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maggiesfarm.eu - sito italiano di bob dylan

 

 

SITO ITALIANO DEDICATO A BOB DYLAN

 

2016 Nobel Prize in Literature

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This is an unofficial fan page, and is not affiliated with Bob Dylan

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Mercoledì 23 Maggio 2018

Talkin' 10486 - benedettolandi

Oggetto: Il mio omaggio a Bob Dylan per il suo prossimo compleanno

Ben fatto, bravo! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Brandeis University 1963 - Dylan un rapper? - di Leonardo Tondelli      clicca qui

 

 
Martedì 22 Maggio 2018

Tour 2018: annunciata la prima data del Fall Tour-USA

13 Ottobre, 2018 - Thackerville, OK - Global Event Center

https://www.winstarworldcasino.com/event/bob_dylan-2/

La data non è ancora stata confermata, probabilmente lo sarà assieme alle altre date in trattativa per il Fall-leg del tour.

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Talkin' 10485 - zoppasm

Oggetto: Da Omero al Rock - 25 maggio - Roma

Segnalo la presentazione di "Da Omero al rock" questo venerdì alle ore 18,00 presso IBS, via Nazionale a Roma:

http://www.romatoday.it/eventi/da-omero-al-rock-prima-presentazione-del-libro.html

Si parlerà ovviamente anche di Bob Dylan.
Marco.

Grazie per la segnalazione, fans romani, è per voi! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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"Blonde on Blonde", la rivoluzione sottile di Bob Dylan                         clicca qui

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10 grandi canzoni ispirate ad opere letterarie                                          clicca qui

 

 
Lunedì 21 Maggio 2018

Talkin' 10484 - samuconf93

Oggetto: 1° Dylan Day Forlivese

Caro Mr. Tambourine e carissimi Farmers,
è con immenso piacere che vi annuncio che venerdì 25 maggio si terrà il 1º Dylan Day forlivese, un progetto che porto avanti da molti anni ma che solo ora vede la luce, nonostante alcune difficoltà e il budget molto limitato. Ho trovato grande disponibilità da parte dei locali e contattato ospiti estremamente gentili ed energici disposti a partecipare; e coltivo la speranza che, se il pubblico risponderà calorosamente, potremo riproporre l’evento a cadenza annuale, ogni fine maggio. Venite numerosi! Allego qui il comunicato stampa riassunto e la locandina ufficiale.
Grazie dello spazio e della tua gentilezza! A presto!
Samuele Conficoni

Caro Samuele, per fortuna ci sono ancora persone come te che si buttano anima e corpo per organizzare manifestazioni tributo a Bob. Spero che gli amici forlivesi intervengano in buon numero e che l'evento abbia il successo che speri, in modo da poterlo ripetere negli anni seguenti. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Milano: Concerto tributo a Dylan al Let's Feel Good                                clicca qui

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Venduta all'asta la chitarra di Bob Dylan ed Eric Clapton                        clicca qui

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Il rock? È diventato roba da museo                                                           clicca qui

 

 
Sabato 19 Maggio 2018

Talkin' 10483 - Martin.Fitzgerald

Subject: Talkin' 10480

Thank you so much! It certainly looks similar!

Martin Fitzgerald

( Grazie mille! Sicuramente sembrano simili! )

   

You right! There are many many chances that them will be the same modernized house, certainly there's no other house like that at H street NE in Washington, but we will not ever have the certainty! Have you noticed that the man in front of the house may be the young Dylan himself? Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

( Hai ragione! ci sono molte molte possibilità che siano la stessa casa modernizzata, certamente non ci sono altre case come quella in H street NE a Washington, ma non avremo mai la certezza! Hai notyato che l'uomo davanti alla casa potrebbe essere il giovane Dylan stesso? )

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Talkin' 10482 - paolo.manclossi

Non so' se posso .... ma se volessi "vendere" 600/700 nastri di concerti di Dylan acquistati nel tempo c'e' uno spazio nel sito dove pubblicizzarlo?

Certamente Paolo, la nostra "vetrina" è a disposizione anche per cose come questa. Se guardi in vetrina vedrai l'annuncio. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10481 - iosella.sommovigo

Ciao, mi chiedo perché eventi così belli, come quello di Firenze non si possano organizzare a Milano. So che Carlo Feltrinelli è grande estimatore, nonché “quasi amico“ di Bob Dylan. Lanciamo a lui un appello? Scusa la sfacciataggine.

P.S.: Leggo sempre con immenso piacere il sito, le recensioni, le considerazioni dei Farmers, specie di Carla. Insomma fate parte della mia vita.
Un caro saluto a te, in primis, e a tutti quanti nel nome della grande opera di Dylan.
Grazie mille. Iosella.

Grazie a te Iosella, sentire che tutti noi Maggiesfarmers facciamo in qualche modo parte della tua vita ci fa sentire più importanti ed orgogliosi di quello che siamo in realtà!!!  Certamente avrai letto che l'evento della settimana dedicata a Dylan è stato organizzato dall' Associazione Culturale Contemporary senza l’aiuto finanziario di nessun ente pubblico e nemmeno dell’ Estate Fiorentina. Nel nostro paese non è facile ottenere soldi pubblici per organizzare eventi culturali, non saprei spiegarti il perchè e forse è meglio non addentrarci in questo tipo di argomenti...! Io lancio volentieri l'appello a Feltrinelli, ma sinceramente non saprei proprio come contattarlo, senza contare il fatto che non avrei nemmeno  il tempo per seguire un eventuale successivo sviluppo della cosa. Forse un giorno, se Feltrinelli ne sentirà l'esigenza, metterà a disposizione un badget per far in modo che qualche associazione milanese possa organizzare eventi del genere a Milano. Grazie ancora per le tue bellisime parole, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Venerdì 18 Maggio 2018

Talkin' 10480 - Martin.Fitzgerald

Hello
I was looking at your website - http://www.maggiesfarm.eu/thebeatenpath.html
Do you have any idea where the actual location is for the H Street Painting?
This one?

Martin Fitzgerald

(Salve,
stavo guardando il vostro sito http://www.maggiesfarm.eu/thebeatenpath.html 
Avete qualche idea di dove possa essere attualmente la location del dipinto chiamato "H Street "?)

I'm not sure Mr. Martin, but after a long search on Google Maps i suppose it could be be this restylized house at 1483 H st NE, Washington D.C.

Live long and prosper, Mr.Tambourine

(Non sono sicuro, ma dopo una lunga ricerca su Google Maps penso che potrebbe essere questa casa restilizzata al 1483 H st NE di Washington D.C. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Mercoledì 16 Maggio 2018

Talkin' 10479 - dinve56

Oggetto: Settimana dedicata a Dylan

Salve Mister,
leggo con interesse dell'iniziativa dell'Associazione "Contemporary" dedicata a Bob Dylan, che vedrà una serie di eventi nella città di Firenze. Lunedi 21 maggio presso la Biblioteca Marucelliana uno studioso di Dante terrà una conferenza il cui argomento sarà un ardito confronto tra Dante e Dylan. Chissà se qualche Farmer vi potrà partecipare e, magari, fornire un breve resoconto sul sito? Oppure si potrebbe avere, sempre sul sito, un resoconto da parte degli organizzatori dell'evento? Grazie e lunga vita. Carla.

Di sicuro diversi Farmers parteciperanno agli eventi, ma non ti posso garantire che se la sentiranno di fare una recensione della serata, proverò a chiedere agli organizzatori se sarà possibile ma nutro poche speranze con tutto quello che hanno da fare, però, la speranza è sempre l'ultima a morire!!! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Libri: Bob Dylan, pioggia e veleno - «Hard Rain», una ballata fra tradizione e modernità - (Donzelli Editore) - di Alessandro Portelli

«C’è una profonda giustizia poetica nel fatto che lo stesso giorno in cui abbiamo perduto il premio Nobel Dario Fo, Bob Dylan veniva insignito del Nobel. Si tratta di due artisti che cambiano il nostro rapporto con la parola intrecciandola con il suono, la voce, il corpo, la performance. Entrambi affondano le radici della loro creatività nel mondo delle culture popolari: da Mistero Buffo a “Hard Rain”, sono le voci dei vagabondi e dei saltimbanchi delle campagne italiane e le voci dei braccianti neri del Delta e dei vagabondi della depressione che si impadroniscono del centro della scena e diventano nuovi linguaggi della modernità».

