MAGGIE'S FARM - SITO ITALIANO DI BOB DYLAN

             

           

SITO ITALIANO DEDICATO A BOB DYLAN

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Giovedì 18 Luglio 2019

Talkin' 10757 - zoppasm 

Ciao Mr Tambourine,
ecco un'intervista con Richard F. Thomas:

https://medium.com/mitologie-a-confronto/why-bob-dylan-matters-59e1fd72138b

Marco

Grazie Marco, davvero interessante la tua intervista, molti Maggiesfarmers la leggeranno con piacere! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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La storia di The Basement Tapes e Music From The Big Pink                             clicca qui

 

 
Mercoledì 17 Luglio 2019

Talkin' 10756 - miscio.tux 

Oggetto: Ancora su Scorsese

Caro Mr.Tambourine,
innanzitutto un grazie a Francesco Alunni, che ha detto alcune fra le cose più equilibrate e sensate che io abbia letto sul “documentario” di Scorsese. Chiaramente è probabile che l'intento del regista fosse proprio quello, orientato alla economia narrativa dell'argomento trattato, e non come suggerivo io, quello di trascinare il discorso verso una riflessione generale sul “postmoderno”. Inoltre è noto che Scorsese ama infarcire i propri film di citazioni prese dalla storia del cinema, un pò perché ne è innamorato e un pò anche per intenti didascalici verso il pubblico. Tuttavia al di là degli intenti di Scorsese resta un quesito di carattere generale, perché è vero che il cinema è finzione, ma l'argomento di un documentario non è la fiction, ma la storia. Inoltre il mio suggerimento era quello di spostare l'attenzione piuttosto su Dylan, che come sappiamo ha usato il fake a piene mani. E allora il quesito suona così: perché il racconto della realtà, persino all'interno di un documentario, è più efficace quando usiamo la finzione? Perché l'uso della finzione, da artificio dell'avanguardia diventa strumento di uso comune? Quali trasformazioni nella percezione collettiva hanno reso possibile questo risultato? E' ipotizzabile, per riprendere il discorso accennato da Gebianchi, che la decostruzione sia ciò che deve diventare la critica quando la critica non è più efficace o praticabile? (Uso il termine “decostruzione” nel senso intuitivo di analisi approfondita degli elementi costituenti piuttosto che in quello di Derrida, (se volete sapere chi è Derrida cliccate https://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Derrida , che per me è incomprensibile e persino un pò mistico.) Sapete che sono pigro, e se nessuno mi aiuta a rispondere a queste domande le accantono, almeno per il momento, anche perché qui dobbiamo parlare del documentario di Scorsese. Al riguardo, è quanto mai opportuno, come ha fatto Alunni, inserire la vicenda della “Rolling Thunder” nel suo contesto storico e sociale, il solo, a mio avviso, in cui l'arte assume il suo senso compiuto. Ci aveva provato, sinora in maniera piuttosto isolata Edward Curtin (1).

Sono del tutto concorde che quel carrozzone di artisti, volente o nolente finiva per rappresentare una rifondazione dell'America, il sogno di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Ci si può immaginare, cosa poteva significare per la provincia americana profonda, (dove nel fine settimana, come dice un ragazzo intervistato nel documentario, "sbronzarsi è l'unica cosa che si può fare" e il destino è segnato tra l'andarsene o lavorare per la monoattività locale), l'arrivo della Rolling Thunder Revue. L'illusione che l'individuo fosse libero di reinventarsi, in un gioioso anarchismo all'interno di uno spazio collettivo fraterno. Era la Repubblica Invisibile cresciuta all'ombra della tragedia del Vietnam che negli anni 70 creò l' apparenza di una universalità che non c'era, appena prima del terribile risveglio del Reaganismo. Fu l'ultima volta in cui i sogni mostrarono più velocità e spregiudicatezza del potere, che invece stava imparando molto bene la lezione.
Per una strana combinazione del fato o per la fantastica sensibilità del nostro menestrello, le vicende dylaniane vengono spesso a cadere in coincidenza con eventi storici epocali. La metà degli anni 70 si può prendere come riferimento del limite estremo del vecchio mondo, e come l'ingresso nella contemporaneità. Segna la fine del “trentennio glorioso”(2) del dopoguerra, in cui salari e profitti crescevano di conserva e il mondo (Occidentale) sembrava avviato lungo una sonnecchiante via di progresso. Gli studiosi non hanno ancora finito di decifrare questo periodo. Quello che mi preme però mettere in evidenza è che la crescita del benessere diffuso di quegli anni provocò una parallela crescita nelle soggettività, che a sua volta portava con sé una serie di bisogni di carattere culturale più raffinato, che le vecchie categorie non riuscivano più a soddisfare. Sono gli anni in cui la macchina sociale sembra non riuscire più ad assorbire un'eccedenza di desiderio che non si rassegna a consegnarsi alla tripartizione della vita in otto ore (lavoro,tempo libero, riposo) e al disciplinamento di supporto alla produzione fordista (lavoro stabile, famiglia mononucleare, subordinazione dell'attività di cura femminile). Per la prima volta sembrò che la ricchezza sociale accumulata potesse consentire a masse di proletari di vivere la propria vita non come un destino segnato da passaggi obbligati, ma come la creazione di se stessi a partire da sogni ed aspirazioni.

