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THE  BEATEN  PATH

THE DYLAN'S PAINTINGS AND THE REAL PLACES

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Lunedì 19 Febbraio 2024

Dylan: Naoki Urasawa ha realizzato un manga su Bob                                          clicca qui

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CAT POWER SINGS DYLAN: Anfiteatro del Vittoriale, 5 luglio 2024                     clicca qui     

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Anche Rod Stewart vende il suo catalogo                                                             clicca qui

Rod Stewart paga le spese mediche per 20 persone bisognose                           clicca qui

 

 
Sabato 17 Febbraio 2024

La prima volta di Bob Dylan al primo posto                                                           clicca qui

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We Are The World, tutte le curiosità sulla canzone                                               clicca qui

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Paul McCartney, ritrovato il basso rubato dopo più di 50 anni                             clicca qui

 

 
Venerdì 16 Febbraio 2024

Stasera: Le sonorità di Bob Dylan al Teatro Pazzini di Verucchio                         clicca qui

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We Are The World, perché Bob Dylan non canta il ritornello                                clicca qui

 

 
Giovedì 15 Febbraio 2024

Talkin' 12249 - miscio.tux

Oggetto: Rimuginazioni su Scarlet Town

Caro Mr.Tambourine,
scusa se mi cimento in venali pensieri, ma l’esegesi dei fatti minuti mi si addice, e poi è l’unica cosa che mi è rimasta dopo che con l’esilio volontario di Sir Eglamore sono crollate le grandi narrazioni. Riflettevo su Scarlet Town, quella frase "Gold is down to a quarter of an ounce" che è tradotta come “l’oro è sceso ad un quarto per oncia”. Ma a un quarto de che? Dollaro, sterlina? E quando mai nella storia l’oro è sceso a quel prezzo? Certo uno può dire: lo scenario è preapocalittico quindi nessuno si preoccupa più del denaro, anche se la storia ci dice il contrario, che quando le cose sono incerte l’oro sale, non lo chiamano “bene rifugio”? Ma anche ammettendo la cosa, perché proprio quarter, un quarto? E non magari un terzo, un quinto, un decimo, non mi pare che c’entri la metrica qui. Che Bob usi il solido principio di andare a vanvera? Propongo un’alternativa. Down potrebbe significare non che il prezzo è sceso, ma che l’oro è “messo giù” in un quarto d’oncia, cioè coniato. Il quarto d’oncia è infatti è un’unità di misura standard per le monete d’oro, almeno così mi diceva il Sir, perché io di monete d’oro non ne ho mai viste. A dire il vero ci gettava sempre qualcosa dal balcone, noi speravamo che fossero monete, ma erano sempre ghiande, come ai maiali. Comunque, per proseguire le venalità, ce n’ho anche per la frase prima, quella dei nomi delle strade che non ti riesce di pronunciare.
"The streets have names that you can’t pronounce".
Anche qui ho un’interpretazione contemporanea: quante strade, statue, edifici, istituzioni, portano il nome di razzisti, schiavisti, colonialisti, fascisti, massacratori di vari gironi e categorie? E’ il tema attuale di quella che provocatoriamente viene chiamata “cancel culture”, non tanto che bisogna cancellare il passato, quanto piuttosto che quel passato ci fa schifo, che ci è diventato insopportabile trovarcelo di fronte in un allestimento celebrativo, che ostenta orgogliosamente rapporti di potere coloniali che non ci sono più. Ricapitolando le interpretazioni: qui sostengo che Bob sta descrivendo il nostro mondo, mentre l’interpretazione consueta è che sta descrivendo una visione distopico/infernale della realtà. O forse le due cose si possono compendiare, non sta descrivendo l’inferno o il nostro mondo, ma purtroppo entrambi, quell’inferno che è il nostro mondo. Beh, in ogni modo, visto che adesso ho cambiato padrone e lavoro per te, stasera passerò sotto il tuo balcone, spero in una salsiccia, o un pò d'insalata, al limite una brioche, come quelle che Maria Antonietta lanciava al popolo.
ciao, Miscio.

