MAGGIE'S FARM

SITO ITALIANO DI BOB DYLAN

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"TEMPEST" LYRICS 

a

Martedi 30 Aprile 2013

Louisville, Kentucky - The Louisville Palace - April 28, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano with harp, Donnie on lap steel)


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Talkin' 9047 - Stefano Catena

http://www.youtube.com/watch?v=Hs_NRbODKtM&list=PLhEYy-fLbAOufb4yDryBxipOdbNWC6cwI&index=1
http://www.youtube.com/watch?v=Hs_NRbODKtM&list=PLhEYy-fLbAOufb4yDryBxipOdbNWC6cwI&index=1

Un saluto alla fattoria di Maggie!!
sarebbe interessante una traduzione di cio' che dice Levy su Dylan durante questi 9 video.
Stefano C.

Hai ragione, speriamo che qualche Maggiesfarmer più ferrato di me nella lingua ci faccia almeno un sunto!

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TITO SCHIPA JR. in “DYLANIATO”                                                   clicca qui

 

 
Lunedi 29 Aprile 2013

Murray, Kentucky - Murray State University - CFSB Center - April 27, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Summer Days (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano with harp, Donnie on lap steel)


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Newark, Delaware - University of Delaware - Bob Carpenter Center - April 12, 2013

di Paul

Palcoscenico per lo più nudo, nesuna intro, sono entrati sull’applauso della gente. Bob aveva un grande abito, soprattutto una camicia verde brillante, ma il tutto era troppo grande per lui, sembrava nuotarci dentro.
Impressioni: Il canto di Bob nelle prime 2-3 canzoni mi ha sorpreso, è stato forte, non ghiaioso e torturato, molti interventi di armonica in tutto il concerto, il sorriso che carica il versetto, Bob mostra con forza la sua coscienza che esplode, sottolineando ogni sillaba. Cambiati alcuni testi, ma le canzoni erano lontane dalla loro emotività, uno show-operaio, non una sola sorpresa dalla band, con Duke che suonava sordo e ordinario. In Watchtower Bob sembrava goffo, a volte suonando il pianoforte con una mano sola e l'altra appoggiata sul fianco. Nessuna intensità, vocale o musicale. Dopo Pay in Blood la voce ha avuto un calo, è tornata roca e sibilante. Non mi importa della voce, ne dei ritmi alterati, ne dei testi impiccati, ma questo spettacolo è stato poco interessante, noioso, senza ritmo, lento ed esitante, senza luce. Dopo aver visto spettacoli che risalgono al ‘74, Bob ha avuto il mio ultimo $.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
di David

Un paio di cose. Bob indossava una camicia verde sotto il vestito nero, aveva stivali da cowboy con la punta bianca.

Le prime due canzoni Bob è rimasto fondamentalmente al centro del palco senza suonare chitarra o pianoforte. Posso capire perché, ora c’è Duke Robillard. Duke era impressionante. Una grande aggiunta. La somiglianza con Jerry Garcia è fantastica. Duke ha davvero suonato bene in Tangled Up in Blue, e mi è piaciuto molto l’arrangiamento. Per la nuova canzone di questo tour "What good am i?", è possibile davvero sentire Bob picchiare sui tasti. E' stato fantastico.

Bob inizia intorno alle 8:30 dopo i Dawes alle 7:30. La security era un pò troppo rigorosa, niente birra (a me non mi importa di questo, ma ad alcune persone interessava). Pubblico seduto tutto il tempo, la maggior parte delle persone sono state annoiato e non è loro piaciuto lo spettacolo. Ma ancora una volta, sono rimasto sorpreso. Quando Bob ha lasciato il palco, tutti sono impazziti e hanno voluto il bis.

L'altra cosa che ho notato è che l’Oscar è ancora sul palco, ma è chiaro che è una copia e non l'Oscar originale. Inoltre, sono tornati gli specchi sul palco, quindi niente foto-haha.

In sostanza un buon spettacolo - Duke sta ancora cercando di inserisi, non sembra curarsi se Bob gli dà il "look", perché è fuori da ogni cosa e suona solo ciò che sente di poter suonare. E' stato davvero bello. Bob è rimasto al pianoforte per gran parte della notte. Tony è stato grande come al solito, lui è veramente un bassista straordinario.

Mi piace la nuova sistemazione. La grande differenza che ho notato rispetto all'anno scorso è che Bob suona il pianoforte e la chitarra molto meno, e si posiziona al centro della scena e suona l'armonica, cosa che i ragazzi del college sembravano apprezzare di più. Mi è piaciuto molto Bob al pianoforte in Visions of Johanna. A presto, David
.

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Talkin' 9046 - Maurizio

Ciao,
non sò se nella fattoria sia possibile segnalare locali, nel caso sia possibile segnalo a tutti questo gioiellino di birreria che si trova a Zanè nell'alto vicentino, un covo per veri Dylaniati, oltre a questo birre eccellenti e un'oste veramente simpatico, il mitico Gigi !!

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g2016219-d3766264-Reviews-Birreria_Jokerman-Zane_Province_of_Vicenza_Veneto.html

Sono vent'anni che conosco questo posto, ma mi è venuto in mente solo ora di segnalarvelo, meglio tardi che mai !!!
Maurizio

Grazie, credo che tu abbia fatto cosa gradita ai dylaniati della zona e dintorni! :o)

 

 
Sabato 27 Aprile 2013

Champaign, Illinois - University of Illinois - Assembly Hall - April 25, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel, Tony on white Fender 6 string bass, George on drums with brushes)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin, Tony on white Fender 6 string bass, George on drums with sticks)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
4. Soon After Midnight (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on white Fender 6 string bass, George on drums with brushes)
5. Early Roman Kings (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
6. Tangled Up In Blue (Bob seated at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes then sticks)
7. Pay In Blood (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes)
8. Visions Of Johanna (Bob seated at grand piano, Donnie on electric mandolin, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes)
9. Spirit On The Water (Bob standing at grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with sticks)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass, George on drums with sticks)
12. What Good Am I? (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with mallets)
13. Summer Days (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
14. Workingman's Blues #2 (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass with bow, George on drums playing with hands)
15. All Along The Watchtower (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with sticks)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob standing at grand piano with harp, Donnie on lap steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with sticks)

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Newark, Delaware - University of Delaware - Bob Carpenter Center - April 12, 2013

di Michael Perlin

Allora, nuova venue, nuovo stato, nuovo make-up, nuova band. La metà delle canzoni diverse rispetto al mio ultimo concerto (a Barclay, ultimo spettacolo del tour con Knopfler), tre debutti (cinque per Linda che non è andata all'ultimo concerto). Riassunto versione Post-it: Un brillante inizio e una fine ancora più brillante, ma un pò di cedimento nel mezzo. Sorprendentemente, il punto più alto è stato, per me, Ballad of a Thin Man, e più sorprendentemente ancora, il punto più basso (non posso credere che sto scrivendo queste parole) è stato Visions of Johanna.

Newark, Delaware, si trova a circa 75 miglia dalla nostra casa a Trenton. Un tirata dritta giù per la 95, molto trafficata naturalmente. Il concerto era nello stadio di basket, e le nostre sedie - io preferisco ancora i concerti dove si sta in piedi – sarebbero state perfette per una partita dei Knicks: ... Il suono era il tipico mix BD. Cera molta gente più vecchia di noi (yay!), ma anche un sacco di genitori con bambini, alcuni ragazzi del college (molti meno rispetto al mio ultimo concerto al Monmouth College).

Un tempo di cambio molto veloce tra i due set (circa una quindicina di roadies sul palco, mi hanno ricordato delle trasmissioni della Met Opera e il modo in cui il paesaggio viene cambiato tra il 1° ed il 2° atto del Rigoletto. Come succede ultimamente, Stu sale per primo, suona un riff blues (un ottimo riff blues), e poi arriva la band.
Stessa scaletta, identica, come a Kingston ed a Buffalo. E’ mai capitato (in una settimana, tre scalette identiche??). Non so perché, ma devo pensare che questo faccia parte della graduale integrazione di Duke nella band.

Un voto? Probabilmente B + / A-. Alcuni momenti brillanti, ma, ahimè, un pò di impantanamento. Ne è valsa la pena? Assolutamente!

Le canzoni:
1. Things have changed: amo questo brano come apertura (come sempre quando sento un opener, sono trasportato indietro a metà degli anni '90, ai giorni di Jokerman). Questa era una versione rockabilly che era un apertura perfetta per questo gruppo di canzoni. Alcune nuove frasi (invece di ", ma .... Le cose sono cambiate", ora "..... ma le cose devono cambiare "). La band suonava bene, un inizio eccellente. Bob al centro della scena (Col senno di poi, devo dire che quasi tutte le canzoni eseguite al centro della scena hanno funzionato meglio di quelle dietro al pianoforte ...)

2. Love Sick: La mia prima volta in otto anni (da Beacon nel 2005), un tesoro ogni volta che la sento. Prima armonica della notte (lo dirò; Bob è diventato un armonicista che vale la pena di ascoltare, che rivelazione!). Ottima prestazione, specialmente su linee come "il silenzio può essere come un tuono". Così la sensazione è perfetta per il suono corrente di Bob. Avevamo visto Leonard Cohen nel mese di dicembre, e Linda ha osservato che la postura di Bob non era dissimile da quella di Leonard ...

3. High Water: Ancora al centro della scena, e questo sicuramente lo stile "narratore" che ha perfezionato negli ultimi anni. Insistente, la presenza della sventura. Questo è Bob nella pienezza dei suoi 70 anni, che guarda indietro ad una vita "piena di fatiche e di sangue" e ancora, intonazione perfetta.

4. Soon after midnight: Prima volta al pianoforte, ho pensato che ha funzionato meglio questa al mio secondo ascolto, Linda è al primo. Amo questa canzone, dall'apertura "I'm searching for phrases" fino a "date with a faerie queen." OK, i miei amici che leggono questa recensione non saranno sorpresi di sapere che mi è scappata qualche lacrima dagli occhi... molto simile alla versione di Tempest.

5. Early Roman Kings: Anche in questo caso la mia seconda volta e Linda la prima. Un beat stile martcia funeraria.
Anche pericolo nell’aria. Quando ho sentito questo pezzo solo dopo le elezioni, non riuscivo a capire se si trattava di una band anni '50 del Bronx o dei sostenitari di Romney.
Non ne sono ancora sicuro. Mi aspetto che questo pezzo rimarrà in rotazione anche dopo che Bob avrà iniziato a variare le scalette, e penso che questa sia una cosa molto buona.

6. Tangled Up in Blue: Qui è dove le cose hanno cominciato ad essere un pò impastate. Prima strofa alla grande, e anche alcuni tentativi di singalong nell'ultima riga del coro (Il pubblico era troppo pacato, senza cori, senza pestare i piedi nel corridoio ...). qualche versetto è stato saltato, qualche parola cambia nella parte che parla del poeta italiano, il verso di Montague Street (credo) è stato saltato, qualche parola cambiata nel verso che parla delle mogli dei falegnami, ma non è questo il punto. Alla fine della canzone, sentivo l’energia lontana. Questa è stata la prima canzone in cui Duke ha suonato più di 6 battute di assolo di chitarra (io adoro ancora Larry Campbell, ma sono in attesa di vedere come la presenza di Duke cambierà la spinta della band, come aveva fatto Charlie nel suo secondo ritorno.

7. Pay in Blood: La mia prima "prima" della notte. Canzone amabile sull’album, ma dal vivo ancora non riesce a venir fuori, sembtra essere ancora impantanata. Non è viva come sul CD.

8. Visions of Johanna: sospiro. Una seria delusione, quando ho sentito questa canzone a Barclay, qualcuno ha detto che era una "magnifica interpretazione, ... concentrata, appagante." Questa, ahimè, non lo era. Ed è riuscita a decollare solo un pò verso la fine. Il pianoforte ha funzionato, l'intro è stata un pò diversa, credo, ma non era questo il punto.

9. Spirit on the Water: Ancora al pianoforte, anche se l'armonica ha aggiunto alla canzone un pò di profondità. L’arrangiamento Rikki-Tikki che è familiare a coloro che l’hanno sentita più di una volta. La band stava cominciando a ritrovare un pò di energia

10. Beyond Here Lies Nothing: Torna al centro della scena (grazie!). La band ha iniziato ad accelerare il passo, e ho cominciato a sentire la band lavorare insieme in modi ai quali eravamo abituati negli ultimi annui, e Duke ha tirato fuori il suono di uno sporco blues di Chicago (che è una cosa molto buona). Eccellente armonica come in Love Sick, l'aggiunta del mandolino elettrico di Donnie ha dato grande spessore al pezzo. Linda ha osservato seccamente che la voce di Bob suonava un pò come Jimmy Durante ma io ho pensato che fosse più Tom Waits ...).

11. Blind Willie McTell: Al centro palco, altre frasi di armonica. Una cosa molto buona, canzone geniale, brillante e con una resa di alto livello.

12. What good Am I?: Un'altra prima. Splendida. Splendida. Di gran lunga il suo miglior lavoro al pianoforte della notte. Fraseggio squisito. Band del tutto in sintonia. Il fango di mezza sera ormai totalmente una cosa del passato. Vale il prezzo del biglietto.

