un dipinto di Dave Oppenheim, fa prontamente marcia indietro ristampando il disco con le “liner notes” originali, cosicchè esistono tre edizioni di Blood On The Tracks: una con le sole note, una con il solo dipinto e una con tutte e due, mentre la ristampa su cd, fino ad oggi, ha soltanto il dipinto).
A ventisei anni dalla sua pubblicazione si discute ancora se Blood On The Tracks sia il migliore disco di Bob Dylan, o quanto meno l’unico degno di stare accanto ai suoi capolavori degli anni Sessanta. I colleghi di Dylan lo amano alla follia, tanto che Keith Richards ha spesso commentato: “Se solo Dylan ci desse un altro Blood On The Tracks”.

A luglio alcune riviste pubblicano gossip su una probabile fine del rapporto tra Dylan e Sara: i giornali parlano di una relazione con la ex moglie del musicista John Sebastian (ex Lovin’ Spoonful), e anche di una relazione con una executive della Columbia, Ellen Bernstein. Non ci sono prove di tale relazione (ma d’altro canto Dylan riuscirà addirittura a tenere segreto un matrimonio, quello con Carolyn Dennis, durato ben sei anni), sta di fatto che la Bernstein è la donna dietro a Blood On The Tracks, quantomeno dal punto di vista discografico, in quanto presente a tutte le session e, in un certo senso, produttore esecutivo. Dylan smentirà apertamente che il disco abbia a che fare con la crisi del suo rapporto matrimoniale (“Ai tempi ero ancora sposato, come avrei potuto comporre canzoni che parlano di separazione e di divorzio?”, giustificherà piuttosto banalmente), ma dichiarazioni come quella del figlio Jakob faranno trapelare il vero contenuto di Blood On The Tracks: “Amo la musica di mio padre, naturalmente; mi piace ascoltare dischi come Highway 61 o Blonde On Blonde. Ma album come Blood On The Tracks non riesco ad ascoltarli. Quello è mio padre e mia madre che vanno in pezzi. Quale figlio vorrebbe ascoltare un disco del genere?”.
A metà luglio Dylan si ritira nella sua fattoria nel Minnesota in compagnia dei figli, ma, ancora una volta, non della moglie. E' qui che prendono corpo gran parte delle canzoni di Blood On The Tracks scritte, come vuole la leggenda, su un piccolo libretto di appunti dalla copertina rossa. Ci sono anche canzoni (intitolate Belltower Blues, There Ain’t Gonna Be Any Next Time, Where Do You Turn?, It’s Breakin’ Up, I Don’t Want No Married Woman, Ain’t Funny) che non è mai stato possibile ascoltare, benchè registrate durante le session dell’album, mentre mancano ancora Buckets Of Rain e Meet Me In The Morning che verranno composte in seguito in studio.
Il 22 luglio Dylan va a vedere gli amici Crosby, Stills, Nash & Young che si esibiscono a Minneapolis. Dopo il concerto, in albergo, canta a Stephen Stills e al bassista Tim Drummond una decina delle canzoni appena composte. Entrambi rimangono a bocca aperta. Ad agosto si reca a trovare nella sua casa di San Francisco il vecchio amico Michael Bloomfield, l’eroe di Like A Rolling Stone. Ha intenzione di chiedergli di partecipare alle future incisioni, ma quando esegue il materiale nuovo, in una impossibile accordatura in Re, senza dargli il tempo di imparare il minimo necessario, Bloomfield perde la pazienza e gli dice che non se ne fa niente.
Il 16 settembre, finalmente, Dylan decide di entrare in studio: su suggerimento dell’onnipresente Ellen torna al leggendario Columbia Studio A di New York, adesso ribattezzato A&R Studios, quello che ha visto nascere i suoi capolavori degli anni Sessanta. Responsabile tecnico è Phil Ramone, apprezzato produttore sin dai primi Sessanta e negli anni Settanta l’uomo dietro alla riuscita di There Goes Rhymin’ di Paul Simon, ma è Dylan, di fatto, a produrre. E' il vecchio John Hammond a chiamare Ramone solo il giorno prima: “Dylan è in città”, gli dice al telefono, “e abbiamo bisogno di catturare qualcosa di magico da parte sua”. In un modo o nell’altro ci riusciranno. I fantasmi di pochi mesi prima sono scomparsi per lasciare il posto ad alcune delle più brillanti visioni musicali e liriche della carriera di Dylan: New York è riuscita nella missione.
Dylan chiede personalmente di avere in studio con lui l’ottimo chitarrista Eric Weissberg e il suo gruppo, i Deliverance, freschi del grande successo ottenuto con la colonna sonora del film omonimo (in Italia Un tranquillo weekend di paura) contenente il brano, arcinoto nei Settanta, intitolato Duelling Banjos. Neanche a dirlo, sarà un disastro. La collaborazione durerà infatti un solo giorno, il primo: “Fu pazzesco”, dirà Weissberg. “Non riuscivi a guardargli le dita, perchè suonava con una accordatura che non avevo mai visto prima (l’accordatura aperta in Re, nda). Non gliene poteva fregare di meno del sound o di quello che avevamo appena fatto. Eravamo nella confusione totale perchè pretendeva di insegnarci un pezzo nuovo mentre un altro veniva fatto suonare in sottofondo. Dicevo, tra me e me: ricordati, Eric, questo tizio è un genio, e forse questo è il modo di lavorare dei geni. Ma se fosse stato qualcun altro e non Bob Dylan, me ne sarei andato su due piedi senza pensarci due volte”.
Il 16 settembre vengono comunque registrati diversi brani, tra cui diverse take di Tangled Up In Blue e prime prove di Simple Twist Of Fate, If You See Her Say Hello, Lily, Rosemary And The Jack Of Hearts, Call Letter Blues (che sarebbe poi diventata Meet Me In The Morning), You’re A Big Girl Now e brani rimasti a tutt’oggi sconosciuti, come i già citati Belltower Blues o Ain’t Funny.