Carissimo servo Miscio, mi fai sentire molto Onofrio del Grillo, marchese di Santa Cristina e conte di Portula. Di solito lancio ai pezzenti monetine arroventate per punirli della loro fastidiosa petulanza!!! Ma a te, fedele e umile servitore, farò portare da Ricciotto caciotte, pecorino, farina e ceci, e cosciotti di cinghiale per soddisfare i tuoi desiderata di origine materiale/mangereccia.

La frase delle brioches è stata attribuita alla povera (per modo di dire) a Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, che l'avrebbe pronunciata riferendosi al popolo affamato, durante una rivolta dovuta alla mancanza di pane. In realtà la frase è sicuramente precedente: infatti, nel Libro VI delle Confessioni, pubblicate postume nel 1782, Jean-Jacques Rousseau afferma che nel 1741 si trovava da Madame de Mably e, non volendo entrare in panetteria vestito in maniera elegante poiché sarebbe stato considerato poco consono, racconta questo aneddoto: «Infine mi ricordai il ripiego suggerito da una grande principessa a cui avevano detto che i contadini non avevano pane e che rispose: che mangino brioche. Comprai brioche.»

Ascoltando “Scarlet Town” la prima cosa che ci colpisce è la descrizione di una città, difficilmente collocabile nel tempo, una città piena di zone oscure, miseria, diperazione e soprattutto di ingiustizia e prepotenza. La canzone è senz’altro un’allegoria, come spesso ci ha abituato Dylan, di come possa essere brutta e difficile la vita, quando chi comanda è una società pervasa dall’avidità, dalla disuguaglianza e dal decadimento morale. Dylan ha sempre usato la sua musica e le sue parole per mandarci messaggi di attenzione, e “Scarlet Town” assolve bene questo compito in modo affascinante e anche un pò misterioso.

Quanti personaggi illustri sono carichi di fama sbagliata? Non voglio fare nomi e fare inutili polemiche, ma vorrei ricordarte a tutti che ogni moneta o medaglia ha sempre due facce, quella buona e quella cattiva, quella chiara e quella scura, come la luna!

Spiace anche a me che il nostro stimatissimo Sir Eglamore si sia ritirato dalle schermaglie  scritte, era bello leggere lui e i suoi personaggi che ogni tanto si inventava per esasperare le sue assurdità letterarie. Però bisogna capire che ognuno di noi ha le sue esigenze e bisogna rispettarla!!! Questo non vuol dire che ci dimenticheremo di Sir Eglamore, anzi, lo penseremo sempre con stima e grande simpatia. Alla prossima e mi raccomando, tiene gli stallaggi sempre netti e lindi!!! Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 12248 - aurtag62

Oggetto: Raistoria

Ciao Mr. Tambourine man, domani sera appuntamento su Raistoria.
Paolo Mieli, dai toni pacati, sempre sul pezzo e meno showman di Barbero, potrebbe sorprenderci.
Grazie per quello che fai ogni giorno. Ciao! Aurelio.

Caro Aurelio, grazie per la segnalazione che, causa un paio di giorni di leggera febbre, non ho fatto in tempo a pubblicare. Comunque penso che i nostri aficionados dylaniani non se lo siano perso. Spero invece che qualcuno ci invii la sua opinione dopo la visione. Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Martedì 13 Febbraio 2024

Chrysler and Bob Dylan Super Bowl Commercial 2014

 

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Joan Baez, vita, canzoni e battaglie                                                                      clicca qui

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Metà del catalogo di Michael Jackson venduto per 600 milioni di dollari           clicca qui

 

 
Sabato 10 Febbraio 2024

Talkin' 12247 - ivanobison

Oggetto: Spettacolo dylaniano a Cinisello Balsamo

Gentilissimi,
da tempo non mi faccio vivo e chiedo scusa. Vi leggo sempre con interesse.
Vorrei segnalarvi questo evento, sperando che trovi spazio sulla vostra bacheca.
Si tratta di uno spettacolo con parole e musica dal vivo che stiamo mettendo in scena fin dal 2016.
Dovunque ha registrato ottimi riscontri di pubblico e buone recensioni.
Invio locandina e due note, semmai risultassero di una qualche utilità.
Vi ringrazio molto e auguro le migliori cose.
Ivano Bison.


