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Lunedì 20 Agosto 2018

Sydney, Australia - Enmore Theatre, August 19, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano with harp)
5. Duquesne Whistle (Bob on piano)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano with harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano with harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Tangled Up In Blue (Bob on piano)
12. Early Roman Kings (Bob on piano)
13. Visions Of Johanna (Bob on piano)
14. Love Sick (Bob on piano)
15. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano) (Boogie Woogie version)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano with harp)

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Sydney, Australia - ICC Sydney Theatre, August 18, 2018

di Luke

Lo spettacolo non è iniziato fino alle 8:10 circa. Ho il sospetto che questo sia dovuto a importanti problemi di ritardi dei treni che si stavano verificando stasera, ma potrei sbagliare su questo. Stavano ancora provando la chitarra di Charlie alle 7:58.
Quindi Stu sale sul palco e comincia a strimpellare una melodia diversa da quella che in genere ha suonato negli ultimi anni. La setlist era la stessa delle notti precedenti. Poichè lo spettacolo è iniziato tardi ho pensato che forse non avrebbero potuto fare Ballad Of A Thin Man. Sembrava che ci fossero dei problemi con l'elettrica di Stu per le prime canzoni, così un tecnico gli ha portato una nuova chitarra. Sono stato sorpreso da come Bob andasse molto in giro dopo ogni canzone. Dopo ogni canzone si girava a parlare / ridere con Donnie dietro di lui e a volte andarvaoltre e si metteva a chiacchierare con George alla batteria. Anche dopo ogni canzone andava a giocherellare con qualcosa dietro di lui. Non so cosa stesse facendo ma l’ho visto bere pochissime volte. Forse stava solo cercando un'armonica. Penso che Things Have Changed sia stata sottostimata. Penso sia perché apre sempre il concerto con questa, e in un certo senso diventa noiosa, ma è una canzone fantastica e averla nella setlist è un piacere. L’arrangiamento si è costantemente evoluto dopo gli anni del "set statico". È meno friabile di prima, è anche meno bluesly. Grande apertura.
Mi ha sempre affascinato come lui suona Tryin To Get To Heaven nei suoi spettacoli dal vivo fin da quando ha iniziato ad eseguirla. Non ha la lugubre atmosfera inquietante come la versione dell’album, sembrano giocare con accordi più importanti e col ritmo uptempo. When I Paint My Masyterpiece è stata una grande aggiunta alla sua scaletta in questo tour. È simile a quella che ho sentito nelle registrazioni di questo tour, lui sembra sempre cantare la prima riga della canzone prima che la band lo segua.
Pay In Blood ha subito un'evoluzione molto interessante. Adesso ha questa crescente melodia che in qualche modo sale sulla scala. Rende la canzone meno esuberante di quello che ti aspetteresti dal testo; ma era comunque grande.
Tangled Up In Blue ha avuto un nuovo arrangiamento dalla prima tappa del tour 2018. Sebbene la struttura e la forma delle canzoni rimangano al loro posto, ad un orecchio inesperto suonerebbero irriconoscibili. Ho pensato che fosse incredibile; ho sentito molte somiglianze tra questa e la registrazione "originale" dalle sessioni di New York.
Don’t Think Twice si è evoluta in una lugubre esibizione quasi da solista al pianoforte. Ad un certo punto Bob stava suonando il piano con una mano e l'armonica con l'altra. Non ho ascoltato troppo attentamente le registrazioni precedenti, ma ho sentito alla fine che Bob ha cantato nuovi versi e poi, improvvisamente, ha deciso di prendere velocità e portare la band alla fine. Il contrabbasso di Tony sembrava eccezionale. C'è stata un po’di confusione nel finale di Gotta Serve Somebody. Tony si è avvicinato a Charlie e Bob per segnalare la fine della canzone, ma Charlie e Bob sembravano andare avanti per qualche altra battuta. Era un po' un finale disordinato ma ha fatto ridere la band. Aspetto Bob al prossimo appuntamento.

 

 
Domenica 19 Agosto 2018

Sydney, Australia - ICC Sydney Theatre, August 18, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano with harp)
5. Duquesne Whistle (Bob on piano)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano with harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano with harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Tangled Up In Blue (Bob on piano)
12. Early Roman Kings (Bob on piano)
13. Desolation Row (Bob on piano)
14. Love Sick (Bob on piano)
15. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano with harp)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano with harp)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano)

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Talkin' 10558 - dinve56

Salve Mister,
un pensiero commosso ad Aretha. Così l'ha omaggiata Dylan nel primo capitolo di "Tarantula": "Aretha, jukebok di cristallo regina dell'inno" e più volte è ricordata, nella stessa opera, come il simbolo vivente del sound. La si ricordi anche come una donna che ha chiesto rispetto per le donne e per gli afro-americani. Noi che seguiamo ancora le vicende musicali di Dylan, certamente non la dimenticheremo. Lunga vita! Carla.


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Talkin' 10557 - cimar2003

È morto Claudio Lolli.
Claudio Lolli si è spento oggi a 68 anni dopo una lunga malattia.
Mi sembra doveroso ricordare questo grande cantautore tra i piu' importanti della scena musicale degli anni '70 con il suo brano capolavoro.
Grazie. Angelo.

https://youtu.be/_BMsIOe2ryI

E' vero e dispiace a tutti noi che l'abbiamo conosciuto ed apprezzato, grazie per la sentita segnalazione. Ecco quanto ha scritto Repubblica su Claudio:

All'inizio della sua carriera capitava di ascoltarlo nelle leggendaria Osteria della Dame a Bologna, prima dei concerti di Francesco Guccini. Claudio Lolli è stato uno dei cantautori simbolo della scena italiana degli anni 70. Si è spento oggi, a 68 anni, dopo una malattia. Era nato a Bologna nel 1950 e venne portato alla Emi proprio da Guccini: il suo stile divenne immediatamente riconoscibile, simbolo dell'insoddisfazione più profonda e letteraria della canzone politica post '68.

Il suo primo disco, Aspettando Godot del 1972, era uno dei più evidenti segnali della volontà della discografia di investire sui portavoce della protesta giovanile più radicale e incupita. Lolli si rivelò subito come un personaggio vero, capace di trasformare in canzoni la malinconia del vivere quotidiano. Così come il successivo Un uomo in crisi, che conteneva anche un brano dedicato ad Antonio Gramsci, Quello lì, e un deciso inno antimilitarista come Morire di leva. Le canzoni erano aspre e gli arrangiamenti ridotti ed essenziali, ma il suo stile e le sue parole erano in sintonia con i tempi: in breve Lolli divenne uno degli autori più trasmessi dalle celebri "radio libere". Divenne così uno degli esponenti di maggior talento della seconda generazione cantautorale, quella degli anni Settanta immersa in dibattiti ideologici e sociali.
Dopo le aperture strumentali di Canzoni di rabbia del 1975, Lolli si liberò definitivamente dell'etichetta di cantautore triste con un album capolavoro come Ho visto anche degli zingari felici (1976). Un disco che affrontava senza metafore argomenti di attualità come il terrorismo e gli attentati, emarginati e femminismo ma con una ricchezza musicale e lirica difficilmente eguagliabile. Quell'album resta uno dei lavori più riusciti e significativi dell'intera discografia italiana anni 70.

"La musica mi ha salvato la vita dalla banalità", raccontò in un'intervista, "è uno scopo: cercare di guardare la realtà con occhi diversi e raccontarla". Gli Zingari raccontavano le ansie di una generazione alle prese con l'utopia della rivoluzione: Lolli impose anche un prezzo "politico" al disco, che venne messo in vendita 3.500 lire.
Dopo il successo dell'album, Lolli decise di lasciare la Emi per approdare all'etichetta indipendente Ultima Spiaggia. Il disco successivo, Disoccupate le strade dai sogni (un libro di testi da lui pubblicato lo scorso giugno portava lo stesso titolo), fu un atto di coraggio musicale, pieno com'era di riferimenti jazz e di arrangiamenti insoliti, ma fu anche un suicidio commerciale. La sua scarsa disponibilità nei confronti della promozione e una fama controversa (veniva accostato all'ala più estremista del movimento del '77) fecero il resto: per tre anni rimase fuori dal circuito discografico.

L'INTERVISTA A CLAUDIO LOLLI DI LUCA VALTORTA: "LA MIA GENERAZIONE HA VINTO"

Gli anni 80 e 90 furono caratterizzati da una serie di album di buon livello ma non troppo fortunati. Fu nel 2000 con Dalla parte del torto che Lolli ritrovò una dimensione consona al suo talento. Album pubblicati da piccole etichette come La scoperta dell'America del 2009, Lovesongs e il più recente Il grande freddo (uscito nel 2017 grazie a un crowdfunding) lo avevano fatto riscoprire anche al pubblico più giovane, oltre che alla critica: con quel disco aveva conquistato la Targa Tenco per il miglior album dell'anno.