Il 17 Dylan abbandona i Deliverance e fa venire in studio solo il loro bassista, Tony Brown. Il quale non avrà meno problemi: “Bob non fa prove, Bob crea e basta”, racconta Phil Ramone. “Il bassista mi guardava come a dire: che cazzo fate? Potete scrivermi gli accordi, mi volete aiutare? Non serve a niente, gli dicevo, perchè tanto non rifarà una canzone per due volte allo stesso modo. Una volta cambierà una sequenza di accordi, un’altra volta passerà al verso successivo saltando il ritornello”.
C’è un altro musicista presente il 17, ed è un ritorno notevole, il tastierista Paul Griffin, presente alle storiche session di Highway 61. In quel giorno si lavora a una nuova prova di You’re A Big Girl Now. La sera, in studio, si presenta una persona speciale, un certo Mick Jagger, e la seduta finisce a base di alcol e vecchi blues.
Il 18, sempre con i soli Brown e Griffin, Dylan registra Shelter From The Storm e You’re Gonna Make Me Lonesome When You Go, poi interrompe la session per andarsene al Bottom Line a vedere un concerto dei Little Feat.
Il 19 settembre è il giorno più fruttuoso: arrivano Lily, Rosemary And The Jack Of Hearts, Simple Twist Of Fate, Buckets Of Rain (che non è altro che un rimaneggiamento del brano del folksinger e vecchio amico Tom Paxton, Bottle Of Wine) e, soprattutto, l’epica Idiot Wind.
Il 23 settembre, su suggerimento di Ellen Bernstein, in studio si aggiunge Buddy Cage, valente suonatore di pedal steel del gruppo country rock californiano dei New Riders Of The Purple Sage che hanno da poco pubblicato una bella ripresa di You Angel You di Dylan nel loro album Brujo. Sulla traccia base di Call Letter Blues incisa con i Deliverance, Dylan reincinde un’altra parte vocale con nuove liriche; nasce, infine, un nuovo titolo, Meet Me In The Morning. Con l’abrasivo apporto della pedal steel hendrixiana di Cage, sarà l’unico brano registrato con tutti i Deliverance ad apparire sul disco finale. Anche a You’re A Big Girl Now viene aggiunta una parte di pedal steel. Le session terminano il 25: “(Dylan) lavora in modo istintivo”, dirà Ellen Bernstein. “Il livello di energia, in quelle session, era tremendamente alto perchè con lui non si torna e ritorna sullo stesso pezzo decine di volte finchè l’energia scompare. Fu tutto incredibilmente immediato e molto emozionante”. Per essere stato il soggetto di almeno una canzone, You’re Gonna Make Me Lonesome When You Go, Ellen deve saperne qualcosa del tasso di emotività che Dylan mette in quelle registrazioni. “Blood On The Tracks fu un momento catartico per Dylan”, dirà Phil Ramone”. “Quello era un momento traumatico per lui, per via dei suoi problemi relazionali, e in quelle canzoni si stava mettendo a nudo”.
Il disco è pronto: la Columbia commissiona al giornalista Pete Hamill le note di copertina e il disco viene dato alle stampe in mezzo milione di copie. Ma Dylan, ascoltato ancora una volta il risultato, blocca tutto. Non è sicuro che sia quello il disco che vuole, ma si accorda con la Columbia, in ogni caso, a far sì che il disco, se non alla fine di ottobre come concordato, esca subito dopo Natale. Festività che Dylan va a passare con la madre e i suoi parenti più stretti nella sua fattoria in Minnesota. Parenti stretti che, naturalmente, includono anche il fratello minore, David. Personaggio assolutamente discreto che compare nella saga dylaniana solo nell’episodio di Blood On The Tracks, David Zimmerman vi appare però in modo decisivo. A lui, infatti, Bob chiede un parere sul disco che sta per uscire e David è categorico: “Sarebbe meglio rifarlo”.
David, manager di alcuni artisti della locale scena di Minneapolis, suggerisce al fratello di andare in studio, lì a Minneapolis, con alcuni musicisti che avrebbe provveduto a trovare lui stesso, e provare a incidere nuovamente le canzoni che a Dylan sembrano particolarmente inadeguate. Il problema è che Dylan non ha la chitarra con cui ha registrato a New York, una Martin modello 1937 0042, dotata di una piccola cassa, conosciuta fra i musicisti come il “modello Joan Baez” perchè la folksinger la usa abitualmente e la consiglia a Dylan: molto rara, molto costosa e molto pregiata. David chiede a uno dei suoi artisti, Kevin Odegard, che ha già suonato con Dylan in passato, di trovarne una, mantenendo il riserbo su chi ne farà uso. Odegard ne trova una in un negozio di strumenti musicali di proprietà di un certo Chris Weber che a malavoglia affitta lo strumento, ma solo a patto di assistere alle registrazioni, in modo da tenere sotto controllo la preziosa chitarra. Weber finirà per suonare su Blood On The Tracks. David Zimmerman, intanto, ha contattato la più rinomata sezione ritmica di Minneapolis, il bassista Billy Peterson e il batterista Bill Berg, un affidabile duo capace di accompagnare musicisti jazz come gruppi rock. Berg, che sta partendo per la California per cercare fortuna come disegnatore per la Disney, accetta di fermarsi in studio quando sa che si tratta di Dylan.
Così, in modo assolutamente informale, quasi casalingo, e molto “low budget”, David mette insieme il cast di musicisti che devono aiutare Bob a rifare Blood On The Tracks.
Eppure funziona. A differenza di quanto accade nei grandi studi e con i musicisti di grido, Dylan si trova a suo agio con questi personaggi, musicisti più per passione che per professione. Fa subito amicizia con Chris Weber, parlano di chitarre e quando Dylan scopre che Weber è anche un po’ cantautore, lo invita a suonargli le sue canzoni. Il clima rilassato produce subito, il primo giorno, una nuova take di Idiot Wind, più pregnante e ricca di urgenza di quella registrata a New York, con Dylan che esegue personalmente l’overdub della parte di tastiere, mentre una nuova versione di You’re A Big Girl Now è meno indolente di quella precedente, con piacevoli interventi di chitarra flamenco e un forte spirito jazzy, soprattutto nelle pregevolissime parti di pianoforte.