In questo contesto le canzoni di Dylan sono state la dimostrazione di come l'arte, seppur contaminata dal consumo, poteva destabilizzare il linguaggio dominante non soltanto con l'arma della critica, ma anche catalizzando emotivamente la spinta libertaria dei giovani e facendola cozzare in modalità dadaiste e surreali contro l'ordine simbolico stabilito. "Sono stata risucchiata, ho messo tutto da parte - dice Joni Mitchell - "Tutto il resto mi sembrava meno importante, in confronto a questa esperienza, un esperimento di esistenza in comune". Ma subito Dylan che non ama molto le sviolinate teoriche la guarda come se fosse una novella Virginia Woolf che progetta il suo esclusivo “Bloomsbury Group” e la fulmina. ("Cosa ne pensi", chiede la Mitchell, "che devi salire sul palco adesso", replica Dylan.) Dalla metà degli anni 60' almeno, però per Dylan non si trattava semplicemente di una critica. Si trattava di un passaggio ulteriore, la fantasia contro il potere, lo sberleffo anarchico che si prende gioco di una cupa predestinazione, e in un certo senso veramente si trattava di una “crociata dei bambini”. Like a Rolling Stone, la canzone più importante del 900, è il racconto di uno sradicamento, (tipicamente americano ma ormai universale), di un distacco emotivo da forme di vita che si considerano false, e poco importa che assuma la modalità di invettiva contro una ragazza spocchiosa. E' un invito anch'essa, in forma rabbiosa e pulsionale alla creazione di se stessi in maniere più autentiche. Implicitamente però, i residui antichi che si portava dietro, gli alberi scortecciati della storia, quelle tante “pietre scalciate” che popolano le vie del blues e le loro sconfitte, dovevano mettere in guardia. La creazione di se stessi non è mai indipendente dalle forze materiali che le hanno dato la possibilità di sussistere aprendo spazi di libertà. Non ci sarebbe stato nessun viandante del blues senza la Guerra di Secessione. E non ci sarebbe stato nessuno spazio di libertà per i giovani se i loro padri non avessero sudato nelle officine e vissuto le loro vite conformi e prodotto beni di consumo senza sosta. Questo per dire che lungi dai facili innamoramenti romantici verso le figure dei bluesmen vagabondi o nei confronti di improbabili categorie come quella dei “giovani”, tutte le forme di soggettivazione storica sono in certa misura reversibili da parte di chi ha il potere, da parte cioè di chi può decidere le “forme di consumo produttivo della forza lavoro”. Più chiaramente, fuori dalle espressioni retoriche, se posso decidere che per vivere dovrai consegnare pizze per 500 euro al mese, posso anche essere ragionevolmente certo che una volta appoggiata la bicicletta non avrai molta voglia di fare il fricchettone e che le tue modalità di autorealizzazione soggettiva saranno limitate dai dolori alle gambe. In questo senso la storia della Rolling Thunder è la storia di una sconfitta. E' veramente cenere. La versione dell'individualismo anarchico che il potere stava progettando non era certo quello delle libertà democratiche. La realizzazione che ci ha proposto è quella economica, quella del “calcolo delle aspettative razionali”, la libertà dai vincoli tradizionali è divenuta libertà di offrirsi sul mercato, la relazione con gli altri, da fraternità sognata, è svanita in competizione, la creazione di sé da attività simile all'arte è trasmutata nella gestione del proprio capitale individuale, di noi stessi resi materia prima come ogni altra merce, da vendere ai prezzi di equilibrio.

Il sogno collettivo è stato riprogrammato in incubo individuale. Siamo sulla buona strada per diventare tutti, come suona Shelter from the Storm, “vecchi sdentati, attoniti, senz' amore”. Ma c'è un altro senso in cui forse non è proprio così. L'essere umano, per quanto lo si consideri tale non è una merce. Non è completamente riprogrammabile. La creazione di sé può continuare, a fatica, con arretramenti, ma non può essere completamente cancellata una volta che si è proposta sull'orizzonte storico. Scorsese, che si è già espresso direttamente sulla sua ultima fatica (3) ha dichiarato che quando David Tedeschi, responsabile del montaggio, gli ha presentato la prima versione, lui l'ha valutata molto bella ma convenzionale. E prosegue:
[”Adesso non sto dicendo di prendere qualcosa che è “convenzionale” e distorcerlo solo per il gusto di farlo. Quindi di cosa si tratta veramente? Che cosa lo tiene insieme in un certo senso? Dylan parlava sempre della Commedia dell'Arte, degli attori viaggianti. Quando tutto il resto fallisce, ecco cosa succede: una persona si tira su, racconta una storia e canta. Non si tratta di una leggenda, è una specie di mito, stiamo cercando di esplorare qualcosa di senza tempo che ci riguarda come esseri umani. C'è l'inquadratura di una giovane donna che piange dopo il concerto. Quando c'è qualcosa che ti emoziona così tanto, non lo si può ignorare. Deve essere preservato, e al pubblico di oggi deve essere ricordato che è possibile.”]

Nel filmato di Georges Meliés (4) che apre il documentario, scompare una donna. Vites ha supposto che si tratti della grande assente, Sara Dylan. Ma le possibilità sono tante altre e nella sovrapposizione dei significati ci possono stare tutte. Per esempio potrebbe avere un intento didascalico, ribadire che il cinema è creazione/invenzione, ma anche che il tema che si tratta è quello della manipolazione della realtà. Ma se prima una donna scompariva ora riappare assolutamente reale nelle lacrime di questa ragazza. Scorsese è esplicito nel sottolineare che è questo il valore di verità del film, ricordare che quel tipo di esperienza si è prodotta, che si può sperare, sognare, immaginare un mondo. Allora avrebbe ragione Alunni nel pensare che non si tratti di un documentario, o che perlomeno ciò che si vuol documentare non è l'ufficialità della vicenda storica, ma qualcosa di molto più importante che sta nell'eredità di questa avventura. E precisamente la “materia dei sogni” di cui anche tutta la vicenda dylaniana è costituita. Subito dopo aver mostrato le immagini di Dylan che proclama che nulla è rimasto della Revue, che non c'è altro che cenere, Scorsese fa passare l'elenco di tutte le performance dylaniane dal 74 fino ad oggi. Un elenco interminabile non ancora finito,quasi che la Revue fosse ancora lì, che Dylan ne abbia portato imperterrito la testimonianza instancabile fino ad ora, fino a quando avrà respiro, e ci sarà qualcuno che si commuove e costruisce con testardaggine una piccola parte di sé.
Due ultime parole, una per l'articolo di Carrera su Cohen, la cui chiusura lacaniana (il “soggetto barrato”) non mi convince molto, perché si tratta di un jolly che va bene un pò per tutto, come il prezzemolo, e non contribuisce realmente a chiarire il personaggio di Cohen. L'altra per dire che effettivamente la talkin' in questione era di Sir Eglamore e non mia, ma era così ben fatta che mi ha reso un pò invidioso, così sono stato zitto, sperando che me ne attribuiste la gloria. In effetti in tema di vero/falso/fake, è Eglamore il vero trickster di Maggiesfarm!
Ciao a tutti, Miscio.

(1) https://consortiumnews.com/2019/06/25/bob-dylan-the-culture-industrys-destruction-of-dissent/  da cui prendo questo stralcio : [Tracciate, se volete, la trasformazione degli Stati Uniti dal 1975-76 fino ad oggi. È come se la teatralità del tour annunciasse la fine del dissenso diretto e l'ingresso in uno sconfinato trucco postmoderno che è ancora con noi. Maschere. Giochi. Le generazioni che scompaiono in fantasie tecnologiche e di consumo dove fare soldi, guardare la televisione, ed entrare nel sistema che distrugge la propria anima è diventata la norma, mentre l'impero americano ha devastato il mondo e i Baby Boomers hanno trovato la vita nei loro telefoni cellulari e sui tappetini per lo yoga, come Herbert Marcuse e i suoi compatrioti della Scuola di Francoforte ci avevano avvisato. L'industria culturale ha assorbito il dissenso e lo ha risputato come spettacolo al servizio del mantenimento e consolidamento del potere della classe dominante. Come trasformare una società depravata quando l'industria culturale ha corrotto così tante persone nel profondo è il punto in cui siamo ora. "Anche il tappeto si muove sotto di te", intonava Dylan nel 1965, "È tutto finito adesso, Baby Blue."]
(2) http://www.historialudens.it/geostoria-e-cittadinanza/89-la-crisi-che-ruppe-il-novecento-1973-1979-il-racconto-e-i-modelli.html
(3) https://www.thestatesman.com/supplements/marquee/martin-scorsese-you-dont-make-it-predictable-1502768603.html
(4) https://www.youtube.com/watch?v=cUvhdVu2Mxw