13. Thunder on the Mountain: Duke splendente in questo pezzo, il suono era di una grande band anni ‘40s che sta facendo uno jitterbug basato su un blues in 12 battute (non so se questo sia giusto tecnicamente, ma è esattamente così che suonava).

14. Scarlet Town: La mia terza prima. Anche in questo caso, quasi nota per nota della versione dall'album, son così felice di averla sentita di persona. Ancora una volta, alcuni testi saltati, ma la brillantezza di Bob fa in modo che ci si chieda come un uomo possa esprimere le sue emozioni in modo così perfetto.

15. All Along the Watchtower: Sono così felice che questo classico sia tornato in scaletta. Quante diverse versioni ho sentito negli ultimi decenni? Ma questa è l'essenza di Bob: rock duro, testi enigmatici, col vento che sta sempre cominciando ad urlare. Eccellente assolo di Duke. La band potrebbe suonare per un'altra ora, per quanto mi riguardava.

16. (Bis) Ballad of a Thin Man: Anche se la band era in fila ad arco, nessuna presentazione dei membri. Mi aspettavo Bob venire al centro della scena per questo. Così sono stato deluso dal fatto che è rimasto al pianoforte. Questa era una versione assolutamente brillante, il miglior lavoro della band nella notte, grande armonica di Bob, grande voce, grande spirito. Questa potrebbe essere stata la mia preferita performance live di questa canzone dagli anni '60. Che bel modo di finire un concerto.

Quindi, serata formidabile all’ inizio ed alla di fine, ma non così tanto nel mezzo. Non vedo l'ora di leggere le recensioni degli altri e le recensioni dei concerti successivi. Comunque, come sempre, grazie Bob!

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De Gregori: "Le canzoni non vanno spiegate".                                clicca qui

 

 
Venerdi 26 Aprile 2013

Springfield, Missouri - Missouri State University - JQH Arena - April 24, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano with harp, Donnie on lap steel)

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Talkin' 9045 - Adriano Ercolani

Carissimo,
vi segnalo questo divertentissimo omaggio grafico a Bob
http://www.typographyserved.com/gallery/Bob-Dylans-HAND-LETTERING-EXPERIENCE/5173535

Presto vi invierò nuovi saggi dylaniani su http://contezarganenko.blogspot.it/
un grande saluto, Adriano

 

 
Giovedi 25 Aprile 2013

St. Louis, Missouri - Peabody Opera House - April 23, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Summer Days (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano with harp, Donnie on lap steel)

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Lewiston, Maine - Adroscoggin Bank Colisée - April 10, 2013

di Zoo di Caino

Lewiston, Maine, Colisèe. Mercoledì. Un vivace 44 gradi. I Dawes presentano un insieme di brani per lo più dal loro terzo album, che è nuovo di zecca. Ho sentito che Jackson Browne ha scoperto questi Dawes. A dire la verità, io non ascolto chiunque altro quando vengo a vedere Bob Dylan. Ho già detto abbastanza di loro.
Grande pubblico come al solito e bella atmosfera.
Otto e trentaquattro, sono fuori e ruggente, sbuffando veloce come un Frieght-Train. I cuori battono mille volte al minuto. Lentamente il treno scivola verso il basso metodicamente, cade giusto in Love Sick. Bob è davanti e al centro.
Sono stufo di amore, vorrei quello che non ho mai incontrato. High Water, diretta verso di noi, stupendo gioco in grande spolvero. Soon after midnight con Bob alle tastiere, una ninna nanna rock. Early Roman Kings davvero lucente, oh, c'è qualcosa di più meraviglioso di uno spettacolo di Bob Dylan?
Tangled Up In Blus è infatti una rete intricata di musica heavy duty, stordimento, canto e danza, mentre il Maestro suona anche le tastiere.
Pay In Blood, pesante, pesante, pesante. Pago col sangue, ma non il mio.
Una morbida Visions Of Johanna. Spirit On The Water, come aprire il rubinetto della fontana dell’ acqua spirituale. Suona come una canzone di Natale, con il chitarrista (che assomiglia un pò a Babbo Natale) che suona molto bene, bello. Armonica chiara tutta notte. Beyond Here Lies Nothing, solo la luna e le stelle. Bob in piedi, al centro della scena, nello svolgimento di questo numero pazzesco. Forte, forte, allegro mentre suona l'armonica. Nessuno poteva suonare il blues come Blind Willie McTell. Di nuovo al piano per What Good Am I, tonante, tremendo controtempo in gloriosa serie. Scatta la follia con Thunder On The Mountain. Se hai qualcosa da dire, dillo, o stai per sempre zitto. Piove dal soffitto una superba città Scarle, incredibilmente ispirata.
Forte All Along The Watchtower. Nel mezzo della canzone la mia mano che si agitava ha accidentalmente mandato in aria il telefonino di una donna mentre era intenta a fare le riprese dello show, chissà dov’è finito, introvabile. Così sconvolto non potevo entrare in Ballad of a Thin Man, ma la signora, con molta grazia, mi ha detto di non preoccuparmi, e che Bob Dylan era molto più importante.
Grazie a Dio, subito dopo lo spettacolo il telefono è stato trovato da un giovane, il telefono era caduto davanti a lui. Che grande concerto!! La band era così dannatamente buona e Bob Dylan, ancora una volta ha mostrato la verità, alla quale noi crediamo con tanto fervore.

 

 
Mercoledi 24 Aprile 2013

Lewiston, Maine - Adroscoggin Bank Colisée - April 10, 2013

di Ernest Gurney

Da qualche parte oltre la "Persistence of Memory" di Dalì e “Rashomon” di Kurosawa si trova il paesaggio sempre fluido del Never-Ending Tour dylaniano. Anche quando le setlist sembrano essere “bloccate” come sembra in questo tour, nessun concerto è mai una ripetizione di un altro. E questo è come dovrebbe essere, come ascoltare Bob.
Gli specchi accanto al palco riflettono le raffiche di flash, infatti il concerto inizia con un appello al pubblico per provare a vivere l'esperienza al momento, invece di filmarla con i minuscoli schermi dei cellulari o degli I-pod per consegnarli alla memoria.
Prendetevi un momento per leggere "Vacation" di Wendell Berry (poetryfoundation.org) ed avrete lo stesso messaggio. Iniziate a sperimentare la vostra vita, invece di "preservarne i ricordi ".

Un inaspettatamente breve interludio dall’uscita dei Dawes che hanno aperto lo show e le luci si spengono, qualche fraseggio di chitarra e la band al completo comincia "Things Have Changed".
"Things Have Changed" è il canto di un uomo rotto dentro, un concetto scuro e profondo, Dylan è il tragico narratore della realtà in piena, al centro della scena, ingobbito e solo un pò nascosto dall’oscurità. Questa oscurità continua in "Love Sick" e “High Water” È dura là fuori. Ma Dylan ha la voce per questo, gli assoli di armonica sembrano archi di luce nel buio della notte.
Spostatosi dal centro della scena, Dylan si piazza dietro al pianoforte a coda e cambia il tono della notte con un sussurro per “Soon after midnight”, tenera ... amabile... presentata come se fosse una rosa. Dylan suona, si muove attraverso la pagina umana dell’esperienza come se fosse la soluzione di un cruciverba.
Poi qualcosa di più spirituale con “What Good Am I” e “Spirit on the Water", poi prosegue con "Early Roman Kings" e "Pay In Blood" con un piccolo accenno di "Scarlet Town". Lui è ovunque. Lui ci getta in faccia 16 canzoni in 90 minuti. Alcune troncatei (una malriuscita modifica di "Tangled Up In Blue", il miglior esempio di brevità draconiana), ma per la maggior parte di esse è solo la freschezza dell’esecuzione. La band sembra "tirare le redini" per mancanza di una migliore termine. Ci sono momenti di elaborazione musicale che non vengono approfonditi, assoli inesplorati, le mappe delle canzoni diventano schizzi, con sfumature e suggerimenti.
Ci sono alcuni movimenti liberi, in particolare in alcuni passaggi suggestivi di armonica. I suoi polmoni soffiano ancora ma la laringe non può essere sostituito dall’armonica, veramente momenti di suono che fuggono troppo veloci.

Alcuni brevi flash della serata: "Visions of Johanna" .... testo costruito sulla falsariga di Tom Thumbs Blues, il cui pigro riff "When you're lost in Juarez" trascina Johanna nel caldo afoso messicano ..... guardo Duke Robillard eseguire il suo mestiere con aplomb, umile e fiducioso. Non una nota sprecata. Un maestro .....

"Early Roman Kings" impilata sull’ anima di Muddy Waters .... "Beyond Here Lies Nothing " mette in rilievo i tesori del cuore. “Scarlet Town ".... Yeats e Blake, Burns e tutti quegli eterni .... stridenti fantasmi e antiche maledizioni.
Poi ...... "All Along The Watchtower" seguito da "Ballad of a Thin Man" .... "Qualcosa sta accadendo e tu non sai cosa sia?” Sono la stessa cosa? Si sono le risposte alle nostre domande.

La vita può essere anche questa ...... cosa c’è di male? Può diventare una esperienza sia comune che individuale? I concerti di Dylan sembrano essere un tentativo coraggioso. Ognuno di noi seduto nella caverna di Platone .... ma quando dobbiamo lasciare lo stadio? Hai visto anche tu quello che ho visto io? Hai sentito quella frase? Ha detto ...????

Ci dirigiamo verso casa .....che schianto ..... domani riprendo la mia vita lavorativa, parlo con una donna francese che parla di un cane ucciso dopo il concerto, dovrò rimettere la testa nel mio lavoro, è la vita. Solo vita.

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Talkin' 9044 - Dario "Twist of fate"

Ciao Mr T, come va? Spero bene. Un saluto a tutti i lettori di Maggie's Farm e in particolare a Michele Murino.
Era dai tempi di La strada delle otto automobili che non scrivevo una sequenza di racconti...
Quello che sto provando a fare è dare un seguito a quei racconti, tra citazioni musicali e non, tra Dylan, Nick Cave, Waits, Van Morrison, Bowie e Springsteen.
Ecco le prime due puntate pubblicate dalla amico Stefano Cuzzocrea sul suo sito:To be pop

Ecco i link:
http://www.tobepop.net/lezioni-spirituali-per-giovani-hipster-79/  (parte uno) 

http://www.tobepop.net/the-stars-are-out-tonight-e-il-frigo-non-si-sbrina-da-solo/  (parte due)

A breve arriverà anche il terzo, dedicato interamente a Dylan.
Un saluto, Dario "twist of" Greco

Grazie da parte mia e di tutti i lettori di Maggie's Farm, resto in attesa del prossimo, a presto, :o)

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Morto Richie Havens, aprì il concerto di Woodstock                       clicca qui

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Talkin' 9043 - Duluth49

Ho appreso questa mattina della scomparsa del grande RICHIE HAVENS , sarei grato se facessi ascoltare a tutti gli amanti della fattoria una sua stupenda interpretazione di The times they're a changin' tratto da un piccolo C.D. a cura di Ezio Guaitamacchi .
Un caro saluto a tutti, grazie, Marcello

 

Caro Marcello, non sò se il video è la versione che dici tu, comunque è magnifica anche questa! :o)

 

 
Martedi 23 Aprile 2013

Bob Dylan annuncia l'AmericanaramA Festival of Music tour

Bob Dylan lancia l'AmericanaramA Festival of Music tour, una serie di concerti nei quali dividerà il palco con Wilco, Richard Thompson, Ryan Bingham e My Morning Jacket. Il tour estivo ( circola anche la "voce" che da questo tour verrà tratto un disco live di Bob) si svolgerà esclusivamente negli USA: partirà il 26 giugno da West Palm Beach, Florida, e toccherà 20 diverse città USA, prima di concludersi a Mountain View, California, il 4 agosto.
Queste le date:

6/26/13 West Palm Beach, Florida - Cruzan Amphitheatre
6/27/13 Tampa, Florida - Florida State Fairgrounds
6/29/13 Atlanta, Georgia - Aaron's Amphitheatre at Lakewood
6/30/13 Nashville, Tennessee - The Lawn at Riverfront Park
7/2/13 Memphis, Tennessee - AutoZone Park
7/5/13 Noblesville, Indiana - Klipsch Music Center
7/6/13 Cincinnati, Ohio - Riverbend Music Center
7/7/13 Columbus, Ohio - Nationwide Arena
7/10/13 St. Paul, Minnesota - Midway Stadium
7/11/13 Peoria, Illinois - Chiefs Stadium
7/12/13 Bridgeview, Illinois - Toyota Park
7/14/13 Clarkston, Michigan - DTE Energy Music Theatre
7/15/13 Toronto, Ontario - Molson Canadian Amphitheatre
7/18/13 Darien Center, New York - Performing Arts Center
7/19/13 Bridgeport, Connecticut - The Ballpark at Harbor Yard
7/20/13 Mansfield, Massachusetts - Comcast Center
7/21/13 Saratoga Springs, New York - Performing Arts Center
7/23/13 Columbia, Maryland - Marriweather Post Pavilion
7/24/13 Virginia Beach, Virginia - Farm Bureau Live
7/26/13 Hoboken, New Jersey - Pier A Park
7/27/13 Wantagh, New York - Nikon at Jones Beach Theater
7/28/13 Camden, New Jersey - Susquehanna Bank Center
7/31/13 Denver, Colorado - Fiddler's Green Amphitheatre
8/1/13 West Valley City, Utah - USANA Amphitheatre
8/3/13 Irvine, California - Verizon Wireless Amphitheatre
8/4/13 Mountain View, California - Shorline Amphitheatre