Un riconoscimento forse tardivo per un cantautore "non per tutti", ma pieno di passione e talento. “Ci siamo conosciuti nel 1976 - ha raccontato sua moglie Marina - ci siamo messi insieme, non ci siamo più lasciati”. Il 1976 fu l’anno che rivelò Claudio Lolli con Ho visto anche degli zingari felici. Quasi un tormentone, per gli anni che seguirono. “Ci siamo sposati - racconta Marina - abbiamo avuto due figli, Tommaso e Federico. Ma la vita artistica, ecco, quella era solo sua. Naturalmente lo seguivo, andavo ai suoi concerti, ma rimaneva la sua vita artistica”. È scomparso all’improvviso, “è stato tutto così rapido”. Non era malato, dice Marina. Certo si muoveva con qualche difficoltà, ma era “tutto sotto controllo”. Il giorno di Ferragosto, però, non si sentiva bene. Oggi ha chiesto che fosse chiamata un’ambulanza, il suo cuore si è fermato nel tragitto verso l’ospedale. “Il suo disco di inediti, Il grande freddo, è di talmente pochi mesi fa - ricorda Marina -. È vero, per tanti è rimasto il cantautore degli Zingari felici, ma è assurdo bloccarlo in quella fotografia di così tanti anni fa. È stato anche molto altro”.

Tutte le persone che vorranno dare l’ultimo saluto a Claudio Lolli potranno farlo lunedì 20 agosto, dalle ore 15 alle ore 18, nella camera ardente allestita nella Sala Tassinari di Palazzo d’Accursio (Piazza Maggiore 6 - Bologna).

(Fonte: http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2018/08/17/news/e_morto_claudio_lolli-204338266/ )

Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Sabato 18 Agosto 2018

Melbourne, Australia - Margaret Court Arena, August 14, 2018

by Jeff Lang

Bene, un Bob Dylan e la sua band hanno appena fatto un ultimo inchino dopo uno spettacolo assolutamente fantastico, uno show che era abbastanza diverso dal precedente del 2014 (che ho anche adorato) quando era stato qui, in molti modi. Quella volta Dylan aveva suonato pochissimi pezzi prima del 2000, appoggiandosi pesantemente sui più recenti album Modern Times e Tempest con un paio di canzoni ciascuno dagli anni '60 e '70 (da come me lo ricordo). Stasera era una realtà diversa, un viaggio attraverso gli anni con qualcosa da ogni decennio della sua carriera. Nessun pre-show, solo le luci della Court Arena si oscurano mentre il solo Stu Kimball suonava la chitarra acustica, un suono grasso e incisivo, mentre intonava un riff che ricordava Waltzing Matilda, ma non era esattamente quella.
All'improvviso è iniziato lo spettacolo quando la pedal-steel di Donnie Herron ha iniziato a suonare. Era come se l' intro si fosse dissolto davanti alle mie orecchie, e poi c'era Dylan in persona, che camminava sul palco, pieno di energia, mentre la band si univa all'accumulo della tonalità minore prima che Bob camminasse verso il piano per cominciare Things Have Changed. Dylan suonava il grand piano in piedi di fronte al pubblico, così per l'intero set, a volte per l'intera canzone, altre volte seduto, ma di solito in piedi per i breaks strumentali, appoggiandosi sul suono martellante della band.
Devo prendermi un minuto per lodare il mix, che è stato superbo, ogni strumento era chiaro e in grande equilibrio, grandi dinamiche, la voce di Dylan sopra tutto e tutti.
I punti salienti per me: Love Sick ha avuto un grande brontolio, sensazione muscolare, con Dylan che sfruttava l'inquietante gamma inferiore del pianoforte, mentre la band ha raggiunto il picco in tutti i posti giusti.
Thunder On The Mountain è stata una killer-song, rielaborata col suond alla Chess Records, Charlie Sexton ha eseguito alcuni gustosi assoli con la Les Paul. La voce di Dylan ha costruito una vera e propria testa di ponte come la canzone, ruggendo prima di un break di batteria inaspettato ma molto gradito da parte di George Receli, che era quasi la reminiscenza di Wipeout. Il riff di Peter Gunn in Gotta Serve Somebody era una delizia mentre Dylan sputava una serie di testi quasi completamente nuova. Stu Kimball è riuscito a librarsi in alto con la Stratocaster pungente.

Cazzo, si! Don’T Think Twice è stata eseguita con un bell’arrangiamento, gli accordi cambiavano semplicemente dove Dylan cantava le linee melodiche. Come la canzone progrediva, la band ha scavato un solco profondo, mentre Bob, armonica in bocca, affascinava il pubblico come ha fatto più volte durante la notte (un altro differenza dall' ultima volta in cui  l'avevo visto).
Desolation Row potrebbe essere stato il punto più alto del concerto per me. Era maestosa, accordi d'oro, caldi, con Bob - andando contro la sua reputazione - che si avvicina molto alla melodia originale e la cantava splendidamente. Semplicemente meraviglioso. C'erano altri punti salienti: il grande dialogo a tre vie tra il pianoforte di Dylan, la Les Paul di Sexton e la pedsl-steel di Herron.
When I Pain My Masterpiece e il vivace gioco di Duquesne Whistle con nuovi riff che sottolineavano le strofe; il duro Muddy Waters stomp di Early Roman Kings; la prima indicazione dell'umore energetico di Bob dietro al pianoforte, mentre picchiava la tastiera nella propulsiva della Highway 61 Revisited. Ho anche notato come la band seguiva tra le canzoni come fosse un unico suonatore - di solito Donnie Herron sulla pedal-steel o alla lap steel – iniziava una nuova canzone proprio quando l'applauso icominciava a scemare, poi gli altri si univano a lui. È stato un modo davvero efficace per mantenere lo spettacolo in movimento dando a tutti i musicisti la possibilità di cambiare strumenti senza tempi morti fastidiosi. Tony Garnier ha impiegato varie chitarre basso per effetti tremendi tutta la notte, passando dal basso Fender Bass ai toni più caldi di un Precision Bass.
L'unico di questi pezzi di cui non sono stato entusiasta è stata Tangled Up In Blue che è diventata in tonalità minore, ma è stata privata di gran parte della sua melodia originale. Comunque cambiando Pay In Blood da brano versione noir che aveva suonato l'ultima volta che era stato qui, tutti gli accordi minori e il doomy banjo, la chiave principale ha funzionato molto meglio di quanto avrei previsto.Era il paradiso.
Ottima esperienza concertistica. Sembrava intima, i membri della band tutti sicuri del loro posto nella musica, gli adulti non sprecano una nota. Questo è tutto, gente, sono uscito beato e contento con la testa piena di musica incredibile e un cuore felice mentre camminavo lungo il fiume con lo splendido skyline di Melbourne davanti a me. Un ciclista mi ha superato cantando Desolation Row nell'aria notturna. Perfetto. Grazie Bob!

Jeff Lang, Melbourne, 14 agosto 2018

 

 
Venerdì 17 Agosto 2018

La Regina è morta, viva la Regina!

   

Frase tradizionalmente usata per annunciare la morte di un re e l’avvenata elezione del suo successore. La prima versione della frase giunge dalla Francia medievale che vide la morte del proprio sovrano Carlo VI, avvenuta nel 1422, e la successiva salita al trono di Francia di Carlo VII.

   

Il problema e che al momento non abbiamo una Regina che possa prendere il suo posto, o più regalmente “succedere” ad Aretha. Io non so cosa scrivere, avevo cominciato con le solite banalità che potrete leggere su tutti i giornali e su tutti i siti web del mondo, ma mi sembravano una sequela di banalità sapute e risapute che niente dicevano di nuovo o di interessante, così ho cancellato tutto. Che mi è romasto? Poco, pochissimo, anzi, tantissimo, le emozioni che Aretha, con la sua voce, ha saputo farmi provare negli ultimi sessant’anni, cioè da quando la sentrii per la prima volta cantare Respect di Otis Redding. Poi seguirono altre meraviglie, Chain of Fools, I Say a Little Prayer di Burt Bacharach, A Natural Woman di Carole King, Think, ed ogni volta che la sentivo mi si torcevano le budella per le sensazioni che la sua voce era capace di farmi provare.
Ricordo che ai Grammy del 1998, dovendo sostituire Luciano Pavarotti colpito da un malessere, improvvisò in 20 minuti un'interpretazione del “Nessun dorma” in tonalità originale e cantando la prima strofa in italiano. Aretha non ha mai fatto grandi tournèe per la sua paura di volare in aeroplano, si spostava solamente nei luoghi a portata d’automobile. Comunque questo limite non gli ha impedito di imporsi al mondo. Ora se n’è andata in silenzio, portata via dalla solita brutta malattia, ma nella mente di chi ha amato il suo personaggio, la sua voce e le sue canzoni sarà sempre presente e viva. Mi sento soltanto di dire una cosa, “Grazie Aretha!”

Mr. Tambourine.