Carissimo vile Miscio, ammiro le tue parole come tu ammiri quelle di Sir Eglamore ed penso in egual misura quelle di Gebianchi. Tutti e tre state raccontando in maniera straordinaria un pezzo di storia dylaniana, storia che riguarda, di volta in volta, diversi lati dell'attività e della personalità dylaniana nella vostra lucida interpretazione. E' una fortuna ed una gioia potervi leggere tutti e tre su queste pagine che coi vostri scritti acquistano un notevole valore aggiunto. Permettetemi di dire che voi tre non siete secondi a nessuno dei critici che alla bisogna si cimentano nella difficile arte del sapere e dell'interpretazione del mondo dylaniano. Grazie a tutti e tre! Live long and prosper, l'umile Tamburino (come direbbe Eglamore), :o)

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Talkin' 10755 - naxela56 

Ciao Mr. Tambourine,
ad alegiro89 si può segnalare anche questo link:

https://vimeo.com/309422131/d2d50e44c6?fbclid=IwAR38jtYK8eVrCQ3gJ68diOuweXhqN5CExMC-1ZOvl4yuGUVV4O8SUmoGDUc

Alexan Wolf

Grazie mille Alex, se poi lo si vuole anche scaricare vai sul sito https://ddownr.com/  e copia il link del video (quello sopra segnalato da Alexan) nell'apposito spazio, scegli il formato MP4 e clicca "download", dopo poco tempo il download inizierà da solo. Alla prossima e grazie per la segnalazione, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Martedì 16 Luglio 2019

Bob Dylan and Neil Young - Will the Circle be Unbroken (Kilkenny, Ireland,  14/07/19)

  

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Bob Dylan e Neil Young insieme sul palco dopo 25 anni                                        clicca qui

Bob Dylan e Neil Young insieme                                                                              clicca qui

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Talkin' 10754 - alegiro89 

Buonasera,
ammetto di aver scoperto solo recentemente il sito Maggie's Farm, così come solo recentemente la passione per Dylan si è accresciuta e si è fatta più incalzante, dopo un ascolto altalenante e talvolta distratto durante i recenti studi universitari. Ora mi ritrovo ad avere, con il sito italiano a lui dedicato, una guida sicura nel cammino, perciò le mie prime parole sono di ringraziamento per la puntualità e la cura con cui vengono aggiornate le singole sezioni.
In secondo luogo avrei una richiesta: da qualche tempo sto cercando di godermi nella sua versione integrale il film 'Renaldo & Clara', senza successo. Saprebbe indicarmi se esiste la possibilità di recuperarlo?
Scusandomi per l'eventuale disturbo, la ringrazio per la disponibilità.
Cordiali saluti, Alessandro Girolomini.

Ciao Alessandro, Renaldo & Clara non è mai stato ufficialmente pubblicato, però ci sono versioni pirata, alcune tagliate ed alcune della lunghezza originale che puoi trovare a questi indirizzi:

http://www.pandorasvideo.com/page320.html

https://www.discogs.com/it/Bob-Dylan-Renaldo-Clara/release/7739709

https://www.discogs.com/it/Bob-Dylan-Joan-Baez-Renaldo-Clara/release/11037311

Una descrizione completa del film la trovi cliccando sul link sotto:

http://www.maggiesfarm.eu/renaldoandclara2.htm

Invece su Youtube c'è la versione completa suddivisa in otto parti, ma solo queste tre sono visibili nel nostro paese:

https://www.youtube.com/watch?v=JlaWhoQjfCg
https://www.youtube.com/watch?v=LAqL-36iWE0
https://www.youtube.com/watch?v=-VuCVDyaBtU

Spero tu riesca ad avere ciò che desideri, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Lunedì 15 Luglio 2019

Kilkenny, Ireland - Nowlan Park, July 14, 2019

   

1. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp)
5. Can't Wait (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Tony on standup bass)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Will The Circle Be Unbroken? (with Neil Young)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Tony on standup bass)
14. Girl From the North Country (Bob on piano, Tony on standup bass, no drums)
15. Love Sick (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Tony on standup bass)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry (Bob on piano)


Con questo show il tratto del tour estivo europeo è finito. Da dove ripartirà il prossimo tartto? Stay tuned per saperlo!

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Talkin' 10753 - fair.rosamund 

Oggetto: Miscio non esiste

Buongiorno Mister Tamburino,
Sono la sorella di Sir Eglamore e vi assicuro che lui non fa queste cose. Lui è una persona serissima, con un’educazione d’altri tempi e poi è un uomo d’affari, è molto impegnato, non ne avrebbe nemmeno il tempo. A differenza di Miscio che invece è un fannullone e non capisco mio fratello cosa ci trovi di speciale.
E’ vero: considera la rete un grande festa in maschera, ma non nuocerebbe mai e poi mai al suo Miscio. Qui ormai c’è la psicosi del complotto, non si capisce più niente. Miscio e Pseudomiscio, Bianchi e PseudoBianchi, Alunni e Pseudoalunni, Sharon Stone e i Kiss… è diventata una gabbia di matti questo sito.
Vi ricordo che ci legge il Principe… su, un po’ di contegno.
Che poi, se vogliamo vedere, siamo proprio sicuri che Miscio sia davvero Miscio e non una creazione di Mister Tamburino per rilanciare il sito e arricchirsi con la pubblicità? E anche questo misterioso Tamburino senza nome chi ci può garantire che esista davvero? Direi che la repentina scomparsa dell’edicolante attaccabrighe che diceva di chiamarsi Michele è quantomeno sospetta, vuoi vedere che per redimersi si è trasformato nel buon Tamburino?
Che poi, diciamocelo, Miscio è anche un grande ingrato. E anche tutti voi, oh woe is thee! Sappiate che con le pietanze che vi aveva preparato ha imbandito una sontuosa tavolata di leccornie che ha offerto a tutti i matti del quartiere. Loro sì che han dimostrato riconoscenza. Non ve ne farà più un’altra.
Beh, adesso vi saluto perché sono in crociera e ho di meglio da fare.
Cordiali saluti, Rosamund.
PS Eglamore è una persona serissima, capito?

