MAGGIE'S FARM - SITO ITALIANO DI BOB DYLAN

             

           

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THE  BEATEN  PATH

THE DYLAN'S PAINTINGS AND THE REAL PLACES

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Martedì 14 Luglio 2020

Talkin' 10949 - giovanniberti1969

Oggetto: Roll On John ovvero Continua Così, Bob

Ciao Mr. Tambourine,
ieri ho ragionato sulla canzone conclusiva di "Tempest"...

Continua così, Bob

Questa storia merita di essere raccontata per una caterva di ragioni che appariranno in corso d'opera. Abbiate fede. L'esortazione non è casuale.

1962, New York City. Bob Dylan non ha ancora compiuto 21 anni e ha appena firmato il suo primo contratto discografico. A gennaio si trova negli studi radiofonici della WBAI di New York City, ospite del programma "Folksinger's Choice", condotto da Cynthia Gooding. Nel corso dello show, che sarà trasmesso a marzo (pochi giorni prima della pubblicazione del suo album d'esordio), il giovane Zimmerman esegue canzoni country, blues e folk e conversa con la conduttrice. È uno sconosciuto, è alla sua prima intervista radiofonica. Fra i brani compare una ballata della tradizione che si intitola "Roll On John", la storia triste di un ragazzo che chiede ad una ragazza di sposarlo ma ottiene un rifiuto. "Và avanti, John, non andare così piano", dice qualcuno al ragazzo per esortarlo. "Come posso andare avanti se questa strada è tutta sbagliata?", risponde John con una domanda che mostra il suo cuore spezzato.
Sul brano, dunque, compare un dialogo fra due persone, un cambio di soggetto, una delle caratteristiche delle tantissime canzoni che scriverà Dylan nel corso della sua carriera. Ma, per dirla con Lucarelli, fermiamoci qui: questa considerazione ci tornerà utile più avanti.

1962, Liverpool. John Lennon non ha ancora compiuto 22 anni e suona e canta in un gruppo chiamato Beatles, che ha ottenuto un certo successo nei locali del distretto a luci rosse di Amburgo.
La band, che da pochi mesi presenta Paul McCartney al basso e il cui look è stato completamente rivoluzionato dalla fotografa Astrid Kirchherr, morde il freno nella sua città d'origine in attesa di tornare in Germania, dove, alla fine dell'anno e in totale, collezionerà 800 ore di esibizioni dal vivo.

1980, Upper West Side, 72esima strada, marciapede del Dakota Building, New York City. Sono le 22.51 dell' 8 dicembre. Un certo Mark David Chapman esplode cinque colpi di pistola alle spalle di John Lennon. Quattro vanno a segno, il cantante - che ha recentemente pubblicato "Double Fantasy" - muore alle 23.15 sull'auto che lo sta portando all'ospedale.

2012. Bob Dylan ha abbandonato da tempo la sua contemporaneità. Non parla più dei tempi che stiamo vivendo e di quello che dovrebbe succedere. Non fa il punto della situazione e non indica più la strada. La sua vita e la sua carriera, che si annodano in maniera indistiguibile, hanno conosciuto picchi eccezionalmente lunghi e cadute altrettanto rovinose. Le sue esibizioni sono assai memorabili o terribilmente scadenti. La sua voce è una meraviglia di sfumature e amarezza, spigoli e dolcezza o come un'unghia affilata che scorre con ingiustificata crudeltà sulla lavagna. Il suo impegno costante sembra quello di annacquare il suo mito, ma non ci riuscirà, anche se fa 150 concerti l'anno e certe volte si presenta in pubblico in condizioni (eufemisticamente) non ottimali. Il suo mito vive di vita propria, anzi più lui tenta di smontarlo, più si ingigantisce, ma questo è un altro discorso.

Da sempre appassionato di Shakespeare, Dylan pubblica un ottimo album che si intitola "Tempest", come la tragedia del Bardo. Dylan, dicevo, ha salutato la contemporaneità da anni e ha attraversato la porta del tempo, diventando "trascendente", per dirla con Jack Nicholson. L'ultimo brano di questo disco si chiama "Roll on John" ed è dedicato a John Lennon. La mente di Dylan torna a cinquant'anni prima e si ricorda di quello show radiofonico, di quel titolo e di quel ritornello ("Roll on John") e confeziona un capolavoro, in cui c'è il cambio di soggetto (ricordate il riferimento a Lucarelli?), ma anche molto di più.
Come un dottor Frankenstein più raffinato o un Rabbi Loew più accorto, Dylan acchitta il testo come se fosse un puzzle magnifico in cui ogni singola tessera (per chiunque non compatibile con un'altra, ma non per lui) va magicamente al suo posto.
Così le citazioni e le suggestioni beatlesiane ("Doctor doctor", "another penny spent", "another day in the life", "come together right now over me") incontrano le espressioni gergali delle storie di mare dei celti ("they hauled your ship up on the shore") e si mescolano con le "canzoni di innocenza ed esperienza" di William Blake, in cui il poeta (inglese anche lui, come Shakespeare, come Lennon) si chiede - senza ottenere risposta - come sia possibile che il Creatore della tigre sia il medesimo che ha dato forma all'agnello, lasciando tutti i punti interrogativi a guardia dell'imperscrutabilità del disegno divino.

"Tyger Tyger burning bright / In the forests of the night / What immortal hand or eye / Dare frame thy fearful symmetry?".
(Tigre, tigre, che ardi brillante / nella foresta della notte / quale mano o occhio immortale / osò dar forma alla tua spaventosa simmetria?), scrive Blake nel 1794.

"Tyger, tyger burning bright / I pray the Lord my soul to keep / In the forests of the night / Cover 'em over and let him sleep".
(Tigre, tigre, che ardi brillante / Prego il Signore di conservare la mia anima / In quella foresta della notte / Proteggila e lasciala dormire) canta Dylan nell'ultima strofa.
Notare, per favore, il cambio di soggetto, l'immedesimazione e, non ultima, la maniera tutta e solo dylaniana di rendere compatibile, di trascendere, la citazione per amalgamarla al suo testo. Il tutto raccontato con un linguaggio realistico e crudo e attraverso una voce abrasiva che, però, si fa incredibilmente dolce nel ritornello. Un testo che (se non fosse ancora abbastanza, cribbio!) addirittura auspica o indica un finale alternativo: "Tira fuori le valigie e riempile / Parti adesso, non sei abituato a stare lontano da casa / Prima andrai, prima tornerai / Sei stato rinchiuso su quell'isola troppo a lungo".

Il dottor Frankenstein o Rabbi Loew ha assemblato la sua creatura, ma questo splendido incontro di prosa e poesia non è ancora tutto (anche se è già moltissimo). Egli ha manipolato il tempo perché ha omaggiato Lennon 32 anni dopo la sua morte, dopo tantissimi altri, ma lo ha fatto anche prima di tutti, in quello studio radiofonico, quando lui non aveva compiuto ancora 21 anni e Lennon non era ancora arrivato ai 22, 18 anni prima che l'evento insensato del Dakota Building si verificasse.
Dylan è uscito dalla contemporaneità e ha scovato, non solo quel filo sottile che unisce tutte le cose e le persone (la visione di Whitman), ma anche la dimensione palindroma del tempo. "Nonostante io conosca il viaggio, e dove porterà, lo accetto e lo accolgo dal primo all’ultimo momento", si sente in quella magnificenza di film che è "Arrival".
Così, John Lennon va avanti, non si ferma. È tornato in Inghilterra da Amburgo o... da New York, prima di quei colpi di pistola...o dopo? E si prepara al suo prossimo viaggio.
Continua così, John. Continua così, Bob. 1962, 1980, 2012, 1962, 1980, 2012. 1962...

Ciao e buona domenica, Giovanni.