"A RUOTA LIBERA-PARLANDO DI BOB DYLAN" - AL PAX

VENERDI' 23 FEBBRAIO - Ingresso Libero
 

Eccoci di nuovo tra voi.
Il solo pensiero di affrontare l’intera l’opera di Bob Dylan, farebbe impallidire anche il più documentato dei professori. Perciò noi abbiamo costituito un approccio divulgativo e niente affatto dottorale. Illustreremo, attraverso i testi del Premio Nobel, parti del suo percorso letterario e artistico. Come sempre Bob Dylan ha voluto, sarà condito con le note delle sue creazioni musicali, che altro non sono che un caleidoscopio dei fondamenti della musica moderna americana. Lo sforzo maggiore pertanto graverà sulle spalle dei nostri musicisti e dei nostri cantanti, nonché sulla bravura degli attori che si misureranno in due monologhi dedicati a Dylan e a Joan Baez.
Questo nostro rientro è dovuto alla tenacia con la quale, Fabrizia Berneschi, ha condotto i contatti con il Sindaco e gli enti comunali preposti. A lei un doveroso ringraziamento, unito a tutta l’Amministrazione Comunale; al personale dell’Assessorato Cultura; agli Amici del Pertini e di Villa Ghirlanda e all'Associazione Culturale Polis.


Carissimo Ivano, è davvero un piacere risentirti dopo tanto tempo, ma vedo che non molli mai l'osso!!!! Bravo, ce ne vorrebbero molti di più di appassionati ed organizzatori dylaniani come te. Purtroppo i tempi cambiano, il mondo è al comando dei "Padroni della Guerra" e noi siamo costretti a subire e ad assistere impotenti a questa strage degli innocenti. I tempi sono cambiati, ma sembrano essere ritornati indietro nel tempo alle malefiche gesta di gente come Erode. Speriamo, almeno per i nostri figli, che un giorno tutto questo smetta!!! Mentre aspettiamo che il mondo cambi rituffiamoci quando ne abbiamo l'occasione nel mondo dylaniano che è completamente diverso. Ti ringrazio per questa tua nuova fatica e se potrò verrò anch'io a godermi il vostro spettacolo. Un caloroso abbraccio, alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

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Libri: Marco Denti e Mauro Zambellini presentano oggi "Tom Petty"                   clicca qui

 

 
Venerdì 9 Febbraio 2024

Talkin' 12246 - mike.lenzi

Oggetto: Shadow Kingdom

Salve a tutti, la scorsa settimana ho acquistato il cd di Dylan "Shadow kingdom". Ho notato purtroppo che vi è una completa assenza dei credits: nessuna notizia su chi sono i musicisti, quando e dove è stato registrato.. E' segnalato che è un live anzi, colonna sonora del film, ma non si sente un minimo di applauso in sottofondo, inoltre non vi è assolutamente spazio tra le canzoni, anzi spesso gli ultimi secondi di alcune canzoni sono accordature degli strumenti per il brano successivo. qualcuno sa dirmi "il razionale" (eufemismo) di questo disco?
Grazie, Michele Lenzi.

Ciao Michele, ancora ti stupisci delle stranezze dylaniane? Che cos’è l’idea alla base di Shadow Kingdom? Come disse il Sommo Poeta "Ahi quanto a dir qual era è cosa dura", però si può pensare che il film e il successivo disco facciano capire quanto le aspettative dei suoi fans possano interessare a Dylan, cioè meno di zero. Il filmato ha una funzione di supporto a una manciata di canzoni realizzate in un fantomatico Bob Bob Club di Marsiglia, che in realtà era uno studio di posa in Santa Monica, con l’aiuto di musicisti e figuranti. Nel filmato tutti, eccetto Dylan, hanno il volto coperto da una mascherina. E’ tutto una finta perchè in realtà i brani suonati nel film erano stati preregistrati e si vede che in realtà i musicisti stanno fingendo, e forse persimo Dylan canta in playback. Il film, girato nel classico bianco e nero anni 40/50, mostra la scena di un vecchio e fumoso club marsigliese, con il pubblico in abiti in stile e atmosfere ambigue come era nei club di allora.