 

 
Giovedì 16 Agosto 2018

Tour 2018, aggiunta una nuova data

17 Novembre 2018 - Atlantic City, NJ - Hard Rock Hotel

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Melbourne, Australia - Margaret Court Arena, August 14, 2018

di Simon Hastings

Non sarà una recensione assolutamente positiva, ma quello che spero è che sia equilibrata. Ho visto Bob in ogni parte del mondo sin dai primi anni '90 e so bene che uno spettacolo di Bob Dylan può includere momenti di trascendenza, ma poi immergersi facilmente nell'eccezionale e talvolta voltare verso l'imbarazzo ma poi risalire allo straordinario quando meno te lo aspetti.
Lo spettacolo della notte scorsa non ha avuto nessuno di questi massimi alti o bassi, anche se Don’t Think Twice si è avventurata in territorio trascendentale. Era uno spettacolo buono, solido, e Bob, in generale, era in ottimo stato di forma. Concordo con la positività della quale altri hanno scritto riguardo alla tensione della band, l’esecuzione di Bob ed i suoi arrangiamenti.
Così ho portato mia figlia adolescente che conosce alcuni dei classici di Bob, ma ho capito che non era preparata come noi per ascoltarlo dal vivo. Bisogna dirlo, Bob non rende facile la vita ai nuovi fans, in particolare quelli più giovani che sono abituati a sintonizzare la "perfezione" vocale e la sceneggiatura teatrale.
All' inizio temevo che si sarebbe annoiata o peggio, disillusa, ma io chiaramente non le darò mai abbastanza credito. Sono stato felice che lo show sinceramente le sia piaciuto. A lei generalmente piacevano le canzoni più recenti più che le vecchie, allora abbiamo fatto un piccolo gioco durante lo spettacolo a chi avrebbe indovinato quale era "vecchia" e quale era "nuova" e la maggior parte le ha sbagliate! Ma lei amava il Bob rocker, i numeri blues come Honest With Me, Duquesne Whistle e il suo preferito Pay In Blood.

Voglio menzionare che una negatività abbastanza materiale e quella quando Bob è dietro il piano. Quel pianoforte deve sparire! Avevamo i posti peggiori possibili e quell’enorme strumento era direttamente nella nostra linea di vista per Bob. Ogni volta che si sedeva al piano scompariva completamente dalla vista e tutto ciò che potevamo vedere di lui era solo un pò di capelli e le gambe. Posso accettare la mancanza di grandi schermi, posso accettare che Bob non sia davanti e al centro con la chitarra, ma non posso e non capisco davvero perché deve stare nascosto dietro a quella barriera. Non c'è dubbio che abbiamo apprezzato più le canzoni dove si è alzato e abbiamo potuto vedere la sua faccia, si tratta solo di connessione. E sappiamo tutti che la connessione fra Bob ed il suo pubblico in senso diretto è piuttosto inesistente, e va bene; è la musica che conta. Ma per tagliare la vista di se stesso esagera, va oltre. È solo inutile. Lui è una persona carismatica. Un sorriso (o una smorfia) e un po' della sua divertente danza ti mette il brivido, ti connette con la musica. Quando non puoi vedere l’artista che hai pagato per vedere, beh, è un po' deprimente. C'era una donna alla fine che era veramente arrabbiata e in preda allo sconforto per il fatto che aveva speso 2.000 $ per vedere un pianoforte. E’ come se fosse stata derubata ed io potrei parzialmente simpatizzare con lei. Se lo staff di Bob ha mai letto questo, per favore, gli dica di lasciar perdere il grand piano e tornare a una tastiera semplice come i tour precedenti - o almeno posizionalo meglio, come farebbe Elton John. Ammettiamolo, Bob non è come Chopin al piano, non gli serve a niente un grand piano!
OK, la mia mini lamentela è finita. Come ho detto, nonostante questo mi è piaciuto molto lo show. Se Bob fosse più facile da capire potrebbe guadagnare ancora più fans giovani!

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Aretha Franklin, ultime ore di vita

Aretha Franklin sta morendo. Secondo quanto riporta il sito Showbiz411, la leggendaria regina del soul sarebbe in fin di vita circondata nella sua casa di Detroit dai familiari che chiedono preghiere e privacy. Nel 2010 le era stato diagnosticato un cancro, mentre l'ultima performance pubblica, ricorda Showbiz411, risale all'agosto dello scorso anno, con il concerto al Philadelphia's Mann Center: «Uno show miracoloso - fu scritto - visto che Aretha stava già combattendo con la disidratazione e la mancanza di forze». 

«Mancherà molto come madre, sorella, amica, cugina - scrive Showbiz411, lasciando così capire l'estrema gravità delle condizioni di salute di Aretha -. Ma la sua eredità sarà più grande della sua vita stessa.

Aretha Louise Franklin, nata il 25 marzo 1942, è la più importante icona della musica gospel, soul e R&B. È chiamata  "La Regina del Soul" o "Lady Soul" per la sua capacità di mettere un mood soul in qualsiasi cosa canti e per le sue immense qualità vocali. Lo Stato del Michigan ha ufficialmente dichiarato la sua voce "una meraviglia della natura".

La 76enne Aretha è circondata dalla sua famiglia presso l'Home Hospital di Detroit, dove un tumore le ha fatto perdere 40 kg con la vita sempre più appesa ad un filo. La Franklin, che fino a qualche giorno fa riconosceva e scherzava con i parenti, ha autorizzato il concerto che si terrà a novembre per la ricorrenza dei suoi 60 anni di carriera.

 

 
Mercoledì 15 Agosto 2018

Melbourne, Australia - Margaret Court Arena, August 14, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano with harp)
5. Duquesne Whistle (Bob on piano)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano with harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano with harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Tangled Up In Blue (Bob on piano)
12. Early Roman Kings (Bob on piano)
13. Desolation Row (Bob on piano)
14. Love Sick (Bob on piano)
15. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano with harp) (slowed down version)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano with harp)

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Melbourne, Australia - Margaret Court Arena, August 13, 2018

di Alan James

Wow, wow e wow. Questo è stato il mio diciassettesimo show di Bob, a partire da quello di Blackbushe nel 78 e, che ci crediate o no, lo spettacolo che si è tenuto questa sera a Melbourne è davvero in cima a quella lista. Basandomi sulle recensioni della tappa asiatica del tour, le aspettative erano alte ma, ehi, è Bob, tutto può succedere e nulla può essere dato per scontato. Eppure, questo era semplicemente fantastico.
In Australia, l'ultima volta, era un dolce, ma fragile vecchio nel rivivere e rieseguire le canzoni con determinazione e intuizioni occasionali ma qui, lui era trasformato, rienergizzato e risvegliato in ciò che può essere solo descritto come una rock star a tutti gli effetti. Questo è lo spettacolo di Bob, sì la band è fantastica come lo è stata negli ultimi anni, ma non c'è dubbio su chi sia il loro capo. Bob canta (sì, davvero,  quegli album da crooner hanno rifocalizzato la sua esecuzione), suona il piano con più sicurezza e più dominio di prima, lui (ovviamente) soffia ancora nella sua armonica e lui comanda il palco, anche quando si trova principalmente dietro al pianoforte. C'erano i sorrisi scambiati con i membri della band durante lo show e sembrava evidente che erano consapevoli di quanto fosse bello.

Questo è uno spettacolo raffinato e, oserei dire, provato e collaudato, dove ogni canzone si fonde senza soluzione di continuità e sequenzialmente nella successiva nonostante quanto sorprendente sia inventiva la melodia e, in almeno tre canzoni, le reinvenzione dei testi. I punti salienti sono praticamente tutte le 20 canzoni, ma, almeno per me, Early Roman Kings, Pay in Blood, Simple Twist e Don’t Think Twice si distinguono davvero. A volte si sentivano i fantasmi di Blue
Moon e persino, in Gotta Serve Somebody, echi di Peter Gunne. E’ stata una prestazione straordinaria e una grande esperienza. Chiaramente, a giudicare dai commenti dalla folla che se ne andava, che tu fossi un nuovo adepto di Bob, uno strenuo o semplicemente un estraneo di passaggio, questo era uno spettacolo per i secoli. Grazie, Bob,continua, continua.

 

 
Martedì 14 Agosto 2018

Melbourne, Australia - Margaret Court Arena, August 13, 2018

   

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano with harp)
5. Duquesne Whistle (Bob on piano)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano with harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano with harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Tangled Up In Blue (Bob on piano)
12. Early Roman Kings (Bob on piano)
13. Desolation Row (Bob on piano)
14. Love Sick (Bob on piano)
15. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano) (slowed down version)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano with harp)

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Melbourne, Australia - Margaret Court Arena, August 13, 2018

di Jonathan Feldman

Da dove comincio! Iniziamo con la sede - molto meglio della Rod Laver Arena e persino del Palais. La qualità del suono era eccezionale grazie al bel lavoro dei tecnici. I punti salienti sono stati una Tangled Up In Blue davvero unica e una
versione di Don’t Think Twice che ricordava quasi When When Return per i suoi solo al pianoforte ed il suo efficace vocalism ... e ovviamente Gotta Serve Somebody che è stata un piacere con alcuni nuovi testi, anche rispetto a Singapore! Il grande è Bob e centrale è sempre la sua musica, voce e tastiera, non è solo la band che lo sostiene. Incredibile vederlo reinventare ancora le sue canzoni. Come sempre, grazie Bob!

 

 
Lunedì 13 Agosto 2018

Adelaide, Australia - Botanic Park, August 11, 2018

di Nick Miller

Il Never Ending Tour di Dylan è arrivato ad Adelaide alla sua seconda fermata dei previsti nove concerti del tour australiano 2018.
Il concerto di stasera si è svolto sotto una grande tenda a Bonython Park, come essere dentro una balena, non ho visto spesso Bob sotto un tendone, questa era la mia seconda volta dopo il Byron Bay Blues Festival di alcuni anni fa.