Caro Giovanni, mi ha stupito molto che in un momento nel quale tutti parlano dei testi di "Rough And Rowdy Ways” tu abbia l'idea di dissertare su "Roll On John" che era contenuta in "Tempest" uscito nel "lontano" 2012. Non che la cosa non sia valida, tutt'altro, ma almeno "originale" lo è senz'altro. Ho letto davvero con molto interesse ciò che hai scritto anche perchè, ogni tanto, un ripassino può solo far che bene, e tu mi hai "obbligato" a farlo, e di questo ti sono grato. Ti dirò che allora, quando la canzone uscì, io mi chiesi come mai Bob aveva voluto ufficializzare la sua stima nei confronti di Lennon dopo 32 anni dal suo omicidio disgustoso, proprio come quello di Kennedy, Martin Luther King, Robert Kennedy o quello di qualunque altro "colored"  sconosciuto come George Floyd che viene ucciso da un polizziotto per eccesso di zelo (io la chiamerei invece "follia pura") come è recentemente successo a Minneapolis. Certamente modificare leggermente una frase di una poesia di Blake (The Tyger - https://it.wikipedia.org/wiki/The_Tyger ) non è un delitto, è, a mio avviso, una finezza, prendi ispirazione ma cerchi di migliorare ciò che hai letto. Blake scrive una cosa meravigliosa: "Quale fu l'immortale mano o l'occhio ch'ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria? Chi l'Agnello creò, creò anche te?". Frase spaventosa nella sua bellezza, testimone del fatto che ogni cosa creata dalla mano gloriosa di colui che tutto move ha sempre la sua antitesi. Bene e male, amore ed odio, pace e guerra etc...etc...! Dylan aveva già passato lo "Stargate" per cominciare a viaggiare avanti ed indietro nel tempo dopo aver conosciuto e frequentato Raeben, e già in Blood On The Tracks si comincia a notare la differenza del suo modo di scrivere da quello degli album precedenti. Sarà così anche per i successivi e noi, prima di capirci qualcosa, abbiamo dovuto aspettare qualche tempo per cominciare a raccapezzarci in questo nuovo modo di concepire lo spazio ed il tempo.   

"Arrival" è un film basato sul racconto "Storia della tua vita" di Ted Chiang, che affronta il tema dello shock culturale provocato dallo sbarco extraterrestre. Lo shock culturale è un insieme di sintomatologie di ansia, paura, smarrimento e confusione dovute all’incontro con una cultura nuova e, in questo caso, incommensurabilmente distante. L’arrivo degli alieni è però solo il pretesto per sviscerare il tema dell’incomunicabilità. In Dylan c'è questo senso di soffocamento mentale, di questo sforzo quasi disperato di superare l'incomunicabilità che è ormai diventata una caratteristica dei tempi attuali, una massa gigantesca di notizie che ti frastorna e non ti fa capire più niente perchè come si suol dire, il troppo stroppia, proprio per indicare la negatività di ogni tipo di eccesso. A volte riesce ad essere chiaro ed a volte non riesce a dirci tutto quello che ha dentro, ce lo fa capire o ce lo nasconde fra le righe, forse per eccesso di timidezza o per paura di essere esageratamente diretto, dobbiamo sempre ricordare che in fondo anche se è un genio è pur sempre un uomo come noi, con tutti i pregi ed i difetti che sono comuni a tutti. 

Per coloro che non avessero mai sentito la "Roll on John" del 1962 ecco il video e le parole della canzone:

 

Roll, roll, roll on John,
Don’t you roll so slow.
How can I roll when the wheels won’t roll?

I asked that girl, won’t you be my wife?
She fell on her knees, she began to cry.

The more she cried, the worse I felt,
‘Til I thought my heart would melt.

I looked at the sun, was a-sinking low.
I looked at my baby, she was a-walkin’ down the road.
I looked at the sun, was a-turning red.
I looked at my baby, but she bowed her head.

Don’t the sun look lonesome, oh lord lord lord, on the graveyard fence?
Don’t my baby look lonesome, when her head is bent?

Roll on John, don’t you roll so slow.
How can I roll when the wheels won’t roll?

Per concludere, come hai giustamente detto tu, continua così Bob, continua così!!!! Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Lunedì 13 Luglio 2020

Un grande Bob Dylan mette in musica tutti i miti dell’America                                  clicca qui

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Bob Dylan brilla ancora di luce propria in “Rough And Rowdy Ways”                     clicca qui

 

 
Sabato 11 Luglio 2020

Talkin' 10948 - mcioffi.posta

Ciao,
Puoi raccogliere tutte le traduzioni del nuovo album di Dylan in un'unica cartella, così come hai fatto per i dischi più recenti, in modo da poter rendere più agevole la lettura durante l'ascolto?
Grazie, Marco.

Già fatto caro Marco, le puoi trovare alle seguenti pagine:

http://www.maggiesfarm.eu/zzzzzvetrina2020.html

http://www.maggiesfarm.eu/testietraduzioni22015.htm

Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10948 - dianella.bardelli

Oggetto: poesia su cose vecchie e anche su Bob Dylan

Ciao, sono Dianella, altre volte ti ho mandato poesie su Bob, questa è su varie cose "vecchie" e alla fine accenno anche a lui.

https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/2020/07/06/mi-piace-la-roba-vecchia/

Mi piace la roba vecchia

Mi piace la roba rotta
vecchia –
le magliette sbrindellate
bucate
oggi in casa ho un pareo
che non ricordo quanti anni ha
ma tanti
lo adoro –
mi piacciono le case diroccate
che dicono gli anni e l’età
i roseti abbandonati
belli, fiorenti e colorati –
amo la voce rotta, vecchia
del Dylan di oggi
e anche il suo viso
che non è più per niente bello –
oscuro, misterioso
come la voce
che prima era roca sì
ma troppo autorevole
luminosa e chiara

ciao da Dianella Bardelli

Grazie Dianella, non smettere mai, poetizzi bene! Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

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"Rough and Rowdy Ways": tra blues, letteratura e cinema                                       clicca qui

 

 
Venerdì 10 Luglio 2020

Talkin' 10948 - miscio.tux

Oggetto: Marx e Freud

Caro Mr. Tambourine,
Rough and Rowdy ways è un album complicato come al solito e forse di più, e a me risulta difficile coglierne un'idea unitaria. Che forse si può intuire (per esempio, un cammino verso la fine, collettivo, più che personale, ma dentro un carnevale postmoderno, tra "le risate e le lacrime" e con qualche indistinta speranza) ma motivarla con ragionamenti è impresa titanica, almeno al momento. Anche perché non si può averne un'idea unitaria se non si riesce a capire come le varie canzoni si collocano in quest'idea. Tra l'altro, ogni canzone è attraversata da flussi, idee, anche lì ci sono molteplicità. Mi sembra che si dovrebbero affrontare le parti più abbordabili, per vedere poi se i pezzi coincidono e provare anche noi ad assemblare il nostro mostriciattolo.

Il frammento che qui vorrei discutere è quello di "My Own Version of You", in cui Dylan sembra mandare all'inferno sia Freud che Marx. Come già sai, per me è un passaggio semi-ironico, in linea con la curiosa coincidenza che si trova nel film "Go West" dei fratelli Marx. Intendiamoci, Dylan non ha mai espresso particolari affinità con questi due pensatori, ma dobbiamo leggere bene la frase in cui ci presenta questa condanna. I due sono etichettati come "ben noti" nemici dell'umanità, sui quali quindi il giudizio è senso comune, non c'è nemmeno da discuterne, tanto è ovvio. Il problema è che così ovvio non è. Non lo è perché sia Freud che Marx non hanno mai ammazzato nessuno, ma solo scritto libri. E la libertà di espressione dovrebbe essere qualcosa su cui concorda anche il liberale benpensante.

Ci ricordiamo benissimo le contumelie che Dylan ha usato nei confronti di coloro che lo chiamavano Giuda, per il solo fatto che imbracciava una chitarra elettrica, una giustificatissima libertà personale. Ma c'è di più, Dylan viene da una nazione che ha commesso il genocidio dei nativi, l'olocausto della schiavitù, ereditato l'impero coloniale inglese, raso al suolo città con bombe atomiche. Evidentemente ci sono altri nemici dell'umanità, ma che forse non risultano così ben noti.