Cast del film
 Bob Dylan - vocals, guitar, harmonica
Alex Burke, guitar (simulazione con le dita)
Alex Burke, guitar (simulazione con le dita)
Buck Meek, guitar (simulazione con le dita)
Shahzad Ismaily, accordion (simulazione con le dita)
Janie Cowan, upright bass (simulazione con le dita)
Joshua Crumbly, guitar (simulazione con le dita)

Musicisti in studio
Bob Dylan - vocals, guitar, harmonica
Jeff Taylor - accordion
Greg Leisz - guitar, pedal steel guitar, mandolin
Tim Pierce - guitar
T-Bone Burnett - guitar
Ira Ingber - guitar
Don Was - upright bass
John Avila - electric bass
Doug Lacy - accordion
Steve Bartek - additional acoustic guitar[13]Finger synching)
Buck Meek, guitar (Finger synching)
Shahzad Ismaily, accordion (Finger synching)
Janie Cowan, upright bass (Finger synching)
Joshua Crumbly, guitar (Finger synching)[12]

Il prossimo disco, se non sarà una raccolta di vecchie registrazioni, ma una serie di nuove canzoni, sicuramente ci stupirà ancora una volta, ma Dylan è Dylan, take it or leave it!!! Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)

"Shadow Kingdom", le canzoni di Bob Dylan corrose dal tempo                             clicca qui

 

 
Mercoledì 7 Febbraio 2024

Spring Tour 2024, aggiunte 5 nuove date

01 Aprile 2024 - New Orleans, Louisiana - Saenger Theatre
02 Aprile 2024 - Lafayette, Louisiana - Heymann Performing Arts Center
04 Aprile 2024 - Dallas, Texas - Music Hall at Fair Park
05 Aprile 2024 - Austin, Texas - ACL Live at the Moody Theater
06 Aprile 2024 - Austin, Texas - ACL Live at the Moody Theater

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We are the World – recensione del documentario Netflix                                       clicca qui

 

 
Lunedì 5 Febbraio 2024

Shadows in the Night è il trentaseiesimo album in studio del cantautore statunitense Bob Dylan, pubblicato il 3 Febbraio 2015 dalla Columbia Records. Si tratta di un album di cover composto da 10 canzoni del cosiddetto "standard pop", portate al successo da Frank Sinatra nel periodo compreso fra il 1942 e il 1963.

Da dove cominciare con questo Shadow In The Nigh? Il titolo stesso ci indirizza verso il sapore crepuscolare di questo lavoro minimale, molto personale, troppo semplice per lo stile dylaniano, a volte noioso e tedioso. Però non possiamo negare la verità del messaggio nescosto nel disco, io sono quello che sono ed il mio passato fa parte di me.
Tutti i vecchi artisti hanno i loro segrteti, non c’è nulla di stupido nei loro ricordi, nella loro gioventù, e se hanno voglia di prendersi lo sfizio di cantare le ballate smielate della loro giovinezza perchè no? Le ombre nel buio sono quelle cose impossibili da definire ma che ci sono sempre state, la raccolta delle sensazioni e delle emozioni della vita mai capite a fondo. Sentire la voce quasi nuda e stanca di questo Bob, consumata dal passare del tempo ci sorprende ci stupisce, specie il sentirlo cantare parole e strofe che son lontane mille miglia dal suo modo di esprimersi.
Questo disco non è solo un omaggio a Sinatra (se anche fosse non ci sarebbe nientre di male) ma sembra essere l’esigenza di un uomo giunto nella sua quarta parte del giorno che vuole divertirsi cantando i pezzi che erano degli Hits al momento della sua gioventù. Certamente non è un “Masterpiece” dylaniano, era forse solo un’esigenza personale o la voglia di staccarsi per un momento dalla sua età per tuffarsi un un’altra che non c’è più. Bob ci ha stupito e sorpreso un’altra volta, sarà l’ultima?