Due cantautori, su tutti gli altri, hanno dato voce al sentimento dell’America profonda, incarnandone nella maniera più autentica l’anima popolare: Bruce Springsteen e Bob Dylan. Dopo avere consacrato a Springsteen (e alla sua canzone «Badlands») un libro memorabile, Portelli si dedica ora a Dylan, e sceglie come emblema e protagonista del libro «Hard Rain», la canzone che Dylan incise per la prima volta nel 1962, agli esordi della sua attività. Non è certo un caso se, durante la cerimonia dell’assegnazione a Dylan del premio Nobel per la letteratura 2016, la canzone che Patti Smith scelse di cantare fu proprio «A Hard Rain’s A-Gonna Fall». Ed è ormai largamente noto il giudizio espresso dalla rivista «Rolling Stone», che l’ha definita «la più grande canzone di protesta scritta dal più grande autore di canzoni della sua epoca». Meno noto è che Dylan ha costruito «Hard Rain» a partire da un intenso dialogo con un’antichissima ballata di tradizione orale, il «Testamento dell’avvelenato», di cui si trova traccia addirittura nell’Italia del Seicento, e che si diffuse in tutto il mondo anglosassone, col titolo di «Lord Randal», per passare poi in America attraverso i canali propri della tradizione orale. Esplorando le relazioni fra queste due canzoni, il libro mostra come il testo di Dylan si alimenti della profondità storica incorporata nell’antica ballata, la proietti verso un immaginario contemporaneo, e li illumini entrambi. In quel momento, Dylan è immerso nel folk revival, ma si prepara a uscirne; è come se fosse «in bilico fra mondi», scrive Portelli, in un momento di «prodigioso equilibrio che neanche lui avrebbe mai più ritrovato con altrettanta potenza». Grazie a un confronto serrato con le forme della canzone narrativa popolare e della sua storia plurisecolare, il libro scava nell’immaginario di Dylan, nella sua visione della storia e del futuro, dall’incombente minaccia nucleare ai disastri ecologici del nostro tempo, mettendo in luce il rapporto che il grande folksinger intrattiene con i linguaggi della musica, della poesia, dell’industria culturale. Ne emerge una lettura di Bob Dylan la cui unicità consiste nel collocarsi sapientemente, come solo un artista della parola cantata può fare, nel punto in cui si incontrano oralità e scrittura, testo e performance, folklore e popular culture, fra la globalizzazione dei movimenti e delle culture orali e quella dell’industria culturale. Al bivio fra due possibili vie della storia, apocalisse o liberazione.


Alessandro Portelli, considerato uno dei fondatori della storia orale, ha insegnato Letteratura angloamericana all’Università «La Sapienza» di Roma ed è presidente del Circolo Gianni Bosio. Per i tipi della Donzelli ha pubblicato: L’ordine è già stato eseguito (1999, Premio Viareggio), America dopo (2003), Canoni americani (2004), America profonda (2011), Desiderio di altri mondi (2012), Badlands. Springsteen e l’America (2015), La città dell’acciaio (2017), Storie orali (2017). Ha ideato e curato, sempre per Donzelli, il volume collettivo Calendario civile. Per una memoria laica, popolare e democratica degli italiani (2017).

( Fonte: https://www.donzelli.it/libro/9788868437756 )

 

 
Martedì 15 Maggio 2018

Talkin' 10478 - iosella.sommovigo

Ti ringrazio, sei gentilissimo e sei una fonte inesauribile di conoscenze.
Iosella.

Grazie per le belle parole, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10477 - acquaraggia

Bob Dylan’s week - VII edizione



Una settimana su Bob Dylan, ideata e realizzata dall’Associazione Contemporary con concerti, dibattiti, conferenze, approfondimenti e spettacoli, dedicati a Bob Dylan e alla musica popolare americana. Dal 17 al 24 maggio a Firenze e dintorni.

Da evidenzare nella giornata inaugurale Il tradizionale concerto con vista mozzafiato sulla citta’ al Vips bar di Piazzale Michelangelo (17 maggio-ore 17.30 ) con Acquaraggia e Danny Chicago e l’inaugurazione della Mostra di arti figurative al Nabucco Wine Bar di via XXVII aprile (17 maggio-ore 14.30 ).

Lo Jazzin’ Dylan di Titta Nesti al Caffe’ 19.26 (venerdi’ 18 maggio ore 21.30) che l’anno scorso ai Macci strabiliò il pubblico.

   Titta Nesti

Lo spettacolo cardine Bob Dylan' s Dream al Teatro Nuovo del Circolo Lippi (sabato 19 maggio alle ore 21.45)

Lo spettacolare concerto del Guzheng di Mei (Chen Cumei), strumentista e mezzosoprano proveniente dalla scuola di Musica di Fiesole; Dylan sulla Grande Muraglia, nel Chiostro di Pico della Mirandola in San Marco (domenica 20 maggio) nel pomeriggio ore 19.30.

La conferenza del Dantista Massimo Seriacopi con un ardito parallelo Dante Alighieri-Dylan alla Biblioteca Marucelliana (lunedi 21 maggio ore 16.00) con le illustrazioni live di Enrico Guerrini.

La poesia dedicata a Dylan Thomas, al Caffe’ Leonardo (via XXVII Aprile ) lunedì 21 maggio ore 18.00 ) .

La conferenza Dal TalkingBlues all’HipPop, alla BiblioteCaNovaIsolotto con una bellissima mostra su Fernanda Pivano e la partecipazione dei rappers di Sonoria (martedi 22 maggio ore 18.00).

L’happening col nuovo racconto di Rino Garro, Dalla Bocca di Dylan, alla Libreria Claudiana, giovedi 24 alle ore 17.00, poco prima della chiusura con un grande open mic su Dylan, sempre al Nabucco Wine Bar di via XXVII aprile (ore 21.30 ).

Ma tanti altri sono gli eventi che si susseguiranno in questa Settimana, il programma e’ in definizione e sono annunciati arrivi dall’estero, che arricchiranno la programmazione con i concerti intitolati Songwriters in the name of Dylan; tra gli altri ci sarà DANNY CHICAGO ( da Vienna ) con un curioso romanzo autobiografico Being Bob Dylan.

 Insomma un’altra meravigliosa edizione della Bob Dylan’s Week realizzata dall’Associazione Culturale Contemporary senza l’aiuto finanziario di nessun ente ne dell’ Estate Fiorentina tanto decantata ma con l’ottusita’ di un angolo ottuso che piu’ ottuso non si puo’.

Locazioni di rilevanza culturale Teatro Nuovo / Biblioteca Marucelliana / Biblioteca Nova/ Florence International Radio/ Basilica S.Marco/ Libreria Claudiana Firenze / dedicate alla musica Circolo F. Lippi/ Nabucco Wine Bar and Food/ Caffe’ 19.26 / Caffè Leonardo/ Vips Bar / Cacio e Pere Siena/ Gradisca 1973 Prato/ La Torraia Firenze/ Il Toscanaccio

Artisti coinvolti

Acquaraggia - Giulio Berezusky - Patti DeRosa (U.S.A.) - Enrico Guerrini - Massimo Seriacopi - Danny Chicago (USA) - Cheng Cuimei - Veronica Wang (CINA) Jonathan Rizzo - Mattia Rossignoli - David Scott (Kildare)

  Aquaraggia    Enrico Guerrini

  Massimo Seriacopi          Danny Chicago

 Cheng Cuimei  Jonathan Rizzo

Nelle scorse edizioni della Bob Dylan' s Week

Greil Marcus - Ricccardo Bertoncelli - Alessandro Carrera – Ernesto Bassignano - Alberto Crespi - Mickey Clarke -Tina Lundelius - Noah Kite - Andy McKee - Steve Picken - Kenny Wilson - Jukka - Marina Evans - Danilo Breschi - Les Sampou - Nie Xin

https://www.facebook.com/Bob-Dylans-Week-1571789043087415/

Evento Dylan on the Great Wall

https://www.facebook.com/events/198066504337372/


 

 
Lunedì 14 Maggio 2018

Tour 2018, nuove date confermate da bobdylan.com

Oltre alle due date annunciate sabato che si andavano ad aggiungere a quella già da tempo comunicata, oggi si sono aggiunte altre nove date in Australia e Nuova Zelanda già confermate da bobdylan.com:

08 Agosto 2018 - Perth, Australia, Perth Arena
11 Agosto 2018 - Adelaide, Australia, Botanic Park
13 Agosto 2018 - Melbourne, Australia, Margaret Court Arena
18 Agosto 2018 - Sydney, Australia, ICC Sydney Theatre
20 Agosto 2018 - Wollongong, Australia, WIN Entertainment Centre
22 Agosto 2018 - Newcastle, Australia, Newcastle Entertainment Centre
24 Agosto 2018 - Brisbane, Australia, Brisbane Entertainment Centre
26 Agosto 2018 - Auckland, New Zealand, Spark Arena
28 Agosto 2018 - Christchurch, New Zealand, Horncastle Arena

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Talkin' 10477 - iosella.sommovigo

Oggetto: Date tour

Scusami tanto se ti disturbo. E una email solo per un’informazione personale.
Prima nel sito trovavo una rubrica in cui erano elencate tutte le tappe dei tour di Dylan degli anni precedenti. Adesso non la trova più. L’hai eliminata?
Grazie mille, Iosella.

Negli archivi di Maggie's Farm non c'è mai stata una pagina dedicata a tutte le date dei tour passati. Puoi trovare le recensioni dei concerti dal 2008 ad oggi nella pagina: http://www.maggiesfarm.eu/zzzzzblackboard22018-2.html che è la pagina dell'archivio.

Per quello che cerchi tu devi andare nel sito di Bob  a questa pagina: http://bobdylan.com/setlists , poi clicchi sul quadratino nero con scritto "select a year" e trovi l'elenco degli anni dal 1960 ad oggi. Clicca su un anno e ti si aprirà la pagina con tutte le date e le setlist di quell'anno. Cliccando su un altro anno sarà la stessa cosa. Ripeti l'operazioner per gli anni e le date che ti interessano. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10476 - mmontesano

Ciao, alcune brevi considerazioni di John Vignola sui concerti italiani.

http://www.tomtomrock.it/journal/articolo-a-scuola-da-john-vignola-43-i-concerti-italiani-di-bob-dylan/

Marina (TomTomRock)

Ciao Marina, come al solito grazie per la segnalazione! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Sabato 12 Maggio 2018

Tour 2018, due nuove date ad Hong Kong e Singapore

Oltre alla già annunciata data del 29 Luglio 2018 allo Naeba Ski Resort, Yuzawa-cho, Niigata Prefecture, Japan, per il Fuji Rock Festival, due nuove date in Oriente si sono aggiunte oggi:
4 Agosto 2018 - Wan Chai, Hong Kong, Hong Kong Convention and Exhibition Centre
6 Agosto 2018 - Dover, Singapore, Star Theatre

Le date non sono ancora state ufficialmente confermate da bobdylan.com, ma probabilmente l'annuncio sarà dato assieme ad altre nuove date che formeranno il tratto estivo del tour e che probabilmente sono in via di definizione.