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Bowling Green, Ohio - Bowling Green State University - Stroh Center - April 21, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel, Tony on white 6 string Fender electric bass, George on drums with brushes)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin, Tony on white 6 string Fender electric bass)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
4. Soon After Midnight (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on white 6 string Fender electric bass, George on drums with brushes)
5. Early Roman Kings (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
6. Tangled Up In Blue (Bob sitting at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes then sticks)
7. Pay In Blood (Bob stranding at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes then sticks)
8. Visions Of Johanna (Bob sitting at grand piano, Donnie on electric mandolin, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes)
9. Spirit On The Water (Bob standing at grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass, George on drums with brushs then sticks)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin, Tony on 4 string hollow body electric bass)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on mallets)
13. Summer Days (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
14. Scarlet Town (Bob standing at grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
15. All Along The Watchtower (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Tony on 4 string hollow body electric bass)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob standing at grand piano with harp, Donnie on lap steel, Tony on white 6 string Fender electric bass)

 

 
Lunedi 22 Aprile 2013

Kalamazoo, Michigan - Wings Stadium - April 20, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel, Tony of white 6 string electric bass, George on drums with brushes)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin, Tony on white 6 string electric bass)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
4. Soon After Midnight (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony of white 6 string electric bass, George on drums with brushes)
5. Early Roman Kings (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
6. Tangled Up In Blue (Bob sitting at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes then sticks)
7. Pay In Blood (Bob stranding at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes)
8. Visions Of Johanna (Bob sitting at grand piano, Donnie on electric mandolin, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes)
9. Spirit On The Water (Bob standing at grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass, George on drums with brushs then sticks)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin, Tony on 4 string hollow body electric bass)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on mallets)
13. Thunder On The Mountain (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
14. Scarlet Town (Bob standing at grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
15. All Along The Watchtower (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Tony on white 6 string electric bas)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob standing at grand piano with harp, Donnie on lap steel, Tony on 4 string hollow body electric bassl)

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Akron, Ohio - University of Akron - EJ Thomas Hall - April 19, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel, Tony of 6 string electric bass, George on drums with brushes)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin,Tony on 6 string electric bass)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
4. Soon After Midnight (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony of 6 string electric bass, George on drums with brushes)
5. Early Roman Kings (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
6. Tangled Up In Blue (Bob sitting at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes then sticks)
7. Pay In Blood (Bob stranding at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes)
8. Visions Of Johanna (Bob sitting at grand piano, Donnie on electric mandolin, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on drums with brushes)
9. Spirit On The Water (Bob standing at grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin, Tony on 4 string hollow body electric bass)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on 4 string hollow body electric bass, George on mallets)
13. Summer Days (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
14. Scarlet Town (Bob standing at grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
15. All Along The Watchtower (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Tony on 4 string hollow body electric bass)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob standing at grand piano with harp, Donnie on lap steel, Tony on 4 string hollow body electric bass)

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Talkin' 9042 - Marco L.

volevo solo segnalarvi che Bob Dylan su facebook, chi lo usa per lui, sono due giorni che pubblica questo
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152728653955696&set
=a.139119345695.230741.11955325695&type=1&theater

ieri pubblicò solo la scritta americanarama, e già c'era chi sperava in un nuovo album, oggi aggiunge che sarà un festival , ma per ora la cosa resta un piccolo mistero, senza spiegazioni nè didascalie. voi ne sapete qualcosa?

Fino a ieri la pagina delle news del sito ufficiale riportava solo la foto che hai segnalato tu, da oggi invece c'è la notizia ufficiale che Bob Dylan e la sua band, in compagnia dei My Morning Jacket, dei Wilco, Richard Thompson Electric Trio e Ryan Bingham sarà nel cartellone ufficiale dell' AmericanaramA Music Festival:

http://www.bobdylan.com/us/news/americanarama-festival-music-tour-summer#us/news

La data del concerto non è ancora stata comunicata ma è certo che appena sarò definita verrà resa nota, stay tuned, :o), 

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Talkin' 9041 - Francesco Tamburini

Lo aveva citato Paolo Vites nel suo ultimo articolo pubblicato qui nella fattoria, allora sono andato a cercarlo su Youtube, visto che non ne avevo mai sentito parlare, e così ho trovato uno dei momenti più magici che Bob Dylan, penso, abbia mai regalato al mondo intero, insieme a tutti gli altri artisti presenti quella sera. In un tripudio di colori musicali, il nostro si esibisce in una perfomance di un incredibile valore, e così bastano le prime note di Hard Rain per addentrarci in questo nuovo, per il sottoscritto, sentiero onirico che solo il menestrello ci può far assaporare.....
Qui c'è il video con le parti di Dylan, compreso il finale di gruppo con I shall be released:

Si tratta di un filmato tratto da "The Great Music Experience", un concerto interpretato da musicisti giapponesi e internazionali andato in scena davanti al tempio buddista di Todai-ji, a Nara, in Giappone, nel maggio 1994. Il concerto, che si tenne per tre notti (dal 20 maggio al 22 maggio) e fu in parte finanziato dall'Unesco, ebbe luogo di fronte al più grande edificio in legno del mondo, che ospita la più grande statua del Buddha nel mondo. Il cast era veramente straordinario, con la presenza sul palco dei seguenti artisti:

Bob Dylan
Cara Butler
Hasedera Temple Shomyo
Hiroshi Hori
INXS
Ishida
Jon Bon Jovi
Joni Mitchell
Koji Tamaki
Leonard Eto and His Drummers
Richie Sambora
Roger Taylor
Ry Cooder
Ryu Hongjun and Tempyo Gafu
Shoukichi Kina
The Chieftains
Todai-ji Shomyo
Tokyo New Philharmonic Orchestra
Tomoyasu Hotei
Toshinori Kondo
Wayne Shorter
X Japan
Yoshiki

Backing musicians
Ray Cooper
Ed Shearmur
Jim Keltner
Phil Palmer
Pino Palladino
Wix Wickens

La Fattoria aveva parlato in diverse occasioni di questo evento postando i relativi filmati, ma ti ringrazio di avercelo risegnalato e ricordato ancora perchè si tratta davvero di una delle più belle performance dal vivo di Bob!

 

 
Sabato 20 Aprile 2013

Bethlehem, Pennsylvania - Lehigh University - Stabler Arena - April 18, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage with harp, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano with harp, Donnie on lap steel)


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Lowell, Massachusetts - University of Massachusetts - Lowell Tsongas Center - April 9, 2013

di Richard Moody

Forse è perché Bob ama la città, che è il luogo di nascita di Jack Kerouac, ma tutto ciò che i fan la ragione allo show di Lowell hanno goduto una serata di musica di Bob e la sua band che era su un alto livello di energia dall'inizio alla fine. Ci sono state scivolate occasionali in quella voce che sia afflitta in modo permanente da Un grave caso di laringite, ma nel complesso suonava molto meglio di quanto mi aspettassi e sicuramente ha eseguito ogni canzone come se ci tenesse a questo proposito. Il chitarrista Duke Robillard, il nuovo membro della band, ha dimostrato la sua notevole abilità strumentale in diverse canzoni tra le quali "All Along The Watchtower" e "Beyond Here Lies Nothin’”. E' stato anche bello sentire alcune delle nuove canzoni di “Tempest” e qualche classico raramente eseguito come "Blind Willie McTell." Alla fine dello spettacolo il pubblico ha fatto a Bob una sentita standing ovation e tutti sono tornati a casa col sorriso sulle labbra.

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di Steinar Daler

So che ci sono un sacco di Dylan-fans che vedono diversi Dylan-concerti uno in fila all’altro (leggendo le loro recensioni su Boblinks) e mi chiedo come è vedere 3 concerti di Dylan con la stessa set-list.
Io ho visto quelli di Amherst, Kingston e Lowell e ora sono tornato a casa. Ho visto Dylan in numerosi concerti di fila molte volte prima, ma non sono sicuro di aver visto 3 concerti con la stessa identica set list. Forse a Hammertsmith 20 anni fa.
Comunque posso dire che è stato fantastico. (Ad Hammersmith 20 anni fa fu noioso). Perché è stato fantastico?

1. Dylan è in buona forma ed ha controllo molto professionale sull’intero concerto.
2. Dylan ha un nuovo chitarrista, Duke Robbillard, che migliora il suo modo di suonare per ogni concerto.
3. La set-list è un mix perfetto: 3canzoni degli anni 60, 1 degli anni '70, 2 dal '80, 1 dal 90, 5 dal 2000 e 4 canzoni dal 2010. La scaletta è molto dinamica con pezzi rock uptempo, ballate ed altri perfettamente miscelati: basti pensare a Blind Willie Mc.Tell, What Good Am I?, Thunder On The Mountain e Scarlet Town.
4. Nuovi brillanti arrangiamenti. Tra di loro l'incredibile bella, sincera e commovente “What Good Am I?”, una migliore "Tangled Up In Blue" con Duke Robillard che sta aggiungendo sempre più eccellenti liks di chitarra ad ogni prestazione. Una molto dinamica “Watchtower” che passa da momenti di tenerezza a dei crescendo, sempre meglio suonate da Duke e da Bob col pianoforte. Molte altre canzoni hanno un nuovo e buon arrangiamento. "Early Roman Kings" è sicuramente meglio dal vivo che su Tempest.
5. La voce di Bob è stata buona in tutte le canzoni. Le canta con tutto il suo cuore ed in alcune, come "Vision of Johanna", "What Good Am I?” e “Scarlet Town” la sua voce è migliore di quanto ho sentito da molti anni. Non abbaia, non grida, e usa solo pochissime tracce di canto staccato, che è anche adatto quando usa quella voce.
6. Stu suona esclusivamente la chitarra accustica e lo fa molto bene.

Se ci sono alcuni aspetti negativi, posso ricordare che la lap steel di Donny è ancora troppo bassa nel mix e che "Ballad Of A Thin Man" non è buona come è stata negli ultimi anni perché Bob non canta dal centro del palco ma da dietro il pianoforte. Ma, è ancora buono.
Avrei volentieri partecipato ad altri spettacoli anche se non avesse cambiato la setlist. Andate a vederlo!

PS! Grazie per le piacevoli serate del dopo-concerto ai buoni amici (ragazze e ragazzi) provenienti da Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Germania e Svezia! Vi amo tanto quanto amo Bob!

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Questa sera a Ciriè (To): JOKERMEN - LA MUSICA DI BOB DYLAN  clicca qui

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Talkin' 9040 - Stefano Catena

Anche ieri sera a Bethlehm Bab ha fatto la stessa set list da quando ha iniziato il tour. Da quel che ricordo non è mai successo che durante il NET ripestesse scalette o song sempre uguali per un periodo così lungo. Per dei concerti da set-list "blindate" bisogna andare indietro nel tempo,quando il NET ancora non esisteva, annate come il 1974-75 o 78 o nel 1966 dove come in ogni concerto o come ogni artista che sale sul palco, vedi i cantanti italiani o stranieri di oggi o di sempre, Bob riproponeva di città in città le stesse song con poche variazioni.
Ci sono deglii scritti di fan o di critici o di fugaci ascoltatori di dylan che amano dire, parfrasando o prendendo in prestito rivolgendo a Dylan la domanda contenuta nella song di Bob "Ballata di un uomo sottile", in molte circostanze, "cosa sta succedendo Bob" ?. Ecco me lo chiedo anche io ora. Cosa sta succedendo Bob?
Stefano C.