Il 30 si torna in studio e Dylan vuole affrontare Tangled Up In Blue. Dopo averla suonata in chiave di Sol, Dylan chiede un parere. “Passabile”, risponde senza convinzione Odegard. “Mi fulminò con lo sguardo, sibilando: ‘Passabile’?”, racconta lo stesso Odegard, “nello stesso modo in cui in Don’t Look Back fulmina con lo sguardo il povero Donovan. Credetti di morire”. Ma Dylan dopo qualche istante, smaltita la rabbia, acconsente: “Proviamola allora come dici tu”. Odegard consiglia di farla in chiave di Fa e la cosa funziona splendidamente. Odegard è responsabile anche del delizioso intro di chitarra che apre ogni nuovo verso, un piccolo riff rubato a quello del brano Midnight Blues da un disco dei Joy Of Cooking.
Decisamente ispirati, si lanciano in una nuova Lily, Rosemary And The Jack Of Hearts, non prima dell’avvertimento di David Zimmerman: “E' un brano un po’ più lungo del solito. Non fermatevi mai. Anche se sembra finita, continuate a suonare”. Esattamente come ai tempi di Sad Eyed Lady Of The Lowlands. Quindi tocca a If You See Her, dove è Dylan stesso a suonare la parte di mandolino. E anche qui emerge una versione molto più ricca melodicamente di quella originariamente registrata.
Le session sono finite. Dato che la Columbia ha già stampato le copertine, i nomi di questi eroici musicisti di Minneapolis che hanno dato a Dylan tanta fiducia nei propri mezzi, non vengono accreditati e, molto più colpevolmente, i giusti crediti non vengono stampati neanche nella seconda edizione dell’album, quella con il solo dipinto di Oppenheim. Ma trovano un posto nella leggenda, così come da rivalutare è il ruolo di David Zimmerman, che è stato, di fatto, il produttore di Blood On The Tracks: oltre ai consigli al fratello e l’aver trovato gli uomini giusti, molte idee musicali, come la parte di batteria in Tangled Up In Blue, sono frutto della sua iniziativa.
Blood On The Tracks verrà salutato come un capolavoro assoluto. Di fatto, le nuove versioni dei brani sono tutte superiori ad eccezione, forse, di Tangled Up In Blue e di Idiot Wind, che sono quanto meno sullo stesso livello. Joni Mitchell e Robbie Robertson, ad esempio, dichiareranno di preferire le versioni newyorkesi, le originali. Ellen Bernstein, poi, è assolutamente contraria all’utilizzo delle nuove incisioni. Joel Bernstein, il tecnico delle chitarre di Dylan (in quegli anni al lavoro anche con Neil Young) racconta: “Quando seppe che David, il fratello di Bob, aveva detto che era meglio registrare nuovamente il disco con un nuovo gruppo, fu scioccata. Pensava fosse una pessima idea”.
A meno di possedere un bootleg, è possibile ascoltare alcune delle versioni originarie almeno in parte sul cofanetto The Bootleg Series: si tratta di Tangled Up In Blue, Idiot Wind, If You See Her e Call Letter Blues. La versione newyorkese di You’re A Big Girl Now era già stata pubblicata nel cofanetto Biograph.
Si tratta ovviamente di giudizi assolutamente soggettivi, in quanto tutte le versioni di questi brani sono ricche di fascino. Ma nelle incisioni di New York, oltre ad avere versi molto più autobiografici (specialmente la seconda), Tangled Up In Blue e Idiot Wind suonano più spontanee, meno elaborate, ricche di urgenza e di un fuoco interiore che brucia in Dylan, autentico “sangue gettato nei solchi”. Bello è poi il suono della chitarra, dove l’accordatura aperta risalta in modo particolare e ricorda quella tipica di artisti come Joni Mitchell o David Crosby.
Tangled Up In Blue, ad ogni buon conto, andrà incontro a infinite riscritture, un brano che è ancora oggi materia viva nella mente e nella voce di Dylan, il quale continua a cambiarne i soggetti, le scene e le parole: “La versione su Real Live”, dirà Dylan nell’85 a Cameron Crowe, “è quella più simile a come doveva essere la canzone. Non sono mai stato soddisfatto (di come è venuta), credo che stessi cercando di farla assomigliare a un dipinto, dove puoi vedere le parti diverse ma puoi anche vederne l’insieme. E' quello che ho cercato di fare, con il concetto di tempo e il modo in cui i personaggi cambiano dalla prima alla terza persona, e non sei mai sicuro se sta parlando la terza persona o la prima. Ma se guardi alla cosa nel suo insieme, non è importante. Nella versione di Real Live l’immaginazione è migliore e molto più simile al modo in cui avrei voluto che fosse quando la registrai”.
Tangled Up In Blue è ricca di immagini autobiografiche, come la splendida descrizione dell’atmosfera vissuta da Dylan al Village nei primi Sessanta, quando dice: “C’era musica nei cafè alla sera / E rivoluzione nell’aria”, salvo l’ingresso improvviso di Rimbaud, seppur non citato direttamente - ma chi altri potrebbe essere (peraltro citato direttamente insieme a Verlaine in You’re Gonna Make Me Lonesome) - a sovvertire l’ordine temporale e logico della strofa (“Poi lui cominciò a trattare con gli schiavi / E qualcosa dentro di lui morì”). La figura dell’artista che lascia la sua musa per darsi a dubbi affari commerciali come la tratta degli schiavi diventa una parodia di se stesso, visti i tanti riferimenti fatti negli anni Sessanta alla poesia di Dylan come discendente direttamente da quella di Baudelaire e Rimbaud, un riferimento al periodo di ritiro a Woodstock, che in un certo senso coincise anche per Dylan con la morte artistica.