Cara Rosamund (o potremmo dire anche Rosa Mundi), non credo minimamente che tu sia la sorella di Sir Eglamore, ma facciamo finta che tu lo sia davvero! Comunque, per chi non lo sapesse, Rosamund Clifford (1150 – 1176 circa) era una nobile inglese, conosciuta anche come Fair Rosamund ("Bionda, bella Rosamund") e Rose of the World ("Rosa del Mondo"), celebre personaggio del folclore inglese, ricordata per la sua bellezza ed il suo rapporto con re Enrico II Plantageneto. Si dice che Rosamund venne avvelenata dalla gelosa moglie di Enrico Eleonora, ma questa è certamente una leggenda. La sua relazione con il re divenne di pubblico dominio nel 1174 e terminò circa due anni dopo quando Rosamund decise di ritirarsi al monastero di Godstow nell' Oxfordshire poco prima della morte avvenuta nel 1176. Presso la Cattedrale di Hereford la sua morte venne ricordata il 6 luglio, lo stesso giorno in cui morì Enrico nel 1189. Enrico e i Clifford pagarono per lei la costruzione di una tomba collocata nel coro della chiesa di Godstow e fecero una donazione al convento perché le suore si prendessero cura della sua tomba. Il suo luogo di sepoltura divenne noto fin dal1191, lo stesso Ugo di Lincoln Vescovo di Lincoln nell'occasione di una sua visita a Godstow osservò che era posta proprio in fronte all'altar maggiore. Essa era carica di fiori e candele a dimostrazione del fatto che i locali pregavano ancora per lei. Il Vescovo disse che Rosamund era stata una prostituta e ordinò che i suoi resti venissero spostati dalla chiesa, venne così dissepolta e seppellita presso il cimitero della Sala capitolare delle suore. La sua nuova tomba fu visitabile fino alla dissoluzione dei monasteri voluta da Enrico VIII d'Inghilterra.
Francis James Child non incluse questo famoso pezzo che fa parte della “Queen Eleanor's Confession” nelle sue Child Ballads. Fair Rosamund è certamente una delle più antiche ballate inglesi conosciute, risalente al XII secolo, quando Enrico II prese Rosamund Clifford come amante. Nella “Roxburghe collection” il pezzo si chiama "La sfortunata concubina" o "Rosamund's Overthrow".
Detto questo, sono concorde con te che Miscio sia un fannullone oltre che un vile e di origini umili e servili, però è dotato di un qualcosa di indefinibile e strano (per una persona come lui) che lo rende simpatico ed interessante sia a me che a tuo fratello!
Mi spiace che tu possa aver pensato che Miscio sia una mia creazione per aumentare gli introiti pubblicitari perchè, da quando gestisco il sito (Marzo 2008) non ho mai incassato 1 euro, anzi, ne ce ne ho messi dentro abbastanza. Miscio si chiama Maurizio e mi ha detto di aver deciso di usare quel nikename perchè suo nipotino lo chiamava così! Devo anche riconoscere che è una persona intelligente e di spirito altrimente con tutti gli insulti gratuiti che gli abbiamo rivolto ci avrebbe già mandato a quel paese da moltissimo tempo. Invece Michele Murino, il creatore di questo sito, dopo una gestione di dieci anni, probabilmente, ma è solo una mia ipotesi, si è saturato o non aveva più tempo da dedicare al sito, inoltre subì anche una grave allagamento del suo negozio di fumetti ad Aosta che gli creò un danno economico notevole. Non conosco le ragioni che hanno spinto Michele ad abbandonare, quando mi chiamò per chiedermi se me la sentivo di continuare a gestire il sito mi disse solo che “non ci stava più con la testa” ed io, correttamente, non gli chiesi altre spiegazioni. La Fumetteria di Michele esiste tutt’oggi e se vuoi vedere Michele clicca su questo link per il filmato di youtube: https://www.youtube.com/watch?v=T421-3MuRlg 
Per le abbondanti pietanze ho già detto a tuo fratello che il mancato meeting con relative pantagrueliche abbuffate saltò a causa mia che ebbi un probvlema di salute e per molto tempo non potei muovermi. Ci avranno ringraziato i matti del paese, almeno loro avranno avuto un momento felice! Ho scritto a tuo fratello due mail con una richiesta da parte dell’amico Dario twist of fate ma non ho ancora ricevuto risposta, sono sempre in attesa, ti spiacerebbe avvertirlo della cosa in modo che mi risponda? Per il omento ti ringrazio e sono contento di averti conosciuta. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Sabato 13 Luglio 2019

London, England - British Summer Time, Hyde Park, July 12, 2019

   

1. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp)
5. Can't Wait (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Tony on standup bass)
9. Scarlet Town (Bob on center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
11. Pay In Blood (Bob on piano)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Tony on standup bass)
14. Girl From The North Country
(Bob on piano, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Tony on standup bass)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry (Bob on piano)

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Talkin' 10752 - alunni.f 

Ciao Mr. Tambourine,
vedo che mi ero spiegato male. La mail che mi era sembrata sospetta non era quella del Prof. Bianchi ma quella di "Miscio" del 29 maggio in cui elencava i suoi impegni quotidiani che non gli avevano permesso di rispondere prima.
A presto! Francesco Alunni.

Chiarito, grazie, ciao, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Venerdì 12 Luglio 2019