La scaletta è rimasta come quella del concerto precedente ma, rispetto al 2014, la band sembrava rinvigorita come un vero rock n’ roll circus per adattarsi al luogo.
I punti salienti per me sonbo stati: Duquesne Whistle, Honest with me, Early Roman Kings, Desolation Row e una grande Gotta Serve Somebody.
Alla fine, Bob ha ottenuto una meritata standing ovation. Precedentemente a Bob,  che era l’attrazione principale della giornata, c’è stato un bel set di Vance Joy che suonava leggermente come Jake Bugg, somigliava al Bob del secolo scorso.
Prima di questo, abbiamo assistito ad un sound-check della band con bei suoni country e ottimi liks di chitarra, insieme ad una versione estesa di Thunder on the mountain.
Un'ottima serata con altre che verranno in questa tappa del Never Ending Tour!
Non osare perderlo!
Nick Miller, Sydney

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Talkin' 10556 - duluth49

Oggetto: Pollenzo

Sabato 9 agosto concerto di JOAN BAEZ.
Location bellissima, ore 21, entra JOAN, applausi scroscianti, lei chitarra e voce, inizio entusiasmante con due pezzi di BOB, poi avanti con la sua orchestra cosi' chiamata da LEI con molto umorismo, chitarra accompagnamento e suo figlio alle percussioni.
Devo subito dirvi che JOAN l'avevo sentita piu' volte ma questa sera e' stata suberba.
Poche volte mi ha trasmesso una emozione cosi' forte .
I 4 pezzi finali dopo una brevissima interruzione sono stati indimenticabili tra i quali una incantevole IMAGINE di LENNON e una altrettanto struggente THE BOXER di PAUL SIMON.
Ultima cosa , ho avuto un incontro ravvicinato con JOAN, scambiando due battute.
Ci siamo stretti la mano ed io le ho detto I LOVE YOU, risposta con un grande sorriso "OH MY GOD".
Non mi sono piu' lavato la mano da quella sera. Scusate la pazzia ma io sono ancora un uomo che si emoziona ..........Un saluto a tutti, MARCELLO.

Sei più che scusato caro Marcello, ma credo che sia giunto il momento di lavartela quella mano, mantieni però l'emozione in fondo al cuore!!! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o))))))

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Talkin' 10555 - dinve56

Salve Mister,
ho letto l'intervista a Joan Baez segnalata nella talkin' 10550. Voglio solo invitare tutti voi a leggerla, perchè è un contributo prezioso per riflettere sui tempi che stiamo vivendo e davvero c'è da dire "resta, Joan!". Lunga vita! Carla.

Lunga vita anche a te! Mr.Tambourine, :o)

 

 
Domenica 12 Agosto 2018

Adelaide, Australia - Botanic Park, August 11, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano with harp)
5. Duquesne Whistle (Bob on piano)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano with harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano with harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Tangled Up In Blue (Bob on piano)
12. Early Roman Kings (Bob on piano)
13. Desolation Row (Bob on piano)
14. Love Sick (Bob on piano)
15. Don't Think Twice, It's All Right (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano with harp)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano)

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Talkin' 10554 - kantos

Nel 2019 arriva Chronicles Part Two?

Buongiorno, amici.
Ho letto, in occasione del tour australiano di Dylan, un efficace quadro di sintesi a firma Mahir Ali, dal titolo Dreams and schemes, apparso on line su "The Australian" il 28 luglio scorso.
L'articolo cerca di tirare le fila sui molti aspetti di arte e di pensiero del nostro enigmatico amico e ne consiglio la lettura:

https://www.theaustralian.com.au/arts/review/bob-dylan-australian-tour-songs-
film-sculpture-a-life-in-art/news-story/1795197c35283eb9ef77bea0d933d933.


Alla fine, comunque, si ritorna sempre al punto di prima, ovvero che nessuna definitiva fila può essere tirata per Dylan. Parlando di Dylan prosatore, l'articolo ricorda "l'ncomprensibile flusso di autocoscienza di Tarantula e la meravigliosa scrittura memorialistica, per quanto fin troppo discrezionale", di Chronicles. E qui scatta l'informazione: ovvero che il secondo volume sarebbe in dirittura d'arrivo per la fine del prossimo anno. E' confermata questa notizia esplicitamente
riferita al 2019?
Io non ne ho trovato traccia altrove, anche se una fase avanzata di scrittura era stata confermata dalla casa editrice newyorkese ormai parecchi anni addietro, oltre che da Dylan stesso in una intervista a "Rolling Stones" del settembre 2012.
Per inciso, sul primo volume di Chronicles (davvero imprevedibilmente splendido) consiglio la lettura di questa analisi, o meglio decostruzione, a firma Scott Warmuth, dal titolo Bob Charlatan:

http://static1.squarespace.com/static/55a5c6f3e4b0062f13585f37/55a5c7b8e4b02fa88c89b3f4/
55a5c99ae4b02fa88c89fa61/1436928410814/NHR-006-Warmuth.pdf.


Ancora una volta, sia che per Chronicles si debba parlare di bricolage letterario (come fa Carrera, se non ricordo male), oppure di tecnica cut-up, o ancora di micro plagio diffuso e persino di puzzle crittografico, Dylan ci rimescola continuamente
le carte in tavola e sembra dirci: accontentatevi di godere della mia arte, ma non pensate di scoprirne i segreti di fabbricazione, visto che forse neppure io li conosco.
Sia come sia, leggeremo la parte seconda delle sue cronache più o meno autobiografiche, oppure paradossalmente una prima parte non allude di per sè ad una seconda?
Buona, calda estate. Antonia.

Ciao Antonia, perfettamente hai già detto tutto tu. Ci furono voci circa l'uscita di Chronicles Vol.2 a dicembre 2019, poi le notizie finirono lì. Si parlava addirittura di un Chronicles Vol. 3., ma ormai anche tui avrai imparato che con Dylan non c'è niente di programmabile, come non lo fu per Tarantula, per il quale l'editore dovette aspettare i comodi di Dylan per poterlo pubblicare. Speriamo di riuscire a leggerli tutti e due, ma per il momento possiamo solo sperare, di certo non c'è ancora niente. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Joan Baez, l’ultimo concerto ad Attraverso Festival 2018                         clicca qui

 

 
Sabato 11 Agosto 2018

Perth, Australia - Perth Arena, August 8, 2018

by Sean Tanner

DYLAN ATTRAVERSO GLI ANNI AUSTRALIANI

Prima di questo spettacolo serale, ho riflettuto ancora una volta sui precedenti concerti australiani che avevo visto negli anni passati. Spero che il mio vagabondare mi permetta di mettere quello di stasera in un contesto extra.

1992 Perth Entertainment Centre
Una delle performance più incredibili che ho mai visto. Dylan ha davvero suonato la canzone di Hendrix "Dolly Dagger"! Questo è stato il mio primo spettacolo di Dylan e ho fatto un film, impressione duratura anche oggi. Era accattivante, specie  quando era solo lui e la sua chitarra. Sono stato trasportato nell'intimità di quei primi suoi spettacoli nei club negli anni '60.

1998 Australian Tour Melbourne x2, Sydney x 2 + Wollongong
Questo era Dylan al suo meglio. Ogni spettacolo era unico ma il primo spettacolo di Sydney è stato il miglior concerto che ho visto, al centro della scena in prima fila, ai piedi del mio idolo. Questo è stato un grande tour ed è valsa la pena di viaggiare per vedere i 5 spettacoli!

2001 Perth Entertainment Centre POSTING ON EXPECTING RAIN
"Tutto sommato un ottimo inizio per il tour di Oz. In evidenza: MR TAMBOURINE MAN, JUST LIKE A
WOMAN, STANDING IN THE DOORWAY,WICKED MESSENGER,
ROLLING STONE and HIGHWAY 61".

2003 Claremont
Il tour australiano del 2003 con Bill Burnette alla chitarra e una consistente setlist che sembrava strutturata per adattarsi a lui. Lo stesso Bob era al piano e nel complesso è stato deludente anche se il luogo era bello, ho visto anche Ray Charles esibirsi quel giorno, quindi quello è stato un ricordo che mi è rimasto dentro.

2007 Burswood Dome, Perth POSTING ON EXPECTING RAIN
"Dylan ha ancora una volta ha portato me ed i miei amici ad un altro livello, la complessità dell'esibizione della sua band e di lui stesso era qualcosa che io non ricordo di aver visto prima.

2011 Fremantle Blues & Roots Festival POSTING ON EXPECTING RAIN
"Mi dispiace ragazzi, ma nel complesso è stata una delusione, lontana dalla profondità e bellezza dello spettacolo del 2007, ma il Fremantle 2011 Festival aveva poche cose, e spero che sia stata solo una serata no, ma come sopra detto, ho trovato questo spettacolo come lo spettacolo di Dylan più deludente a cui sono stato.

2014 - Riverside Theatre Perth Convention Center
Questa è stata la migliore esibizione di Dylan che ho visto in quel periodo, abbinandola a quella speciale notte a Sydney del 2008 - la band era precisa e fantasiosa.