Credo niente di particolare a mio modo di vedere, forse Robillard non è ancora pronto per sostenere un tour-book di 60/70 canzoni, può essere? :o)

 

 
Venerdi 19 Aprile 2013

Milano: Questa sera alla "Salumeria della Musica "Un uomo chiamato Bob Dylan" - con Ezio Guaitamacchi e Massimo Bubola                                       clicca qui

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"Ring Them Bells", per chi suonano le campane - di Paolo Vites      clicca qui

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Tim Rice: “Altro che Bob Dylan, il migliore è Mick Jagger!”             clicca qui

 

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Giovedi 18 Aprile 2013

Richmond, Virginia - Landmark Theater - April 16, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano with harp, Donnie on lap steel)

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Kingston, Rhode Island - University of Rhode Island - Ryan Center - April 8, 2013

di Bill Thomas

Andare a un concerto di Bob Dylan in questi giorni è un pò come andare in chiesa. Non che andare in chiesa sia una brutta cosa. E' solo che l'esperienza – e non sto parlando di prestazioni di Dylan qui - è diventata così tranquilla, e il pubblico così blandamente reverenziale, che il godimento della partecipazione ad un concerto rock viene annullato.
Ho avuto buoni posti con grande vista alla sinistra del palco, ma dopo un pò mi sono spostato perché non avevo voglia di fare nulla per disturbare le persone, come battere le mani troppo forte. Così ho vagato un pò, finendo in piedi dietro l'ultima fila di sedili in platea. Stavo veramente cercando il mio migliore comportamento, stavo cercando di essere tranquillo come un topolino.
Verso la fine dello show, Bob ed i ragazzi si sono lanciati nell’ inquietante "Scarlet Town", e poi ho fatto una cosa pazzesca: nella mia esuberanza ho gridato "Si combattono con il whisky, la morfina e gin" quando Dylan è arrivato a quella linea. Ogni singola testa nelle ultime tre file delle sedie in platea si è voltata a guardare in stato di shock e soggezione il vociante miscredente, al che mi sono sentito in dovere di emettere un grido di scusa. Voglio dire, davvero, quando si va ad un concerto rock non è come andare ad un concerto di pianoforte! Ascoltate l'energia e il tumulto della Rolling Thunder, le registrazioni di Newport e Birmingham per fare un confronto. Ma, credo, "Things Have Changed", per quanto infuocata, fino alla spensieratezza di “High Water” non sono riuscite a far scollare il culo della gente dalle sedie, idem per “Early Roman Kings” con il suo tempo di stoppati riff blues ed i suoi mistici testi. Allo stesso modo, anche la narrazione affascinante di "Tangled Up in Blue" ha mancato di sollevare la folla muta e immobile in canti e balli. "Pay in Blood " è un tour de force, anche se non è stato reso nel feroce e vendicativo tono che si sente sul disco, invece, le sue sfumature contrappuntistiche si sono prestate ad una lugubre aria di elegia di questo capolavoro. "Visions of Johanna" è un gioiello per i secoli, e qui abbiamo sperimentato come l'aggiunta di Duke Robillard abbia aggiunto atmosfere jazz multicolori alla prestazione.
"Thunder on the Mountain" avrebbe potuto essere "Summer Days” con i suoi sbarazzini riff di stile Chuck Berry e l’assolo prolungato di Robillard avrebbe potuto essere indimenticabile, eppure, neanche una parola sul perché non più di cinque persone in sala si sono alzate facendo casino con i loro stivaletti sul pavimento in questo pezzo.
La già citata "Scarlet Town" è un ritratto cupo e sottile di piccole vite cittadine che solo Dylan poteva descrivere così magistralmente. "All Along the watchtower” con la sua potenza di fuoco ha combinato il rock duro con la finezza di Robillard
producendo un melange vorticoso di bellezza e di grazia.

L’apertura dei Dawes con le loro influenze stile Laurel Canyon-CSNY è stata ricca di buone armonie con facili e orecchiabili canzoncine. IL cantante / chitarrista Taylor Goldsmith era quasi ridicolmente umile, ripetendo continuamente il nome della band in modo che il pubblico del concerto avrebbe ricordato che li avevano visti salire sul palco prima di Dylan.

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Mercoledi 17 Aprile 2013

Talkin' 9039 - Tarantulalips

Ciao Mr. Tambourine, scrivo alla fattoria perchè volevo sapere che ne pensavi tu dell'inizio del tour americano di quest'anno. Io onestamente (anche ascoltando la registrazione postata quì su maggiesfarm) non sono troppo d'accordo con quanto detto finora. Le canzoni le ho trovate spente e in alcuni casi anche un po' campate per aria, come se Duke non le conoscesse. Anche pay in blood, che lo scorso anno aveva mantenuto un arrangiamanto molto fedele al disco, mi è sembrata fiacca. La voce non la trovo potente come descritta ma sempre più distrutta, mi chiedo come mai il Nostro non abbia ancora deciso di sottoporsi ad un intervento chirurgico per migliorarla.
L'arrivo di Duke per ora a mio parere non è stato efficace, ma penso anche che serva alla band un po' più di tempo per ingranare in quanto hanno avuto solo 3 o 4 giorni per le prove e conoscendo le capacità del nuovo entrato sono molto fiducioso.
Ti ringrazio molto e dimmi che ne pensi, se sottoscrivi oppure no con quanto detto.

Ho già fatto intuire su queste pagine il mio pensiero sull'inizio del tour e su Robillard, ma mi ripeterò volentieri. Ho sentito  anch'io, quando l' ho postata, la registrazione del primo concerto del tour e l'impressione che ne ho avuta non è stata per niente negativa. Che gli arrangiamenti delle songs sembrino campati in aria non è una novità negli standard dylaniani, spesso e volentieri inizio e fine delle canzoni sono un pò un'avventura, a volte vengono bene ed altre volte sono una mezzo disastro, ma questa è una caratteristica dylaniana, a lui non interessa di sembrare un disco dal vivo, anzi, tutt'altro, lui è un artista che dal vivo esprime se stesso in quel preciso momento, non importa se negativo o positivo. Ma che Dylan sia fatto così non sono certo io a fartelo scoprire. Robillard di certo non conosce le canzoni e non ha avuto certamente molto tempo per provare, ricordo che Duke ha partecipato alle registrazioni di "Time Out Of Mind" apparendo solamente in "Million Miles", "Tryin' To Get To Heaven" e "Can't Wait". Credo che abbia bisogno di più tempo per interagire ed amalgamarsi bene con la band e padroneggiare meglio le canzoni, comunque, al di là di questo, il suo esordio mi è sembrato molto positivo. Il sound mi sembra, come ho già detto, meno grezzo di quando c'era Charlie, più blues e meno rock, d'altronde Robillard è un chitarrista essenzialmente blues, mentre Charlie è più spostato verso il rock. A mio parere le premesse sono positive e mi fanno ben sperare, anche se il tempo che passa influisce sempre più sulla voce di Bob. Ormai credo che nessun intervento medico possa migliorare la situazione e Bob si esibirà finchè riuscirà a gracchiare qualcosa, naturalmente è esclusa ogni speranza di miglioramento, così è e così teniamocelo, almeno finchè avrà la forza e la voglia di girare il mondo per venire a suonare anche da noi, magari non proprio bene, magari non sarà di certo la "famosa serata magica" che tutti i suoi fans si apettano, ma sarà sempre il Nostro che canta per noi, e scusate se è poco! Fondamentalmente la tua disamina è giusta ed accettabile, forse sembra troppo pessimista, ma è condivisibile. Và anche detto che le recensioni dei concerti fino ad oggi sono state tutte più che positive. ma noi non possiamo e non dobbiamo più desiderare un altro tipo di Dylan. Bob è quello che oggi riesce a dare e non vedo perchè lamentarsi, ricordo decine di concerti negli anni pasati nei quali, anche se aveva ancora la sua voce, non si capiva assolutamente una parola. Trovo la sua voce così disastrata molto interessante, carica di pathos che riesce ancora ad esprimere alla grande non in tutti i pezzi naturalmente. Ricordo di aver visto una figura pietosa di Sir McCartney all'inaugurazione delle Olimpiadi di Londra, quindi perchè lamentarsi di Bob? Anche l'anno scorso a Barolo è stato all'altezza solo in quattro o cinque canzoni, il resto, causa l'assenza mentale di Sexton, la inutile presenza di Herron (ma cosa suonava? Ho sentito solo qualche nota di violino in tutta la serata), Stu e George stanchi e distratti, il solo Tony che cercava di spingere Bob per risollevare il tono del concerto. Devo anche dire che girare il mondo come fanno loro non è per niente riposante, credo sia semplicemente massacrante, ma se abbiamo sempre la necessità o la voglia di vedere Bob dobbiamo accettarlo con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti, backing band compresa. Non credo che oggi Bob sia più in grado di esprimersi diversamente, cerca di divertirsi e di farci divertire, a volte ci riesce a volte no, ma che importa, Bob è Bob e tutto il resto è noia! Alla prossima, :o)

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Talkin' 9040 - Adriano Ercolani

Carissimo Mr.Tambourine,
ti sottopongo la recensione di un libro per me davvero stupendo, "Berlino Zoo Station" di Massimo Palma. Una guida culturale di Berlino, sotto forma di racconto a più livelli, che incrocia i mille percorsi delle grandi personalità che hanno interpretato lo spirito della città negli ultimi due secoli. Un testo postmoderno nel senso migliore, in cui il pop e la filosofia si incontrano senza forzature o banalità. Il libro parla direttamente degli U2, ma anche di Bowie e Lou Reed. Nelle mie riflessioni ovviamente la guida, il parametro, più volte menzionato, è il loro e nostro maestro Bob.

http://contezarganenko.blogspot.it/2013/04/berlino-zoo-station.html

Grazie e a presto!! Adriano Ercolani


Grazie a te che scrivi troppo bene e ci fai partecipi! :o)

 

 
Martedi 16 Aprile 2013

Ithaca, New York - Cornell University - Barton Hall - April 14, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano with harp, Donnie on lap steel)

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Talkin' 9037 - Maria Rosa Ventura

Caro Mr. Tambourine,
ringrazio Adriano Ercolani per le belle parole che mi ha scritto: troppo buono! :-)
Spero di decidermi a postare nel suo blog un paio di riflessioni che mi sono venute in mente in merito al bel testo che ha dedicato a Bowie. Ma ora basta coi salamelecchi per i quali non sono molto portata... (per quanto il significato originale della parola sia molto bello: sala'm 'alaik', "pace su di te")
Veniamo all'argomento del momento: Dylan still on tour. Potessi, prenderei l'aereo e andrei a sentirmi un paio di concerti negli States... ma così non è. Quindi devo ringraziare chi mi ha permesso di sentire la registrazione di una serata, in attesa che si faccia vedere da queste parti.
Mi aspettavo, per qualche imponderabile motivo, che la sua voce suonasse un po' diversa in questo avvio di 2013, ma devo dire che quel che ho sentito, in qualità e intensità di interpretazione, è andato ben oltre.
La voce di Dylan mi è sempre piaciuta in tutte le sue forme e ho sempre faticato a comprendere le polemiche al riguardo... Che sia Scirocco o Mistral, Khamsin o Harmattan, Libeccio o Chinook da sempre il vento ci trasporta e ci travolge, ci distrugge e ci rinnova e dall'occhio-Polifemo di Ciclone ci lasciamo incantare, prima di legarci sotto una pecora e scappare... ma non si può dire al vento che è un vento "sbagliato".
Che ci rinfreschi o ci faccia gelare, che gonfi le vele della nostra barca o ne abbatta il pennone, che culli le foglie dell'albero sotto il quale stiamo facendo una siesta o ne dondoli i rami facendoci cadere una mela in testa: è vento, e basta.
Il giunco lo sa, si piega e danza.
Ora però, più che un vento, la voce di Dylan mi sembra Eolo in persona!
Le nozze di Cadmo e Armonia sono state l'ultima volta in cui gli dèi si sedettero a tavola con gli uomini. Ma "una vita dove gli dèi non sono invitati non vale la pena di essere vissuta" *. Per questo, ogni volta che Arte, Poesia, Amore assurgono nel fulgore della loro compiutezza, l'incontro avviene, l'incanto si ripete.
Non solo gli dèi dei grandi racconti mitologici, delle grandi saghe, ma anche il Signore - ha-Shem - Elohim, l'Uno e Infinito delle storie bibliche, ci sono spesso sembrati troppo umani con le loro passioni, azioni, sentimenti. Eppure è nell'ascendente, abbagliante forza poetica di cui quelle storie sono intessute che il Divino si erge in tutta la sua grandezza.
Questa è la sorgente, la fonte a cui Dylan si disseta, e a cui attinge l'acqua per le nostre tavole e quell'acqua e così buona che, talvolta, ci aspettiamo di vederla trasformarsi in vino.
Un abbraccio, Maria Rosa

* Roberto Calasso - "Le nozze di Cadmo e Armonia" - Adelphi , 1988 (e ristampe).

Cara Maria Rosa, mi piace come ti esprimi e le cose che inserisci nei tuoi pensieri, significa che la tua visione delle cose è molto più vasta dell'argomento che stai trattando, e questo è bene, la cultura è un bene prezioso e non ha mai fatto male a nessuno! E' vero, grande è la fonte alla quale Dylan si disseta prima di riversare a suo modo su di noi parte di quello che ha assorbito. Con l'arrivo di Robillard sembra che il suono si sia addolcito ed arricchito di sapore blues, meno roccheggiante e confusionario di quando c'era Charlie. Sexton è stato come una violenta fiammata, per un pò ha funzionato, poi, credo si sia perso nella vastità dei suoi problemi personali. Ora il suono gira intorno all'acustica di Stu od al piano di Bob, ma l'insieme è più gradevole, Robillard è stata una scelta azzeccata, speriamo che duri e che porti ulteriori frutti all'albero dylaniano. Naturalmente la voce ha tratto giovamento da questa diversa situazione sonora, Dylan ha, almeno in questo inizio di Tour, la voce riposata e fresca e non deve urlare per sovrastare il volume sonoro che lo circonda. Credo che dovremo stare a vedere e soprattutto sentire il seguito del tour, sperando che le cose rimangano così senza degenerare come successe con Charlie, ma Robillard sembra un tipo con la testa sulle spalle ed esperiena da vendere, quindi, quando uno non ha altri grilli per la testa è difficile che peggiori. Un salutone, alla prossima, :o)   

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Talkin' 9036 - Dario "Twist of fate"

Ciao Mr T, salutissimi!
ti segnalo un nostro nuovo post di tematica e di ispirazione dylaniana.
Eccolo:

http://leoriginidelmale.blogspot.it/2013/04/tokyo-dream-tutto-e-contaminato.html

Facile (oppure no) cogliere gli eventuali riferimenti del caso.
Dario "twist of" Greco

Conseguenza? A hard rain's gonna fall! Caro Dario, vedo che continui a sfornare piccoli capolavori e la cosa mi fa veramente piacere. Ricordo quando da semplice lettore della Maggie's Farm allora gestita dall'indimenticabile ed indimenticato Michele "Napoleon in rags" Murino leggevo avidamente i tuoi post. Roba buona, come quella odierna, è proprio vero che la classe non è acqua! Quando vuoi sai che queste pagine sono sempre a tua disposizione, un abbraccio, alla prossima, Mr.Tambourine

 

 
Lunedi 15 Aprile 2013

California, Pennsylvania - California University of Pennsylvania - Convocation Center - April 13, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano with harp, Donnie on lap steel)

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Newark, Delaware - University of Delaware - Bob Carpenter Center (The Bob) - April 12, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano with harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano with harp, Donnie on lap steel)


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Amherst, Massachusetts - University of Massachusetts Amherst - Mullins Center - April 6, 2013

di Larry Fishman

La University of Massachusetts di Amherst è la più grande scuola situata in mezzo a montagne e pascoli per le mucche a circa 2 ore a ovest di Boston. L'ultima volta che Bob ha suonato qui, un burlone chiamato Anthony, aveva ordinato nella miglior pizzeria della città 100 pizze per lo staff di Bob Dylan. Per simpatia mi sono fermato a comprarne per un paio di fette (mentre il pollo speziato con peperoni e cipolle era buonissimo) e rapidamente ho scoperto che il personale non sapeva che Dylan era tornato a suonare in vittà.... umm, comunque non accettano più grandi ordini.