Talkin' 10751 - alunni.f 

Oggetto: Sul documentario di Scorsese ed Halleluja

Ciao Mr. Tambourine,
ti scrivo per rispondere all'ultima mail di Miscio con alcune considerazioni sul documentario di Scorsese sulla Rolling Thunder Revue. Innanzitutto non parlerei di fintomentario o mockumentary ma di documentario vero e proprio con alcune parti di invenzione e alcuni sfasamenti cronologici. Il fine primario, secondo me, è infatti quello di indagare cosa sia stata la Rolling Thunder e le parti inventate sono finalizzate a esaminare alcuni aspetti che altrimenti sarebbero rimasti assenti o meno definiti. L'altro motivo credo che sia di ordine narrativo: specialmente il controcanto continuo del personaggio di Van Dorp, oltre a stabilire una distanza critica da quanto viene mostrato, serve a spezzare un ritmo narrativo che altrimenti sarebbe stato forse un pò troppo monotono. Quello che sto cercando di dire è che credo che Scorsese abbia sacrificato una parte di aderenza alla realtà referenziale per esplorare più liberamente i vari significati della Rolling Thunder Revue (senza contare il fatto che nell'arte, a mio avviso, il rapporto con la realtà è sempre mediato, di carattere per così dire metaforico). L'esempio più chiaro penso sia quello relativo alla dimensione politica: l'inserimento di Nixon (che in realtà si era dimesso un anno prima) crea un'immediata ambiguità e distanza dal suo discorso patriottico e inoltre serve a definire le coordinate politico-sociali in cui era nata la Revue, che da subito si era posta sotto una dimensione politica (nel senso più vasto del termine) con il suo richiamo al bicentenario degli Stati Uniti e l'ideale partenza da Plymouth come una sorta di rifondazione dell'America (esplicitamente rievocata da Ginsberg, che con i suoi commenti svolge perfettamente la funzione di guida spirituale di tutta l'esperienza). Sempre con la funzione di stimolare la riflessione tra arte e politica è inserito anche il personaggio di Jack Tanner (e qui il gioco si fa abbastanza scoperto, vista la fama di Michael Murphy), ripreso dalla miniserie Tanner '88 di Robert Altman (un mockumentary, questo sì, straordinario, a mio avviso la migliore serie tv di sempre) e dal suo seguito Tanner on Tanner (a cui prese parte lo stesso Scorsese in qualità di attore). Il personaggio di Sharon Stone sottolinea poi una dimensione abbastanza ovvia come quella delle groupie oltre a dare un'altra spiegazione per l'uso del cerone da parte di Dylan, quella del teatro Kabuki (il riferimento primario è il personaggio del mimo Baptiste in Les enfants du paradis, che Dylan stesso all'epoca aveva indicato come uno dei suoi film preferiti, e che Scorsese mostra per pochi secondi in una delle scene più memorabili del film, quando Baptiste traccia una ics col cerone sullo specchio in cui si vede riflesso per negare la propria identità dopo aver perso l'amore di Garance). Infine, l'ultimo dei personaggi a svolgere ruoli di invenzione, Jim Gianopulos, serve a rinforzare uno dei temi che riemergono per tutto il documentario, quello del rapporto tra arte e artisti da una parte e finanziatori e ricavi commerciali dall'altra (un'ironia metanarrativa, sottolineata dallo stesso Scorsese, sta nel fatto che Gianopoulos è invece il vero capo di Scorsese, in qualità di CEO della Paramount). Vorrei concludere questa veloce carrellata sui personaggi di finzione nel documentario di Scorsese con quello che secondo me ne è il diretto antecedente, e cioè F for fake, uno dei capolavori di Orson Welles. Infatti anche nel suo documentario Welles inserisce dei personaggi di invenzione (anche se lì la dinamica tra vero e falso è strutturale, non a caso il suo è stato definito anche film-saggio) e sono presenti numeri di magia all'inizio e alla fine (in particolare alla fine del film di Welles è presente una sparizione mentre il documentario di Scorsese si apre con una scena simile): anche in questo caso l'allusione di Scorsese mi sembra abbastanza scoperta.
Sempre a proposito della dinamica tra vero e falso vorrei ringraziare Miscio per aver svelato la storia sulla lettera di Cohen a Marianne (avevo letto solo la versione modificata); inoltre ho letto con molto interesse anche i suoi interventi passati sul rapporto tra arte e mercificazione. Poi, anche se non è stata smentita dal diretto interessato (forse per non alimentare ulteriormente la cosa), penso proprio che la mail che ha causato i rimbrotti del prof. Bianchi a Miscio sia stata scritta da Sir Eglamore (lo stile era inconfondibilmente il suo).
Infine permettimi di dissentire in parte con le tue considerazioni su Hallelujah di Cohen. Innanzitutto bisogna distinguere tra le due versioni di Hallelujah, entrambe di Cohen, quella pubblicata su Various Positions e quella cantata alcune volte dal vivo da Cohen (per esempio in Cohen Live) e di cui Jeff Buckley fece una famosa cover. Nella prima la dimensione di coppia è assente, o meglio viene rievocata solo quella di Davide e Betsabea: proprio in seguito all'innamoramento per Betsabea ma anche all'esperienza del male, in quanto per sposarla Davide ne fa uccidere il marito, il re d'Israele, secondo Cohen, compone l'Hallelujah, un canto di ringraziamento sia sacro che spezzato, proprio perché nato da una parte dall'amore per una donna (in tutta la produzione di Cohen c'è una forte contiguità tra erotismo ed esperienza del divino) e dall'altra dalla presa di coscienza della propria finitezza (anche questo del connubio tra limite e divino è un altro tema ricorrente in Cohen, anni dopo in Anthem dirà esplicitamente che la luce passa attraverso le crepe, non attraverso la perfezione). Nella seconda versione, che è quella a cui credo tu ti riferisca, la dimensione di coppia è invece centrale e nella quarta strofa si fa effettivamente riferimento a una scena di sesso in cui ogni respiro, dice Cohen, era un' alleluja ma anche qui l' intreccio tra erotismo ed esperienza del divino è comunque presente, specie nelle ultime strofe che sono molto simili a quelle della prima versione. Per concludere vorrei citare questo articolo di Alessandro Carrera che, recensendo Popular problems, affronta anche la questione della religione e del sesso in Cohen con interessanti considerazioni, oltre a offrire un bel paragone tra Cohen e Dylan:

https://www.doppiozero.com/materiali/musica/gli-ottant-anni-di-leonard-cohen

Grazie mille per tutto il lavoro che fai per tenere il sito sempre aggiornato!
A presto. Francesco Alunni

Caro Freancesco, ti garantisco che la mail di gebianchi mi è arrivata dal' indirizzo mail del Prof. Giuseppe Bianchi, quindi escludo la tua supposizione che sia stata scritta da Sir Eglamore che si serve di altri indirizzi mail. Ho letto con interesse le tue osservazioni e penso che come me faranno altri amici leggendoti! Ti ringrazio, alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Rolling Thunder Revue: Il racconto, tra verità e menzogna, del famoso tour           clicca qui

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Farewell Joan Baez, l’ultimo tour della pasionaria                                                    clicca qui

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"Easy Rider" compie cinquant’anni                                                                            clicca qui

 

 
Giovedì 11 Luglio 2019

Stuttgart, Germany - Jazzopen Schlossplatz, July 10, 2019

  

1. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp)
5. Can't Wait (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Tony on standup bass)
9. Scarlet Town (Bob on center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
11. Pay In Blood (Bob on piano)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Tony on standup bass)
14. Girl From The North Country
(Bob on piano, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Tony on standup bass)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)

 

 
Mercoledì 10 Luglio 2019

Erfurt, Germany - Messehalle, July 9, 2019

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp)
5. Can't Wait (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Tony on standup bass)
9. Scarlet Town (Bob on center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
11. Pay In Blood (Bob on piano)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Tony on standup bass)
14. Girl From The North Country (Bob on piano, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Tony on standup bass)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry (Bob on piano)

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Talkin' 10750 - benelandi 

Appena ho sentito questa versione della canzone, ho dovuto fare questo video, sia per ricordare Suze, che per la struggente interpretazione di Bob. Con la band che ricama note tra una strofa e l 'altra. La scaletta dei concerti non cambia molto, ma questi sono momenti da ricordare. Benedetto.