Perth 2018: Non mi era piaciuto molto che Dylan suonasse solo la tastiera durante i tour precedenti, ma questa volta l'esperienza è stata diversa. Cosa era diverso? Credo perchè c’è stato un cambiamento nel suo modo di suonare la tastiera, quelle deliziose cose che faceva con la chitarra durante i tour degli anni 90 sembrano essere ora replicate al pianoforte, quanto mi piace!
La voce di Bob sembra essere tornata alla forza dei tour australiani del 1998 e del 2001.
Quindi, come ha fatto Bob a ritornare così a Perth nel 2018? C'è qualche altro artista che può essere così inventivo e fantasioso anche alla venerabiule età di 77 anni?

Sebbene la setlist fosse la stessa di Singapore, suonava così fresca, posso dire che ascoltare le clip su You Tube non rende giustizia alla qualità di questo set attuale in termini di suono, arrangiamento, consistenza ed esecuzione.
La voce di Bob sembrava così fresca (l'ho sentito meglio ad essere sincero!) E adoro come suona il pianoforte. Canta e suona rilassato, la band alla grande, certo frutto dell'esperienza.
Il suoi liks di piano mi ricordano certi suoi doodling di chitarra nei set di fine anni 1990/ primi anni 2000.
C'è così tanta freschezza in questo set che abbiamo perso il crooning canzone per canzone, ma c'è lo strano ricordo del passato per sapere che è ancora così, Soon After Midnight torna alla mente, l’arrangiamento, anche se fedele alla versione da studio, sembrava avere una trama extra più adatta a uno studio che ad uno spettacolo dal vivo.

Quali sono stati gli elementi distintivi, beh, adoro l'attuale arrangiamento di It Ain’t Me Babe e il lamento molto sentito che è Don’t think Twice. Anche se c'è il suono dei Sun Studios in Duquesne Whistle (questa ha avuto un swing da big band, il sonoro mi ricordava Benny Goodman, Tommy Dorsey, ecc.), poi Thunder on the Mountain e una radicale rielaborazione di Honest With Me (mi ci son voluti almeno 20 secondi per capire cosa stava suonando).

Un cenno solo a “Trouble No More” Box Set che è stato una pubblicazione che ho desiderato per anni (Amo quella Gospel era).
Ma aspettate, c'è dell'altro: Love Sick è portato su un altro livello con un'intensità che avrebbe fatto orgogliosi i King Crimson. Sembra una esagerazione ma questo hanno sentito le mie orecchie!

Ed i bis, con una delle mie canzoni preferite, Ballad of a Thin Man, che per me, con Like a Rolling Stone riassume il periodo 1965-66.

Negatività? Il ragazzo dietro di me che ha detto seriamente dopo Make You Feel My Love “Wow ha fatto una cover di Adele! Grrrrrrrrrrrr, l’avrei picchiato.

Per il resto dei concerti Australiani, divertitevi con Bob e la band che suonano incredibili.
Non perdeteli!

Sean Tanner, Perth, Australia

 

 
Venerdì 10 Agosto 2018

Talkin' 10553 - dinve56

Salve Mister,
ritengo anch'io improbabile un ritorno sul palco, insieme, di Joan Baez e Bob Dylan e le ragioni di questo convincimento sono quelle che hai detto tu, ma - lo ammetto - mi piacerebbe moltissimo che questo capitasse. Sentirli ancora cantare insieme per la pace e la non violenza in un momento drammatico come quello che il mondo sta attraversando, sarebbe un evento davvero memorabile e denso di significato, aldilà di ogni opinione politica. Speriamo che questo sogno si avveri, ma, se non fosse così, per me, come per molti "ragazze e ragazzi" della mia generazione, Bob e Joan sono stati, sono e saranno sempre la personificazione dei valori di libertà, tolleranza, inclusione in cui loro e noi abbiamo creduto, perchè "sesso, droga e rock and roll è lo slogan con cui si sono etichettati gli anni sessanta, ma le cose non erano affatto così superficiali.. Eravamo profondi, non eravamo superficiali. Credevamo onestamente di poter cambiare il mondo, e lo abbiamo fatto, in meglio" (Suze Rotolo, A freewheelin' time, p. 215).Lunga vita! Carla.

Penso che l'idea di rivedere in tour insieme Bob e Joan affascini tutti i fans dei due artisti indistintamente, anche se siamo consapevoli che questo non avverrà mai. L'acqua passata non macina più e Bob è sempre stato coerente con queste parole, lui guarda sempre al futuro, anche se questo dovesse durare un giorno solo. Penso che i ricordi di Bob siano gelosamente custoditi nel suo cuore e nella sua mente, ma mai arriverebbe a riproporli su un palco. Questo successe nel 75/76 durante la Rolling Thunder Revue, Bob baciò apertamente Joan mentre cantavano ma questo segnò anche la fine del suo matrimonio con Sara. Sai, i desideri di un fan sono una cosa, le esigenze di un artista sono altre e comprendono molteplici aspetti. Un artista deve rispettare la sua arte, ma a volte è costretto a cedere ad esigenze commerciali, e questo sarà capitato a Dylan come a molti altri. Per un fan come siamo noi tutto è possibile, ma noi non sappiamo quasi niente della vita privata di Bob e nemmeno di quella di Joan! Però nessuno ci impedisce di sperare, e allora perchè no? Hey Bob, a quando il tour con Joan? Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10552 - iosella.sommovigo

Scusate per l’idea, forse frutto del troppo caldo di questi giorni. Ho visto le tappe incredibili del tour americano di Dylan. Tra i tanti “dylaniati” non c’è nessuno a cui è venuto in mente di assistere a qualche tappa del tour ? Il volo più economico è quello diretto per Miami e in Florida ci sono quattro o cinque bellissime tappe. Con la formula fly and drive e dormendo in motel economici la spesa non dovrebbe essere eccessiva. Una volta li qualche biglietto lo troviamo. Io non ho certo tanti soldi, pero’ a volte l’unione fa la forza. Scusatemi ancora se l’idea vi sembra folle.
Grazie ancora per la magnifica cura di questo sito
Iosella.

L'idea non è per niente folle, conosco persone che fanno queste cose, ma sono persone che lo fanno o per lavoro o per passione. Per esempio, il sindaco del mio paese, che tra l'altro è una donna super-dylaniata, appena in America ci sono date in  luoghi vicini o nello stesso posto come capita di solto a New York, lei prende i beglietti e l'aereo e vola dall'altra parte del globo per vedere Bob per l'ennesima volta, pensa che dopo essere stata eletta sindaco, alla prima riunione del consiglio comunale lei era assente perchè a New York per tre concerti di Bob. La tua è una bellissima idea, ma credo che costi un pochino di più che una piccola somma, comunque, se qualcuno mi chiedesse o volesse aggregarsi o contattarti fornirò loro la tua mail. Spero che tu riesca a realizzare questo sogno, tantissimi auguri, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Giovedì 9 Agosto 2018

Perth, Australia - Perth Arena, August 8, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano with harp)
5. Duquesne Whistle (Bob on piano)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano with harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Tangled Up In Blue (Bob on piano)
12. Early Roman Kings (Bob on piano)
13. Desolation Row (Bob on piano)
14. Love Sick (Bob on piano)
15. Don't Think Twice, It's All Rights (Bob on piano) (slowed down version)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano with harp)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano)

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Talkin' 10551 - alessandro.sottoriva

Oggetto: Mai come Lei

Ciao Mr. Tambourine, volevo dirti che ho letto la recensione di Fabrizio Basso sul concerto di Joan Baez che ha tenuto al Teatro Romano a Verona, concerto d'addio e da Dio, permettimi il gioco di parole. Anche se non ho assistito al concerto, mi sono emozionato lo stesso. Guarda, se ce l'avessi davanti le direi "Grazie Grande Signora, ti stimo e ti apprezzo ancora di più, hai dato tanto, sostenuto tanto da sempre, e hai voluto portare alcuni pezzi meravigliosi del (tuo) Dylan, anche in questo concerto d'addio, cosa che invece, purtroppo, Dylan non fa da decenni con le tue (o prese in prestito) altrettanto belle ballate..Diamonds & Rust, Donna Donna, Cambodia, We Shall Overcome, Gracias a la Vida, Here's To You solo per citarne alcune". Già.. solo Sinatra ha in mente (con tutto il rispetto dovuto, e ne abbiamo le palle piene, almeno io). Sarebbe proprio bello, GIUSTO, doveroso, onesto e riconoscente, almeno una volta, adesso, in questo suo Tour, Lui ti omaggiasse con alcuni pezzi tuoi nei suoi concerti. Meglio da vivi che da morti. O magari un Tour ancora insieme come ai bei tempi, l'ultimo tuo Tour, il cerchio che si chiude.Te lo deve, lo deve a te, in parte se è quel che è. Ma si sa, Dylan è Dylan, fa quel che vuole, è capace di far pubblicità a una motosega, come a un auto, a mutande e corsetti, capace di mettersi a saldare cancelli, vendere vino e quadri, per una volta sarebbe bello che in quella sua testa di genio incompreso, prevalesse un ombra di sentimento riconoscente. Chissà, forse Dylan piangerà per questo, noi non sappiamo niente. Forse sarà piu triste sapendo che ora ti sei ritirata, magari penserà il prossimo sono io.. o forse no..noi non sappiamo niente. Sei stata grande, fin troppo riconoscente, con la tua creatura, che hai lanciato e fatto scoprire al mondo intero.Ti dico Grazie, grazie davvero, una Signora di Classe fino alla fine dei tuoi concerti. Avercene. Da parte mia Here's to you, Joan Baez, Rest forever here in our hearts...
Ciao Mr. Tambourine, alla prossima. Ale '65.