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Talkin' 10475 - danieleardemagni77

Oggetto: Concerto di Mantova

E' passato oltre un mese dallo splendido concerto di Mantova, tenutosi al Palabam l'8 aprile. Con mio padre siamo partiti nel pomeriggio. Arrivati a Mantova sosta obbligatoria dal mio amico Roberto Dal Bosco nel suo ristorante/pizzeria Al Viandante per un'ottima pizza e poi via verso la location dove Bob terrà uno dei migliori spettacoli che abbia visto in 18 anni, da quel mio primo live di Bob al Palavobis. Questo è il mio 16° concerto dalla prima volta che lo vidi nel 2000. Insieme a quello di Brescia del 2001, quello a Milano l'anno dopo e nel 2007, a Padova nel 2010 in cui l'ho visto rinascere col ritorno di Sexton e quello a Torino del 2015 dove già lo spettacolo era impostato diversamente aggiungo questo come fra i migliori e per certe cose il migliore. Prima di tutto per la pulizia degli arrangiamenti. La scenografia, semplice ma suggestiva ricorda un po' un set cinematografico, dove la vita qui si racconta in canzoni. La scaletta, per la fortuna mia e di chi ha conosciuto Bob come me con Time Out Of Mind è molto concentrata sugli ultimi vent'anni, senza comunque tralasciare passaggi importanti di questa carriera unica e irripetibile. Things Have Changed da come sempre il via e poi è tutto un viaggio compreso fra oggi, ieri e l'altro ieri. Bob canta come in questi 18 anni anni non ho mai sentito..non apre più le vocali come botole ma è molto profonda e piacevole in tutti i sensi; alla fine credo che i dischi sinatriani gli abbiano giovato da questo punto di vista. Infatti le tre del grande canzoniere americano scelte per la serata sono da brividi e accolte calorosamente dal pubblico. Lo stesso si può dire delle canzoni tratte da quel disco immenso che è Tempest, dove emoziona il canto in Soon After Midnight o in Long And Wasted Years. Non manca niente: si va dallo swing alle ballate, da pezzi jazzati al potente Rock sporco di Blues di H61, di Pay in Blood e di una fantastica Thunder On The Mountain con tanto di assolo di batteria di George Recile. I classici degli anni '60 come Don't Think Twice, l'epica Desolation Row, la già citata H61 e nei bis Blowin' e una straordinaria Ballad of a Thin Man che ha chiuso uno show che ha sfiorato la perfezione in tutto. Non dimentichiamo altri capolavori accompagnati dalla sua eccezionale band...certe pescate negli anni '70 come la struggente Simple Twist Of Fate e la "massacrata" Tangled Up In Blue. Degli anni '90 due dei suoi gioielli più belli tratti da Time out of Mind, con un nuovo arrangiamento per l'oscura Love Sick e una delle mie preferite di sempre, Tryin' To Get To Heaven. Pubblico che va da ragazzine e ragazzini dai 16 anni ai coetanei di Dylan. Quanto alla fatica per spostarsi è da sempre che lo vedo così nei live e lo attribuisco agli stivaletti forse troppo stretti. L'ho visto camminare normalmente col suo cappuccio dal quale si intravede solo il naso. Che Dio ce lo conservi e perchè no...ce lo migliori sempre come sta succedendo ora. Note negative? La mancanza di almeno un pezzo della trilogia cristiana ed una security dall'indole "violenta" anche quando può scappare un salto dopo un assolo di batteria di Thunder On The Mountain. Va bé....Bob ha saputo darmi emozioni e momenti che mi porterò dentro piuttosto che su un cellulare, meglio così. A presto,
Daniele Ardemagni "Ardez"

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Jesolo, il Menestrello si reinventa                                                          clicca qui

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Libri: “1968, Soul e rivoluzione” - di Riccardo Bertoncelli                       clicca qui

 

 
Venerdì 11 Maggio 2018

Jesolo: Dylan, la poesia non ha fine                                                        clicca qui

(Nota di Mr.Tambourine: Quandi si scrive una recensione di un concerto di Bob Dylan è basilare un minimo di conoscenza,  e se non si sa bisogna almeno fare lo sforzo di informarsi.
Robert Zimmermann (come scrive l’autore dell’articolo) è sbagliato, se si vuole citare il vero nome di Dylan bisogna scrivere Robert Allen Zimmerman con una m finale sola.
Quella che l’autore chiama “concessione insolita” per i due bis finali è una citazione falsa, perchè i due brani Blowin’ in the wind e Ballad of a thin man sono invariati in scaletta dal concerto di Oslo allo Spektrum dal 4 Aprile 2017.
La canzone d' apertura del concerto non si chiama “Times are changed” ma “Things have changed” e soprattutto non è stata ripubblicata nel 2012 su “Modern Times” come dice l’articolo, ma è stata prima pubblicata come singolo (COL 669379 7) in edizione limitata e numerata con retro "Blind Willie McTell" (versione dal vivo), poi su promo singolo (COL 669333 1) solo in Europa con retro "To Make You Feel My Love" (Live). Inoltre è stata pubblicata sull’album The Essential Bob Dylan del 2000, The best of Bob Dylan del 2005, Dylan del 2007, The Bootleg Series, Vol 8: Tell Tale Signs del 2008.
Don’t think twice, it’s all right è stata pubblicata sull’album “The Freewheelin’ Bob Dylan” e non come indicato "Freewheelin".
“Highway 61” è incompleto, esatto è “Highway 61 revisited".
“Blowin in the wind” non è esatto, corretto è “Blowin’ in the wind”.
Il batterista di Bob non si chiama George Receli ma George Recile.)

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Silenzioso e caustico, Bob Dylan infiamma l'Arena di Verona              clicca qui

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Dylan, una celebrazione della musica americana all'Arena                   clicca qui

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Bob Dylan all'Arena di Verona è una vittoria per tutti                            clicca qui

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Bob Dylan e il ritorno in Arena dopo 30 anni                                         clicca qui

(Nota di Mr.Tambourine: Anche questo giornalista avrebbe dovuto andare al concerto per farne una recensione, almeno ha evitato la figuraccia non firmando l'articolo.
Che Duquesne Whistle sia un grande classico di Dylan è una assoluta novità.
Gli ultimi 4 brani a chiusura del concerto non sono stati «Pay in blood», «Early roman kings» e «Soon after midnight» e «Long and wasted years» ma, in quest'ordine: 15. Autumn Leaves - 16. Thunder On The Mountain - 17. Soon After Midnight - 18. Long and Wasted Years)

 

 
Giovedì 10 Maggio 2018

Talkin' 10474 - tuttologo.01

Oggetto: Concerto 3/4/2018 Roma, Auditorium

Segnalo a questo indirizzo il concerto di roma del 3 aprile (La prima serata romana) in versione semi-integrale (Manca soltanto il bis). Finalmente qualcuno si è deciso a metterlo dall’inizio dopo che sono comparsi tutti pezzetti. ECCO L’INDIRIZZO:

https://www.youtube.com/watch?v=uBeOC1LXx5c&t=238s 

Ottimo Matteo, grazie per la segnalazione, loive long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10474 - dinve56

Oggetto: Le emozioni del concerto di Milano

Salve Mister,
le emozioni provate al concerto di Dylan a Milano sono state diverse da come le aspettavo, molto intense e concentrate, non monotone. All'inizio del concerto ho provato orgogliosa felicità perchè riconoscevo tutte le canzoni di cui ricordavo anche parte del testo e mi sono detta che un anno e mezzo di ascolto e letture non era stato vano: ero una spettatrice-ascoltatrice consapevole. L'emozione più intensa mi ha investito in pieno quando Bobby ha cantato "Melancholy mood"; ho sentito la sua anima che si sprigionava attraverso la voce ed afferrava la mia anima sulla nota elegiaca dei ricordi che addolciscono le passioni e i tumulti della vita che hai alle spalle e mi è parso che quella canzone l'abbia proprio cantata per me. Mi sono un po' persa la parte centrale del concerto perchè non ho riconosciuto alcune canzoni ed onestamente credo di aver "ranzato" gli arrangiamenti di "Tangled up in blue" e "Desolation row"; il filo del concerto l'ho ripreso da "Love sick" e ho ascoltato pienamente fino agli splendidi bis. "Ballad of a thin man" è davvero epica e l'ho apprezzata anche più di "Blowin' in the wind". Ho capito che devo ancora ascoltare molto per padroneggiare i testi e la musica degli album successivi a "Under the red sky", ma sono già a buon punto da "Tempest" a "Triplicate" ed amo tantissimo "Fallen angels". Ancora una considerazione: la musica sovrastava troppo la voce di Bobby e secondo il mio modesto parere oggi è la sua voce, tra il cantato ed il recitativo, che deve avere più spazio. Non era ancora calato il sipario e sentivo già un po' di nostalgia per un evento troppo breve, tanto che avrei chiesto a questo ieratico e duro professor Dylan: "Canta ancora una canzone per me". Mentre tornavo a casa gli ultimi pensieri sono stati di grande ammirazione per l'indubbio spessore dell'opera di questo piccolo-grande uomo che dà ancora moltissimo al suo pubblico e che merita pienamente rispetto ed affetto. Alla prossima e lunga vita! Carla.