La folla: Possiamo dire che questo spettacolo era quasi tutto esaurito. Siamo stati tutti entusiasti, un pubblico apprezzamento, ma l'arena è  un luogo troppo grande per il mio eroe 71enne. Se la memoria non mi inganna, questo è il mio 4° spettacolo in questo luogo.

Dawes - Opening Act: questi rockers Californiani hanno aperto lo show puntualmente alle 7:30. Sono abbastanza certo di aver visto un paio di loro con il loro equipaggiamento di chitarre che avevano appena scaricato dalle loro auto giocare a frisbee nel parcheggio prima dello spettacolo. Mi colpisce come siano un incrocio tra Wilco e Jackson Browne, questo quartetto suona come dei professionisti, Ernest è il capo ed il set di apertura è stato molto buono. Non erano male, ma non abbastanza accattivanti per i miei gusti.

La band: L'elefante che si muoveva nella stanza dei cristalli (Charlie Sexton) è stato sostituito da Duke Robillard. Se avessi un quarto di dollaro per ogni volta che ho sentito qualcuno lodare Charlie, sarei un uomo ricco (e, per Dio, io sono un uomo ricco – capite cosa intendo). Uomo strano questo Sexton, le ultime due volte che l’ho visto aveva la museruola come un cane, suonava scarsamente, ma ricordo anche di averlo visto infuocato spingere Bob a scambiare liks con lui, ma cerchiamo di essere reali – questo da molto tempo non stava accadendo più. Detto questo, ho intenzione di dare al nuovo ragazzo Robillard un solido B come voto. Ha suonato la lead guitar tutta la notte. Vorrei che potesse ruotare la manopola del volume sulla sua chitarra da 5 a 7 per sentirlo più presente nel mix generale. E' più vecchio e più pesante di Sexton, ma spero possa acclimatarsi bene nella band se Bob crederà in lui. Indipendentemente da ciò, hanno avuto il tempo di confezionare per Duke un vestito grigio che portava insieme alla consueta camicia nera insieme con il resto della band. E portava anche il suo cappello.

Bob: semplicemente sembrava fantastico, riposato, comodo e sorridente per la notte intera. Vestito con un abito nero, con strisce bianche alla gambe e una cravatta a stringa. Bob era una presenza energetica per tutta la notte, un coinvolgente front man.

Abbiamo avuto quasi le stesse canzoni come l’apertura del tour a Buffalo con “All Along The Watchtower” che ha sostituito “Highway 61". Credo che sia stato il momento giusto per dare un pò di riposo a "LARS", e sono entusiasta per i quattro brani da “Tempest”.

Palco con 2 specchi sul davanti per confondere i fotografi con flash, 4 ampie luci appese alle travi e lo stadio pieno di spot teatrali. Nessun incenso portato fuori, nessun roadie zoppicante e niente presentazioni, Stu Kimball inizia al galoppo con un riff blues aspettando che tutta la band si unisca a lui per poi lanciarsi in:

1. Things have Changed - Bob in piedi al centro della scena per aprire questo spettacolo. Inizio scattante e bello questa sera - credo che Tony Garnier abbia un nuovo basso, questo è più piccolo e più sottile del solito che usa.  Bob annuì a Duke per il suo primo breve assolo della serata.

2. Love Sick - Con Stu Kimball all’ acustica che porta la band con il riff principale, Bob al centro della scena che dondola avanti e indietro, che stende le braccia, sorridente, incandescente.

3. High Water - Bello vedere il banjo riportato in questo numero e Bob continua a tenere banco al centro della scena, muovendo i piedi, ballando avanti e indietro, annuendo, sorridendo, pavoneggiandosi e poi alla fine della canzone aggrappandosi allo stand vuoto del microfono, col microfono in mano per le parole finali. Magnifico.

4. Soon After Nmidnigh - È ora di cambiare posto, così Bob lemme lemme va  verso il pianoforte per un rilassato e riposato arrangiamento di questo valzer lento. dolce e preciso, con un tocco di blues e un rapido sorriso.

5. Early Roman Kings - Tempo di blues. Solo l'amore di George Recile per questa  musica dà veramente alla canzone la giusta grinta. Il nostro Ding Dong Daddy ha dato una croccante interpretazione in chiave bassa che avrebbe reso Muddy Waters orgoglioso.

6. Tangled Up in Blue - Ho buone notizie, abbiamo un nuovo arrangiamento ed è giunto il momento di ascoltarlo. Credo che l'ultima volta che ho veramente apprezzato questa canzone dal vivo nella band c’era John "JJ" Jackson – credo verso la metà degli anni '90. La canzone era diventata molto disordinata a volte, anche se sempre un favorito per la folla. Questa versione è stata attenuata appena sufficientemente per riportare un po' di più dei suoi sapori originali. E' ancora eseguita come un rocker, ma l’ arrangiamento vocale è diverso e più lento . A volte la band ha suonato dolcemente e silenziosamente per permettere alle parti vocali di guidare quell’incredibile viaggio. Naturalmente qualche riga è stata cambiata, speriamo di avere un bootleg per controllare se il poeta del 15° secolo sia diventato “un truffatore da un altro secolo".

7. Pay In Blood . Effettuato un pò più lento rispetto alla versione dell'album con la band che suona dolcemente dietro le parole sorprendenti di Bob. Una delle molte gemme nella notte. Mio Dio, questo testo così come l'intero album Tempest scorre senza sforzo. Bob non aveva bisogno di tirare fuori il suo dizionario delle rime, il flusso delle parole è perfetto. Sembra solo una ballata, ma questo brano è estremamente tagliente, cattivo e di taglio pesante come il sesso.

8. Visions Of Johanna - Si dovrebbe suonare questo pezzo ogni notte, perchè non pensarci? Bello, facile da cantare, deve aver usato una decina di voci diverse per questa canzone, ma stasera, seduto al pianoforte, con un bel suono profondo la voce era giusta.

9. Spirit on the Water - E prima che mi dimentichi, abbiamo avuto molte parti di armonica stasera e lui era decisamente come John Popper come in questo brano. Davvero bene l’armonica, non le solite note tirate in lungo, ma un tripudio di note.

10. Beyond Here Lies Nothin' - altra grande ballata e va detto che nel complesso questa è stata una notte dolce e mi ha convinto che questo pezzo è da fare sempre, Bob non ha bisogno di urlare sopra la band, a questo punto penso che suoni meglio a volumi più bassi. La voce era dolce e chiara, tutte le ragnatele fuori dalla gola. Penso che il paio di mesi di pausa gli abbiano giovato - ha cantato alla grande l’uomo, e sì, un altro assolo energetico di armonica che in realtà ha scatenato la folla.

11. Blind Willie McTell. Maggiori interventi di banjo - le uniche volte che ho notato Donnie Herron è quando suona un pò di banjo (altrimenti sembrava nascosto dietro Dylan, senza cappello e fuori luogo). In ogni caso, questo è stata una take meravigliosa, e la mia nuova amicva Barbara, seduta accanto a me è esplosa di gioia come la sua canzone preferita è stata iniziata. Il tizio all'altro mio fianco, mi ha detto che ha pensato fosse il meglio della notte e la prima volta che sentiva quella che sarebbe diventata certamente la sua canzone  preferita dal vivo. Cavolo, è la canzone preferita di tutti - certamente la miglior canzone che Dylan ha scritto nel 1980 ed è stata sensazionale. Bob al centro, muovendosi e dondolandosi, ha anche accennatio qualche passo di marcia per mostrare energia.

12. What Good Am I?. Wow. Una bella, lentezza luttuosa che ha creato nella folla il suo punto culminante. Superba. A questo punto potrei anche essere a corto di superlativi, perché questa è stata una ottima serata - nota per nota, canzone per canzone. Certo c’è stato qualche buco qua e là, ma poca roba senza soluzione di continuità.

13. Thunder on the Mountain – Ha incantato la folla, grande Bob, ha preso me e tutti gli altri. Lasciate fare a Bob tutto cio vuole fare squadra (tranne tradizionale album di Natale album naturalmente), e lui saprà scatenare la folla.

14. Scarlet Town. Grazie. Una splendida esecuzione di questa intrigante e magistrale canzone. Non si può trovare una migliore esempio della continua vitalità di Robert Zimmerman nelle fasi successive della sua lunga carriera migliore di questo brano. Splendida.

15. All Along The Watchtower. L'unico cambiamento dalla set list di Buffalo ha suscitato sorpresa in tutti intorno a me e pure un pò di sollievo. In ogni caso, è sempre un piacere sentire questo classico.

16. Ballad of a Thin Man – Ottimo bis e buono per la presentazione della band, anche perchè Bob non ha detto una parola per tutta la serata. Lui non ha bisogno di parlare quanto ci da shows come quello di questa sera.

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Talkin' 9035 - Eustachio

Complimenti, gran bel sito.
Un riferimento.
Continuate così.
Eustachio

Grazie per i complimenti, cercheremo di continuare così finchè la salute ce lo permetterà, alla prossima, :o)

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Talkin' 9035 - Marzio55

Che ne dici?

Caro Bob Dylan - Gian Pieretti

 

Mica male! :o)

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DONNE ROCCIOSE - # 3 - Joan Baez                                                  clicca qui

 

 
Sabato 13 Aprile 2013

Con il nuovo album e il nuovo chitarrista, le cose sono cambiate per Bob Dylan

Di Scott Mervis / Pittsburgh Post-Gazette

Se voi foste stati al Centro Eventi Petersen per gli ultimi due spettacoli del 2010 di Bob Dylan, forse vi stareste chiedendo che cosa ci sarebbe voluto per trascinarvi di nuovo ad uno dei suoi concerti.
Quegli spettacoli furono tra i peggiori che ha fatto qui, con il livello di energia che puntava direttamente verso il basso e il gracchiare nella sua voce davvero sgradevole. Ma cerchiamo di non cedere alla disperazione.

Per cominciare, tutti noi sogniamo di vederlo di nuovo in un vero e proprio teatro di 3.000 posti a sedere, cosa che non sta ancora succedendo, in parte a causa della sua popolarità con la folla dei college.
In secondo luogo, può essere la mia personale teoria, ma Dylan sembra prosperare in queste venue più disparate. L'ho visto più di 20 volte, a partire dal 1980 e tuttora considero quello di Conneaut Lake Park 1992 lo show più magico (Se solo fosse andato al di là del solo materiale cristiano in quei tre spettacoli di Stanley!) Allo stesso modo, la show al Consol Energy Park vicino a Washington, in Pennsylvania, con Willie Nelson e John Mellencamp nel 2009 è stato di gran lunga migliore di quello americano di the American Eagle South Side parking lot nel concerto del 2008.
Il luogo non è l'unico motivo di ottimismo. Dylan farà pochi concerti per questo inizio tour 2013 che è iniziato a Buffalo, NY, e le sue corde vocali dovrebbero essere relativamente fresche, e "Things Have Changed", non è stata un’ apertura casuale.
C'è un nuovo uomo nella band, un certo Duke Robillard, dei Roomful of Blues, che ha sostituito Charlie Sexton, dando nuova vita alla causa mentre si cambia la set list.
Bob ha anche fatto dei pezzi dal nuovo album ed è stato un bene, perché nessuno apprezza uno spettacolo fato solo di nostalgia. Dylan ha suonato quattro canzoni dal suo ultimo album n° 35 “Tempest", liricamente graffiante che a fine anno ha chiuso al 4° posto nell’elenco di Rolling Stone ed al 16° nel sondaggio Pazz e Jop, un risultato notevole per un artista di 71 anni.
I giudizi dei fans su boblinks.com sono entusiasti della versione live di "Scarlet Town," dell'emotivao "What Good Am I?" (da "Oh Mercy") e il suo appuntamento con il capolavoro di Blonde on Blonde "Vision of Johanna", uno dei soli tre brani provenienti dagli anni '60.
Per quanto riguarda la sua presenza scenica, un post su boblinks scriveva: "Egli semplicemente sembrava fantastico, riposato, comodo e sorridente per tutta la notte .... Bob era una presenza energetica per tutta la notte, un coinvolgente front man."
L’apertura è stata fatta dai Dawes, un quartetto di L.A., "Abbiamo fatto molta strada con tanti eroi della nostra giovinezza - Jackson Browne, John Fogerty, Conor Oberst - ma non abbiamo mai pensato di apparire sullo stesso palco con Bob Dylan" ha detto il frontman del gruppo Taylor Goldsmith alla rivista Rolling Stone.