Purtroppo Dylan non ha più la voce per poter duettare e fare il controcanto a Joan come faceva una volta, poi la loro storia è finita oltre 40 anni fa e Dylan non è uno che rivanga il passato. E' stato bello ma è finito, come nei bei film, hanno preso strade diverse e sono anni che non si sentono. Che lei oggi canti alcune canzoni di Bob penso che, oltre all'affetto che può esserle rimasto nel cuore, faccia molto show e molto businnes, insomma a Joan fa buon gioco eseguire quelle canzoni, a Dylan invece non servirebbe a niente, se non a fare un omaggio personale a lei, ma dubito che lo farà. Però con Dylan non è mai detta l'ultima parola, ci si può aspettare tutto e niente, quindi crederci e sperare non costa niente, quindi perchè non farlo? Tu hai espresso quello che potrebbe essere il desiderio di molti, e ben hai fatto! Rimarrebbe da fare l'enorme discussione se Dylan sia stato volgare ed irriconoscente nei confronti di Joan, se l'avesse "usata" come scorciatoia per il successo che è sempre stato il primo target di Bob, per raggiungere il quale ha calpestato e dimenticato molti suoi amici e compagni di viaggio, ma la verità su questi fatti, la vera verità, noi non la sapremo mai, possiamo solo fare supposizioni dedotte da eventi avvenuti, ed anche se non prive di logica supposizioni rimangono. Per finire, l'idea di un "Last-Tour" Dylan/Baez è suggestiva e niente e nessuno ci vieta di sperarci. Grazie per la tua mail, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Talkin' 10550 - catestef

Caro Tamburino,
ho letto questa intervista della Baez, ti posto il link perchè parla anche di Dylan.

https://www.repubblica.it/robinson/2018/08/06/news/joan_baez-203512430/

Alla prossima, Stefano C.

Grazie per la segnalazione caro Stefano, l'avevo letto anch'io ieri ed avevo programmato di postarlo oggi, poi è arrivata la tua mail e quindi ho fatto retromarcia lasciandoti giustamente il merito della notizia. Grazie ancora, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Mercoledì 8 Agosto 2018

Talkin' 10549 - paolo.manclossi

Nel suggestivo "Teatro Romano" di Verona....fratellino minore della piu' nota Arena ho avuto il piacere di ascoltare quello che viene considerato l'ultimo tour di quella che giustamente fu nominata la "regina" incontrastata del movimento folk americano. Impacchettata in questa etichetta in realta' molto stretta per un'artista capace ancora oggi di emozionare con una presenza scenica scarna come lo e' sempre stata ma capace di riempire il tempo da lei dedicato "nell'ammaliare" ancora un pubblico a lei riconoscente.
Ormai da sessant'anni sulla scena anche a Verona ci ha regalato momenti di grande coinvolgimento accompagnato dalla sua "big band" come l'ha presentata lei stessa in apertura del concerto. Un accompagnamento ridotto ai minimi termini e affidato al figlio percussionista e ad un ottimo pluristrumentista...un supporto vocale di ottimo livello a fare da supporto ad una voce meno potente, ma non potrebbe essere diversamente, ma capace ancora di ammaliare e coinvolgere l'ascoltatore. Circa 2000 persone ad ascoltarla. Una set list di grandi canzoni....quasi sussurrate ma cantate con tanta partecipazione e perche' no "amore". Lei la grande Joan Baez protagonista indiscussa ma le canzoni? Grandi canzoni....lei la "regina" ma incontrastata ed evidente la presenza del suo "re"..."Don't Think Twice"..."Farewell Angelina"...."Baby Blue"..."Forever Young"...."A hard rain's a-gonna fall"....senza sbavature o storpiature linguistiche...chiare come non mai....Eravamo li' ad ascoltare Joan ma grazie a lei non potevamo dimenticare da dove questi "gioiellini" inarrivabili arrivavano. Grazie Joan.

Ciao Paolo, anch’io sono convinto che Joan non abbia mai tirato fuori dal suo cuore Bob. Lo dimostra questo ultimo tour farcito di canzoni dylaniane. Qualcuno si chiederà perchè, ma al cuor non si comanda e certe cose rimangono dentro di noi anche dopo tutta una vita. Certo Bob è più riservato e solo ultimamente ha parlato positivamente di Joan come artista, ma guardandosi bene dal dire qualcosa sulla loro passata relazione. Quella fu una cosa loro e sempre rimarrà di loro esclusiva proprietà, tutti lo sanno quindi perchè parlarne? A volte è davvero banale ripetere sempre le stesse cose. Le loro canzoni sono cosa di tutti, la loro storia è solo loro. Live long And prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Bob Dylan inarrestabile, altre 28 date americane confermate

04 Ottobre 2018 - Phoenix, AZ - Comerica Theatre
05 Ottobre 2018 - Tucson, AZ - Tucson Music Hall
07 Ottobre 2018 - Albuquerque, NM - Kiva Auditorium
09 Ottobre 2018 - Midland, TX - Wagner Noël Performing Arts Center
10 Ottobre 2018 - Irving, TX - The Pavilion at the Toyota Music Factory
12 Ottobre 2018 - Tulsa, OK - River Spirit Casino Resort
13 Ottobre 2018 - Thackerville, OK - WinStar World Casino and Resort
14 Ottobre 2018 - Sugar Land, TX - Smart Financial Centre
16 Ottobre 2018 - Lafayette, LA - Heymann Center
17 Ottobre 2018 - Mobile, AL - Mobile Saenger Theatre
19 Ottobre 2018 - St. Augustine, FL - St. Augustine Amphitheatre
20 Ottobre 2018 - Clearwater, Florida - Ruth Eckerd Hall
21 Ottobre 2018 - Sarasota, FL - Van Wezel Performing Arts Hall
23 Ottobre 2018 - Fort Myers, FL - Barbara B. Mann Performing Arts Hall
24 Ottobre 2018 - Fort Lauderdale, FL - Broward Center for the Performing Arts
26 Ottobre 2018 - Orlando, FL - Walt Disney Theater | Dr. Phillips Center for the Performing Arts
27 Ottobre 2018 - Macon, GA - Macon City Auditorium
28 Ottobre 2018 - Chattanooga, TN - Tivoli Theatre
30 Ottobre 2018 - Huntsville, AL - Mark C. Smith Concert Hall - Von Braun Center
31 Ottobre 2018 - Knoxville, TN - Tennessee Theatre


02 Novembre 2018 - Asheville, NC - Thomas Wolfe Auditorium
03 Novembre 2018 - Durham, NC - Durham Performing Arts Center
04 Novembre 2018 - North Charleston, South Carolina - North Charleston Performing Arts Center
06 Novembre 2018 - Savannah, GA - Johnny Mercer Theatre
07 Novembre 2018 - Augusta, GA - The Bell Auditorium
09 Novembre 2018 - Charlotte, North Carolina - Ovens Auditorium
10 Novembre 2018 - Roanoke, VA - Berglund Performing Arts Theatre
11 Novembre 2018 - Richmond, KY - EKU Center for the Arts

Tutti, se siamo fortunati, abbiamo la possibilità di invecchiare. La vecchiaia è, come si usa dire “una brutta bestia”, ma questo non sembra riguardare Bob Dylan. Lui sembra passare attraverso le porte del tempo con lo stesso inalterato spirito di quando ha iniziato. Certo, la voce è cambiata, l’aspetto fisico anche, ma la “leggenda” che ha creato è rimasta inalterata.
Un intellettuale come Marc Augé – etnologo e scrittore reso celebre dalla teoria dei non-luoghi – ci spinge a riflettere su quello che tendiamo ad ignorare o sottovalutare, ci mette di fronte a quello specchio che anno dopo anno riflette un volto diverso, a volte spietatamente, lontano dall’immagine di se stesso che ognuno di noi ha dentro di lui.
Una delle caratteristiche fondamentali della nostra società odierna è la capacità e la volontà di rimozione di alcune categorie spazio-temporali. Le distanze geografiche sono state quasi azzerate dagli aerei che fanno perdere il senso della lontananza anche culturale di paesi e popoli diversi, così come il nostro inutile tentativo di cancellare la vecchiaia, di rimuoverla dal nostro pensiero che ci costringe di continuo a fare i conti con il passare degli anni, spesso con imbarazzo, fastidio e dolore.
Tra i maggiori inconvenienti dell’età più avanzata ci sono la malattia, la nostalgia e la solitudine. Il fatto è che si può vivere a lungo senza vedere molti amici cari e parenti scomparire, e con loro un pezzo della nostra vita. Qualcuno riesce a superare questi eventi, altri si lasciano vincere e cominciano a spegnersi a poco a poco. Se penso a Dylan sono certo che anche lui ha dovuto soffrire dolori fisici e morali come ognuno di noi, ha perso tante persone care, tanti amici, tanti amori, eppure sembra non essersi lasciato influenzare da questi eventi naturali anche se dolorosi. Lui continua, sera dopo sera, a salire sul palco, in qualunque parte del mondo, canta le sue canzoni, accenna un leggero inchino e se ne va senza dire una parola. Anche in questo è unico, qualcuno lo biasima per questo, continuando a sbagliare,, come Luigi XVI di Francia che, la sera del 14 luglio 1789, scrisse sul suo diario giornaliero: “Oggi, niente di nuovo”. Altri invece hanno capito ed allora va bene così.
Tutti abbiamo le nostre personali macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Altre ci portano avanti, e si chiamano sogni. Anche Dylan vive di ricordi e di sogni come noi, solo che lui è capace di raccontarli in meravigliose canzoni. Deo gratias! Mr.Tambourine, :o)