Ma un verso certamente non è mai cambiato, nelle migliaia di rese dal vivo che Dylan ha fatto fino ad oggi, una vera dichiarazione di intenti per un uomo che non ha intenzione di arrendersi mai: “Tutta la gente che conoscevamo / Ora è soltanto una illusione, per me / Ma io, io sono ancora on the road / Diretto verso un altro localaccio”. Promessa mantenuta, dato che Dylan è oggi, da anni, costantemente on the road, diretto a un altro posto dove suonare.
Idiot Wind, che raggiungerà l’apoteosi nella memorabile interpretazione catturata su Hard Rain, il vertice assoluto dell’abilità di Bob Dylan come performer, è un brano pieno di risentimento e rabbia latente: verso critici e scrittori (“Si inventano storie sulla stampa”), verso la moglie (“Sei un’idiota, bambina”), verso se stesso (“Siamo degli stupidi: è un miracolo che riusciamo a sopravvivere”), ricca di fascino melodico sottinteso, soprattutto nei ritornelli epici che suonano anche come una dedica all’America (“From the Grand Coulee Dam to the Capitol”).
If You See Her, nella sua prima registrazione, suona troppo scarna e melodicamente priva di sussulti, mentre nella versione di Minneapolis è di una bellezza struggente difficilmente rintracciabile in altre canzoni dylaniane.
You’re A Big Girl Now è fantastica in qualunque versione la si ascolti: quella crepuscolare, resa languida dal suono della pedal steel, e quella più ruvida, quasi jazzata, di Minneapolis. E' proprio questo il brano che fa dire a Dylan che Blood On The Tracks non ha nulla a che fare con i suoi problemi matrimoniali: “Ho letto che questa canzone dovrebbe parlare di me e di mia moglie. Vorrei che la gente mi chiedesse le cose prima di andare a stampare sui giornali quello che viene loro in mente. Questi interpreti (di me) sono, a volte, degli stupidi stronzi ingannatori. (Questa canzone) potrebbe parlare di chiunque tranne che di mia moglie, va bene?”.
Call Letter Blues è identica a Meet Me In The Morning, salvo che questa ultima è molto, molto meglio, con una performance vocale di Dylan spiritata e grintosa e lo splendido intervento di Buddy Cage alla pedal steel.
Di Simple Twiste Of Fate non conosco altre versioni, ma tali sono la perfezione e l’intensità raggiunte da Dylan che non c’è bisogno di altro. E' un brano quasi cinematografico, il set di un’impossibile storia d’amore, un incontro fugace e nascosto fra due amanti, con chiari riferimenti alla relazione adulterina con la Bernstein, parole sputate con vette di lirismo incantevole e un intervento di armonica devastante. Lo stesso vale per la lunga ed epica Lily, Rosemary And The Jack Of Hearts: un altro film, questa volta western, con una lunga galleria di personaggi e un rubacuori che vince su tutti, il Jack Of Hearts, che potrebbe essere Dylan stesso.
Di Shelter From The Storm si è invece potuto ascoltare in tempi recenti una prima versione, inclusa nel film di Cameron Crowe Jerry Maguire, che sembra avere più raffinatezza e incisività di quella pubblicata su Blood On The Tracks, che sembra invece svogliata, confusa, senza una direzione precisa.
Anche quei due gioiellini di semplicità folkie che sono You’re Gonna Make Me Lonesome e Buckets Of Rain rimangono così come sono, senza alternative, e sono fotografate per l’eternità nella loro ammaliante semplicità.
C’è un’altra outtake, registrata il 23 settembre a New York, che è stato possibile conoscere grazie a Biograph, anche se Roger McGuinn l’aveva già incisa a metà anni Settanta. E' Up To Me, un po’ troppo simile però a Shelter From The Storm e forse per questo scartata.
Disco fascinosissimo, che ha influenzato, esattamente come fecero i suoi album della prima metà degli anni Sessanta, un’intera nuova generazione di musicisti, ricco di soluzioni melodiche impeccabili e soprattutto di performance vocali che sono tra i vertici della vocalità dylaniana, Blood On The Tracks rappresenta perfettamente Dylan e la sua età. E' la versione cruda, amara, “sanguinante” della crisi del progetto matrimoniale che, per milioni come lui, aveva rappresentato lo “shelter from the storm”, il rifugio già invocato dai Rolling Stones di Gimme Shelter nel ‘69 da quella “tempesta” che gli anni Sessanta avevano scatenato sull’America, solo per rivelarsi essere più pericoloso e mortale di ciò da cui avevano creduto di sfuggire. “La vita è triste, la vita è una fregatura / Tutto quello che puoi fare è fare ciò che devi / Fai ciò che devi, e cerca di farlo bene”, canta non a caso Dylan nella strofa conclusiva dell’ultimo brano di Blood On The Tracks, Buckets Of Rain.
Mentre il decennio in corso si sta popolando sempre più dei nuovi menestrelli dalla faccia triste (uno su tutti, James Taylor) che cantano sommessamente la crisi delle grandi utopie di solo qualche anno prima ma anche la crisi e la difficoltà delle relazioni stabili fra i due sessi andando regolarmente al vertice delle classifiche di tutto il mondo, Dylan scende sul loro stesso terreno e li sbaraglia, dimostrando che, con il minimo sforzo, se solo ne ha voglia, è ancora il più grande di tutti: negli anni Sessanta ha messo in fila Beatles e Rolling Stones non appena si è impegnato, per un paio di dischi e una facciata, a fare del rock’n’roll. Adesso dimostra che come cantautore intimista e semi acustico, beh, anche lì non ce n’è per nessuno.
Dopo il “sangue nei solchi” ci sarà una sola altra rivoluzione nella musica rock capace di spazzare via tutto, e sarebbe stata, di lì a un paio di anni, quella del punk. Ma Dylan, allora, non sarà più in concorrenza con nessuno. Lui è diretto a un “tempo fuori dalla mente”. Che se la vedano gli altri, perchè Blood On The Tracks, rimane, piaccia o no, come l’ultimo esempio di sfida al mondo da parte di Dylan. Dopo sfiderà solo se stesso.