Infine, quando sembra esprimersi direttamente, in un'altra canzone (Mother of Muses), dato che è una persona intelligente, riconosce che il giudizio della Storia a volte ha una logica paradossale, e può volgere eventi atroci in esiti positivi. Sherman e gli altri compari non erano certo mammolette e non si facevano scrupolo a bruciare città e deportare tribù. Eppure, a meritare l'inferno sono specificamente due teorici che al massimo possono aver avuto idee sbagliate. Qualcosa ovviamente non quadra. Nel contesto della canzone, risulta evidente che l'accusa che viene rivolta a Marx e Freud è quella di aver tentato di dare una rappresentazione esaustiva dell'uomo, uno con le leggi dell'inconscio, l'altro con quelle del materialismo. E' questo il "peccato" che viene loro attribuito, quello di aver provato a costruire a modo loro, con principi euristici, un modello dell'uomo, non diversamente dal tentativo di Frankenstein. La situazione è palesemente paradossale, perché chi li accusa è con tutta evidenza un narratore che sta tentando di fare la stessa cosa. Se vuoi dar vita alla tua "creatura" come puoi accusare gli altri di aver tentato di fare la loro? Non mi si dica che Dylan non ha visto la contraddizione: per me la sta usando.

C'è poi un indizio ulteriore, che Carrera fa notare nel suo articolo sull'Osservatore Romano, commentando la frase "what would Julius Caesar do?" come un rovesciamento parodistico della tipica domanda ossessiva dei "Cristiani rinati" ("Cosa farebbe Cristo?"). In effetti, chi è che può accusare gli altri di usare l'uomo come un mezzo e non un fine, senza rendersi conto che sta ricadendo nello stesso errore? I Puritani volevano allevare l'uomo nuovo, anche a costo di spellare la schiena a frustate a quello vecchio, e i Cristiani rinati, da parte loro, volevano mettere al mondo letteralmente un essere caratterizzato da una "seconda nascita". Perché non si rendevano conto che anche la loro creatura poteva essere una creatura "reificata", ridotta ad una cosa, ad un Golem? Semplicemente perché come ci dicono le linee successive della canzone, erano assolutamente certi che fosse diversa, avesse "lo spirito giusto", "lo spirito immortale". Ho l'impressione però che dentro la canzone non ci siano solo condanne verso esperienze storiche o religiose specifiche, ma qualcosa di più universale, che caratterizza in maniera drammatica tutta la storia umana, uno sguardo ironico e insieme di condivisione patetica verso tutti i fallimenti che iniziavano come esperienze di liberazione per poi tramutarsi in incubi oppressivi. L'uomo non può fare a meno di immaginarsi il futuro, come l' Ulisse dantesco, ma le sue creazioni lungi dal possedere l'armonia degli angeli sono venute al mondo "tra le risate e le lacrime", come il povero mostro di Frankenstein.
Ciao, Miscio.

Carissimo Miscio,
ho letto con molto interesse questa tua, per me molto ben azzeccata, dissertazione su alcuni punti del nuovo disco che sono certamente di difficile interpretazione.
Questa volta è difficile dire se questo sia on concept-album o no, dipende dal metodo di valutazione e da che parte si comincia a guardarlo. Sappiamo benissimo che un punto fisso, se guardato da destra ha determinati risultati, se guardato da sinistra può cambiare sostanza pur rimanendo sempre lo stesso punto fisso.
Ora, a mio modestissimo parere, questo potrebbe essere un album riassunto-totale, ed in questo senso potrebbe rientrare nella categoria concept-album, con un Dylan che fa il riassunto della propria esperienza, un Dylan che apre il classico scatolone dei ricordi dal quale esce di tutto, eventi, personaggi, ricordi di gioventù, tutto quello che ha segnato le varie tappe della sua vita.
L’esempio massimo di questa fase riassuntiva dylaniana è certamente Murder Most Foul, nella quale il narratore affronta il tema dell’omicidio che certamente è il delitto più facilmente e numericamente commesso dall’unamità intera. Ricordo Guccini che scrisse in Auschwitz: “Ad Auschwitz, c'era la neve e il fumo saliva lento, nei campi tante persone che ora sono nel vento. No, io non credo che l'uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e che il vento mai si poserà”. Guccini aveva già capito allora il grande difetto di costruzione dell’uomo, chi lo creò si dimenticò di dargli una coscienza, il senso della pietà e la solidarietà.

Non bisogna dimenticare che l’omicidio Kennedy fu una cosa enorme, resa gigantesca ancora di più dai mezzi di informazione che già allora avevano invaso la nostra vita condizionando le nostre scelte. Ancora oggi quel disgustoso complotto è oggetto di molteplici bugie, e la verità non verrà mai a galla, i nomi dei mandanti non verranno mai alla luce. E’ con questa occasione, cioè di parlare dell’omicidio, che Dylan ricollega l’emozione di quei momenti legandoli fra di loro con quelli che erano i miti, oggi si dovrebbe dire i “must”, di allora. Ecco uscire dallo scatolone citazioni famose (Un buon giorno per vivere e un buon giorno per morire), mischiate a crudi flash del crimine (Poi gli fecero saltare la testa mentre era ancora in macchina), segue l’accusa alla società americana (In migliaia stavano guardando, nessuno vide niente), ed ecco che in contempporanea i ricordi si accavallano, ecco ritornare alla memoria Wolfman Jack detto “Uomo Lupo”, nome d’arte di uno dei più famosi DJ radiofonici dell’epoca, immortalato anche nel film American Graffiti.
Segue il ricordo dell’invasione dei Beatles che fece tremare le fondamenta di Tin Pan Alley, ecco Woodstock e l’Era dell’Acquario, la “Crossroads” di Robert Johnson, la disillusione (Quello è il luogo in cui morirono Fede, Speranza e Carità), riappaiono Charlie e lo Zio Sam, Charlie erano i Vietcong e lo Zio Sam rappresenta la patria per la quale swi andava a morire in quelle malsane giungle senza saperne nemmeno il motivo.
Ecco Via col vento con la famosissima battuta “Francamente me ne infischio”, pian piano tutto sta tornando alla sua mente, ritorna “Tommy” degli Who, la regina dell’acido impersonata da Tina Turner, poi arriva Little Richard con “Send me some lovin’ ”, gli Everly Brothers con “Wake up, little Suzie”, Tom Jones e Ray Charles, Billy Joel, il Kingston Trio con “Tom Dooley”, clamoroso successo della fine anni ’50, Etta james, John Lee Hooker, non poteva mancare Marylin notoriamente amante di JFK, Don Henley e Glenn Frey gli ricordano gli Eagles, Carl Wilson, il più giovane dei fratelli Wilson dei Beach Boys, si ricorda dei Queen, poi in sequenza i grandi del Jazz, insomma tutto un mondo ormai passato si riapre dinanzi ai suoi occhi e gli riempie la mente.