 

 
Martedì 7 Agosto 2018

Singapore - Star Performing Arts Centre, Star Theatre, August 6, 2018

   

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano with harp)
5. Duquesne Whistle (Bob on piano)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano with harp)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano with harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Tangled Up In Blue (Bob on piano)
12. Early Roman Kings (Bob on piano)
13. Desolation Row (Bob on piano with harp)
14. Love Sick (Bob on piano)
15. Don't Think Twice, It's All Rights (Bob on piano)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Gotta Serve Somebody (Bob on piano)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano with harp)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano)

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Talkin' 10548 - ilponte2010

Valerio Billeri e le Ombrelettriche ti invitano a visionare il loro progetto su Eppela per il crowdfunding per il nuovo disco tempo d'estate.
Leggi attentamente di cosa parla e se vuoi partecipa, avrai in cambio la tua ricompensa.
Daje !!!!
Valerio Billeri

https://www.eppela.com/it/projects/19059-tempo-d-estate

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Joan Baez in concerto a Verona: La recensione                                         clicca qui

 

 
Lunedì 6 Agosto 2018

Talkin' 10547 - giacomocarveni

Oggetto: Maravich

Salve,
Nono sono un grande conoscitore di Dylan (al contrario di mio padre che è un cultore ), ma mi sono imbattuto nella storia di Pete Maravich attraverso Federico Buffa e vorrei capire se come viene detto, ci sia una sorta di dedica a lui all’interno del brano Dignity. Vi ringrazio in anticipo per la risposta.


Ciao Giacomo, molto probabilmente anche tra i nostri "accaniti" lettori non tutti sanno che "Dignity" fu ispirata dalla morte di Pete Maravich che fu forse il miglior giocatore che il basket americano abbia mai avuto. Quando le radio diffusero la notizia Dylan fu molto colpito dalla morte di quello che forse, era stato uno degli idoli sportivi di Bob. Si ritirò in casa sfogando tutto il suo dispiacere scrivendo una fantastica canzone "stile Dylan", appunto "Dignity", trattando un tema già affrontato in altri modi da Dylan, alla sua maniera, narrando che aveva fatto molte domande ma senza avere avuto nessuna risposta. Nella canzone non c'è nessuno specifico riferimento a Pete, ma la sua improvvisa scomparsa fu quella che spinse Dylan a chiedersi con disillusione se qualcuno avesse mai visto di persona la dignità. La dignità, specialmente nella nascente America che ha sfruttato tutto e tutti per diventar grande,  era una cosa non nota e non di moda, ne sanno qualcosa i nativi americani sterminati senza pietà, i milioni di negri comprati e venduti come animali per lavorare nei campi di cotone del sud, per arrivare ai giapponesi che si son beccati 2 bombe atomiche in testa dai civilissimi americani. Comunque, passando sopra alle premesse negative, ecco un pò il riassunto della storia:

“La notizia, passata da tutte le radio, era che Pete Maravich, detto “Pistol Pete”, il famosissimo fuoriclasse del basket, era crollato su un campo a Pasadena e non si era più rialzato. Maravich era qualcosa da vedere – zazzerone di capelli stile Beatles, calzini abbassati, un vero prestigiatore del parquet di basket, uno che avrebbe potuto giocare con una benda sugli occhi”.
Un certo Bob Dylan, interprete di folk songs ormai lontane nel tempo, seppure ignorasse che Pete da piccolo, nel sottoscala di casa si allenava davvero con gli occhi bendati e guanti da apicoltore su pressante volere del padre Peter, fu veramente scosso dalla notizia della sua morte. Di conseguenza si rinchiuse in casa per qualche giorno per comporre una canzone davvero commovente, intitolata Dignity, un pezzo nel quale affida a personaggi strambi, uno grasso, uno magro, uno povero, uno cieco, una cameriera, un inglese ed altri, la domanda vana di dove si potesse trovare la cosìdetta dignità, senza ottenere in cambio alcuna risposta, nemmeno dal Principe Filippo di Edimburgo, consorte della Regina Elisabetta II. Il 5 gennaio 1988, mentre giocava una partitella dimostrativa (si era da tempo ritirato dal basket) nel ginnasio di Pasadena (invitato da un giornalista), mentre sta bevendo un pò d'acqua alla fontanella a bordo campo, si accascia a terra improvvisamente colpito da infarto. Analisi successive rivelano che in realtà aveva una malattia congenita mai diagnosticata: non aveva l'arteria coronaria sinistra.

ACCADE OGGI, 5/1/1988: a Pasadena, CA, su un campo da gioco muore Pete “Pistol” Maravich

Il viaggio di oggi, lo ammettiamo, è triste, davvero triste per chi ama la palla a spicchi. Ma, come sempre, ci piace partire da lontano, per farvi vivere più intensamente possibile questa storia, con uno sguardo prima al passato e poi all’immediato attimo dopo l’evento che vi stiamo per raccontare. Partiamo da quest’ultimo: se siete amanti di Robert Zimmerman, più noto come Bob Dylan, conoscete la canzone Dignity, incisa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio del 1988. Testo forte, come in ogni canzone della star del Minnesota, e con un significato particolare, dedicato proprio al nostro protagonista: Peter Press Maravich, ma per tutti Pistol Pete. Era mattina quando Bob Dylan apprese tramite radio la notizia della scomparsa del suo giocatore preferito, era con sua zia e, incredulo, ricordava tutte le giocate che gli vide fare una delle tante sere in cui Pistol dava spettacolo. Non poteva essere vero, no. Un uomo del genere non può andarsene così, con così poco clamore. Andava onorato, come si fa con i veri idoli della propria infanzia. Quella notte fu incisa “Dignity” ( https://www.youtube.com/watch?v=gSy267PTSnY  ). Cosa spinse quella sera Robert o Bob che sia a scrivere quella canzone commemorativa non è importante, ciò che più conta è quello che Pete aveva lasciato dentro i cuori di tutte quelle persone che almeno una volta lo avevano visto con una palla in mano. Passo indietro, di circa 24h. Da casa della zia di Zimmerman ci spostiamo nell’estremo sud della California, sulla costa occidentale degli Stati Uniti, a Pasadena. Nella scuola di un ginnasio vecchia maniera, legato alla Chiesa del Primo Nazareno, sta disputando, su invito probabilmente di James Dobson, giornalista di Focus on the Family, una partitella in cui si vede la doppia natura di Pistol Pete. Da un lato ancora in grado, a 40 anni, di comporre sonetti su un campo da basket, di stupire chi non riesce a staccare gli occhi da lui, dall’altro una persona che non ha più reali contatti col mondo terreno, che ha dedicato le ultime battute della sua vita alla conversione totale al cristianesimo e all’idea che l’ufologia fosse fondata e che, prima o poi, saremmo andati incontro ad una nuova civilizzazione. Questo dualismo, che lo ha accompagnato duranti gli ultimi 5 anni della sua vita, non lo ha reso meno straordinario, anzi. Questa sua capacità di vivere due mondi diversi lo ha reso ancor più speciale, anche se agli occhi di qualcuno poteva sembrare del tutto lunatico. Saranno sue le parole “I want to be remembered as a Christian, a person that serves Him [Jesus] to the utmost, not as a basketball player” (Voglio essere ricordato come un cristiano, una persona che ha servito Gesù al massimo, non solo come un giocatore di basket). No, come ripeteva Bob Dylan, non può essere. Non poteva finire. Dopo qualche giro difensivo di riposo, qualcuno urla “Water break!”, per rifiatare. Come in ogni palestra c’è la solita fontanina, dove basta premere un pulsante per veder saltar fuori un getto d’acqua. Stando a quello che hanno raccontato i presenti, fortunati come pochi, Dobson udì le ultime parole di Pete: “Pete come ti senti?” chiese James. La risposta fu immediata: “I feel great, sto benissimo!”. Ecco, quelle furono le sue ultime parole. Qualche attimo dopo, vicino a quella stessa fontanina, cade a terra, senza vita, vittima di un’insufficienza cardiaca. Sarà la sua ultima caduta, quella più importante, quella più brutta. L’autopsia rivelerà, però, una delle cose più sconcertanti. La sua morte non è dovuta ad un “semplice” infarto o come lo abbiamo definita prima. Il dottore che lo ispeziona non conosce Pete Pistol e non crede alle parole dei cari quando gli spiegano che era un Pro Basketball. Con la dovuta cautela, il dottore spiega alla moglie Jackie e ai figli che Pete è stato un miracolato, perché ha vissuto 40 senza l’arteria coronaria sinistra. Per gli altri esseri umani, escludendo Maravich quindi, il tempo di vita stimato è di 8 anni. Non appena l’arteria coronaria destra non ha retto, il cuore, il grande cuore di Pete Pistol si è fermato.
Il ricordo di Pete Pistol a Baton Rouge, Louisiana. (waymarking.com)
Si è fermato su un campo da basket e non poteva essere diversamente. Così come i soldati cadono sul campo di battaglia, così come i pugili si accasciano sul ring, così il cuore di Pistol ha smesso di battere su un parquet lucido, pulito, come ai vecchi tempi in cui gioca a LSU. C’era quando è stato inserito nella Hall of Fame ma non c’era quando è stato inserito tra i migliori 50 giocatori di sempre. A ricevere quell’onorificenza c’erano gli stessi figli che ascoltarono quelle parole dal dottore. Ci furono due scene estremamente toccanti: la prima è con Isaiah Thomas, la seconda è con Magic Johnson. Il playmaker dei Detroit Pistons, nel sottopassaggio, fermò i figli di Pete e gli disse: “Volevo dirvi che ogni mio movimento sul campo è stato ispirato da vostro padre”. La stessa cosa fece Magic che ammise: “I miei grandi Lakers sono stati chiamati la squadra dello Show Time. Ma il vero Show Time era il vostro papà”. Ad entrambi gli All Star non fu dato nulla più di un semplice “Grazie”.