(Fonte: http://www.maggiesfarm.it/vitesanteprima.htm)


 

 
Sabato 3 Novembre 2018

Fort Lauderdale, Florida - Broward Center for the Performing Arts, Au-Rene Theater, October 24, 2018
  
  di Will St. James
  
Bob era al suo meglio stasera. Lo spettacolo è iniziato con Things Have Changed che è stato a lungo una canzone che mi piace. It Ain’t Me Babe è stata cantata con un nuovo arrangiamento che ha fatto cantare il pubblico attorno a me.
Dopo è arrivata una potente Materpiece completa di grandi nuovi testi ed un bellissimo intermezzo d’armonica. Le due canzoni che ha cantato al centro del palcoscenico - Scarlet Town e Love Sick - erano entrambe impressionanti e divertenti.
La folla è esplosa in una risata e in un applauso quando c’è stato un piccolo errore durante Scarlet Town. Cose come questa fanno sì che le persone come noi tornino allo show di volta in volta per vedere cosa Bob ha da offrire. Love Sick era particolarmente agghiacciante e sbalorditiva, cantata da Bob che si appoggiava al microfono sotto le luci giganti. La rallentata Don’t Think Twice era un highlight. La canzone è iniziata molto lentamente e costruita verso un crescendo di
batteria leggera e basso ben suonati da George e Tony. Mi sono piaciuti i nuovi testi in Gotta Serve Somebody. La canzone dell'era del gospel è stata trasformata per adattarsi al sound Americana. Blowin' e Thin Man continuano ad essere due grandi bis. Questo spettacolo è stato tremendo, il suono era forte e la sua voce era chiara. Grazie, Bob, per un'altra fantastica notte. Ogni volta che ti incontriamo all'interno di una sala per spettacoli è un sogno che si avvera.
  
Will St. James
  
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di Laurette Maillet
  
Come vanno le cose. Sarasota e Ft. Meyers erano due piccoli luoghi e gli spettacoli erano totalmente esauriti, tuttavia era stato relativamente facile trovare alcuni biglietti all'esterno. Immaginavo che a Ft. Lauderdale sarebbe stato più facile. Ma ... Appena arrivo, ecco i bagarini, con fare abbastanza aggressivo. Non capisco perché questo tipo di attività è consentita solo richiedendo biglietti in più. "Ruba un po', ti mettono in prigione, ruba molto ti fanno re". A volte odio questo paese.
  
Riesco ad entrare. Sulla balconata. Giusto in tempo per "Things Have Chjanged". Mi faccio sempre la domanda: "sì, ma in quale direzione?". La security è lassista e io posso alzarmi durante l'intero spettacolo.
Come altri, stiamo un po' ballando sul balcone, cantandoe e rumoreggiando. Bob ci avrà sentito? Trovo lo spettacolo molto meglio degli ultimi due. Altra energia. "Love sick" è favolosa. Charlie si sta divertendo un sacco. Un altro Bobcat con me sembrava impazzito.
Il mio intero divertimento alllo show è ballare e cantare come se non ci fosse nessuno a vedermi. Uno di quelle cose favolose che Bob non farà mai sul palco. Lui sta suonando per se stesso ed io mi sto divertendo. Non ha bisogno di eccitare il pubblico con artifici. Il pubblico deve essere felice da solo. Non una parola, non un segno. Solo Bob Dylan e la sua band. La stessa set list ma in qualche modo così diversa.
Torno di nuovo al mio ostello. Canto "Don’t Think Twice" alla luna piena. Sono l'unica all'interno dell'ostello. Una grande casa per me. Non mi sento sola. Dormo soddisfatta.
Grazie Bobby. Notte.