In “My Own Version Of You” manifesta il sentimento della disillusione (Nemmeno per un minuto credo a quello che dicono), vorrebbe costruire il suo Frankenstein personale sapendo già che sarà un fallimento, si chiede cosa farebbe Giulio Cesare, semplice, getterebbe i dadi, continua l’illusione, (Vedo la storia di tutta la razza umana, è tutta lì, scolpita sulla tua faccia), ed ecco il razzismo, piaga dell’umanità, la schiavitù che certe società adottarono per vivere comodamente a spese di altri, la schiavitù che genererà la guerra di secessione, scusa ufficiale ma la realtà era economica e non razziale.
E qui appaiono Marx e Freud, come giustamente dici tu hanno solo scritto libri e non hanno ammazzato nessuno, ma per un americano, anche per Dylan probabilmente, il retaggio di Marx e le sue idee contrarie al modello di vita americano sono considerati una specie di crimine negli USA, ricordiamo la famosa “caccia alle streghe” e il Maccartismo di inizio anni 50, con Hollywood rivoltata come un calzino alla ricerca di simpatizzanti comunisti. Anche il commediografo Arthur Miller, ex marito di Marylin Monroe venne coinvolto, allora Marylin chiese aiuto al presidente Kennedy in quanto il fratello Robert era il braccio destro del senatore McCarthy, fu forse così che Kennedy e la Monroe si conobbero. Gli americani sono un popolo fermamente convinti di essere sempre nel giusto, anche quando tirarono due bombe atomiche in testa ai giapponesi, popolo ancora razzista, basta vedere cosa sta succedendo ai giorni nostri con gli omicidi pazzeschi dei neri per le strade ad opera dei Coops!
Freud era forse meno invasivo di Marx, ma le sue teorie partivano tutte dagli impulsi sessuali fin dall’infanzia dei bimbi, quindi per la puritana America era come cercare di spiegare la realtà con le bestemmie. Noto cocainomane dopo aver soperto, mentre lavorava in ospedale a Vienna, che la cocaina era utilizzata dai nativi americani come analgesico, allora la sperimentò su se stesso osservandone gli effetti stimolanti e privi, a suo dire, di effetti collaterali rilevanti. La utilizzò in alternativa alla morfina per curare un suo caro amico, Ernst Fleischl, divenuto morfinomane in seguito ad una lunga terapia del dolore. Ma, la conseguente instaurazione della dipendenza da essa, più pericolosa della morfina, fece scoppiare un caso che costituì una macchia nella sua carriera, anche in considerazione del fatto che un altro ricercatore, utilizzando i suoi studi, sperimentò la cocaina quale analgesico oftalmico, ricavandone rilevanti riconoscimenti in ambito internazionale. Rinunciò pertanto alle forti aspettative di ricavare successo da queste ricerche. Ebbe rapporti con tutti i maggiori filosofi del suo tempo, Einstein approvava il suo lavoro, ma la psicoanalisi è sempre stata guardata con un fare sospetto dai benpensanti, la cocaina poi contibui a deturparne l’immagine.

Il disco ha questo lato dove regna sovrana la disillusione, partendo dal concetto che molti dei tentativi dell’uomo di migliorarsi sono falliti, come dimostra il pazzesco progetto Frankenstein, e Dylan vorrebbe costruire il suo? Sapendo che sarebbe un fallimento? Magari l’idea l’ha sfiorato, rimanendo però solo un’idea. Per il momento ci farmiamo qui, ma c’è ancora tanto da analizzare o perlomeno tentare di avvicinare in quel disco. Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Giovedì 9 Luglio 2020

Talkin' 10947 - marcox1986

Oggetto: Concerto Milano 2007

Ciao Michele,
scusa se ti scrivo, ma ho visto che avevi inserito nel sito delle foto del concerto di Bob Dylan ad Assago nel 2007.
Purtroppo però queste foto non sono più visibili online e mi chiedevo se le avessi ancora salvate nel tuo archivio.
Se così fosse, potresti condividermele via mail?
Sarebbe veramente una cosa bellissima.
Ti ringrazio per l’attenzione
Cordiali saluti

Ciao Marco, purtroppo credo che tu stia parlando del sito di Michele maggiesfarm.it, sul quale io non posso intervenire, se invece ti riferisci ad una pagina di maggiesfarm.eu mandami l'indirizzo URL della pagina che vedrò cosa posso fare. Ciao, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10946 - miscio.tux

Oggetto: Harpo

Non c'è che dire, lui e la sua ascia erano proprio una catastrofe dell'umanità:
https://www.youtube.com/watch?v=UlVoZgM4fgI

Ciao, Miscio.

Chapliniano e dylanesco, davvero un grande, grazie, alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

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Bob Dylan a 79 anni suonati dichiara amore a Calliope                                                clicca qui

 

 
Mercoledì 8 Luglio 2020

Mr. Tambourine, il jokerman di Maggie's Farm - Intervista di Corrado Ori Tanzi             clicca qui

 

 
Martedì 7 Luglio 2020

GOODBYE JIMMY REED (ADDIO JIMMY REED)
(Bob Dylan)

dall' album "Rough and Rowdy Ways"

traduzione di Michele Murino

[Verse 1]
I live on a street named after a Saint
Women in the churches wear powder and paint
Where the Jews, and Catholics, and the Muslims all pray
I can tell they're Proddie (1) from a mile away
Goodbye Jimmy Reed, Jimmy Reed indeed
Give me that old time religion, it's just what I need
Vivo in una strada che prende il nome da un santo
Donne in chiesa coperte di cipria e smalto
Dove Ebrei, Cattolici e Musulmani pregano insieme
Riesco a sentire le preghiere a un miglio di distanza
Addio Jimmy Reed, Jimmy Reed, davvero,
dammi la religione di un tempo, solo di quello ho bisogno


[Verse 2]
For thine is kingdom, the power, the glory
Go tell it on the mountain, go tell the real story
Tell it in that straightforward, puritanical tone
In the mystic hours when a person's alone
Goodbye Jimmy Reed, godspeed
Thump on the Bible, proclaim a creed
Perché tuo è il Regno, il potere e la gloria
Proclamalo dalla montagna, racconta la vera storia
Raccontala nuda e cruda, con quel tono puritano
Nell'ora mistica, in cui l'uomo è da solo
Addio Jimmy Reed, che Dio ti aiuti
Batti sulla Bibbia, proclama un credo


[Verse 3]
You won't amount to much, the people all said
'Cause I didn't play guitar behind my head
Never pandered, never acted proud
Never took off my shoes, throw 'em in the crowd
Goodbye Jimmy Reed, goodbye, goodnight
Put a jewel in your crown and I put out the lights
Non arriverai mai a niente, diceva la gente
Non essendo capace di suonare la chitarra dietro la testa
Mai ruffianeggiando, mai agendo con arroganza
Mai togliendo le scarpe e gettandole sulla folla
Addio Jimmy Reed, addio e buona notte
Metto una gemma sulla tua corona e spengo la luce


[Verse 4]
They threw everything at me, everything in the book
I had nothing to fight with but a butcher's hook
They had no pity, they never lend a hand
I can't sing a song that I don't understand
Goodbye Jimmy Reed, goodbye, good luck
I can't play the record 'cause my needle got stuck
Mi hanno gettato di tutto, tutto secondo le regole
Non avevo nulla con cui combattere tranne un gancio da macellaio
Non hanno avuto alcuna pietà, non hanno mai teso una mano d'aiuto
Non posso cantare una canzone che non capisco
Addio Jimmy Reed, addio e buona fortuna
Non posso suonare il disco perché la puntina si è bloccata


[Verse 5]
Transparent woman in a transparent dress
Suits you well, I must confess
I'll break open your grapes, I'll suck out the juice
I need you like my head needs a noose
Goodbye Jimmy Reed, goodbye and so long
I thought I could resist her but I was so wrong
Una donna trasparente in un abito trasparente
Ti si adatta bene, lo devo ammettere
Apro i tuoi acini d'uva e ne bevo il succo
Ho bisogno di te come la mia testa di un cappio
Addio Jimmy Reed, addio e a presto rivederci
Pensavo che avrei potuto resisterle ma mi sbagliavo


[Verse 6]
God be with you, brother dear
If you don't mind me asking what brings you here?
Oh, nothing much, I'm just looking for the man
Need to see where he's lying in this lost land
Goodbye Jimmy Reed, and everything within ya
Can't you hear me calling from down in Virginia?
Che Dio ti accompagni, fratello caro
Se non sono indiscreto, cosa ti porta qui?
Ah, niente di particolare, sto solo cercando l'uomo
Sono venuto a vedere dove è sepolto in questa terra perduta
Addio Jimmy Reed, e tutto quel che è in te
Riesci a sentire la mia voce, qui dalla Virginia?


(1) Proddy è un termine gergale per protestante, che ha senso nel contesto del testo. Tutte le religioni sono uguali - o forse, negli Stati Uniti tutti si sono assimilati a una religiosità comune e blanda. Il narratore preferisce "quella vecchia religione" che associa all'autenticità blues di Jimmy Reed.

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Chi era Jimmy Reed?

Mathis James Reed, detto Jimmy (Dunleith, 6 settembre 1925 – Oakland, 29 agosto 1976), è stato un cantante statunitense di musica blues noto per aver portato il suo stile distintivo al grande pubblico.