Ed è lo stesso GRAZIE che noi rivolgiamo agli dei del basket, al papà Peter detto Press, alla mamma Helen, a chi lo ha forgiato, a chi ha creduto in lui, a chi gli ha permesso di giocare ed insegnare che cos’è la pallacanestro. Grazie Pete, ti saremo sempre riconoscenti. Non lo dimenticheremo mai!

(Fonte: http://www.nba24.it/wordpress/news/accade-oggi-511988-a-pasadena-ca-su-un-campo-da-gioco-muore-pete-pistol-maravich/ )

From Bob to Pete: storia di musica, basket e dignità
http://www.basketinside.com/nba/news-mercato-e-focus/from-bob-to-pete-storia-di-musica-basket-e-dignita/

Per conoscere più dettagliatamente laq storia di Pete:
Maravich: il giorno in cui Pete divenne Pistol
https://www.nbalife.it/maravich-il-giorno-cui-pete-divenne-pistol/

Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

 

 
Domenica 5 Agosto 2018

Hong Kong - Hong Kong Convention and Exhibition Centre, August 4, 2018

   

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano with harp)
5. Duquesne Whistle (Bob on piano)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano with harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano with harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Tangled Up In Blue (Bob on piano)
12. Early Roman Kings (Bob on piano)
13. Desolation Row (Bob on piano)
14. Love Sick (Bob on piano)
15. Don't Think Twice, It's All Rights (Bob on piano with harp)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. Long And Wasted Years (Bob on piano)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano)
20. Ballad Of A Thin Man (Bob on piano)

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Aggiunte nuove date per il Tour 2018

19 Agosto 2018 -  Sidney, Australia - Enmore Theatre

13 Ottobre, 2018 - Thackerville, OK, USA - Global Event Center

03 Novembre 2018 - Durham, North Carolina, USA - Durham Performing Arts Center
04 Novembre 2018 - North Charleston, South Carolina, USA - North Charleston Performing Arts Center
07 Novembre 2018 - Augusta, Georgia, USA - William B. Bell Auditorium
09 Novembre 2018 - Charlotte, North Carolina. USA - Ovens Auditorium

 

 
Sabato 4 Agosto 2018

Yuzawa-cho, Niigata, Japan - Olympic Gymnastics Arena, July 29, 2018

di Soichiro Irie

La notizia della presenza di Bob sul palco del FUJI ROCK Fest ci ha sorpreso.
È la prima esibizione di Bob in un grande concerto all'aperto dal '94 per la Great Music Experience in Giappone. Eravamo preoccupati per il tifone che si stava avvicinando al Giappone, ma il 29 luglio, ha piovuto e alla fine si è fermato. Ero sollevato. Ad ogni modo, ecco la mia recensione.

1. Things Have Changed
La prima canzone non è stata "All Along The Watchtower". Non c'erano grandi fari per illuminare il palco. Va bene. La Bob's Fest è iniziata.
2. It Ain't Me, Babe
Il suo canto era molto potente.
3. Highway 61 Revisited
Ha strapazzato la tastiera del piano. Rock & roll ardente!
4. Simple Twist Of Fate
Sta diventando buio e c’era una bella brezza. Bellissimo "Semplice Twist Of Fate". Da perfezionare. Alla fine della canzone Bob ha suonato alcune note divertenti al pianoforte.
5. Duquesne Wistle
Groovy swing. La voce di Bob si libera.
6. When I Paint My Masterpiece
Nessuna introduzione. Comincia a cantare "Oh, le strade di Roma ... "Siamo così felici di ascoltare questa canzone!
7. Honest With Me
Desideravo sentire questo nuovo arrangiamento! Twist and shout! Proprio come Little Richard. Lui sorride.
8. Tryin 'To Get To Heaven
La canzone delle isole deserte di Kazuo Ishiguro. Bellissima.
9. Don't Think Twice, It's All Right
L'introduzione è stata un po' pasticciata. Sul grande schermo a LED, Donnie Herron sembrava sorpreso. Ho pensato che questa canzone non fosse in scaletta.
10. Thunder On The Mountain
L'arrangiamento Surf-Rock anni 50-60. Così groovy. Abbiamo ballato tutti. Incredibile il 77enne!!
11. Make You Feel My Love
L'anno scorso, Bob non ha suonato l'armonica. Ero felice di sentirla di nuovo. Andiamo ai confini della terra per te, Bob!
12. Early Roman Kings
Heavy blues! Stu non ha suonato le maracas. Io non ho potuto vedere il grande Muddy Waters, ma ho visto Bob Dylan.
13. Desolation Row
Grande performance. È stato fantastico, spettacolare e magnifico. Immaginate! La jam di Bob e Donnie è stata un lavoro professionale.
14. Love Sick
Amo questa canzone. Non ci son state canzoni di Sinatra, ma questa"Love Sick" era vellutata, così sexy.
15. Ballad Of A Thin Man
Climax. Volevo che suonasse al centro della scena, ma non l'ha fatto. Va bene. Sono stato davvero commosso dall’assolo ardente di armonica.
16. Blowin 'In The Wind
Introduzione lunga. Sembrava che a Bob piacesse suonare la frase del pianoforte. Assolo di arpa amazzonica. Bob con i capelli agitati dal vento. Torna presto Bob, ci manchi già!

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Talkin' 10546 - ilponte2010

Ciao se ti va dai un occhiata al nuovo progetto di Valerio Billeri & Ombrelettriche se ti piace puoi sostenerlo. Daje !!!

https://www.eppela.com/it/projects/19059-tempo-d-estate

Ecco fatto, spero che questo nuovo progetto ottenga il successo che Valerio si merita. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)

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Il Concerto per il Bangla Desh: quando il rock diventò “buono”           clicca qui

 

 
Venerdì 3 Agosto 2018

Taipei, Taiwan - International Convention Center, August 2, 2018

  

1. Things Have Changed (Bob on piano)
2. It Ain't Me, Babe (Bob on piano)
3. Highway 61 Revisited (Bob on piano)
4. Simple Twist Of Fate (Bob on piano)
5. Duquesne Whistle (Bob on piano)
6. When I Paint My Masterpiece (Bob on piano and harp)
7. Honest With Me (Bob on piano)
8. Tryin' To Get To Heaven (Bob on piano and harp)
9. Make You Feel My Love (Bob on piano and harp)
10. Pay In Blood (Bob on piano)
11. Tangled Up In Blue (Bob on piano)
12. Early Roman Kings (Bob on piano)
13. Desolation Row (Bob on piano)
14. Love Sick (Bob on piano)
15. Don't Think Twice, It's All Rights (Bob on piano and harp)
(great Honky Tonk version)
16. Thunder On The Mountain (Bob on piano)
17. Soon After Midnight (Bob on piano)
18. All Along The Watchtower (Bob on piano)

(encore)
19. Blowin' In The Wind (Bob on piano)

 

 
Giovedì 2 Agosto 2018

Dylan ha suonato la chitarra in due canzoni a Fuji

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Talkin' 10545 - dinve56

Oggetto: Make you feel my love

Salve Mister,
una sola parola per te e per il nostro grande e unico Bob: grazie!!! Lunga vita. Carla.


:o)))))))))))))))))))))

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L’ultimo concerto di Joan Baez il 6 agosto a Caracalla                              clicca qui

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Nico, la sacerdotessa delle tenebre non smette di incantarci                     clicca qui

 

 
Mercoledì 1 Agosto 2018

Bob Dylan - "Make You Feel My Love" - @Fuji Rock Festival

  

 

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