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“Blood on the Tracks”, il capolavoro di Bob Dylan diventerà un film            clicca qui

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Bob Dylan, uscito l'ultimo Bootleg                                                                  clicca qui

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Il governo giapponese ha nei suoi archivi un film sui Beatles di 35 minuti   clicca qui

 

 
Venerdi 2 Novembre 2018

Knoxville, Tennessee - Tennessee Theatr, October 31, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. All Along The Watchtower (Bob on piano, Donnie on pedal steel)

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Talkin' 10599 - miscio.tux

Oggetto: L'abominevole insidia di Sir Eglamore

Caro Mr. Tambourine,
ma come ha fatto l'Ignobile, a conoscere il contenuto della "mia" mail prima che tu la pubblicassi? Non te lo poni questo dilemma gnoseologico? Da quando ha scoperto Salvatore Aranzulla ( https://www.aranzulla.it/come-inviare-email-anonime-18768.html ) ha cominciato a inviare fake mail spacciandosi per l'Arcivescovo di Canterbury. Devi sapere che a lui, costretto in triciclo fino a tarda età da genitori apprensivi, è rimasta la voglia della derapata, che sfoga come può. Se per disgrazia invece fosse andato a lezione da Masetti, che ha lavorato per il CERN, saremmo tutti fregati. Ma non credo, si deve studiare per fare l'hacker, e lui preferisce le donnacce della locanda. Se lo inseguiamo sulla sua strada ci trascinerà tutti all'Inferno. Che, a dire il vero, per me, visto che mi hai messo tra gli ignavi, sarebbe già un progresso. Meglio strangolare la moglie come Althusser piuttosto che restare Miscio Mezzapippa per sempre. Ardere nel fuoco di Satana insieme a voi, viscidi menzogneri.
Comunque ottima questa versione di Up To Me. Anche se solo Dylan e Paul Clayton (chissà che non resusciti per Halloween) sanno chi è quel tal "Dupree che fa il ruffiano al Thuderbird Café"

 

Dupree was a bandit; he was so brave and bol';
He stoled a diamond ring for some of Betty's jelly roll

Betty told Dupree, "I want a diamond ring."
Dupree told Betty, "I'll give you anything."

Michigan water taste like cherry wine,
The reason I know: Betty drink it all the time.

I'm going away to the end of the railroad track
Nothing but sweet Betty can ever bring me back

Dupree tol' the lawyer, "Clear me if you can
For I have money to back me, and sure as I'm a man

The lawyer tol' Dupree, You are a very brave man
But I think you will go to jail and hang"

Dupree tol' the judge, "I am not so brave and bol'
But all I wanted was Betty's jelly roll

The judge tol' Dupree, "Jelly roll's gonna be your ruin
"No, no, judge, for that is what I quit doing"

Judge tol' Dupree, "I believe you quit too late
Don't you Know it's already in your fate

https://archive.org/details/in.ernet.dli.2015.158045/page/n365

E capita tra l'altro a fagiuolo: l'avevo già detto (altro che saccente, addirittura un profeta) e mi ripeto, Up to Me non è un “tocca a me” nel senso che solo Dylan è capace di fare certe cose, è un “tocca a noi”, nel senso che ognuno deve soffiare dentro l'armonica della sua vita, nessuno può farlo per lui. È la rivendicazione delle potenzialità di ogni singola persona, di ogni piccolo ebreo, la sua irripetibilità. Se poi lo vogliamo leggere come superomismo, beh almeno è la rilettura di Nietzsche riciclato e pastorizzato a sinistra, come gli eroi di Bowie. Ma queste sono nostalgie del tempo passato. Oggi siamo dentro a Scarlet Town, abbiamo i fuochi dell'Apocalisse alle spalle come in Ain't Talkin'. Altro che versificazione piatta, Dylan è uno dei pochi che descrive la follia che viviamo, con presidenti filonazisti che ballano sul baratro di un pianeta che scoppia, radicati sull'abbrutimento popolare che loro stessi hanno coltivato. E se c'è qualche nonnetto nella Fattoria che rimugina, “che palle questo miscio.tux, scrive sempre lui, ma non ha una vita?”, gli sparo nel cornetto acustico.
Un macabro augurio a tutti voi farabutti della Farm, Miscio.


Caro vile Miscio, come ormai saprai, il gran cacciatore di draghi (non il Mario della Banca Europea) Sir Eglamore ha potenzialità altamente segrete, non saprei dirti se di origine Guelfa (notizie di prima mano dal papato) o Ghibellina (notizie dai discendenti degli Amidei, degli Uberti e dei Lamberti - Mosca dei Lamberti fu quello che dopo l'omicidio di Buondelmonte dei Buondelmonti ad opera dei casati alleati Amidei-Lamberti-Uberti disse la famosa frase "Cosa fatta capo ha", avvenimento che divise la città di Firenze nelle due note fazioni Guelfa e Ghibellina. Purtroppo non lo sapremo mai, da Eglamore possiamo prendere solo la parte buona e stendere un velo per nascondere le sue bassezze! Per chi non lo sapesse Louis Althusser (Birmandreis, 16 ottobre 1918 – La Verrière, 22 ottobre 1990) è stato un filosofo e accademico francese, principale teorico del marxismo strutturale (un'approccio analitico anti-empiristico, anti-umanistico ed anti-idealistico all'ideologia marxista), oltrechè una delle personalità di spicco della corrente filosofico-antropologica strutturalista e post-strutturalista tra i primi anni sessanta ed i primissimi anni ottanta, assieme a pensatori del calibro Claude Lévi-Strauss, Jacques Lacan, Michel Foucault, Roland Barthes, Pierre Klossowski e Gilles Deleuze. Invece di Masetti abbiamo ancher la foto ed un'intervista:

Lorenzo Masetti

http://informatico-migratore.blogspot.com/2011/08/ricercatore-al-cern-lorenza-masetti-ci.html

Ho apprezzato la tua interpretazione dei testi di Up To Me e le seguenti osservazioni! Ottima analisi e buona dialettica, stupisce che tutto questo venga da una persona ignava, vile, incolta e di bassa levatura!!! Alla prossima caro rompipalle Miscio, forse Sir Eglamore avrà qualòcosa da contestarti....speriamo! Live long and prosper, Mr. Tambourine, ;o)

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Fort Myers, Florida - Barbara B. Mann Performing Arts Hall, October 23, 2018

di Steven Kruh

Spettacolo eccellente !! Venti canzoni - tutte composizioni originali di Dylan. Ha suonato un’armonica terrificante ... su quattro o cinque numeri. Band incompleta, solo Charlie Sexton alla chitarra, ha permesso di concentrarsi meglio sugli arrangiamenti e sulla musicalità. Due piccole delusioni: non abbastanza assoli in primo piano (quello che veniva offerto principalmente era Dylan al piano); inoltre, data la piccola sede, avrei sperato in qualcosa di più acustico fra strumentazione e musica. Donnie Herron ha suonato il mandolino elettrico, il banjo e il violino, tutto rigorosamente come accompagnamento ... e solo l'ultimo come obbligato - e Tony ha suonato in abbondanza il contrabbasso, ma, Charlie Sexton suonava esclusivamente la chitarra elettrica.
Un momento clou strano: non ero pazzo per la performance del blues-rock di Gotta Serve Somebody, anche se Charlie ha sfoggiato un paio di piacevoli riff di chitarra!! Ma, un'alterazione nei testi mi ha davvero sconvolto. Dylan ha cantato qualcosa come "Potresti essere il Padre Tempo, potresti essere la Madre Terra”. Questo era, finalmente (!!) per me la conferma di quello per cui mi sono battuto da trent'anni: Gotta Serve Somebody "prende in prestito pesantemente" dal singolo di successo di Memphis Slim del 1951, Mother Earth. Ero felicissimo quando ho sentito quelle parole sfuggire dalle labbra di Zimmy. Un bacio sulla sua fronte!

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Recensione di Laurette Maillet

Da Sarasota a Fort Myers è una breve corsa sul Greyhound bus.
ShaktiJoy, il mio ospite CS, mi sta aspettando alla stazione.
Mi guida intorno alla baia per scoprire il bel centro, poi andiamo a casa per un pasto vegetariano. Shakti pratica Yoga da oltre 30 anni ed è una "figlia" di Amma, la donna indiana che se ne va in giro per tutto il mondo per dare amore, abbracci e buono spirito. Discutiamo di andare a visitare l'ashram di Amma in India. Prima del suo corso di insegnante di yoga Shakti mi lascia al locale. Prendo 2 biglietti , insolito da parte mia, ma un amico non ha potuto venire e gentilmente mi ha offerto quei biglietti. Cammino intorno al laghetto di fronte all'ingresso. Mi imbatto in George e Tony. Quindi entro nella galleria espositiva di Kerouac. Trascorro del tempo a guardare in TV un documentario sulla vita di Jack Kerouac e la scrittura di "on the road". Kerouac non è mai riuscito a gestire la sua popolarità e si è ubriacato fino alla morte, incompreso e depresso.

Ho un biglietto extra da vendere ma non sono l'unica. Rinuncio a venderlo ed entro all'interno del locale con 2 biglietti. Un paradosso per me. Ora ho 2 posti per me stessa in cima del teatro! Il pubblico è di mezza età e anche di più, anche se lo spettacolo si svolge in un campus. (3 bambini hanno rifiutato anche il mio biglietto gratuito !!)

Bob è vestito in nero. Il suono è perfetto, le canzoni (stessa lista Set) sono ben eseguite.
Mi sento stanca. Devo fare uno sforzo per concentrarmi su ciò che sta accadendo sul palcoscenico. Solo le canzoni degli anni '60 ricevono una risposta dal pubblico. Il pubblico è venuto a vedere la leggenda! "Like a Rolling stone" Inizia con il microfono spento così ci vuole il coro per svegliare i Pappies e i Mammies. La gente lascia il teatro molto prima del bis. Sorprendentemente "Ballad of a thin man" è eccezionale stasera. Più staccata. Più potente. Il momento saliente per me questa sera a F.Meyers. Sono andata alla deriva in quasi tutte le altre canzoni. Bob e la sua band hanno lasciato il palco rapidamente, niente inchino nemmeno stasera.

Shakti mi sta aspettando fuori alle 22 precise. Ero felice di essere lì. E' stato un giorno e una serata facile. Spero che Bob diventi più stimolante ... o sono io che cado in una routine? Grazie a tutte le brave persone.