C'è sempre tempo per imparare Carla, non aver fretta, poco per volta e bene è meglio che tutto in un colpo e male. L'importante è ricordare l'emozione, quella non la dimenticherai facilmente! Anch'io ti auguro lunga vita ma soprattutto serena e felice. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10474 - chillera

Ciao Mr.Tambourine,
sto leggendo le varie notizie sullo scandalo del premio Nobel per la letteratura che quest’anno non verrà assegnato. La polemica sull’assegnazione a Dylan spunta un pò da tutti gli articoli, come fosse una malefatta!. A me non frega un c....o di tutte queste “inutili parole”, per me Dylan ha strameritato il premio punto e basta! Per ma Dylan ha cambiato il modo di raccontare il mondo, ma con la poesia e non con il giornalismo. Sei d’accordo?
Live long and prosper, Achille R.

Fondamentalmente sono completamente d’accordo con te anche se lo scandolo è veramente una cosa che va oltre l’immaginazione. Che il premio più serio e prezioso del mondo si sia rivelato un covo di briganti, molestatori, allibratori e via con cose del genere lascia completamente di stucco. Purtroppo, come si suol dire, questo passava il convento, e stai a vedere che Bob era stato informato a priori di tutte queste porcherie e chi ci dice che il suo strano comportamento con gli accademici svedesi non sia stato dovuto proprio a questo? Naturalmente Dylan non è così pazzo da sputare su un milione di dollari, l’ha preso ed intascato (ed ha fatto bene aggiungo io) ma a modo suo ed alle sue condizioni. Ha così dimostrato che la Banda Bassotti si era intrufolata fra gli accademici di Svezia e non solo nel deposito d’oro di Zio Paperone. Che tristezza dover leggere e venire a conoscenza di comportamenti del genere, anzi, potremmo dire “degenere” usando un eufemismo. Ma poi ripenso che al momento anche noi abbiamo dei rappresentanti politici che teoricamente dovrebbero agire per il nostro bene e non riesco a capire perchè dopo due mesi non abbiamo ancora un governo serio. Questi signori hanno chiaramente dimostrato che a loro di noi non gliene frega una minchia del popolo che siamo noi, e allora perchè scandalizzarsi solo perchè qualcuno ha allungato le mani su nobili e titolati sederi o se ha venduto agli allibratori notizie in anteprima in modo da intascare un pò di soldini? In fondo sono tutte persone senza senso di responsabilità, gente che vive su un altro pianeta e che si guarda bene dal tornare al pianeta d’origine perchè ci sarebbero troppi problemi da affrontare e risolvere, quindi meglio restare dove sono, parlare a vanvera e considerare gli italiani come degli imbecilli. L’Accademia di Svezia ha dimostrato che tutto il mondo è paese, e che paese che vai merda che trovi. Triste doverlo constatare, ma tragicamente vero!
Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Mercoledì 9 Maggio 2018

Bob Dylan, suggestioni e stravolgimenti all'Arena di Verona                  clicca qui

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Bob Dylan, (psico)analisi letteraria del Nobel del rock                             clicca qui

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Joan Baez: "Basta tour"                                                                             clicca qui

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All'asta alcuni cimeli della storia del rock                                                 clicca qui

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"L'Accademia del Nobel? Un gerontocomio che premia canzonette"     clicca qui

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Chiuso per molestie, così tramonta la farsa del Nobel                            clicca qui

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Le ceneri del premio Nobel                                                                       clicca qui

 

 
Martedì 8 Maggio 2018

Talkin' 10474 - The Mighty Quinn

Oggetto: Kantos

Gentilissimo Mr. Tambourine,
sto leggendo le e-mail che vengono inviate al tuo prestigioso sito. Kantos (Talkin'
10466) in particolare ha scritto quel che avrei voluto scriverti su Things have changed. Giorni fa un altro internauta scriveva dopo il concerto di Genova "Caro Bob hai sempre avuto ragione tu", anche lì mi trovo d'accordo. Voglio segnalare che Dylan sta comunque tenendo alcune caratteristiche del neverending tour, in particolare sta riscrivendo sera dopo sera Tangled up in blue. Non è mai uno spettacolo rigidamente preordinato. Ci regala sempre un poco di improvvisazione qua e là. Al di là delle difficoltà fisiche la voce a tratti è splendida, roba da anni settanta quasi. Un concerto che scalda il cuore. Uno spettacolo dai temi tristi, canzoni che affiorano da tempi andati, di nostalgia di tempi più semplici e carichi di speranza rispetto ai nostri quelli del "lonesome " sentire ma che invece lascia tanta serenità. Mi è venuta in mente Mississippi (una canzone capolavoro termine di una triologia Tangled up in blue, Brownsville girl, Mississippi) ove Dylan canta un po' crooner un po' lui di non avere rancori per chi ha navigato con lui.
Quando e se mi si spegneranno le note di questo concerto voglio analizzare gli ultimi tre\ quattro dischi, perché credo che un tema ricorrente sia quello degli affondati. In Long and wasted years, ho notato la ingenua illusione di chi si è felicemente sposato, con grandi illusioni e si ritrova su un letto sfatto senza nulla da dirsi, così in Mississippi, per chi parte per la città con tanti legittimi sogni e si ritrova anni dopo con una valigia da fare e un sacco di sogni affondati.
Storie di normali sconfitte. Quelle della maggior parte di noi umani, temi checoviani e carveriani.
Ciao!!!! Quinn.

Grazie Quinn, concordo con le tue parole. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10473 - zoppasm

Oggetto: Bob Dylan su Ulisse, il magazine di Alitalia

https://medium.com/mitologie-a-confronto/bob-dylan-e-litalia-f5620090d3b5

Ciao, Marco

 

Grazie per la segnalazione Marco, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10472 - mattetu

Ho notato che qualcuno ha caricato il concerto del 3/4 all' auditorium in versione quasi integrale (manca solo il bis) in qualità abbastanza buona a questo indirizzo:

https://www.youtube.com/watch?v=uBeOC1LXx5c&t=1516s 

Dopo averlo ascolato mi sono resa conto di come sia di fattura superiore rispetto alle esibizioni del 4 e del 5.

Grazie per la segnalazione, alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10471 - samuconf93

Ciao carissimo Mr. Tambourine!
Nel salutare te e tutti i membri della mitica Farm volevo dire che ho girato io il video di Bob nel backstage di Verona. Il Nostro esce dal bus sempre intorno alle 20 e l’ho atteso con ansia dietro le transenne: sembrava molto in forma. Ho potuto poi ammirarlo nell’Arena a soli pochi metri di distanza da lui (ero in terza fila di fronte al pianoforte). Concerto stupendo.

Ne approfitto per dirti che il 1º Dylan Day forlivese si terrà ufficialmente venerdì 25 maggio. A giorni ti invierò la locandina ufficiale!

Un abbraccio, Samuele

Giustissima precisazione, dare a Cesare quello che è di Cesare ed a Samuele quello che è di Samuele! Resto in attesa della locandina, alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Lunedì 7 Maggio 2018

Talkin' 10470 - iosella.sommovigo

Ho letto in molte recensioni riferimenti alle condizioni fisiche di Bob Dylan e alla sua difficoltà a camminare e a muoversi. Anch’io avevo notato questo al concerto di Roma. Ho avuto poi la fortuna di assistere ai concerti di Milano e di Verona. Splendidi, voce magica, presenza magnetica, grande intesa con i musicisti, tutti suonano in modo superbo. Tutte cose ribadite già dagli altri in modo molto più efficace. Però ho notato una cosa. Mi è capitato di vedere uscire Dylan dagli Arcimboldi dopo lo spettacolo e vi posso assicurare che cammina in modo spedito e ben diritto. L’ho visto solo di schiena, con ancora gli abiti di scena mentre si dirigeva svelto al bus. Non c’era alcuna incertezza nei suoi movimenti. Lo stesso a Verona. L’ho visto mentre scendeva dal Suv, ben nascosto dal cappuccio, ma anche in quel caso non c’era incertezza nel camminare, come in effetti si nota sul palco. Mi viene da pensare che questo sia il suo modo di muoversi sul palco, forse con circospezione e cautela per non cadere, come è avvenuto ad altri musicisti, o forse perché è una persona schiva e solitario e non ama la folla. Il motivo non lo posso sapere, ma quando non è sul palco cammina senza incertezze. E questo mi fa ben piacere perché spero, come tutti voi, di rivedere Dylan ancora cento e cento volte sui palchi. Lunga vita e prosperità a tutti. Iosella.