Concordo con te, grazie Benedetto, live long and prosper, Mr.Tambourine, :O)

 

 
Lunedì 8 Luglio 2019

Mainz, Germany - Volkspark (Open Air), July 7, 2019

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp)
5. Can't Wait (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Tony on standup bass)
9. Scarlet Town (Bob on center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
11. Pay In Blood (Bob on piano)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Tony on standup bass)
14. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano and harp, Tony on standup bass)
15. Love Sick (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Tony on standup bass)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry (Bob on piano)

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Talkin' 10749 - gebianchi

Vorrei tranquillizzare Miscio, nessun tentativo da parte mia di farlo passare per un epigono di Unabomber. Anzi, trovo il suo intervento utile e stimolante, soprattutto alla luce del nuovo documentario di Scorsese che tanto agita e anima i fans dylaniani. Condivido peraltro, molte delle riflessioni espresse, anche se un mio certo cartesianesimo di fondo, contribuisce non poco ad accettare la negazione della differenza tra realtà e finzione. Ben venga del resto la critica alla Metastoria di Hayden White il cui geniale approccio semantico, risulta di fatto inaccettabile alla luce di valutazioni di carattere meramente etico, come già stigmatizzò all’epoca il nostro Carlo Ginzburg preoccupato di quanto un simile approccio fosse l’anticamera al negazionismo di Faurissiana memoria. Del resto, mi pare di scorgere, nelle riflessioni di Miscio, stimolanti echi di “Derridismo” decostruzionista, il che aprirebbe scenari ancor più complessi mettendo molta, forse troppa carne al fuoco. Se poi questo metalinguaggio serva o meno ad uno spostamento più in alto laddove le contraddizioni si formano, non saprei dirlo, ma una differenza oggettiva tra la canzone che promuove se stessa e quella che promuove un prodotto commerciale, nonostante l’annullarsi delle distanze tra vero e falso, credo sia ancora il caso di cercarla seppure sempre con più difficoltà. L’ultimo e bellissimo disco di Vinicio Capossela "Ballate per uomini e bestie", che invito tutti ad ascoltare, mi pare in tal senso, il miglior contrappunto all’intervento di Miscio; la celebrazione di un mondo alla rovescia dove la fake news e la verità oggettiva trasmutano l’una nell’altra, i significanti tendono a staccarsi dai significati e l’indifferenziato si confonde con le differenze, ma qui siamo allo strutturalismo levistraussiano e con questo caldo credo che i lettori della talkin’ abbiano giustamente meglio da fare che sorbirsi una pippa più pesante di un macigno. Ok, conclusione: vedi mai che finalmente io e Miscio riusciamo ad andare d’accordo?

Un caro saluto a tutti i farmers, Giuseppe Enrico Bianchi


Caro Giuseppe, pare proprio che oggigiorno ci sia una forte deriva verso l'uso di una mentalità primitiva che, come giustamente scrisse Claude Levi-Strauss nel suo "Il pensiero selaggio", non sia all'altezza della tradizionale cultura occidentale che tutto sa e tutto insegna. In fondo tutto parte dell'Episteme che è il termine che indica la conoscenza certa e incontrovertibile delle cause e degli effetti del divenire, ovvero quel sapere che si stabilisce su fondamenta certe, al di sopra di ogni possibilità di dubbio attorno alle ragioni degli accadimenti. Ma anche sull'Episteme l'uomo ci ha messo la mano, da Platone ad Aristotele, da Hegel a Foucault, fino allo studio particolarmente dettagliato sull'argomento di Emanuele Severino. Tutti questi grandi del pensiero, hanno cominciato a considerare la verità e la certezza in modi diversi, con diverse origini e diversi obiettivi da raggiungere. Come vedi tutte le critiche a qualunque pensiero è sempre la benvenuta perchè non fa altro che arricchire la nostra conoscenza. Oggi purtroppo c'è questo modo di vivere "easy", un vivere pieno di sciocchezze dove l'importante è che il tuo avatar "appaia" invece che "sia". Peccato, forse la cosa peggiorerà o avrà un reflusso e la cultura tornerà ad occupare il ruolo primario che le compete. Per concludere, non ho mai pensato che tu e Miscio eravate "nemici", a mio avviso siete due persone che hanno il dono di far buon uso della mente per esprimere idee sensate, anche se su molte cose avete opinioni diverse, ma questo è quello che rende interessante leggervi, anche se a volte è difficile seguire il vostro parlare e bisogna fare delle piccole ricerche per capire chiaramente cosa volete esprimere, ma, ripeto, questo è il bello e l'interessante, io ho imparato tante cose leggendo le vostre mail e non ho vergogna a dirlo. Le ho trovate belle, utili, intelligenti ed interessanti, e spero che moltissimi altri Maggiesfarmers la pensino come me! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Domenica 7 Luglio 2019

Braunschweig, Germany - Wolkswagen Halle, July 6, 2019

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp)
5. Can't Wait (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Tony on standup bass)
9. Scarlet Town (Bob on center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
11. Pay In Blood (Bob on piano)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Tony on standup bass)
14. Boots Of Spanish Leather (Bob on piano, Tony on standup bass, no drums)
15. Love Sick (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Tony on standup bass)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry (Bob on piano)

 

 
Sabato 6 Luglio 2019

Hamburg, Germany - Barclaycard Arena, July 5, 2019

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp)
5. Can't Wait (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Tony on standup bass)
9. Scarlet Town (Bob on center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
11. Pay In Blood (Bob on piano)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Tony on standup bass)
14. Girl From the North Country (Bob on piano, Tony on standup bass, no drums)
15. Love Sick (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Tony on standup bass)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry (Bob on piano)

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Talkin' 10748 - miscio.tux

Caro Mr. Tambourine,
si potrebbero fare molte riflessioni, di carattere snob, sul senso del fintomentario di Scorsese al di là del gioco picaresco. (E dai, picaresca Tarantula, picaresche le Cronache, picaresco il discorso Nobel, picaresca la presentazione dei dipinti, la decostruzione delle copertine dei magazines, l' "Experiment Alone", (quando ha suonato per una sola persona), poi tanti trucchetti nei testi, i camuffamenti nei “commercials”, mi sembra che ci sia un pò troppo di picaresco per derubricarlo a scherzo.) Non parlerò direttamente del documentario (per ora) altrimenti Gebianchi mi accuserebbe di citare “il piastrellista di Lacan”, come il Recalcati nella versione di Crozza. Userò invece una mossa vile e melliflua, che ben mi si confà, e con un gioco di accerchiamento privo di scrupoli, sfrutterò la trista vicenda di un altro grande, caro al professore, Leonard Cohen, accaduta poco prima della scomparsa della sua amata Marianne. Sappiamo che sia Cohen che Marianne Ihlen sono morti entrambi nel 2016. Come ci raccontano le cronache, quando Marianne, malata di leucemia fu ricoverata in ospedale, un amico di lei, il regista Jan Christian Mollestad, informò Leonard delle poche settimane che rimanevano alla sua Musa di un tempo. Egli rispose, come ci dicono, con una lettera via email, nel giro di poche ore, e Marianne ebbe il tempo di leggerla. Subito la lettera è divenuta pubblica ed è stata inclusa recentemente in una collezione di corrispondenze curata dallo storico inglese Simon Montefiore, che chiosa nella sua introduzione: “Nulla supera l'immediatezza e l'autenticità di una lettera”. Tuttavia la versione di maggior diffusione di questa lettera è un'invenzione di Mollestad, che trae in inganno anche i fan di Cohen (1):