Era specializzato nel campo dell'electric blues, in opposizione ai suoi contemporanei che erano basati sull'acoustic blues. Il suo canto pigro, l'armonica penetrante e la chitarra ipnotica furono alcuni dei suoni più facilmente identificabili del blues degli anni cinquanta e sessanta.
Reed nacque nel 1925 in un paesino del Mississippi, imparando l'armonica e la chitarra da Eddie Taylor, un amico intimo. Dopo aver fatto l'artista di strada si stabilì a Chicago ma venne reclutato in marina per la seconda guerra mondiale. Tornato, si sposò e si trasferì a Gary (Indiana) per lavorare in uno stabilimento di impacchettamento di carni. La moglie Mary Reed appare in alcuni suoi successi come Baby What You Want Me to Do, Big Boss Man e Bright Lights, Big City.
Negli anni 1950 si affermò come musicista popolare; non riuscì a concludere un contratto con la Chess Records ma ci riuscì con la Vee Jay Records con cui avrebbe inciso la sua prima hit, You Don't Have to Go, seguita da altri successi. Nel 1957 sviluppò l'epilessia, che non sarebbe stata presa sul serio perché diagnosticata molto dopo su quello che sembrava delirium tremens.
Nonostante le molte hit, i suoi problemi personali gli impedirono di avere lo stesso successo degli altri artisti blues, anche se fece più canzoni di tanti altri. Quando la Vee Jay Records chiuse i battenti, firmò un contratto con la ABC Records ma non fu capace di fare un'altra hit. Morì a Oakland in California nel 1976 poco prima del suo 51esimo compleanno. È seppellito nel Lincoln Cemetery a Worth (Illinois).

(Fonte: Wikipedia)

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Lunedì 6 Luglio 2020

Talkin' 10945 - bll.andrea

Oggetto: Divina commedia e Rough and Rowdy Ways

Volevo segnalarvi questo articolo. Il parallelismo con la commedia di Dante secondo me calza a pennello.

http://www.minimaetmoralia.it/wp/requiem-bob-dylan-bob-dylan/ 

Ciao, Andrea.

Buona la tua osservazione, il disco potrebbe essere una "Commedia Dylaniana", con Bob che fa un viaggio fra le cose brutte e quelle belle dell'esistenza, proprio come l'Alighieri. Grazie della segnalazione, articolo piacevolissimo. Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Sabato 4 Luglio 2020

I’ve Made Up My Mind to Give Myself to You
(Ho deciso nella mia mente di donarmi a te)

(Bob Dylan)

from the Album "Rough and Rowdy Ways"

Traduzione di Mr.Tambourine

I'm sittin' on my terrace, lost in the stars
Listening to the sounds of the sad guitars
Been thinking it all over and I've thought it all through
I've made up my mind to give myself to you
Sono seduto sulla mia terrazza, perso nelle stelle
Ascoltando i suoni delle chitarre tristi
Ho pensato a tutto e fino in fondo
Ho deciso nella mia mente di donarmi a te


I saw the first fall of snow
I saw the flowers come and go
I don't think that anyone ever else ever knew
I've made up my mind to give myself to you
Ho visto la prima neve cadere
Ho visto i fiori sbocciare ed appassire
Non penso che nessun altro abbia mai saputo
Ho deciso nella mia mente di donarmi a te

I'm giving myself to you, I am
From Salt Lake City to Birmingham
From East L.A. to San Antone
I don't think I can bear to live my life alone
Mi sto donando a te, io sono
Da Salt Lake City a Birmingham
Da East L.A. a San Antone
Non credo di poter sopportare di vivere la mia vita da solo


My eye is like a shooting star
It looks at nothin' here or there, looks at nothin' near or far
No one ever told me, it's just something I knew
I've made up my mind to give myself to you
Il mio occhio è come una stella cadente
Non guarda niente qui o là, non guarda niente vicino o lontano
Nessuno me l'ha mai detto, è solo qualcosa che sapevo
Ho deciso nella mia mente di donarmi a te


If I had the wings of a snow white dove
I'd preach the gospel, the gospel of love
A love so real, a love so true
I've made up my mind to give myself to you
Se avessi le ali di una colomba bianca come la neve
Predicherei il vangelo, il vangelo dell'amore
Un amore così reale, un amore così vero
Ho deciso nella mia mente di donarmi a te


Take me out traveling, you're a traveling man
Show me something I don't understand
I'm not what I was, things aren't what they were
I'll go far away from home with her
Portami in viaggio, tu sei un viaggiatore
Mostrami qualcosa che non capisco
Non sono quello che ero, le cose non sono come erano
Andrò lontano da casa con lei


I traveled a long road of despair
I met no other traveler there
Lot of people gone, lot of people I knew
I've made up my mind to give myself to you
Ho percorso una lunga strada di disperazione
Non ho incontrato nessun altro viaggiatore lì
Molte persone se ne sono andate, molte persone che conoscevo
Ho deciso nella mia mente di donarmi a te


Well, my heart's like a river, a river that sings
Just takes me a while to realize things
I've seen the sunrise, I've seen the dawn
I'll lay down beside you when everyone's gone
Bene, il mio cuore è come un fiume, un fiume che canta
Mi ci vuole solo un pò per realizzare le cose
Ho visto il sole sorgere, ho visto l'alba
Mi sdraierò accanto a te quando tutti se ne saranno andati


I've traveled from the mountains to the sea
I hope that the gods go easy with me
I knew you'd say yes, I'm saying it too
I've made up my mind to give myself to you
Ho viaggiato dalle montagne al mare
Spero che gli dei ci vadano piano con me
Sapevo che avresti detto sì, lo dico anche io
Ho deciso nella mia mente di donarmi a te

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Rough and Rowdy Ways, l’ultimo bellissimo album di Bob Dylan                           clicca qui

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Libri: “Il padre calabrese di Bob Dylan”                                                                     clicca qui

 

 
Venerdì 3 Luglio 2020

Talkin' 10944 - juju.zhang79

Oggetto: mese di giugno spalito

Plao Tambulino,
stavo celcando le nuove recensioni e traduzioni dell'ultimo disco capolavoro di Bob pubblicate su tuo sito di Maggie's Farm, ma tutto mese di giugno è sparito da tuo calendario. Se clicchi pagina precedente esce maggio; io capisco che mese di giugno 2020 è poco impoltante per appassionati di Bob, però, così per completezza, sarebbe giusto poter consultare anche giugno. Tamburino, dammi retta, Dylan più passa il tempo più diventa giovane, la massa di lavoro diventerà insostenibile, già si dice che stia per uscire un album gospel registrato con autotune e la nuova linea di grasso di foca Good Old Days per lucidare gli stivali... tu sei vecchio e stanco, hai bisogno di qualche giovane che ti aiuti. Stavo per altro cercando la tua recensione del disco, volevo sapere se ti è piaciuto o no. A me piace semple di più, cledo che anche Bob sia convinto che momento migliore per piantare un albero è 20 anni fa, ma secondo miglior momento è adesso. Ciao, a plesto.
Juju.