Ciao Iosella, testimonianza più che fedele la tua, niente può testimoniare questo tipo di cose meglio degli occhi, vedi e capisci. Ti ringrazio e ti dico che credo anch'io che la sua apparente difficoltà sul palco potrebbe essere dovuta a cautela per non inciampare e cadere, la scena attuale non è molto illuminata e quindi inciampare in un filo è facilissimo, altro motivo potrebbe essere la stanchezza fisica che alla sua età e dopo 2 mesi di tour è più che umano avvertire, e terzo potrebbe anche essere un atteggiamento che gli viene spontaneo, come quello di stare sempre a gambe divaricate. Ma in fondo che conta è quello che si vede, tu ed altri l' avete visto camminare normalmente, quindi sgomberiamo il campo da ipotesi preoccupanti ed ingiustificate. Lo riaspettiamo tutti l'anno venturo per nuovi concerti, per aver la possibilità di condividere ancora con lui tempo e spazio. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10469 - farinaandrea18

Oggetto: Never ending tour....never ended love

Buongiorno Maggie's Farm !!......E' la prima volta che Vi scrivo pur essendo un assiduo frequentatore di questo splendido sito ormai da svariati anni. Scrivo dopo aver visto il mio 12° DYLAN-live (Genova 25/4), ho cominciato il mio personale never ended tour quando avevo solo sedici anni (avignone 1981), ho visto il grande BOB nel tour insieme a SANTANA e JOAN BAEZ, l' ho visto insieme a VAN MORRISON, l' ho visto in tutte le salse ma ancora adesso che sono ormai oltre i 52 non finisco di emozionarmi ed esaltarmi quando ascolto la sua unica/magica voce.
Ho conosciuto Dylan attraverso le musicassette che portava a casa mia sorella (5 anni piu' grande di me).....erano forse gli anni di SLOW TRAIN COMING, avevo comprato un "greatest hits" e mio ero innamorato delle canzoni piu "facili"...BLOWIN' IN THE WIND, HURRRICANE, KNOCKIN ON HEAVENS DOOR; facevo ancora le superiori quando insieme ad un amico decidemmo di imbarcarci su un pullman "organizzato" da una radio locale che ci portava fino ad Avignone (da Sanremo) per il concerto di BOB, ricordo ancora con emozione la presenza sul pulmann di una ragazza con lunghi capelli biondi che con una splendida voce e con la chitarra suonava e cantava "SARA". Gli ingredienti per far scoccare una scintilla c'erano quindi proprio tutti,la ragazza la persi di vista, ma l' amore per Mr, Zimmerman che mi accompagna da una vita forse esplose proprio li.

Ripartiamo dal fondo !!...Genova 2018 : concerto splendido a mio modo di vedere, ho trovato il suono della band molto intenso, compatto, potente (giudizi da appassionato ma non musicista-purtroppo), ho trovato la voce di BOBBY piu' nitida e grintosa che mai, sembrava proprio avesse voglia di farsi sentire (non sempre ho avuto questa sensazione); l' atmosfera anche grazie alla scenografia del palco era magica, io che sono per cosi' dire un "tranquillo impiegato di provincia" quando vedo e sento Bob perdo il controllo e ho dei seri problemi a star fermo sulla seggiolina senza potermi muovere al ritmo della musica (lo trovo innaturale), lo confesso Dylan mi trasforma, i miei vicini di posto hanno dovuto sopportare il mio continuo muovermi e i miei urletti e canti deliranti.
Cosa ci posso fare ?! ....... Forse è proprio per questo che sto scrivendo per confessare e condividere questa infinita passione, mentre scrivo ascolto JOHN WESLEY HARDING, e trovo che la voce del "nostro" sia qualcosa di prodigioso, intrisa di drammaticita, di ironia, di dolcezza, a volte piu' tagliente a volte piu' limpida o suadente; questa voce unica che mi ha rapito ancora fanciullo e che mi sono portato dietro senza sosta e senza mai smettere di emozionarmi fino ad una età piu che matura.
Chi ama Dylan lo fa senza se e senza ma, e' vero che forse e' scontroso, antipatico, che non comunica, che non ti lascia cantare le sue canzoni ai concerti.....ma Dio mio questo e' DYLAN !!! prendere o lasciare!!!
MI sono molto divertito all' uscita del concerto di Genova dove sulle scale del palazzetto c' era un tipo che con chitarra e armonica cantava in modo classico i pezzi piu famosi di Bob, io e parecchi altri ci siamo goduti la situazione cantando insieme a lui, ma questo happening imprevisto ha dato modo di ascoltare i commenti post concerto sull' esibizione di BOB, non mancavano i delusi che speravano di assistere ad una performance del genere anche all interno del palazzetto, un signore esclamava "se lo sapevo invece di spendere 90 euro me ne stavo qua fuori che mi divertivo di piu !!!.... ah ah ah".
Eh vabbe !!! Ci sta tutto, gente che non vedeva Dylan da anni, gente che se lo ricorda o immagina versione boy scout "fate l' amore non fate la guerra", mi spiace per loro, BOB DYLAN ogni giorno è una cosa diversa, nuova, inafferrabile, indecifrabile.......forse per questo il mio inseguirlo la mia voglia di sentirlo non finiscono mai.
Mi piacerebbe però sapere, magari proprio da voi di Maggie's Farm, qualcosa di piu sul DYLAN privato, su questo omino misterioso che ha 77 anni !!! Passa circa un terzo della sua vita su un pulmann in giro per il mondo per questo inspiegabile a affascinante .....tour senza fine.........a proposito sono anche io del parere che prima che il corpo lo abbandoni potremmo rivederlo ancora live....con la sua non voglia di comunicare, con la sua non voglia di spiegare, con la sua non voce che mentre scrivo mi fa ancora e sempre commuovere.
Un abbraccio a tutti......dylaniani,dylaniati,dylanologi. ANDREA, Sanremo 5/5/2018

Caro Andrea, spero di rileggerti ancora su queste pagine. Ho molto apprezzato quello che hai scritto, le tue parole sono intrise di amore dylaniano al di la di tutto, se canta bene, se canta male, se saluta, se non saluta, etc...etc...con le solite banalità, ovvietà, lamentele e lodi! Come dici tu su Bob ci sta tutto, ed i fans a volte si inventano frasi astruse solo per apparire più saccenti dei banali fans che di Bob sanno tutto! Purtoppo, se potessi sapere qualcosa sulla sua vita privata ti giuro che scriverei un libro, ma la realtà è che nessuno, a parte quelli che vivono e lavorano per lui, può sapere come si svolge la vita privata di Bob. Forse coloro che lo frequentano giorno dopo giorno possono conoscere le sue peculiarità materiali, come si esprime, quali sono o potrebbero essere le sue reazioni di fronte a diversi tipi di cose, ma sapere cosa pensa Bob credo sia impossibile anche ler loro. Dobbiamo accontentarci di quello che possiamo vedere sul palco, e già questo non è poco! Ricordo che moilti altri artisti alla sua età si sono già ritirati dalle scene da un bel pezzo, invece Bob, nel bene o nel male, nel bello o nel brutto, il suo centinaio di concerti lo spara tutti gli anni. Ti giuro che fare cento concerti in un anno è uno sforzo davvero notevole anche per un ventenne, figuriamoci per uno di 77 anni. Cento concerti all'anno significano in parole povere un concerto ogni tre/quattro giorni in luoghi diversi, nazioni e città diverse, cambiare cibo, aria, ambiente ed abitudini quasi tutti i giorni, e se anche se il tour/bus è senz'altro arredato meglio di casa mia e gli alberghi dove si ferma sono della migliore categoria, gli agi non tolgono certo la fatica di percorre ogni anno migliaia di chilomentri. Alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10468 - alberto.calogero

Oggetto: Barbara Belloni Band ed altro

Ciao Mr.Tambourine,
desidero innanzitutto ringraziare te ed Angelo per la talkin' 10453 con cui avete segnalato alla Farm il concerto della Barbara Belloni Band dedicato a Bob Dylan, band che non conoscevo prima. Senza questa segnalazione mi sarei perso un gran bel concerto che mi sono potuto godere ieri sera (4 maggio) al “Beavita” di Padova.
Tutta la band mi è piaciuta veramente tanto, a cominciare dalla cantante (voce grintosa, molto soul). Molto bravi ed affiatati tra loro anche gli altri 5 componenti della band (due chitarre elettriche, basso, batteria e tastiere). Hanno eseguito i brani in modo sentito, efficace ed asciutto, senza fronzoli inutili. Ottimi anche gli arrangiamenti dei brani di Dylan, non scontati, comprese le belle armonie vocali in alcuni pezzi da parte di tutti i musicisti della band.
Il concerto è iniziato con Tangled Up In Blue ed è finito con Like a Rolling Stone. In mezzo una scaletta ricca, tra cui mi ricordo in particolare Slow Train (la versione mi ha riportato alla mente quella con i Grateful Dead di “Dylan & The Dead”), Mr. Tambourine Man, The Man In Me (gran bella cover), Knockin’ On Heaven’s Door (è impresa ardua rifare questo pezzo, è facile cadere nell’effetto karaoke, ma la band di Barbara Belloni è riuscita pienamente nell’impresa con un’eccellente cover), This Wheel’s On Fire, Blind Willie McTell, Sweetheart Like You, Man Gave Names To All The Animals, Man In The Long Black Coat (mancavano solo i grilli!), Girl From The North Country, Ballad Of A Thin Man, All Along The Watchtower, The Weigth (di The Band, anche questa cover molto bella). Sicuramente ho dimenticato per strada qualche altro brano.
In conclusione, gran concerto e grande band che consiglio vivamente a tutti di non perdervi se vi capiterà l’occasione. Penso che anche a Bob sarebbero piaciuti molto!
Colgo infine l’occasione per dire due parole sulla talkin' 10458 di Michele Lenzi e sulla tua risposta.
Anch’io ho notato (al concerto di Jesolo dove sono stato giovedì 26 aprile e che mi è piaciuto tantissimo) e sono rimasto impressionato dalla netta differenza nel canto di Dylan quando esegue gli standards del repertorio sinatriano rispetto a quando canta le sue canzoni.
Ma non credo proprio che c’entri nulla la tecnologia. Credo invece che si tratti esclusivamente dell’approccio, direi religioso, di Dylan nell’affrontare quel repertorio di standards che per lui è “sacro”, come se in quei momenti del concerto aprisse il libro dei salmi. Ovviamente esagero, ma la sensazione che ho avuto durante il concerto è proprio questa ed è la stessa che ho avvertito quando ho ascoltato il primo capitolo della saga sinatriana (“Shadows In The Night”) su cui avevo scritto una talkin' a suo tempo.
Anche il fatto che solo per l’esecuzione di quei brani Bob si sposti al centro del palcoscenico armato solo dell’asta del microfono, rende l’idea del momento speciale che si apre durante il concerto quando canta quelle canzoni.
Penso inoltre che questo fatto confermi che Dylan non è per niente costretto dall’età o da altri accidenti a cantare le sue canzoni come le canta oggi in tour ma sceglie di cantarle così, è così che oggi le sente, le vive e quindi le esegue. Se volesse sarebbe ancora pienamente in grado di cantarle in modo fedele alle originarie linee melodiche, come fa con gli standards del repertorio di Sinatra.
Che ne pensi? Un caro saluto, Albert “Milkwood”