(Fonte: http://www.post-gazette.com/stories/ae/music/preview-with-new-album-new-guitarist-things-have-changed-for-bob-dylan-682915/

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Talkin' 9033 - Adriano Ercolani

La conoscevi questa?
un saluto, Adriano

 

Non la conoscevo, versione interessantissima, bella ed originale, grazie mille, :o)

 

 
Venerdi 12 Aprile 2013

Lewiston, Maine - Adroscoggin Bank Colisée - April 10, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Summer Days (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)


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Amherst, Mass. - University of Massachusetts Amherst - Mullins Center - April 6, 2013

Bob Dylan presso il Centro Mullins

di Donnie

AMHERST - Bob Dylan ha proseguito la sua esplorazione che dura da molto tempo delle sfumature della musica americana con una performance presso il Mullins Center nella notte di Sabato. Con una band di cinque elementi e alternandosi tra il pianoforte sul fianco del palco ed una vocal front-center zone, Dylan ha offerto due ore di musica, 16 canzoni in totale.
Anche se il èarterre e diverse sezioni della parte inferiore erano piene, lo spettacolo non è stato sold out. Dylan, che ora si esibisce anche in queste arene sportive, è stato a lungo considerato più un artista da teatro che da arena.
C'erano pezzi di rock e country, pezzi di blues e jazz come icone musicale suonate attraverso accordi di ottima fattura. Dylan ha preferito rimanere al lato del palco dietro al piano, ma ha aperto con “Things have changed.
E’ rimasto lì, facendo interventi sporchi di armonica blues in "Love Sick", e portato la band col banjo di Herron in "High Water (For Charley Patton)."
Il palco era scarso e poco illuminato, rendendo le ombreggiate vaghe, il tutto sembrava essere una riunione di membri un Minstrel Carnival Show. La musica ha seguito l'esempio, con toni gorgheggianti il leader ha cantato “Soon after midnight” e la caparbia "Tangled Up In Blue".
La familiare voce lacerata di Dylan ha spianato e facilitato la strada al mitico accompagnamento del contrabbasso e della pedal steel per "Visions of Johanna" e "Spirit on the Water". Buio mistico.
Tornò poi al centro del palco per "Beyond Here Lies Nothing," offrendo una ispirata armonica per poi tornare al blues con "Blind Willie McTell".
Dylan ritorna al pianoforte per la sua canzone più sentita della notte, l'eleganza elevata a canto per “What Good Am I”.
Molte Icone del rock tendono ad ottenere il beneficio del dubbio e prosperare in gran parte sulla loro reputazione, anche molto tempo dopo che la loro furia iniziale si è placata. Tale non è il caso di Dylan, che ha dimostrato la sua vitalità con "Thunder on the Mountain", e ha confermato la sua valida prestazione (superiore a quelle dello scorso anno) con "Scarlet Town" e con l’immortale “All Along the Watchtower" per chiudere il set.
E’ tornado poi sul palco per il bis con "Ballad of a Thin Man".

Lo show è stato aperto dai Dawes di Los Angeles, una band Americana che è a pochi giorni da una nuova uscita su disco e chiaramente ispirata dall'opportunità a portata di mano.
"Sarebbe difficile spiegare quanto siamo onorati di essere in questo tour", ha detto il cantante Taylor Goldsmith.

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Accadde ieri 11 aprile: Bob Dylan appare sulla scena musicale        clicca qui

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11 aprile 1961, la prima volta di Bob Dylan sul palco                         clicca qui

 

 

a
Giovedi 11 Aprile 2013

Lowell, Mass. - University of Massachusetts Lowell - Tsongas Center - April 9, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

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Buffalo, New York - SUNY Buffalo - Alumni Arena - April 5, 2013

di Wilson

Non camminate, correte per avere i biglietti per il tour 2013. Bob ha fatto un ottimo lavoro stasera a Buffalo.
E' stato un piacere vedere lui al centro della scena per metà dello spettacolo con quella che è stata una grande set list, a partire da “Things have changed” e andando avanti e indietro nella cornucopia dei classici di Bob Dylan.
Una versione mozzafiato di “Vision of Joanna ha segnato il punto a metà strada nello spettacolo.
E' stato bello vedere la band che si diverte. Se il buongiorno si vede da questo mattino i prossimi mesi saranno bellissimi, comperate i biglietti ora. Non ve ne pentirete.

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Wikileaks: Bob Dylan e James Taylor armi segrete anti-Urss            clicca qui

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Wikileaks: “Servizi segreti americani volevano usare Bob Dylan contro il comunismo”                                                                                        clicca qui

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Talkin' 9032 - Adriano Ercolani

Puoi ringraziare Maria Rosa Ventura da parte mia? Volevo risponderle, ma non volevo monopolizzare il sito :))
bellissima riflessione la sua grazie mille, "may your heart always be joyful"
Adriano

Io posso ringraziare Maria Rosa a nome tuo, ma penso sia molto meglio che tu lo faccia direttamente, mandami lo scritto per lei ed io lo pubblico, non preoccupatri per l'invasione di campo, in fondo la partenza o il metro di paragone per qualunque riflessione è sempre Bob! Resto in attesa, io e Maria Rosa che sarà lieta di ricevere i tuoi complimenti! :o)

 

 
Mercoledi 10 Aprile 2013

La prima foto della backing band con Robillard

 credit: Harold Lepidus

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Kingston, Rhode Island - University of Rhode Island - Ryan Center - April 8, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

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Talkin' 9031 - Gypsy Flag

Amherst, Massachussets, 6 aprile 2013: impressioni d'ascolto

Sound morbido, per la ripresa primaverile di un Never Ending Tour che non smette di stupire, superato il suo quarto di secolo. All’inizio non si capisce bene cosa stia succedendo: Stu Kimball si lancia in una schitarrata ad accordi pieni, tipo Master of War vecchia maniera o Trail of the Buffalo. Invece parte Things Have Changed, molto country, rapida ed efficace. In Love Sick continuano gli accordi pieni di chitarra acustica, un assolo di armonica molto ben riuscito, Duke Robillard che presumibilmente lavora di abbellimento, la batteria sotto tono. Con High Water, introdotta da Donnie Herron al banjo, siamo nel country profondo. Soon After Midnight è puro zucchero, anzi viene proprio in mente Sugar, Hare Hare (vecchio hit dei settanta, non ricordo di chi) . Poi Bob si siede al piano, per una Early Roman Kings grandiosa, la chitarra elettrica si fonde con il piano in modo discreto e misurato; il passaggio finale mi ricorda The Spy dei Doors di Morrison Hotel. Poi arriva la sorpresa: Tangled Up in Blue con un arrangiamento nuovo, agli accordi del giro consueto se ne aggiunge un terzo, calante, che rallenta il verseggio senza perdere il brio. Geniale, meravigliosa. Tangled Up in Blue che si trasforma in una specie di Take a Walk in the Wild Side di Lou Reed, per continuare a giocare con le somiglianze. Il sound è continuo, sembra di essere con i Grateful Dead. Alla fine del pezzo Bob sembra accennare una improvvisazione al piano ma si ferma. I pezzi si chiudono tutti in modo piuttosto spartano, senza retorica del finale. Altro arrangiamento sorprendente, all’inizio, per Pay in Blood. Poi qualcosa cambia, nel mixaggio credo. I suoni si fanno più aspri, in Visions of Johanna. Verso l’ultima strofa la chitarra solista intuisce una lunga scala discendente sulla quale si innestano i versi finali, in modo inconsueto e stupefacente. L’assolo di armonica di Spirit on the Water accende il pubblico. La tensione rimane alta su una potente Beyond Here Lies Nothin’ nella quale il duetto tra chitarra e armonica manda il pubblico in visibilio. Poi parte un altro arrangiamento inedito: una Blind Willie McTell che sembra Sixteen Tons di Merle Travis, con la voce che gratta sulle alte sfere e un’armonica da viaggio nel tempo. Davvero emozionante. Poi il suono si distende, producendo una vera elevazione: è per What Good Am I, la perla della serata, in – davvero – una delle sue più belle esecuzioni.
Qui mi fermo. Divertitiamoci con Thunder On The Mountain e via di seguito. Il Never Ending Tour del 2013 scompagina ancora una volta le carte. Gli amici di Expecting Rain concorderanno che non è più possibile concepire una “top ten” dei concerti di Dylan….
Un caro saluto a tutti,
Gypsy Flag

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Talkin' 9030 - Miscio

Caro Mr.Tamborine,
ti invio lo stralcio di una Tesi di David Sirkin in cui si tratta del nostro Bob, e che usa come originale chiave di lettura le immagini delle copertine dei suoi primi LP. L'intento di Sirkin è inserire Dylan nella sua discussione del Postmodernismo.
A parte l'opinione che si ha sull'argomento, penso che l'introduzione sia comunque interessante perchè si può accettare in maniera indipendente dalle posizioni filosofiche di fondo.
Come osservavi tu stesso tempo fa, rispondendo ad un mio intervento (sulla canzone 'Lenny Bruce'), il periodo preso in esame è quello in cui "Dylan cominciò a diventare realmente "artista" quando prese atto della realtà Beatlesiana",
superando posizioni che potevano apparire semplicistiche o ingenue, ed entrando a pieno titolo nel discorso dell'arte moderna.
ciao, Miscio

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"A Song Along the Keyboard": Popular Music and Literature in Postwar American Culture
Di Jeffrey Stephen Sirkin (http://books.google.it/books?id=nyTHHkuuS1UC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false)

"È così dannatamente reale, è incredibile!" Così dice il " cowboy cantante e pittore" Harry Jackson (come citato da Nat Hentoff nelle liner notes del secondo LP di Dylan The Freewheelin' Bob Dylan).
Infatti, emergendo sulla scena nazionale nel 1962 il giovane Bob Dylan era la cosa reale. Nessuna posa affettata, abbellita dall'aerografo, nella foto di copertina dell' intelligente album pop, il cantante era un cantastorie hobo nello stampo di Woody Guthrie, un poeta errante del popolo rurale, campione di libertà e, soprattutto, di musica autentica. O almeno questa era l'immagine che era apparsa sui suoi primi LP. Dylan era emerso dal folk revival del Greenwich Village. Comunità musicale politicamente motivata, esaltata in organi del movimento come Sing Out! e Broadside, il folk revival vedeva nelle spoglie esibizioni del cantante folk una sfida politica e culturale
ad una società invasa dalla cultura di massa, da prodotti musicali e pop star tra cui stava rapidamente annegando il paesaggio sonoro Americano, che supportavano una cultura di brutalità razzista e diseguaglianza economica. In questo contesto ogni nuova, ruvida ballata folk che uscisse dal palcoscenico delle coffee house - e dagli LP di Dylan - era una spinta contro un Impero dominato in maniera crescente da seducenti immagini di musicisti pop sexy. Dylan era il loro campione.
Il suo nome vero era Robert Zimmermann, ma essendo stato conquistato da teenager dall'emergente controcultura dei tardi anni 50' - narrativa Beat, musica folk, e dagli ultimi bagliori dell'attivismo di sinistra degli anni 30' rappresentato da questa musica - egli cercò di introiettarla, diventando Bob Dylan. Woody Guthrie era il suo eroe, e così imparò a suonare come Woody, ad atteggiarsi come Woody, e lasciò la sua casa nel Minnesota per andare a New York a trovare Woody. Il tempo di arrivare a New York nel 1961 ed egli era un uomo nuovo, o proiettava un'immagine nuova. Coniò il suo nuovo nome qui, poi si fece notare sulla stampa ed entro un anno aveva registrato il suo primo disco per la Columbia Records. Anche se a quel tempo poteva non essere evidente ai puristi del folk revival, egli era già sulla strada per diventare un musicista pop e una pop star. Ma non perchè volesse subito "vendere", anche se questa accusa gli è stata ripetutamente rinfacciata. Fu scoperto da John Hammond - un leggendario produttore che si era fatto i denti con l'hot jazz e la politica di sinistra ma aveva anche scoperto alcuni dei maggiori nomi della storia della musica popolare, come Benny Goodman e Billie Holiday. Hammond lavorava per la Columbia Records, conosciuta per la raffinata, lussurreggiante musica pop del periodo, personificata da artisti come Holiday, Tony Bennett, Johnny Mathis e Rosemary Clooney. Questi musicisti popolari dopo tutto, esemplificavano le affascinanti e seduttive creature la cui evoluzione tra il 1925 e il 1955 - il periodo della carriera di Hammond - avevano completamente trasformato il mondo della musica popolare e della cultura americana nel suo complesso, e i cui volti trascinanti ammiccavano dai lussuriosi confini delle copertine dei loro album, accendevano pulsioni e promettevano soddisfazioni a consumatori desiderosi.
In confronto, Dylan era un articolo genuino; non aveva bisogno di trucco o costumi o sguardi seduttivi o labbra carnose. Appariva come era; voleva dire la verità. Appariva sulla copertina del suo primo disco, Bob Dylan (uscito il 19 Marzo del 1962), mostrando unghie lunghe e sporche, cappello e cappotto da vagabondo, il suo sguardo scettico e il suo sorriso sarcastico, il tutto rivelato nella luce bianco grigia di un autunno nuvoloso. Genuinamente arruffato per la copertina di The Freewheelin' Bob Dylan (27 Marzo 1963)