Mi ero dimenticato di sostituire il link, ora è tutto a posto. Carissima Juju, con tutte le recensioni pubblicate devi leggere proprio la mia? Ora non ho tempo e poi voglio lasciar passare ancora tempo per farmi un'idea, poi cambiarla e quindi modificarla, forse dopo scriverò la mia recensione. Comunque il disco mi è piaciuto molto finora, credo che la scorpacciata "sinatriana" sia servita a creare in Bob un nuovo stile ed una nuova consapevolezza, o forse, nuovo stile a parte, stava solo cercando di tirare le somme delle sue esperienze e delle sue emozioni. Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10943 - michele.murino

Mother of Muses - (Madre delle Muse)
(Bob Dylan)

from the Album "Rough and Rowdy Ways"

Traduzione Michele Murino

Mother of Muses sing for me
Sing of the mountains and the deep dark sea
Sing of the lakes and the nymphs of the forest
Sing your hearts out, all your women of the chorus
Sing of honor and fate and glory be
Mother of Muses sing for me
Madre delle Muse canta per me
Cantami delle montagne e del mare scuro e profondo
Cantami dei laghi e delle ninfe silvane
Cantate a squarciagola donne del coro
Cantate di onore, di fede e di gloria
Madre delle Muse canta per me


Mother of Muses sing for my heart
Sing of a love too soon to depart
Sing of the heroes who stood alone
Whose names are engraved on tablets of stone
Who struggled with pain so the world could go free
Mother of Muses sing for me
Madre delle Muse, canta per il mio cuore
Cantami l'amore finito troppo presto
Cantami degli eroi, che da soli hanno resistito
i cui nomi sono scolpiti sulle tavole di pietra
che hanno combattuto con dolore perché il mondo fosse libero
Madre delle Muse canta per me


Sing of Sherman, Montgomery, and Scott‬
And of Zhukov, and Patton, and the battles they fought
Who cleared the path for Presley to sing
Who carved the path for Martin Luther King
Who did what they did and they went on their way
Man, I could tell their stories all day
Cantami di Sherman, di Montgomery e di Scott
e di Zhukov e di Patton e delle battaglie che han combattuto
Che hanno aperto la strada al canto di Presley
Che hanno aperto la strada a Martin Luther King
Che hanno fatto quel che hanno fatto e sono andati per la loro strada
Dio, potrei raccontare le loro storie per giorni e giorni

I'm falling in love with Calliope
She don't belong to anyone, why not give her to me?
She's speaking to me, speaking with her eyes
I've grown so tired of chasing lies
Mother of Muses, wherever you are
I've already outlived my life by far
Mi sono innamorato di Calliope
Non è la ragazza di nessuno, perché non la date a me?
Mi parla, e mi parla con gli occhi
Sono così stanco di inseguire menzogne
Madre delle Muse, dovunque tu sia
Ormai ho vissuto molto più di quel che dovevo


Mother of Muses, unleash your wrath
Things I can't see, they're blocking my path
Show me your wisdom, tell me my fate
Put me upright, make me walk straight
Forge my identity from the inside out
You know what I'm talking about
Madre delle Muse scatena la tua collera
Mostrami le cose che non riesco a vedere, il sentiero sbagliato
Mostrami la tua saggezza, rivelami il mio fato
Fammi stare con la schiena dritta, fammi camminare nel giusto
Forgia completamente la mia identità
Lo sai di cosa sto parlando


Take me to the river, release your charms
Let me lay down a while in your sweet, loving arms
Wake me, shake me, free me from sin
Make me invisible, like the wind
Got a mind that ramble, got a mind that roam
I'm travelin' light and I'm a-slow coming home
Portami al fiume, libera i tuoi incantesimi
Per una volta sola fammi stendere nelle tue dolci braccia d'amore
Destami, scuotimi, liberami dal peccato
Fammi diventare invisibile come il vento
Voglio vagare, voglio vagabondare
Viaggerò leggero e tornerò lentamente a casa


 

 
Giovedì 2 Luglio 2020

Rough and Rowdy Ways: Un Dylan ruvido nell'era dei millenials - di Dario Greco    clicca qui

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Talkin' 10942 - simonebaneschi

Oggetto: Modi ruvidi e brutali

Cari amici a cui piace Dylan,
finalmente ho ascoltato con calma tutto il disco (anzi i due dischi). Mi sono lasciato trasportare dall’ordine delle canzoni: non ho capito come, ma so che quest’ordine è fondamentale. E’ un unico percorso, come spesso è stato con Dylan, ma questa volta ancor di più.
Da sempre penso che razionalizzare Dylan non faccia per me, penso non faccia nemmeno per Dylan stesso, penso faccia per quei pochi che non so definire altrimenti che santi (come il Prof. Carrera tra gli italiani). Vado a tentoni e scriverò di getto come un cieco che conosce un pò la strada da fare. Parrò ubriaco ma son sobrio, lo giuro.
Key West. Mi è piaciuta così tanto da subito che vorrei parlare una lingua che usa solo due parole “key” e “west”, una lingua fatta di solo due parole. Penso profondamente che il mio senso della canzone sia proprio questo, parlare provando a usare solo questi due termini così da farmi capire da tutti molto meglio di come abitualmente riesco a fare con l’italiano.
Black rider mi fa paura, ho avuto difficoltà ad ascoltarla sin dal primo momento, sembra diretta a me, ma soprattutto ho percepito che sembrerà diretta a tutti coloro che l’ascolteranno. Fa paura, non c’è altro da aggiungere.
Le canzoni sono tutte eccellenti. Due ipotesi: ha scritto solo queste canzoni e sarebbe un miracolo di precisione, oppure ci son tante outtake e allora ci sarà da leccarsi i baffi. Si, perché ascolti queste canzoni e ti vien voglia di dirgli: cantamene altre così, dammene altre, ne ho bisogno, il mondo ne ha bisogno, canta canta, canta!
Mi sa che questa volta l’ha dipinto davvero il suo capolavoro, mi sa che l’ha fatto davvero. Che gli servisse il Nobel per farlo? Io penso di si. Non credo Dylan fosse un insicuro bisognoso di un riconoscimento pubblico (peraltro l’ennesimo per quanto il più importante). Penso semplicemente che sia successo, in qualche modo, in qualche luogo tra le sue moltitudini. Penso altresì che più del Nobel siano state importanti le registrazioni degli album con i Sinatrismi vari: gli hanno aperto la strada e la mente verso angoli che non conosceva ancora perfettamente, angoli non tanto musicali quanto di asciuttezza metrica e significativa.
Le spara grosse, le spara grosse in ogni canzone, le spara grosse ovunque, le spara esagerate, le spara in più punti. E ci stanno tutte, queste sparate, anzi questi fendenti fatti con un uncino da macellaio. Penso che su questo punto non vi sia nulla da aggiungere anche perché preferisco tacere davanti ad uno che mi minaccia con un uncino da macellaio.
Va più diretto al punto del solito. Lo ha detto nell’intervista e nel titolo dell’album ed è così davvero. Lo fa per tutto il disco tranne che una volta, mi è parso. In "My own version of you" infatti son rimasto perplesso, l’unica volta in tutto l’album. Probabilmente son io che non ci sono arrivato. Forse non c’è da arrivare a niente, forse voleva solo fare incredibili allitterazioni e metriche cantate come una vecchia gatling (perché la canzone da quel punto di vista è magnifica), o forse voleva solo attraversare un capolavoro letterario quale Frankenstein con il mezzo canzone. Però mi pare ci sia qualcos’altro sotto. L’ho percepito, ma l’ho solo sfiorato e poi l’ho perso. Come se esistesse all’interno della canzone un punto di vista nascosto, come se la voce narrante della canzone fosse una moltitudine essa stessa, come se negasse l’appena precedente affermazione di non essere un falso profeta. Mah?
Alla fine della fiera, io penso che con i prossimi ascolti la penserò esattamente al contrario di come la penso adesso, su tutto.
Lo so, non mi son spiegato bene, perdonatemi, ho provato a mettere per scritto il tutto in maniera ruvida e turbolenta.
Di una cosa son certo. Il mondo per Dylan (e anche per me, a volte) è perfido e perduto, impossibile da salvare. Sarebbe buffo che la bellezza di questo album lo salvasse.