Allora caro Albert, per quello che riguarda la Barbara Belloni Band, il cui video si può vedere su youtube all'indirizzo linkato sotto:

https://www.youtube.com/watch?v=s-XyIo2ya58

Concordo con te, tutto molto buono, peccato che il suono della clip sia un pò "impastato", ma questo non è colpa della band ma di come e con cosa è stato registrato.

Invece per gli altri argomenti lasciami dire che ognuno di noi scrive le senzazioni e le impressioni come le sente, in parole spicciole tutte le opinioni sono ugualmente valide ed apprezzabili, ma sono pur sempre opinioni personali e qualche volta ci possono azzeccare e qualche volta inveve no. Anche tutto quello che scrivo io nelle mie risposte è solo il frutto del mio modo di vedere le cose (a parte quando cito avvenimenti dimostrati), quindi anch'io sono soggetto alle vostre critiche e contestazioni come chiunque manifesti un'idea personale sulla vita e sul lavoro di Bob. Spero di essere sempre il meno banale possibile e di saper essere interessante per coloro che leggono Maggie's Farm quotidianamente. Naturalmente, non avendo la verità in tasca, ammetto di essere fallibile come chiunque altro! Spero che nel caso dovessi scrivere qualche stupidata mi saprete comprendere e perdonare! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Sabato 5 Maggio 2018

Talkin' 10467 - catestef

Devo dire che è curiosa questa cosa di Dylan che si muove con problemi sul palco il perchè è nel video che ho visto.
Anche io che ero a Verona abbastanza vicino (nel parterre) al palco ho visto Dylan che si muoveva con difficoltà evidenti mentre camminava quelle poche volte che faceva la spola dal piano al microfono e cosi è stato anche al concerto di Roma.
Ne approfitto per dire che entrambi i concerti che ho visto sono stati belli e confezionati per il pubblico per essere belli, puliti e perfetti senza sbavature. Ritornando a Dylan aggiungo che anche quando sta al microfono in piedi sembra che fatichi ugualmente non solo quando cammina.
Però poi ho visto un piccolo video su youtube di Dylan che si avvia per entrare nell'arena di Verona e cammina a passo spedito. Comunque al di là di tutto a 77 anni Dylan sta più che in forma.


https://www.youtube.com/watch?v=QbbJKKGM1SM

Stefano C.

Ciao Stefano, mi sembra che nel video Bob, che è sceso dal Beat The Street-Bus per entrare in Arena, cammini normalmente e non a passo spedito. Certamente. come hanno notato in tanti, se fatica a muoversi normalmente sarà perchè probabilmente la stanchezza del tour si fa sentire, specie in un uomo di 77 anni. Come hai detto tu il concerto sembra confezionato su misura per evitare sbavature ed imprecisioni, ma mi fa pensare che tutto questo faccia perdere allo spettacolo un pò di freschezza e spontaneità, togliere l'imprevedibilità a Dylan è stato come il passaggio in Formula 1 dai motori aspirati agli attuali ibridi turbocompressi che ha smorzato l'urlo dei motori con grande penalità per lo spettacolo. Lo show di Bob è ora quasi perfetto (la perfezione dipende molto anche dalle caratteristiche delle venues, da come "suonano", da come smorzano gli echi evitando sovrapposizioni fastidiose di suoni), come uno spettacolo teatrale nel quale gli attori recitano all'infinito le stesse battute ogni sera, e per quanto uno possa essere un bravo attore alla lunga perde in spontaneità. Però, leggendo le recensioni dei concerti di quest'anno, sembra che alla lunga questo show "preconfezionato" abbia dato risultati eccellenti e di alto gradimento da parte del pubblico, perciò, visto che piace alla maggior parte della gente va bene così. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10466 - Kantos

Oggetto: Bobby come sta?

Salve a tutti, scrivo dopo i messaggi di The mighty quinn e di Tiziano (talkin' 10454-459), che riflettevano/si interrogavano sulle condizioni fisiche complessive, voce compresa, del nostro, fermo restando il livello altissimo degli ultimi concerti, come da unanimi recensioni di stampa, anche straniera (bellissime soprattutto le recensioni di area tedesco-austriaca, dedicate a quello che è chiamato, semplicemente, Meister, Maestro).

Io ero agli Arcimboldi, piuttosto vicino come postazione, e ho potuto seguire con oggettivo (sia pur commosso) interesse anche quanto segnalato dagli amici nelle loro note. Il pathos della serata milanese, che teneva profondamente avvinto il pubblico, era dato anche dalla discrepanza tra un carisma artistico-umano eccezionale e uno stato fisico che mi è parso realisticamente provato, comunque in linea con gli anni e con una vita di sicuro non al risparmio. Dylan sembra muoversi a fatica, con problemi di deambulazione e di postura; di profilo risulta molto curvo, con una testa sproporzionata rispetto al corpo gracile, tanto che, sul momento, ho pensato a un famoso ritratto leopardiano. His band lo segue meravigliosamente, in modo molto vigile, e non solo sul semplice piano musicale.
L'eleganza complessiva della scena, con tutto armonizzato (colori, luci, abbigliamento, suoni, voci) è di quelle che non si dimenticano; nel fondale scuro, spiccavano tre cose: la gran massa ricciuta dei capelli, ben acconciati; il busto di alabastro della poesia; gli stivali texani bianchi che non hanno smesso un attimo di vibrare e di trasmettere il ritmo all'intera sala, ribadendo a Dylan la paternità della musica contemporanea.
La concentrazione e la lucidità intellettuale, psicologica e artistica di Dylan sono assolute e invidiabili; anzi, risultano, alla luce delle sue difficoltà fisiche, francamente ammirevoli, con la percezione di una grande coscienza professionale e di un carisma generosamente offerto al suo pubblico. che diavolo avrebbe dovuto dire Dylan durante lo spettacolo più di quello che la sua arte già esprimeva e che la sua abnegazione metteva a disposizione degli altri? insomma, chi doveva dire "grazie": lui, o al contrario noi? ma questa è tutta la sua vita, ed era evidente che arte e vita correranno parallele per quanto gli sarà dato.
La voce certo era logora, ma anche piacevolmente brunita, con un eccellente fraseggio, e in alcuni momenti era declamatoria come si addice a un bardo padrone assoluto del suo mestiere e ben consapevole del proprio ruolo e del proprio magistero, che intende orgogliosamente onorare. Rispetto ad anni addietro non c'era quel tono nasale querulo e persino sgradevole. Vocal coaching attento? Microfono di ultima generazione? Interventi alle corde vocali o al setto nasale? Cosa importa saperlo, di fronte a una serata eccezionale alla quale abbiamo avuto il privilegio di partecipare.
Da ultimo, una riflessione sulla scaletta. Certo, l'esordio fa ben presente che i tempi sono cambiati e la gente è impazzita e dunque non ci crediamo più tanto alla possibilità di incidere sulle cose, ma la conclusione martellata del bis inchioda in modo perentorio, come fossero le trombe del giudizio, i nostri compromessi, le nostre ignavie quotidiane, il nostro chiudere gli occhi da benpensanti pseudo-intellettuali. Dylan, insomma, è ritornato, anzi, non se ne è mai andato e, persino, non se ne andrà mai via. vero, Mr. Jones?
buona giornata, Antonia.

Grazie Antonia, avrei voluto aggiungere qualcosa ma hai già detto tutto tu!!! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10465 - dinve56

Oggetto: Dylan ancora in Italia?

Salve Mister,
credo e spero che Bob torni in Italia. Non so se abbia manifestato stanchezza, perchè al teatro degli Arcimboldi non ho potuto vederlo da vicino; dal posto che occupavo ho appena intravisto l'inconfondibile testa riccia, ma per me è stato importante sentirlo dal vivo, poichè credo che comunichi attraverso l'ascolto e non attraverso la vista. La sua voce non la dimenticherò e spero di riascoltarla. Tutti noi lo ammiriamo e lo aspettiamo ancora nel nostro Paese. Lunga vita! Carla.