in tuta e stivali da lavoro sporchi, cammina in mezzo alla strada in una realistica, invernale
New York che si dissolve nelle profondità dell' immagine, a braccetto con la sua ragazza. Nel primo piano della foto di copertina in bianco e nero di The Times They Are A-Changin '(rilasciato il
13 gennaio 1964), reminiscente com'è di una fotografia documentaria della Depressione, vediamo le rughe sulla sua faccia, peluzzi sul suo collo, la trama della sua camicia da lavoro sgualcita,

lo stanco scetticismo nei suoi occhi. Siamo centimetri dalla superficie. Un po' più vicino e gli passeremmo attraverso per scoprire le sue profondità nascoste. Se mettiamo tutto questo a confronto con un qualsiasi LP di Rosemary Clooney o Frank Sinatra della fine degli anni 50', vediamo che il nostro Dylan non è un musicista pop. O lo è? L'artista romantico, l'amabile vagabondo abbracciato alla sua felice "ragazza qualunque", il profondo, pensieroso combattente di cause importanti. Non è questo lo schietto artista-ribelle che sogna ogni Kathie di provincia?
Al di fuori della convenzione pop (e dello status quo della vita del consumatore della classe media), come egli può apparire in queste copertine, Dylan è un personaggio coerentemente costruito, di diverso tenore, forse, ma strutturalmente equivalente a qualsiasi musicista pop. Creazione di una identità umana per il prodotto, l'immagine suggerisce una verità collocata al di là della superficie, e diventa l'inquadratura dominante attraverso cui si deve comprendere la sua musica. Anche in queste prime copertine, con grande costernazione degli appassionati folk anticommerciali tra di noi, è un persognaggio pop come tutti gli altri. Se tuttavia facciamo un passo verso la copertina di Bringing It All Back Home (rilasciato nel marzo 1965), entriamo in una nuova visione del tutto. O, più precisamente, ci troviamo di fronte ad una sagoma di cartone in cui siamo obbligati a confrontarci con il personaggio fantasma della pop music e con la nostra volontà di abbracciare le fantasie che esso ispira. Situato all'interno dello sfondo bianco della copertina dell'album, la foto a colori ritre il primo piano di Dylan in una sala opulenta, il cui camino elaboratamente lavorato e sovradimensionato poteva provenire dal set di un fantasy di Hollywood degli anni 30'. Oziosamente adagiata nel sottofondo con una sigaretta in mano, una giovane donna appariscente con un vestito rosso brillante (la moglie del suo manager, Sally Grossman).



Non più l'hobo autentico della fantasia popolare, Dylan indossa un blazer,polsini alla francese e gemelli escono fuori dalle maniche. Se l'inclusione dell'appariscente Sally Grossman allude alla fidanzata sorridente sulla copertina di Freewheelin, non c'è però alcun senso di intimità in tutti questi accostamenti. In posa come per una foto di moda, la vagamente esotica Grossman siede da sola. Si trovano nella stessa stanza ma tra di loro non ci sono connessioni, questo salotto è freddo, distaccato e poco accogliente. Appropriatamente, il camino dietro di loro è vuoto e buio. Senza fuoco, non c'è calore, nessuna promessa di accoglienza, nessuna garanzia che ci sarà un contatto umano. Guardano verso lo spettatore, ma non c'è nessun invito. È lo sguardo irritato che si getta a un ospite indesiderato che si intromette in un affare privato. Piuttosto che attirarci, come le immagini dei personaggi musicali tentano di fare, ci spinge via. Inquadrando l'immagine e creando l'illusione della profondità, i due personaggi funzionano come aspetti della composizione, che dividono la stanza in tre zone, nelle quali troviamo immagini che provengono dalla musica,dalla storia e dai media. Sulla cappa del camino dietro la Grossman ci sono un ritratto di Abe Lincoln, la copertina di un disco (che ricorda le copertine dei cantanti blues / jazz come Billie Holiday e Sarah Vaughn, ma che potrebbe anche essere Martin Luther King), un cartone dalla faccia rosa, e un disegno scadente di un clown triste. Davanti alla Grossman c'è un numero del Time Magazine con Lyndon Johnson sulla copertina, e sul divano trai due ci sono diverse copertine di dischi a malapena riconoscibili: The Blues Folk of Eric Von Schmidt, King of the Delta Blues Singers di Robert
Johnson e Keep on Pushing dei The Impressions.
Infine, in grembo a Dylan c'è una rivista di cinema aperta in cui compare il nome "Jean
Harlow. "

La chiave è poi un'altra copertina di un disco di fronte al caminetto, che spunta da dietro il braccio teso della Grossman: è il quarto album di Dylan. Another Side of Bob Dylan (pubblicato l' 8 agosto 1964). Essendo qui un disco tra tanti altri, si potrebbe dire che la sua inclusione indichi Dylan come erede di una sacra tradizione popolare, tramandata da Robert Johnson a Eric Von Schmidt e a Bob Dylan. Però non possiamo ignorare il fatto che le copertine degli album, incluso Another Side of Bob Dylan, sono solo immagini in una stanza piena di coreografiche immagini dei media. Guardando la facciata di Another Side, vediamo l'istantanea un po' piatta e confusa di un cantante bohemien di New York, piazzata all'interno di una copertina altrimenti vuota. Foto ingenua e amatoriale, la sua caratteristica più notevole è il taglio ravvicinato della figura di Dylan, una tecnica che produce la sconfortevole sensazione di essere circondati su tutti i lati dalla copertina bianca priva di profondità. Anche se possiamo vedere tracce della città intorno a lui, la prospettiva profonda di Freewheelin' è stata in gran parte tagliata fuori. Quello che rimane del paesaggio urbano è relegato ai margini della foto ed è difficile da decifrare. Tagliate la foto con la sua illusione di profondità, suggerisce, e troverete una superficie piatta e vuota, dietro il personaggio non c'è un essere umano vivente, ma una vuota copertina di un ablum.

"Another Side of Bob Dylan", anche se può essere questo, l' altro lato si rivela semplicemente come il rovescio della medaglia: un altro disco pop.

Mettiamo la copertina del disco accanto a Time Magazine, che trasforma la politica e
economia in "personalità"; e poi accanto a una rivista che si riferisce alla fabbrica di celebrità di Hollywood, e vediamo che non importa quanto sia ben costruito il personaggio di hobo autentico dei dischi precedenti, è comunque un personaggio della musica (di consumo), solo un altro musicista pop - il piatto disegno di un clown triste. Dylan, come Schmidt e Johnson e The Impressions e Jean Harlow e Abe Lincoln e Martin Luther King e Lyndon Johnson, è solo un' immagine in più confezionata da una cultura e da un' industria il cui principale prodotto è il personaggio prefabbricato dai media. Se ora includiamo il simbolo del rifugio antiatomico (Fallout Shelter) in primo piano, vediamo un indizio che connette i musicisti pop e i prodotti che essi adornano ad una cultura di guerra perpetua, paura, possibilità reale di guerra nucleare. Piuttosto che presentare il musicista e il suo album come una fantasia gradevole, o come una promessa di fuga dalla realtà della vita quotidiana, Bringing It All Back Home vuole capovolgere la percezione sia dei musicisti pop che del ruolo della musica popolare nella nostra cultura. Non possiamo più, suggerisce la copertina dell'album, nascondere la verità brutale della disuguaglianza razziale e della guerra dietro immagini di sorridenti personaggi intorno a noi.
Le profondità nascoste promesse dalle copertine precedenti, e dalle copertine pop standard, sono qui rivelate come elaborati trucchi fotografici, al pari dell'effetto di distorsione circolare che incornicia la foto su Bringing It All Back Home. Contraddicendo l'illusione di profondità della copertina,questa distorsione, e la piattezza delle immagini al di là di Dylan, ci dicono quello che non vogliamo sentire: il personaggio di fronte a noi con il gatto, quello che chiamiamo "Bob Dylan"non ha più profondità di quella di tutti gli altri. Anche se siamo tutti desiderosi di trovare dietro la copertina la profonda presenza psicologica e biografica implicate dalla faccia del cantante, non c'è niente eccetto un'immagine piatta, meccanica e artificiosa. Deridendo la sua stessa illusione di profondità, l'impenetrabile superficie che vediamo sulla copertina di Bringing It All Back Home, come un dipinto minimalista, ci chiede di riflettere sulla superficie stessa. Da cosa è costituita? Comè fatta per apparirci come tale? Chi l'ha fatta? E cosa forse più importante di tutte, ci chiede di considerare il ruolo dell'intero mondo esterno: com'è connessa alla cultura di tecnologia, paura e violenza dalla quale emerge? Quale ruolo gioco io in questa funzione?
Il titolo dell'album, Bringing It All Back Home, è quindi fuorviante. Perchè ciò che scopriamo leggendo la copertina è che non c'è una casa, un'origine, una verità per accedere al di là della foto, nessuna profondità. Le cosidette "autentiche" radici di "Bob Dylan" sono esposte come ulteriori finzioni, immagini di immagini. Non c'è reale accesso garantito, non una vera stanza, non una ragazza vera, non c'è un caminetto reale. Nonostante il nostro desiderio di raggiungere il suo caldo splendore, la "home" è la fredda, piatta superficie della copertina di cartone del disco, l'inchiostro pressato nei suoi pori, le scanalature a spirale intagliate nel vinile. È tempo, suggerisce la copertina, di prestare attenzione a questi, e alla musica che ascolteremo quando metteremo il disco sul nostro giradischi. Questa - e non la scena fantastica che vediamo sulla copertina - è la nostra casa. E qui è dove la dissertazione comincia.
Se il folk revival ha istituito, attraverso personaggi come Bob Dylan, un falso binario tra "autenticità" della performance folk e "falsità" della cultura di massa, Bringing It All Back Home smantella questo doppio binario e lo mostra per quella ben intenzionata menzogna che è.
Non più, suggerisce, possiamo fingere opposizione con pose musicali romantiche che colpiscono
-nessuna rappresentazione è più "pura" delle altre. Il problema con la musica popolare non era nelle rappresentazioni specifiche che venivano proposte, - un elegante Sinatra, una sensuale Lena Horne, o un Dylan duro lavoratore, ma nella struttura di tali strategie di rappresentazione, e, come tali, nella nostra tendenza, come ascoltatori, fans, e appassionati, a prestare loro attenzione a discapito della comprensione di ciò che erano.

Possiamo essere biografi e scribacchini da tabloid, con l'ossessione di elaborare narrazioni per sostenere e modellare il personaggio musicale, o giornalisti e critici, con l'ossessione di giudicare l'estetica musicale, o pedanti letterati, con l'ossessione di decodificare l'uomo attraverso ogni sua lirica, o pop fans, con l'ossessione di avvicinarlo attraverso la raccolta di immagini del cantante e dei prodotti. In ogni caso, non riusciamo a vedere la "musica" per quello che è. Inestricabile dal personaggio fittizio, dalla sua riproduzione meccanica, dalla sua condizione di merce, è tutto questo contemporaneamente. Attraverso "Bringing It All Back Home" vediamo che non c'è una zona di purezza immacolata e autenticità al di là di qualche immaginario confine da cui possiamo preservare il senso della nostra virtù. C'è solo l'America e l'unico modo di parlare è attraverso il suo linguaggio. In questo mondo non c'è musica, c'è solo la musica popolare. La nostra unica possibilità è quella di riconoscere l'America come incarnata nella struttura della nostra musica, e mappare i suoi contorni. Per capire la musica qualsiasi altro metodo è nella migliore delle ipotesi fraintenderla, nel peggiore dei casi è cadere vittima di un doppio binario che semplicemente supporta il sistema contro il quale il senso di giustizia pretende di lottare.
È quindi attraverso Dylan che arriviamo al gruppo di idee interconnesse e ai problemi affrontati in questa dissertazione. [...] le copertine degli album di Dylan diventano la figura perfetta da cui iniziare. Perchè la narrazione inscritta al loro interno è una versione della storia raccontata qui. In esse vediamo una idealizzazione della cosidetta musica folk "pura". Vediamo questa musica propagandata come un antidoto alla brutalità della nostra cultura. E vediamo questa fantasia musicale collidere frontalmente con il suo status di merce. [.....]

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Talkin' 9029 - Adriano Ercolani

Carissimo Mr.Tambourine,
sperando di farti cosa gradita ti volevo sottoporre la mia recensione sull'ultimo disco di David Bowie.
http://contezarganenko.blogspot.it/2013/04/the-next-day-il-mondo-in-fiamme-del_2.html
Come sempre, in un modo o nell'altro, si finisce sempre per parlare di Bob;)
Non ti voglio bombardare con tutti i miei articoli, ma quando si tratta di artisti in qualche modo collegati a lui, o lo cito direttamente, mi permetto di girarteli. Presto tornare a parlare direttamente del Nostro.
Un grande saluto, Adriano Ercolani!