"Well Marianne it’s come to this time when we are really so old and our bodies are falling apart and I think I will follow you very soon. Know that I am so close behind you that if you stretch out your hand, I think you can reach mine.And you know that I’ve always loved you for your beauty and your wisdom, but I don’t need to say anything more about that because you know all about that. But now, I just want to wish you a very good journey. Goodbye old friend. Endless love, see you down the road."
[Così Marianne, è giunto questo tempo in cui siamo veramente tanto vecchi e i nostri corpi cadono a pezzi e penso che molto presto ti seguirò. Sappi che sono dietro di te così vicino che allungando la mano penso potresti toccare la mia. E tu sai che ti ho sempre amata per la tua bellezza e la tua saggezza, ma non ho bisogno di dire altro in proposito perché di questo sai già tutto. Ma ora ti voglio solo augurare buon viaggio. Addio vecchia amica. Ci si vede lungo la strada, amore senza fine.]

La lettera è talmente come ci si aspettava che il figlio di Cohen, Adam, l'aggiunge al finale di una sua performance di “So Long ,Marianne”(2). Solo che...che Leonard Cohen non ha mai scritto quella lettera. La versione originale, ricostruita da Montefiore, è la seguente:

"Dearest Marianne, I’m just a little behind you, close enough to take your hand. This old body has given up, just as yours has too, and the eviction notice is on its way any day now. I’ve never forgotten your love and your beauty. But you know that. I don’t have to say any more. Safe travels old friend. See you down the road. Love and gratitude. Leonard."
[Carissima Marianne, sono solo di poco dietro a te, vicino abbastanza da prenderti la mano. Questo vecchio corpo si è arreso, proprio come il tuo, e l'avviso di sfratto è in arrivo da un giorno all'altro. Non ho mai dimenticato il tuo amore e la tua bellezza. Ma questo lo sai. Non devo dirti altro. Viaggia sicura vecchia amica. Ci si vede lungo la strada. Con amore e gratitudine, Leonard.]

Suona meglio non è così? Ce lo vedete un Cohen così ruffiano da amare Marianne per la sua “saggezza”? E poi ci sono state molte altre dopo Marianne, e le più recenti giustamente, potrebbero chieder conto di questo “endeless love”. Ma noi consumatori vogliamo lettere musicali e romantiche, con l'amore unico e infinito e la lacrimuccia. Così si vende facile. E Mr. Prospero lo sa che siamo tutti selvaggi, ma agognamo alla civiltà come Calibano, per cui ci dà le mutande fiorate, ci fa la riga nel mezzo e ci riempie la casa di gatti castrati che portiamo in giro col guinzaglio.
Mi chiedi la morale del delirio vero Mr.Tambourine? Bene, la morale è che se vogliamo sfuggire a Prospero, ai processi di “mythmaking”(3) e alla mercificazione, dobbiamo conoscerne le regole e non fare gli sdegnosi. Mi sono sempre domandato del resto se una canzone sia più “merce”quando la si usa per vendere uno yogurt o quando la si usa per promuovere un disco, cioè se stessa. L'arte, per criticare la merce, ha bisogno di una distanza, quella tra vero e falso, che la metta al sicuro. Ma questa distanza oggi non esiste più, almeno nei linguaggi praticabili, umani, e non nei brumosi cieli del mysterium tremendum. And they're breaking down the distance/Between right and wrong, recita “Ring them Bells”(4): Dylan è più saggio di me, non dice che non esiste più, dice che la stanno riducendo, questa distanza. Non sono un “detrattore” di Gebianchi, in fondo, per strade diverse cerchiamo entrambi un briciolo di speranza per questo mondo (che dicono) tondo. Mi chiedo semplicemente, se questo uso del fake, questo metodo situazionista, non sia una presa d'atto di come funziona il linguaggio della comunicazione odierna. Se non sia, come del resto il “mockumentary” di Scorsese, un metalinguaggio, uno spostamento ad un livello più alto per incalzare le contraddizioni là dove si formano. Ho l'impressione che ne riparleremo. (Dopo che Gebianchi avrà classificato il mio talkin' come una variante del manifesto di Unabomber.)

(1) http://www.leonardcohen.it/leonard-cohen-scrive-a-marianne-ihlen-sul-letto-di-morte-2/
(2) https://www.youtube.com/watch?v=3XMvrUCB9qs
(3) http://theconversation.com/mythmaking-social-media-and-the-truth-about-leonard-cohens-last-letter-to-marianne-ihlen-108082 
(4) “E stanno riducendo la distanza tra vero e falso”. Non sto qui sostenendo il postmodernismo storiografico di Hayden White, per il quale non c'è distinzione tra storia e fiction e la storia è semplicemente un tipo di narrazione letteraria. Credo nella verità di un evento storico,(anche se il suo significato dipende dal contesto narrativo organizzato dagli storici), ma dico solo che la nostra possibilità odierna, pratica, materiale, di dimostrare questa verità si è drasticamente affievolita dopo le trasformazioni tecniche nella sfera dei media. Come dimostra la vicenda della lettera di Cohen, la finzione è a volte più performativa della verità e nell'universo comunicativo si sostituisce ad essa.( https://www.laletteraturaenoi.it/index.php/interpretazione-e-noi/984-metahistory-di-hayden-white-intervista-a-fabio-milazzo.html )

Ciao, Miscio.