Cara Carla, finalmente hai potuto vedere e sentire Bob. Son certo che per te sia stata una esperienza entusiasmente. Per quanto concerne il suo ritorno nel Bel Paese dipende dalla salute di Bob, se in futuro sarà in forze come ora puoi star certa che lo rivedremo ancora! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10464 - madiatto

Oggetto: Concerto di Genova

Ciao Mr Tambourine,
ti scrivo per dare notizia di un episodio curioso capitato in occasione del concerto genovese (concerto magnifico!).
Faccio parte dell'orchestra del teatro lirico della città, il Carlo Felice. La mattina dopo il concerto di Bob, durante la prova con l'orchestra il direttore - l'australiano Daniel Smith - commette qualche errore di concentrazione, dopodiché si ferma e "confessa" tutto: la sera precedente al concerto di Dylan Tony Garnier si è presentato in teatro ed ha assistito alla prova della Traviata che vi si stava svolgendo.
Pare che sia un grande melomane, ed è rimasto entusiasta dello spettacolo. Dopodiché ha invitato il Maestro al concerto e... alla successiva festa organizzata probabilmente per pochi intimi!
Smith naturalmente non ha voluto scendere nei dettagli ma ha lasciato intendere che ne stava ancora scontando i postumi!

P.S. Dylan alla festa non si è fatto vedere, è salito sul palco all'ultimo istante ed era già sul pulmann appena riaccese le luci del palazzetto... solitary man!

Ti allego due foto di Tony Garnier in visita al teatro Carlo Felice (dalla pagina facebook del Teatro)

Marco65


   

Grazie Marco, le curiosità sono sempre molto gradite dai nostri lettori! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Venerdì 4 Maggio 2018

Talkin' 10463 - mauriziolongo

Oggetto: Verona

Ciao Mr.Tambourine,
dopo la serata per pochi intimi, tipo Supper Club, di Jesolo ieri in Arena a Verona c'era il pubblico delle grandi occasioni e nonostante questo, il nostro non si è scomposto di un millimetro e ha fatto lo stesso show della sera prima senza concessioni particolari, nonostante fosse l'ultimo show del tour.
La memoria è volata a 34 anni fà al primo concerto italiano, allora quindicenne non stavo nella pelle ed il concerto fu il disastro che tutti ricordiamo, ieri sera nelle stesse gradinate di allora mi sono goduto uno spettacolo perfetto, senza la tensione di allora e con un Dylan totalmente diverso e molto più accattivante..... dell'84 rimpiango solo gli anni che avevo!
L'Arena era piena, ma diciamo che si stava molto comodi ed il pubblico è stato come al solito composto, non c'è stata la ressa sotto il palco nei bis, come a Jesolo, e tutto è filato liscio.
Gli highlight di questo tour sono certamente stati "Thunder on the Mountain" (che è riuscita a scaldare anche Verona), "Desolation Row", "Don't Think Twice" (accolta sempre da ovazioni) e per me "Tryin' to Get to Heaven", che adoro.
Ho visto tre concerti simili, ma non uguali e dopo la "litigata" che ho fatto a Lucca nel 2015 con il nostro eroe, adesso ho fatto pace ! Alla prossima.

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Talkin' 10462 - sebastiano.giulia

Oggetto: Verona.....e questa???

Una bella serata all'Arena di Verona: il sole scende lentamente ma colora di un caldo oro l' Arena che va via via riempiendosi, gli ultimi frettolosi che prendono posto in platea due minuti prima dell'inizio, il cielo si scurisce per lasciare brillare la luna che illumina il pubblico con la sua pallida luce. E via con il concerto. Dotato stavolta di un buon cannocchiale, dall'alto delle gradinate me le sono visto quasi "da qui a lì": ho colto alcune espressioni veramente potenti del volto, nei momenti più intensi del suo cantare, che indicavano una vera partecipazione al brano, e non la noia e la piattezza che alcuni spettatori (quasi certamente lì perché "Sai, sono venuto a vedere questo Nobel...") hanno commentato alla fine. E' stato un buon concerto, alla pari di quello di Mantova a detta di tutti noi compagni di concerti, e apprezzato da una coppia di tedeschi seduti vicini a me che si sfidavano a riconoscere i brani, comunque da un marchigiano sessantasettenne che pareva conoscere tutto di Bob (ma si capiva appena letto da qualche generico sito internet). Anche se in buon numero, ho notato che c'erano meno giovani rispetto ad altre occasioni. Beh, siamo rimasti soddisfatti anche questo giro e lasciandoci ci siamo chiesti cosa ci potrebbe riservare per il prossimo futuro.

E tornato a casa, il mattino dopo mio figlio mi manda una mail con questo oggetto: bob drinks"

https://www.nytimes.com/2018/04/28/business/media/bob-dylan-heavens-door.html

Vedete voi! Riccardo.

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Talkin' 10461 - paolo.manclossi

Dopo aver visto il concerto agli Arcimboldi con il nostro in ottima serata e con versioni tra le piu' belle da me sentite nel corso degli anni mi sono gustato la bellissima esibizione all'Arena di Verona. Un Dylan in grande serata ha cantato o meglio ha declamato le sue canzoni rasentando la perfezione espressiva con il supporto di una band eccezionale che sappiamo capace di suonare ogni genere possibile con eguale maestria, blindata, salvo rari momenti, a fare da accompagnamento ma con riff solistici di effetto. Ma soprattutto un Dylan in grande serata capace di convogliare su di se' emizioni forti. Tra piccole perle sparse a brillare su tutte come una come una canzone nuova diversa dall'originale "Tryn' To Get To Heaven"....una magica "Desolation Row"...una "Long and Wasted Years" coinvolgente e a chiudere il cerchio una "Ballad Of Thin Man" magistrale. Ma tutto il concerto e' stato un grande concerto.

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Talkin' 10460 - giorgio.malesani

Oggetto: Dylan in Arena

Ciao amici di MF. Sono Giorgio da Verona e ovviamente... ero al concerto di Bob in Arena. Splendido concerto, ovviamente per chi ama Dylan e lo conosce. La voce di Bob risonava perfettamente, cosi' come il suono della band, grazie anche all'acustica dell' Arena di Verona che, come si sa, e' la migliore del mondo. Si puo' suonare e cantare in acustico anche senza microfono ed amplificatore. Lo sapevate? Alcune persone al mio fianco erano andate ai concerti di Milano e Mantova e hanno detto che la voce ed il suono non erano a tale livello. Puo' darsi lo stesso che Bob faccia uso di qualche strumento ma non credo. Non suonando il pianoforte si concede maggior concentrazione di energia nella voce. Piuttosto, non riesce a camminare. Si alza e risiede al buio ed usa l'asta del microfono anche come sostegno. Cos'ha alle gambe? Io so che Bob e' sempre andato a cavallo per passione. Tanti fantini hanno problemi alle gambe come tanti calciatori. Speriamo non abbia nulla di serio!
A presto, Giorgio da Verona
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Giovedì 3 Maggio 2018

Talkin' 10459 - xxxxxxx.xxxxx

Oggetto: Difficoltà

Ciao Mister Tambourine,
relativamente ad una e-mail da te pubblicata di uno spettatore di Jesolo (Talkin'
10454 - memento69) vorrei confermarti che anche a Genova Dylan si è mosso con molta fatica tra un microfono e l'altro. Ne ha fatto cadere anche uno involontariamente. A riguardo ritengo per inciso sia utopico pensare che possa suonare la chitarra se non da seduto, per un pezzo o due. Anche Tony Garnier che ho rivisto dopo qualche anno seppur in ottima forma è apparso ingobbito da anni e anni con il basso in spalla. Poca roba rispetto a Bob, ma mi ha fatto pensare, riflettere. Si pensa sempre che questa gente faccia la vita che tanti vorrebbero fare, ma la vita segna anche loro, giorno dopo giorno.
Comunque Bob è stato stupendo. Soon after Mignight è stata splendida, stupenda Don't think twice, e tutte le altre, vecchie e nuove.
Rds arena ben piena, gremita. Sono ancora ricolmo di tanta bellezza. Penso, credo che sia l'ultima volta di Dylan in Italia, penso sia per questo che ha aggiunto le tre date sulla Genova\ Venezia. Ma vedremo.
Things have changed come canzone singola, fa ragionare sui nuovi tempi che oggi viviamo. Ci sono tanti luoghi comuni su Bob, ma uno è acclarato: è sempre stato ed è un profeta. Ha sempre visto le cose prima anche in questa bellissima canzone in cui gioca su Times e Changin'. Inutile mi dilunghi.
Grande Genova, chi la conosce sa che sorprende sempre per organizzazione, nessuno penserebbe di uscire in men che non si dica da quello che da fuori sembra un groviglio di strade inintelliggibile, invece è tutto molto più semplice di quel che sembra. La gente poi dell' Italia costiera è proprio diversa da chi vive nell'Italia Pedemontana.
Grande serata, la porterò con me per sempre!
The Mighty Quinn