In the end,
My dear sweet friend,
I'll remember you

Caro Simone, quando avrai cambiato idea mandaci un'altra mail che ce lo spieghi, questa prima osservazione è interessante, che la prossima lo sia ancora di più? Buoni altri ascolti e restiamo in attesa!!! Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

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Mercoledì 1 Luglio 2020

Talkin' 10941 - alunni.f

Oggetto: Rough and Rowdy Ways e Key West

Ciao Mr. Tambourine,
ti segnalo che sul canale ufficiale youtube di Dylan si possono ascoltare tutte le canzoni di Rough and Rowdy Ways, questo il link:

https://www.youtube.com/user/BobDylanTV/videos

Francesco Alunni

Grazie Francesco, ottima segnalazione! Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10940 - miscio.tux

Oggetto: Black Rider

Caro Mr.Tambourine,
proviamo a prendere sul serio quello che ha detto "Juju". E se il referente più diretto della canzone di Dylan fosse questo:

https://www.youtube.com/watch?v=vB0QlXjg3Qc 

Fu incisa anche, col testo rimaneggiato, mi sembra, da Bob Wills,( https://genius.com/Bob-wills-black-rider-lyrics ) che venendo da un famiglia di bianchi poveri, raccoglitori di cotone, aveva orecchie per il blues. La registrazione dev'essere datata attorno alla metà degli anni 30 del secolo scorso, quindi la canzone è antecedente. Come molti blues il testo è criptico, ma se la mia ipotesi è giusta, i neri sapevano molto bene cosa volesse dire. Supponiamo infatti che provenga dalla fine dell'800 quando negli stati del sud iniziarono le prime leggi segregazioniste (Jim Crow), e interpretiamola dal punto di vista di un nero che deve sedersi nei posti dietro di un tram, dato che quelli davanti sono riservati ai bianchi. Il "black rider" può riferirsi sia ad un conducente che ad un passeggero di colore che devono rispettare gli ordini dei bianchi. Spesso ceffi come Sir Eglamore si andavano a sedere apposta nel retro, per provocare, dato che poi, i neri, anche col tram mezzo vuoto non potevano occupare i posti anteriori e dovevano starsene in piedi. Torniamo alla canzone di Dylan, e proviamo a leggerla come il dialogo tra un bianco (razzista) e il conducente (o il passeggero) di colore. (Indicativa è anche l'ossessione per la sessualità dei neri, la paura che si insidi la moglie, la misura dell'attrezzo...). Il black rider deve resistere a tutte le provocazioni, perché sa che reagisse farebbe una brutta fine ("ti taglio un braccio"). Non importa che ci siano citazioni classiche, come Giovenale e forse, Enea che taglia un braccio ad un nemico perché Dylan le usa unicamente per i suoi scopi. Se questa lettura è giusta, Juju è l'unica musicologa d'Occidente ad aver beccato il senso. A già, ma lei è orientale!
Ciao, Miscio.


Io credo che Juju sia orientale ma anche molto intelligente, quindi probabile che abbia centrato il senso. Grazie pewr la tua azzeccata osservazione, alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10939 - dr.nigrovito

Oggetto: Libretto cd Dylan

Ho scoperto dell'esistenza del vs. sito ascoltando radio3 pg.3..bello ed utile. Chiedo se vi siete fatti una ragione plausibile del perchè il ns. premio Nobel per la letteratura disdegna inserire i test delle sue poesie/canzoni nei crediti dei libretti cd.o album..?!...buon proseguo del vs. lavoro. Vito Nigro..dylaniato


Ciao Vito, chiedi troppo.......non conosco nessuno capace di entrare nel cervello dylaniano e capirci qualcosa. Ma Dylan è così da quasi 60 anni, tu ti aspetti una cosa e lui ne fa un'altra, la dinostrazione è quest'ultimo straordinario disco che ha soprendentemente debuttato nella Top 10 in 14 paesi, al numero 1 in Inghilterra, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Germania e Svizzera; al numero 2 negli Stati Uniti, in Australia, Belgio e Danimarca; al numero 3 in Svezia e al numero 4 in Francia ed in Italia. Negli Stati Uniti nella Top 200 di Billboard è il più alto debutto in classifica di Dylan in questo paese dal 2009, e segna il 18° album in studio dell'artista che debutta nella Top 10 USA. "Rough And Rowdy Ways" ha anche debuttato al numero 1 di speciale classifica delle vendite di Billboard. Dopo i 5 (a mio avviso noiosissimi ed inutili CD di stampo sinatriano) nessu8no si aspettava un disco del calibro di questo album che dovremo ancora ascoltare a lungo per valutarlo correttamente. Per i testi e le relative traduzioni la soluzione è questa:

http://www.maggiesfarm.eu/testietraduzioni22015.htm

Ci sono tutte! Spero tu diventi un fedele lettore di Maggie' s Farm in futuro, alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10938 - alunni.f

Oggetto: Testo, traduzione e note “Key West”

Ciao Mr. Tambourine,
Ecco l’aggiornamento di Key West che ti avevo già inviato in precedenza. La trascrizione del 4° verso della penultima strofa è stata corretta in: "Minuscoli boccioli di una pianta tossica". Potrebbe trattarsi di un altro riferimento al Mago di Oz, alla scena in cui Dorothy si addormenta per l'influsso di tossici fiori di papavero. Così ti riporto l'intera traduzione aggiornata comprensiva di questa ulteriore nota.
A presto! Francesco Alunni .

Key West (Philosopher Pirate) 
Key West ( Il pirata folosofo) (1)

(Bob Dylan)

dall' Album "Rough and Rowdy Ways"

traduzione di Francesco Alunni

[Verse 1]
McKinley hollered, McKinley squalled
Doctor said, "McKinley, death is on the wall
‪Say it to me, if you got something to confess"
‪I heard all about it, he was going down slow ‬
‪I heard it on the wireless radio ‬
‪From down in the boondocks way down in Key West
‪I’m searching for love, for inspiration ‬
‪On that pirate radio station
‪Coming out of Luxembourg and Budapest ‬
‪Radio signal, clear as can be
‪I'm so deep in love that I can hardly see ‬
‪Down on the flatlands, way down in Key West
McKinley gridò, McKinley urlò,
il dottore disse, «McKinley, la morte è sul muro.(2)
Dimmi pure, se hai qualcosa da confessare.»
Ho sentito tutto a riguardo, cadeva lento,
l’ho sentito alla radio
da quelle zone isolate e selvagge, laggiù a Key West.(3)
Sono in cerca d'amore, in cerca d'ispirazione
su quella stazione radio pirata
che arriva dal Lussemburgo e da Budapest:
segnale radio, di chiarezza cristallina,
sono così immerso nell'amore da vedere a malapena,
giù nei pianori, laggiù a Key West.


[Chorus 1]
‪Key West is the place to be ‬
‪If you're looking for immortality ‬
‪Stay on the road, follow the highway sign ‬
‪Key West is fine and fair
‪If you lost your mind, you will find it there
‪Key West is on the horizon line
Key West è il posto in cui stare
se cerchi l'immortalità.
Resta sulla strada, segui il cartello autostradale.
Key West è bella e affascinante,
se hai perso il senno, lo ritroverai là.
Key West è sulla linea dell'orizzonte.


[Verse 2]
‪I was born on the wrong side of the railroad track
‪Like Ginsberg, Corso and Kerouac
‪Like Louis and Jimmy and Buddy and all the rest ‬
‪Well, it might not be the thing to do ‬
‪But I'm sticking with you through and through ‬
‪Down in the flatlands, way down in Key West
‪I got both my feet planted square on the ground ‬
‪Got my right hand high with the thumb down ‬
‪Such is life, such is happiness
‪Hibiscus flowers, they grow everywhere here
‪If you wear one, put it behind your ear
‪Down in the bottom, way down in Key West ‬
Sono nato dalla parte sbagliata dei binari,(4)
come Ginsberg, Corso e Kerouac,(5)
come Louis e Jimmy e Buddy e tutti gli altri.(6)
Potrebbe non essere la cosa migliore da fare
ma resto dalla vostra parte senza riserve
giù nei pianori, laggiù a Key West.
Ho entrambi i piedi piantati saldi a terra,
ho la destra in alto con il pollice in giù.(7)
Così è la vita, così è la felicità.
Fiori di ibisco, qui crescono dappertutto,
se ne indossi uno, mettilo dietro l'orecchio,
giù nel fondo, laggiù a Key West.


[Chorus 2]
‪Key West is the place to go
‪Down by the Gulf of Mexico ‬
‪Beyond the sea, beyond the shifting sand
‪Key West is the gateway key ‬
‪To innocence and purity ‬
‪Key West, Key West is the enchanted land
Key West è il posto in cui andare,
giù presso il Golfo del Messico,
oltre il mare, oltre la sabbia cangiante.
Key West è la chiave d'ingresso
verso l'innocenza e la purezza,
Key West, Key West è la terra incantata.