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"Shadows in The Night": E' straordinario, è il suono di un vecchio che scava nei suoi ricordi

di Neil McCormick

Dylan canta Sinatra? Non dovrebbe funzionare ma “Shadows In The Night” è abbastanza stupendo, il suono di un vecchio che scava fra i suoi ricordi, amori persi, rimpianti, trionfi e le speranze in dissolvenza in una inquietante caduta in un ambiente con strumentazione elettrica. E’ inquietante, agrodolce, un canto ipnotizzante e commovente che mette in mostra il meglio del canto di Dylan degli ultimi 25 anni.
Il concetto sembra molto scandaloso, che è forse il motivo per cui il management di Dylan si è preoccupato di insistere che questo disco non è un omaggio a Sinatra. Uno era un gigante vocale con un perfetto mix di toni, tecnica ed espressione emotiva, l'altro ha una voce che David Bowie ha descritto come "una palata di sabbia e colla" (e che è stato inteso come un complimento). I due sono artisti si ascoltano per ragioni molto diverse, eppure, come i giovani che soffrivano per una delusione romantica, due loro album hanno aiutato molta gente a superare quelle miserie, "Blood on On The Tracks" di Dylan e "In the Wee Small Hours" di Sinatra. Shadows In The Night è una miscela perfetta di quei classici strazianti, che scava a fondo nella autocommiserazione per rivelare profonde verità di relazione.
Per quanto io ami Dylan, gli album recenti mi hanno reso evidente il fatto che il suo abbaiare e ringhiare significano che Dylan è stato colpito in modo irreparabile nella voce. Ma qui il suo canto è delicato, tenero e preciso. Vi è l'età nelle note, di sicuro, una oscillazione ed un gracchiare quando affronta accordi da angolazioni insolite, e cade via con la dissolvenza del respiro. Eppure in qualche modo questo antico crooner concentra le canzoni, convincendo gli ascoltatori ad affrontare il loro mondo interiore in modo da glissare con grazia quello che potrebbe mascherare.
Si è perfettamente collocato nel campo delle semplici esecuzioni per una band di cinque elementi, sostituendo le solite orchestre nostalgiche con il pianto delle pedal steel guitars, il contrabbasso dolcemente sordo e una marea di fiati in mezzo a teste coi cappelli tirati a lucido. Il suono è così scarso e presente che si possono sentire i piedi tenere il tempo, le dita graffiare le corde, Dylan che respira. “Autumn Leaves” è così dolorosa da stordire, “Stay with me” si trasforma in una preghiera sacra, “That Lucky Old Sun” ha il potere di impatto di un inno gospel folk.
Sappiamo dell’affetto di Dylan per le radici della musica pop del 20° secolo dal suo “Theme Time Radio Hour”, e da quella ciocca di canto stile jazzy che attraversa i suoi ultimi lavori. Dylan ha parlato non di cover di questi brani classici ma di riscoperta, "Tiriamoli fuori dalla tomba e riportiamoli a vedere la luce del giorno". Lui prende ottime canzoni scritte da artisti del calibro di Rodgers e Hammerstein e le indossa come fossero un abito, rivisita “Some Enchanted Evening” con l'intimità malinconica di qualcuno che spalanca gli occhi indietro attraverso le nebbie del tempo.

(Fonte: http://www.telegraph.co.uk/culture/music/bob-dylan/11366536/Bob-Dylan-Shadows-in-The-Night-review-extraordinary.html)

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Bob Dylan Shadows In The Night - di Gabriele Benzing                                           clicca qui

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Shadows In The Night - tutti e testi e le traduzioni                                                 clicca qui

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"We Are the World", Tom Bahler l’arma segreta delle session                               clicca qui

 

 
Sabato 3 Febbraio 2024

Il docufilm musicale che sta spaccando Netfix, primo nella top 10                        clicca qui

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Dylan "50th Anniversary Collection 1973" pubblicata in Europa                            clicca qui

“50th Anniversary Collection 1973”: la nuova raccolta di Bob Dylan                     clicca qui

La storia del disco di Bob Dylan con le registrazioni del 1973                               clicca qui 

 

 
Venerdì 2 Febbraio 2024

Il serpente di Michael Jackson, Dylan che fa il vago, Stevie Wonder in swahili     clicca qui

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La notte che ha cambiato il pop: le rivelazioni più assurde                 clicca qui

 

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