Ciao Miscio, io nella vita sono certro di una sola cosa, cioè che ognuno tira l'acqua al suo mulino, Dylan compreso. In questi ultimi anni abbiamo assistito ad operazioni dylaniane poco artistische e decisamente commerciali, ma è così dappertutto, difficile trovare uno come quello scemo rappresentato sulle vecchie monete da 50 lire che si dava le martellate sulle palle da solo! Purtroppo tutto gira sul gioco della domanda e dell'offerta, e se c'è poca offerta devi essere in grado di crearla usando anche mezzi spudoratamente commerciali, niente di male in questo, non ho mai pensato che Dylan scrivesse canzoni per metterle in un cassetto invece che venderle! Prospero, legittimo Duca di Milano ha avuto, come tutti, il suo bel daffare per uscire vittorioso dai casini in cui l'aveva cacciato il fratello usurpatore Antonio. Ma Shakespeare crea la situazione adatta per il suo riscatto, la "tempesta" che, come nelle migliori commedie, fa in modo che tutto finisca bene. Dobbiamo sottolineare che le storie, per quanto belle, sono abbastanza irreali e molto lontane dalla vera vita, anche se, questo dobbiamo riconoscerlo, sono spesso usate come allegorie per comunicare il messaggio che l'artista vuole dare al suo pubblico. Cohen era colto e raffinato, ma sapeva anche essere volgare come chiunque altro. Ho sentito cantare Halleluja da Noa, Lighea, Abela, Petra Magoni e Irene Grandi nel Concerto di Natale 2010 tenutosi a Malta ( https://www.youtube.com/watch?v=9L4-L5UkV4w ) e da Arisa nella chiesa di San Farncesco ad Assisi ( https://www.youtube.com/watch?v=-qB_qUAfOvU ) e mi sono più che stupito chiedendomi se questi artisti sapessero cosa stessero cantando, se sapessero che Halleluja è una canzone esplicitamente sessuale nella quale il protagonista della canzone grida "Halleluja" nel momento topico dell'atto sessuale. Ma non importa, il mondo è pieno di gente "easy" che non si fa domande e si forma solo all'aspetto superficiale delle cose. Alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Venerdì 5 Luglio 2019

Talkin' 10747 - tom.coluzzi

Ciao,
mi chiamo Tommaso Coluzzi e vi contatto perché ho scritto un libro sull'immaginario americano della frontiera e dello spazio nei testi della musica folk. Ho trattato vari autori, dedicando una larga parte a Bob Dylan e alla sua ricerca di spazio. Se può interessarvi qui c'è il link:

http://www.arcanaedizioni.com/prodotto/tommaso-coluzzi-sound-della-frontiera-liberta-disillusione-nella-musica-folk-americana/

Sarei onorato di avere la vostra opinione di fans se lo leggeste, ma anche se volete semplicemente parlare del tema resto a disposizione.
Grazie mille per l'attenzione,
Tommaso Coluzzi

Caro Tommaso, iniziative sempre lodevoli quelle come la tua perchè credo che per farsi stampare e pubblicare un libro, al di là della validità dello scritto, bisogni superare un bel pò di ostacoli, e tu ce l'hai fatta! Spero chei nostri Maggiesfarmers leggano il tuo libro e ce ne facciano un loro personale resoconto. Restiamo in attesa, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Giovedì 4 Luglio 2019

Roskilde, Denmark - Roskilde Festival 2019, Orange Stage, July 3, 2019

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp)
5. Cry A While (Bob on piano)
6. Honest With Me (Bob on piano)
7. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
8. Pay In Blood (Bob on piano)
9. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Tony on standup bass)
10. Early Roman Kings (Bob on piano, Tony on standup bass)
11. Girl From the North Country (Bob on piano, Tony on standup bass, no drums)
12. Love Sick (Bob on piano)
13. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
14. Soon After Midnight (Bob on piano)
15. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Tony on standup bass)

(encore)
16. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
17. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry (Bob on piano)

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Talkin' 10746 - mmontesano

Ciao, invio un articolo sul fil di Scorsese scritto da John Vignola su TomTomRock

http://www.tomtomrock.it/tomtomrock/john-vignola/articolo-a-scuola-da-john-vignola-53-martin-scorsese-e-bob-dylan/

Cari saluti, Marina


Grazie e tanti saluti anche a te, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Mercoledì 3 Luglio 2019

Talkin' 10745 - gasinardi

Gentili Signori di Maggie's Farm,
intanto complimenti per l' appassionato e appassionante sito: bravi davvero, grazie!
Un aiuto, se possibile: da vecchio appassionato, sto rimettendo a posto il mio archivio e mi sono accorto di avere un vuoto relativo ai concerti italiani di Dylan, ahimè!!
Non resco a rintracciare i files relativi a 18 e 19 novembre 2015 a Bologna, Roma 4 aprile 2018 e Genova 25 aprile 2018.
Da fanatico collezionista mi piacerebbe completare questa ricerca (sono vecchio e non so quanto tempo avrò ancora a disposizione......): Chissà, col vostro aiuto, magari potrei farcela??
Grazie in anticipo e continuate cosi!!
Voglio anche ricordare che tutto il materiale che ho in archivio è a disposizione di altri appassionati... posso wetransfer senza problemi!!

Contattatemi a gasinardi@gmail.com , così potremo metterci d'accordo. Grazie, buona giornata, Giovanni Asinardi

Ciao Giovanni, spero che qualcuno dei nostri Maggiesfarmers abbia i files che hai bisogno e che possa avere da te files che non ha! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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La storia del Festival dell’Isola di Wight                                                                       clicca qui

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“Girl From the North Country” torna in scena a Londra e a Broadway                       clicca qui

 

 
Lunedì 1 Luglio 2019

Karlstad, Sweden - Karlstad CCC, June 30, 2019

   

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano and harp)
5. Can't Wait (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano, Tony on standup bass)
9. Scarlet Town (Bob on center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
10. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
11. Pay In Blood (Bob on piano)
12. Like A Rolling Stone (Bob on piano, Tony on standup bass)
13. Early Roman Kings (Bob on piano, Tony on standup bass)
14. Girl From the North Country (Bob on piano, Tony on standup bass, no drums)
15. Love Sick (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano, Donnie on electric mandolin)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano, Tony on standup bass)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano, Donnie on violin, Tony on standup bass)
20. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry (Bob on piano)

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Talkin' 10744 - tysymonds

Good morning,
I hope you’re well.
I love your website, particularly the Beaten Path comparison pictures.
My reason for getting in touch is to ask whether you would object to my using four of them in a little video please?
I work for Castle Fine Art in Leeds and would like to post this video on our social media to show off Bob’s talent in capturing the life of these scenes. We would be very grateful.
All the best, Toby
(Buongiorno,
Spero che tu stia bene.
Mi piace il tuo sito web, in particolare le immagini di confronto di "The Beaten Path".
Il motivo per cui mi sono messo in contatto con te è per chiederti se ti avessi qualcosa in contrario se io usassi quattro di loro in un piccolo video, per favore?
Lavoro per la Castle Fine Art a Leeds e vorrei pubblicare questo video sui nostri social media per mostrare il talento di Bob nel catturare la vita di queste scene. Saremmo molto grati.
Tutto il meglio, Toby)

Hi Toby, ther's no problems, use what you need and do your best! All the best you too, Mr.Tambourine, :o)

 

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