[Verse 3]
‪I've never lived in the land of Oz ‬
‪Or wasted my time with an unworthy cause ‬
‪It’s hot down here, and you can't be overdressed
‪Tiny blossoms of a toxic plant ‬
‪They can make you dizzy, I'd like to help you but I can't
‪Down in the flatlands, way down in Key West ‬
‪Well, the Fishtail Palms, and the orchid trees
‪They can give you that bleeding heart disease
‪People tell me I ought to try a little tenderness ‬
‪On Amelia Street, Bayview Park ‬
‪Walking in the shadows after dark ‬
‪Down under, way down in Key West ‬
‪I played Gumbo Limbo spirituals
‪I know all the Hindu rituals ‬
‪People tell me that I'm truly blessed ‬
Bougainvillea blooming in the summer, in the spring
Winter here is an unknown thing
Down in the flat lands, way down in Key West
Non sono mai vissuto nella terra di Oz,(8)
né ho sprecato il mio tempo con una causa indegna.
Fa caldo quaggiù e non si può essere troppo eleganti.
Minuscoli boccioli di una pianta tossica (9)
possono darti le vertigini, vorrei aiutarti ma non posso
giù nei pianori, laggiù a Key West.
Palme a coda di pesce e arbusti di orchidee (10)
possono darti quella malattia che fa sanguinare il cuore.
La gente mi dice che dovrei provare un po' di tenerezza(11)
su Amelia Street, Bayview Park
mentre cammino tra le ombre dopo il crepuscolo
agli antipodi, laggiù a Key West.
Ho suonato gli spiritual del gumbo-limbo(12),
conosco tutti i rituali Indù.
La gente mi dice che sono davvero fortunato,
la buganvillea fiorisce in estate, in primavera
l'inverno qui è cosa sconosciuta,

giù nei pianori, laggiù a Key West.

[Chorus 3]
Key West is under the sun, under the radar, under the gun
You stay to the left, and then you lean to the right
Feel the sunlight on your skin, and the healing virtues of the wind
Key West, Key West is the land of light
Key West è sotto il sole, sotto la portata dei radar, sotto tiro,
tieniti a sinistra e poi inclina a destra.
Senti la luce del sole sulla pelle e le virtù curative del vento.
Key West, Key West è la terra della luce.

[Verse 4]
Wherever I travel, wherever I roam
I'm not that far from the convent home
I do what I think is right, what I think is best
Mystery Street off of Mallory Square
Truman had his White House there
East bound, West bound, way down in Key West
Twelve years old, they put me in a suit
Forced me to marry a prostitute
There were gold fringes on her wedding dress
That's my story, but not where it ends
She's still cute, and we're still friends
Down on the bottom, way down in Key West
I play both sides against the middle
Trying to pick up that pirate radio signal
I heard the news, I heard your last request
Fly around, my pretty little Miss
I don't love nobody, give me a kiss
Down on the bottom, way down in Key West
Dovunque viaggi, dovunque vaghi,
non sono così lontano dalla sede del convento.(13)
Faccio ciò che ritengo giusto, quello che penso sia meglio.
Mystery Street venendo da Mallory Square,
Truman aveva là la sua Casa Bianca.(14)
Diretto a est, diretto a ovest, laggiù a Key West.
Dodici anni, mi misero un vestito elegante,(15)
mi costrinsero a sposare una prostituta,(16)
c'erano frange d'oro sul suo vestito nuziale.(17)
Questa è la mia storia, ma non il punto in cui finisce,
lei è ancora attraente e siamo ancora amici,(18)
giù nel fondo, laggiù a Key West.
Faccio scontrare i due litiganti e cerco di essere il terzo,(19)
mentre provo a prendere quel segnale radio pirata.
Ho sentito le notizie, ho sentito la tua ultima richiesta,
Fly around, my pretty little Miss.(20)
Non amo nessuna, dammi un bacio,
giù nel fondo, laggiù a Key West.


[Chorus 4]
Key West is the place to be
If you're looking for immortality
Key West is paradise divine
Key West is fine and fair
If you lost your mind, you'll find it there
Key West is on the horizon line
Key West è il posto in cui stare
se cerchi l'immortalità,
Key West è il paradiso divino.
Key West è bella e affascinante,
se hai perso il senno, lo ritroverai là.
Key West è sulla linea dell'orizzonte.

Note:

1) Key West è un’isoletta e città della Florida che costituisce il punto continentale più a sud degli Stati Uniti e si trova a sole novanta miglia da Cuba. Tra gli altri ci hanno vissuto Ernest Hemingway e Tennessee Williams.

2) Riferimento a White House Blues di Charlie Poole and The North Carolina Ramblers. William McKinley è stato il 25° presidente degli Stati Uniti e fu assassinato nel 1901.

3) Nell’originale Down in the boondocks, una canzone scritta da Joe South e incisa da Billy Joe Royal; la stessa canzone è citata in Murder most foul.

4) Nell’originale On the wrong side of the railroad tracks, canzone di Dr. John.

5) Allen Ginsberg, Gregory Corso e Jack Kerouac sono, insieme a Lawrence Ferlinghetti, i più importanti scrittori della Beat Generation.

6) Potrebbe riferirsi a Louis Jordan, Jimmy Reed e Buddy Holly, influenti cantanti e autori di blues, rhythm and blues e rock and roll degli anni ’50. Jimmy potrebbe essere anche Jimmie Rodgers, pioniere della musica country e dichiarato punto di riferimento per Dylan; il titolo stesso dell'album è tratto da una sua canzone.

7) Possibile riferimento alla supposta usanza della plebe di Roma di condannare a morte i gladiatori volgendo il pollice. Il disco, come anche quelli precedenti, è ricco di riferimenti all'antica Roma.

8) Riferimento al famoso libro The Wonderful Wizard of Oz di L. Frank Baum

9) Altro riferimento al Mago di Oz, alla scena in cui Dorothy si addormenta per l'influsso di tossici fiori di papavero.

10) Caryota mitis, una specie di palma, dalle foglie a forma di coda di pesce, che cresce nel sud della Florida. L’espressione orchid tree si riferisce a degli arbusti con fiori simili alle orchidee, in particolare del genere Bauhinia e Amherstia nobilis.

11) Try a Little Tenderness è una canzone scritta da Jimmy Campbell, Reg Connelly e Harry M. Woods, incisa per la prima volta nel 1932 dalla Ray Noble Orchestra.

12) Bursera simaruba, un albero americano tropicale, aromatico, resinoso, diffuso nel sud della Florida. Non lontano da Miami è presente il Gumbo Limbo Nature Center.

13) Probabile riferimento al Convento di Maria Immacolata, situato su Truman Avenue a Key West; fondato nel 1869, è il più antico istituto educativo del sud della Florida.

14) Nel novembre 1946 il presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman era fisicamente esausto e il suo dottore gli consigliò una vacanza. Truman arrivò a Key West nel novembre del 1946. Fece lì anche una seconda vacanza nel Marzo del 1947 e in seguito ogni novembre-dicembre e febbraio-marzo. Da Key West comunicava con diversi leader mondiali.

15) Forse Dylan si riferisce al suo Bar Mitzvah (cerimonia religiosa ebraica di entrata nell'età della maturità).

16) Probabile riferimento alla vicenda del profeta Osea, a cui Dio comanda di sposare una prostituta, come simbolo delle infedeltà del popolo di Israele.

17) Le frange d'oro possono alludere a una caratteristica tipica dei rivestimenti della Torah.

18) Probabile riferimento al fatto che Dylan sia rimasto sempre legato alle sue radici ebraiche.

19) L'espressione "play both sides against the middle" significa manipolare due opposti pareri o conflitti per farli scontrare tra loro e ottenerne un vantaggio; il proverbio italiano "tra i due litiganti il terzo gode" mi sembra abbastanza vicino.

20) Canzone tradizionale degli Appalachi, credo citata direttamente (per questo non l’ho tradotta) in quanto richiesta al dj della radio come il verso precedente fa presupporre ("Frullami intorno, mia graziosa ragazzina").

 

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