Buona notte Bobby.

 

 
Giovedì 1 Novembre 2018

Huntsville, Alabama - Von Braun Center, Mark C. Smith Concert Hall, October 30, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano, Donnie on lap steel)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
5. Cry A While (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
7. Honest With Me (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
9. Scarlet Town (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel)
11. Pay In Blood (Bob on piano, Donnie on pedal steel)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano. Donnie on pedal steel)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Donnie on lap steel)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano, Donnie on lap steel)

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Sarasota, Florida - Van Wezel Performing Arts Hall - October 21, 2018

di Laurette Maillet

Sarasota, 21 ottobre. Prendo un Greyhound bus al mattino presto. Ho saltato lo spettacolo a Clearwater per diversi motivi. Arrivo vicino al centro della città di Sarasota. Bella cittadina, faccio colazione al Caffè Italiano, una passeggiata per il "Van Wezel performing art cener", prendo un autobus per la casa di Peter che sarà il mio ospite CS per 2 giorni. Con il passare del tempo ... sono le 18 quando iniziamo la nuova avventura.
Peter ha bisogno di un biglietto. Anch'io. Passiamo alle "notizie" (voci, pettegolezzi e brutte vibrazioni negative) lo spettacolo è esaurito, esaurito. Io consiglio Peter su come comportarsi con la security e la gente.... Ma non ce n'è bisogno.
Sarasota non è Clearwater e la sicurezza è OK. Visto che non siamo scalper siamo i benvenuti e la folla è più che amichevole. Pochi stanno vendendo biglietti e va tutto bene per noi. Il mio posto è in alto ma il teatro è piccolo, il più piccolo in questo tour. Alcuni Bobcats sorseggiano "Heaven's door "whisky venduto nell'atrio. Provo un sorso e quasi diventa tutto blu! Mio Dio! È forte! S..t!
Grazie Bob Dylan per essere un artista e ringraziare ME per essere ammiratore di un artista! Punto. Inizia lo show con la musica della “Conquista del West” in un fragore di applausi. La coppia accanto a me parla incessantemente ma io sono Zen e mi concentro sul palco e sul suono degli altoparlanti. Suona bene finché Bob non si rivolge al tecnico del suono in "Make You Feel My Love". È così sconvolto che lascerà il piano e se ne andrà a parlare con il ragazzo mentre la band continua a suonare. Forse il microfono del pianoforte è ora più forte e più chiaro. Tutto bene. Buona reazione da parte del pubblico sulle canzoni più ovvie. "Like a Rolling Stone" è ben applaudita, “Tangled Up in Blue” idem. Sembra un pubblico degli anni '60. "Blowin’ in The Wind" arriva troppo presto, mi concentro su Donnie, il suo violino suona meno presente nel mix. Ha cambiato la melodia? O il violino? "Ballad of a Thin Man" .... Standing ovation ma .... Bob guarda a malapena il pubblico e IMMEDIATAMENTE lascia il palco. Nessun inchino??? Oh, oh! Evidentemente era molto arrabbiato allora! La cosa sembra non essere notata dal pubblico di stasera. Ci vuole una buona esperienza e tanti shows per capire ... l'umore. Lo spettacolo è stato buono. "Don’t Think Twice It’s All Right”, va bene così, era emotivo, un silenzio totale da parte dell'auditorio ... inclusi i miei vicini! Vorrei che tu recuperassi Bobby. Non preoccuparti. E' stato un fantastico show. Il pubblico era felice. Io anche, Joe era felice ... Peter era felice. Mi hai reso felice! A presto! Notte, notte Bobby.


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Talkin' 10598 - paolo.manclossi

Dall'inizio del NET (giugno 1988) siamo a quasi 3000 concerti in tutto il mondo x chi non teme confronti....mini tour di altissimo livello si sono alternati ad altri molto meno....con alti e bassi a distanza di una serata. ..come l'umore di ognuno di noi....come ogni artista o fenomeno sportivo. Ho avuto la fortuna ma anche la sfortuna di toccare con mano serate incredibili con altre stucchevoli ma in in ogni caso mi sono ritrovato a tornare ancora per rivivere certi momenti o riscattare concerti da dimenticare. Ricordo bene nei commenti "perche' cambia ogni sera scaletta....", "perche' non ha fatto questa canzone o un'altra....la versione precedente era migliore ....ne ho sentite tante ma questa le batte tutte. Per un artista che ha stravolto le sue canzoni in mille modi...piacendo a qualcuno nel momento stesso un cui un'altro considerava inascoltabile la medesima versione. Per arrivare all'ultimo periodo "quello del Sinatra sound" o a quello piu' recente....non mi è piaciuto il primo....molto ma molto di piu' l'attuale. Una set list ripetitiva e' vero ma una grande set list....con un sound, diciamo, piu' controllato, ma le canzoni scelte? Grandi canzoni. ... con interpretazioni espressive di assoluto spessore del pervenuto vecchietto che tiene ancora molto bene il palco ....tra i tanti concerti ascoltati dal vivo dall'esordio italiano (Verona 84) e su altre fonti anche questi ultimi si fanno rispettare... e se capitasse ancora dalle ns. parti saro' al mio posto per poterlo ascoltare ancora una volta.. il "nostro" teniamocelo ancora stretto ....

Caro Paolo, c'è molta verità, saggezza ed obiettività nelle tue parole, complimenti e condivido! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Esce domani “More Blood, More Tracks - The Bootleg Series Vol.14”  clicca qui

 

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