Ciao grande Quinn, come vedi ho rispettato il tuo desiderio di anonimato. Come ho già detto gli anni pesano e quando si è oltre i 70 pesano il doppio, si perde il vigore fisico a vista d'occhio e non puoi farci niente. Dylan, per quanto eccezionale come mente, è pur sempre un uomo come tutti noi, soggetto alle leggi fisiche che ci obbligano ad un  regresso più o meno veloce, quindi anche lui, sottoposto agli sforzi di un tour di due mesi credo ne risenta più di altri suoi colleghi più giovani. Non ci si può far niente, è un peccato ma purtroppo è una cosa che tutti devono accettare. Non giurerei che questa sia stata l'ultima volta che Dylan è venuto in Italia, io credo che continui questa vit,a potremmo dire zingaresca (nel senso del girivago), finchè una malattia non lo blocchi seriamente, e se avrà la fortuna di non subire malattie, una sera o l'altra, si accascerà sul palco sorridendo dando così l'addio ai suoi fans proprio come ha sempre desiderato. Con Dylan mai dire mai, io credo che se tutto continua come oggi avremo l'occasione di rivederlo ancora sui nostri palchi. Alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10458 - mike.lenzi

Ho assistito al concerto di Dylan all'Arena di Verona. Mi sorge un piccolo dubbio. Quando Dylan ha cantato i pezzi standards al centro del palco mi è sembrato che la voce sia stata un pò più pulita, più intonata come se il microfono fosse stato "tarato" per quei pezzi. Spazzo subito via un concetto: non parlo assolutamente di playback.
Michele Lenzi

Caro Michele, oggi ci sono decine di effetti elettronici che servono a migliorare la voce ed eliminare imperfezioni o piccoli cali e piccole eccedenze di intonazione. Certamente il più efficace è "Auto-Tune", un software creato dalla Antares Audio Technologies nel 1997 per manipolazione audio che permette di correggere l' intonazione o mascherare piccoli errori o imperfezioni della voce. Poi ci sono i "Vocal Harmonizer" che servono a raddoppiare la voce (come se fossero due persone a cantare nella stessa identica tonalità e timbrica all'unisono, oppure associare la propria voce ad altre generate artificialmente per creare armonie corali. Naturalmente sono aiuti notevoli, eticamente discutibili, ma i risultati sono sempre belli e quindi molti cantanti professionisti fanno uso di questi aiuti artificiali. Certamente ricordiamo che tre o quattro anni fa la voce di Dylan era proprio "rotta", disarmonica e che spesso non riusciva a tenere le note senza mettere in evidenza piccoli difetti di calo di intonazione. Poi l'anno dopo si ripresentò con una voce bella piena, non più calante, più corposa, tant'è vero che anch'io ipotizzai un intervento alle corde vocali che avesse ripulito la voce di Bob. Se vuoi sentire la differenza tra una voce normale ed una filtrata con l'Auto Tune clicca il link sotto:

https://www.youtube.com/watch?v=pg9rviCpopw

In conclusione non escluderei che anche Dylan ora faccia uso di un auto tune e di qualche tipo di armonizzatore vocale, nei dischi tutti i cantanti usano questi accorgimenti e negli ultimi anni anche cantanti famosissimi hanno dichiarato di fare uso di questo effetto anche dal vivo, quindi perchè stupirsi se la voce odierna di Bob sembra molto più bella di quella di alcuni anni fa. L'auto tune non cambia la voce o il charisma o la suggestività della voce, migliora solo la pienezza timbrica e corregge i piccoli difetti di intonazione, quindi perchè no? Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10457 - zoppasm

https://medium.com/mitologie-a-confronto/leonard-cohen-bob-dylan-e-il-cristianesimo-182a43e7f930

Un saluto, Marco.

Grazie per la segnalazione, live long and propser, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Mercoledì 2 Maggio 2018

Talkin' 10456 - barbarabelloni

Salve, desideravamo ringraziarvi per la segnalazione del nostro concerto del prossimo 3 maggio (non 3 aprile, come indicato) sul sito maggiesfarm.eu!
Il contesto è veramente di classe, dato che la cantina Fasol&Menin è particolarmente rinomata ed anche famosa per ospitare diverse realtà musicali, per cui per noi non può che essere un onore!
Vi segnaliamo anche che il giorno dopo siamo a Padova, al BeaVita Pub di via Palestro 62/1.

Grazie ancora e, come dite anche voi, live long and prosper, Mr. Tambourine! :-)

Barbara Belloni Band

Ciao Barbara, per la Fattoria è un dovere ed un piacere segnalare ogni evento che riguarda Bob, auguro a te ed alla tua band una bellissima serata! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10455 - mauriziolongo

Oggetto: Jesolo

Ciao Mr.Tambourine,
Il concerto di Jesolo è stato il pìù intimo che ricordo di aver visto, poco pubblico e palazzetto mignon, chiamarla arena è un'esagerazione!
Arrivo a Jesolo dopo una giornata di lavoro in Emilia, scendo dall'auto e sento subito l'aria di mare, del mio mare, visto che da una vita vado a rifarmi la tinta nelle spiagge jesolane.
Incontro Antonio Terni della cantina Le Terrazze, produttore del vino autografato da Dylan, Sexton passa inosservato tra la fila all'ingresso, il pubblico è per lo più locale e come ripeto spesso è stato un pò freddino, i miei conterranei sono dei "diesel", ci mettono tempo a scaldarsi!
Concerto ottimo, la band gira a meraviglia e il nostro è in forma, stessa scaletta di Mantova ma esecuzioni molto più precise, Love Sick stupenda e anche il finale di Ballad of a Thin Man è stato bello.
Nella strada di casa mi ritrovo davanti i due pullman neri Beat the Street che portano via Dylan, che strano vederli in queste strade, chi l'avrebbe mai detto.... e domani sera Verona, per chiudere il cerchio.

 

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Talkin' 10454 - memento69

Oggetto: Concerto di Jesolo

Ciao Mr. Tambourine Man.
Sono un seguitore seriale del sito da ormai diversi anni e colgo l'occasione per farti i complimenti perchè grazie a te e al tuo costante lavoro riesci a farci iniziare la giornata, collegandosi al tuo sito, con news, aneddoti e quant'altro riguardo al nostro Bob.
Ieri sera sono stato al concerto di Jesolo e volevo darti la mia impressione: il concerto l'ho trovato emozionante, raccolto, intimo come mai mi era capitato; Bob ha cantato con una voce che pensando alle esibizioni degli anni passati credo che tutti fossimo convinti non potesse mai apparternergli. Don't think twice, Simple twist of fate e Desolation Row sono state a mio modesto parere il clou della serata sia per l'importanza dei testi sia per l'emozione che mi hanno trasmesso. Anche i pezzi sinatriani li ho molto apprezzati; e il tutto naturalmente accompagnato da una band ormai molto affiatata. Bob quasi sempre seduto al piano, alle volte riusciva a sovrastare la band col suo pianoforte e mentre lo vedevo suonare con energia sembrava di tornare a metà anni 60 col suo modo di fare da nevrotico impazzito; cosa molto gradita quindi.:)
La serata però mi ha lasciato anche una nota malinconica; mentre faceva i pezzi in piedi al centro del palco, questi sono stati solo 3, ho notato che faceva fatica a rimanere in piedi e quando terminato il brano le luci calavano sul palco si scorgeva la sua sagoma trascinarsi con una certa fatica a prendere posto nuovamente al piano. Volevo chiedere se anche altri Farmers che hanno assistito ai recenti concerti hanno notato anche loro questa sua difficoltà nel restare in piedi e nel camminare. Spero sia solo una mia impressione ma ho avuto conferma anche da altri miei amici che erano più vicini al palco rispetto a me.
Purtroppo il tempo scorre quindi.... LIVE LONG AND PROSPER BOB. E naturalmente anche te Mr.Tambourine.
Saluti, Tiziano.

Ciao Tiziano, non dobbiamo dimenticare che Bob si sta dirigendo a grandi passi (perchè quando si è in età avanzata il tempo scorre molto più velocemente del solito) verso gli 80 anni, quindi non c'è da stupirsi se a volte sembra molto affaticato ed in difficioltà. Teniamo presente che era anche alla fine del tratto europeo del tour 2018 dopo 26 date in due mesi. Nemmeno Bob riesce a fare miracoli!!! Grazie per la tua testimonianza, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Bob produrrà il whiskey “Heaven’s door”

         

Il nostro Bob ha iniziato una nuova avventura, è diventato anche produttore di whiskey.
Dylan ha sempre mostrato interesse verso questo ramo di attività già alcuni anni fa, quando depositò la domanda per registrare il marchio “bootleg whisky“ nel 2015 e la richiesta venne notata da un suo fan e imprenditore del settore Marc Bushala.
Da quel momento Bushala cercò di convincerlo a produrre whiskey e la sua insistenza è stata premiata ora che Dylan ha cambiato nome suo al marchio, “bootleg whiskey” significava “whiskey di contrabbando”, nome non certamente adatto ad un produttore Premio Nobel. Così ora il marchio si chiama “Heaven’s door”, più in armonia dylaniana. Dylan non si è soltanto limitato a registrare il nuovo marchio ma ha voluto diventare socio a tutti gli effetti di Bushala.


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Più che rockstar Bob Dylan ora è un brand(y)                                        clicca qui

Dylan: dal Nobel a produttore di whiskey: business da 35 milioni $     clicca qui

Bob Dylan lancia il suo nuovo marchio di whisky                                 clicca qui

Bob Dylan lancia l'Heaven's Door Whiskey                                            clicca qui

Arriva il whiskey da Nobel targato Bob Dylan                                        clicca qui

 

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