Thanks, resto sempre in attesa, ciao, :o)

 

 
Martedi 9 Aprile 2013

Talkin' 9028 - Giancarlo Frigeri

Hey Mr. Tambourine,

eccoti l'estratto della recensione del nostro concerto al club "Il Giardino" di Lugagnano di Sona (VR) del 5 Aprile
(esordio in concomitanza con la ripresa del NET).

La recensione de "L'arena" è a cura di Beppe Montresor, Dylaniano DOC e Maggie's Farmer di lunga data.

Lo spirito di Bob Dylan in Butler & The Judas - di Beppe Montresor

Nei set acustici come negli spazi elettrici il progetto di Frigieri risulta credibile e a tratti entusiasmante

domenica 07 aprile 2013 SPETTACOLI, pagina 76

Era il debutto assoluto in pubblico per Keith Butler & The Judas, un progetto a latere del cantautore sassolese Giancarlo Frigieri tutto dedicato a Bob Dylan, ed il concerto al Giardino (dove Frigieri aveva già proposto in passato il suo materiale originale, e in altra occasione aperto per i Fairport Convention) si è rivelato una bella sorpresa. Butler - per questo repertorio chiamiamolo con il suo simpatico nome d´arte - è interprete di notevole personalità, che ha scelto di non puntare su un ricalco rigorosamente filologico di un materiale magnifico, ma che dimostra di conoscere molto bene a tutti i livelli (la
pronuncia, il famoso fraseggio, la cadenza, persino certe movenze sul palco); e soprattutto Butler - con due corposi set senza troppi cerimoniali di spiegazione, solo con qualche rapida battuta, per esempio «noi siamo l´unica tribute band del pubblico di Bob Dylan» - ha colto perfettamente, a nostro giudizio, lo «spirito» fondamentale del miglior Dylan, quello appunto del giocoso, spumeggiante ed iconoclasta periodo d´oro di metà anni Sessanta.
Quasi mai mancando di rispetto, Butler & The Judas tendono a spingere sull´acceleratore tante canzoni dell´uomo di
Duluth, indirizzandole ulteriormente su dinamiche bellamente rockettare, a tratti quasi punk ma non in termini distruttivi o pressapochistici, piuttosto accentuandone l´afflato adrenalinico e non museale. Magari in qualche rara occasione, per esempio in una Blind Willie McTell spogliata di tutta la solennità metafisica dell´originale, l´operazione limita il drammatico
impatto del capolavoro d Dylan.
Ma la maggior parte di quanto ascoltato al Giardino, nei brevi set acustici (solo Butler voce chitarra e armonica, un bravo musicista) e soprattutto nei travolgenti spazi elettrici con tutto il gruppo (chitarra, basso e batteria), risulta molto credibile e a tratti entusiasmante.
Tra i primi soprattutto Visions of Johanna, tra i brani elettrificati Queen Jane Approximately, All Along The Watchtower, Maggie´s Farm, Highway 61 Revisited fino ad una Like a Rolling Stone che tiene assolutamente fede alla sua fama di più bella canzone della storia rock.

SETLIST:

Simple twist of fate (Solo acoustic)
Visions of Johanna (Solo acoustic)

Queen Jane approximately
All along the watchtower
I shall be released
Maggie's farm
Tryin to get to heaven
Highway 61 revisited

---------------------------- 10 minute break

Jokerman (Solo acoustic)
Blowin' in the wind (Solo acoustic)
One more cup of coffee
Blind Willie McTell
Just like a woman
Knockin' on heaven's door
She belongs to me
Chimes of freedom

------------------------- Encores

Mr. Tambourine man (Solo acoustic)
Like a rolling stone


Grazie a te e Beppe per la recensione del concerto, non mancate di mandarmi anche quelle dei futuri concerti, :o)

Talkin' 9028 (Reprise)- Giancarlo Frigeri

E già che ci siamo cogliamo l'occasione per segnalarti il prossimo concerto alla SALUMERIA DEL ROCK di ARCETO (RE).

SABATO 27 APRILE e non come precedentemente segnalato il 26. Il giorno giusto è SABATO 27 APRILE - Salumeria del Rock - Arceto (RE) - A Bob Dylan devotional night with K. Butler & The Judas.

K.Butler & The Judas - Bob Dylan's 115th Tribute band. www.facebook.com/Bobdylanitaliantributeband 

Grazie per la precisazione, vedi in vetrina, :o)

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Talkin' 9027 - Acquaraggia

mercoledi 17 aprile
SKENE'
via F.Carletti 5 - 00154 Roma - metro Piramide - tel - 06-5755561 - info@skeneroma.it

ACQUARAGGIA
Giuseppe Oliverio Chitarra. Acustica/.Voce Gabriele Savarese, Chitarra. Flamenca ./Violino
Domenico Arcuri Basso , Richard Sherwood Voce /Armonica
Mario Modeo .Voce Narrante
in
BOB DYLAN 'S DREAM
piccolo divertente musical



Lo spettacolo scorre come un piccolo musical, o se volete, come una trasmissione radiofonica non monotematica,
ma con citazioni a 360°, da Woody Guthrie, Padre Putativo del piccolo Robert Zimmermann,
fino al Figlio mai Prediletto, Bruce Springsteen . Canzoni assurte al rango di Pietre Miliari nella storia del rock e della canzone popolare, ad intercalare alcuni pezzi lirici originali ed un testo meraviglioso di Woody Guthrie.
Una carrellata di gemme indimenticabili, da MR.TAMBOURINE MAN a BLOWIN' IN THE WIND, THE TIMES THEY ARE A CHANGIN', a HARD RAIN' S GONNA FALL, fino a KNOCKIN' ON HEAVEN'S DOOR e gli ultimi albums.
Le canzoni di Bob Dylan hanno contribuito a cambiare il mondo in meglio, e messo in guardia tutti noi dai pericoli costanti
che i danni provocati dal maltrattamento della Terra e l'Ingiustizia dilagante portano all' ecosistema del Pianeta.

lo spettacolo inizia alle 22.00
la cena alle ore 21.00 - costo 35,00 euro
si può accedere anche solo allo spettacolo con una consumazione al costo di 15,00

Grazie per la segnalazione che ho postato anche in vetrina, :o)

 

 
Lunedi 8 Aprile 2013

FULL CONCERT AUDIO: Mullins Center Amherst, April 6th, 2013        clicca qui

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Buffalo, New York - SUNY Buffalo - Alumni Arena - April 5, 2013

di Bexter

E’ la prima volta che ho inviato le mie osservazioni su di uno di spettacolo a boblinks, ma dal momento che ho visto poche volte Dylan ed ho letto molti commenti di veterani il mio farà forse sorridere. Non sono uno scrittore trascendentale, quindi racconterò quello che mia moglie ed io abbiamo visto, seduti vicino ad una coppia che aveva visto Bob più di quaranta volte. Molti ragazzi del college fra il pubblico e diversi vecchi fans commossi. La voce di Bob suonava straordinaria e per uno come me che ama la sua voce attuale quasi mi veniva da piangere in certi pezzi, specialmente i nuovi pezzi da Tempest.
Essendo il primo show dopo l’uscita di Charlie e l’entrata di Duke devo dire che il suono era molto bello e non confusionario, spero continui su questa riga. Una ragazza ha detto che non si potevano fare foto. Dopo la parte principale Bob e i ragazzi sono usciti per rientrare con una bellissima “Ballad of a thin man”, con Bob sempre al Grand Piano, non ha toccato la chitarra per tutto lo show. Show davvero gradito da me e mia moglie e da molta gente del pubblico, tutti contenti perchè Duke è stato davvero buono. Spero continui così e spero di aver l’occasione di rivedere Bob al più presto.

 

 
Domenica 7 Aprile 2013

Amherst, Massachusetts - University of Massachusetts Amherst Mullins Center - April 6, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel)
2. Love Sick (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
5. Early Roman Kings (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
6. Tangled Up In Blue (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
7. Pay In Blood (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
8. Visions Of Johanna (Bob on grand piano, Donnie on electric mandolin)
9. Spirit On The Water (Bob on grand piano and harp, Donnie on pedal steel, Tony on standup bass)
10. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin)
11. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
12. What Good Am I? (Bob on grand piano, Donnie on pedal steel)
13. Thunder On The Mountain (Bob on grand piano, Donnie on lap steel, Tony on standup bass)
14. Scarlet Town (Bob on grand piano, Donnie on banjo, Tony on standup bass)
15. All Along The Watchtower (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob on grand piano, Donnie on lap steel)

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Buffalo, New York - SUNY Buffalo - Alumni Arena - April 5, 2013

In Buffalo, Dylan cambia radicalmente le cose nel nuovo tour con Duke Robillard

Oh, dovevate esserci a Buffalo ieri sera a vedere Bob Dylan. Quando ha iniziato il suo spettacolo con "Things Have Changed", si è capito subito che non stava scherzando.
Secondo diversi reportages, Dylan era in fiamme la scorsa notte, probabilmente ispirato per la nuova aggiunta del chitarrista blues Duke Robillard nella sua band, che ha sostituito Charlie Sexton nella line up.
Inoltre, la set list è cambiata . Erano bloccati come “standard” brani come "Like A Rolling Stone", "Blowin 'In The Wind" e la sua canzone più ascoltata di sempre mai, "All Along The Watchtower". In realtà, solo quattro delle 16 canzoni eseguite la scorsa notte erano degli anni ‘60 e '70. C'erano anche un paio di composizioni dell’ '80 tra le quali "What good am i?", Recentemente coverizzato da Tom Jones.
Ancora più scioccante per i fan, in senso buono, è stato l'inserimento di quattro canzoni dal più recente album di Dylan, "Tempest". Queste erano le stesse canzoni eseguite lo scorso autunno ma diluite in undici spettacoli diversi, soprattutto verso la fine del tour. Un Dylan che li esegue tutti e quattro insieme è stata una cosa inattesa.
Interessante l'inserimento di "Love Sick". Mentre Robillard non aveva suonato su questa pista quando ha partecipato alle sessioni per "Time Out Of Mind", ha fatto una cover di questa canzone nel suo album del 1999 "New Blues For Modern Man."
Secondo quanto riportato su Bob Links, Stu Kimball ora suona la chitarra ritmica acustica in tutte le canzoni, mentre Robillard suona l’eletrrica. Tony Garnier, George Recile, e Donnie Herron sono nei loro ruoli tradizionali.
Quanto a Dylan, non ha preso in mano la chitarra la scorsa notte, ma alterna lo stare in piedi al centro della scena con il pianoforte a coda, di tanto in tanto con la sua armonica in entrambe le posizioni.
Ho la fortuna di poter vedere un paio di spettacoli di questo tour. Non vedo l'ora.

Harold Lepidus, "Bob Dylan Examiner"

(Fonte: http://www.examiner.com/article/in-buffalo-dylan-radically-shakes-things-up-on-new-tour-with-duke-robillard?CID=examiner_alerts_article)

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Talkin' 9026 - Dylan Dogs

Ciao Tambourine,
ti segnalo il nostro prossimo concerto per il 18 aprile p.v. inizio ore 22 qui a Roma al Beba do Samba, in Via de' Messapi 8 a San Lorenzo.
Nuovi arrangiamenti e nuovi brani in repertorio + anteprima del nostro videoclip di "Blowin' in the Wind". Maggiesfarmers romani non potete mancare!
Saluti, Bruno "Jackass"

 

 
Sabato 6 Aprile 2013

Buffalo, New York - SUNY Buffalo - Alumni Arena - April 5, 2013

1. Things Have Changed (Bob center stage, Donnie on pedal steel, Duke on reddish orange hollow body electric, George on drums with brushes)
2. Love Sick (Bob center stage, Donnie on electric mandolin, Duke on red hollow body electric)
3. High Water (For Charley Patton) (Bob center stage, Donnie on banjo, Duke on red hollow body electric, Tony on standup bass)
4. Soon After Midnight (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Duke on red hollow body electric)
5. Early Roman Kings (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Duke on red hollow body electric, Tony on standup bass, George on drums with brushes)
6. Tangled Up In Blue (Bob sitting at grand piano, Donnie on pedal steel, Duke on red hollow body electric, George on drums with brushes)
7. Pay In Blood (Bob standing at grand piano, Donnie on pedal steel, Duke on red hollow body electric, George on drums with brushes)
8. Visions Of Johanna (Bob sitting at grand piano, Donnie on electric mandolin, Duke on red hollow body electric)
9. Spirit On The Water (Bob standing at grand piano and harp, Donnie on pedal steel, Duke on red hollow body electric, George on drums with brushes)
10. Blind Willie McTell (Bob center stage with harp, Donnie on banjo, Duke on red hollow body electric, Tony on standup bass)
11. Beyond Here Lies Nothin' (Bob center stage with harp, Donnie on electric mandolin, Duke on red hollow body electric,
Tony on white 6 string Fender bass)
12. What Good Am I? (Bob sitting at grand piano, Donnie on pedal steel, Duke on red hollow body electric, Tony on white 6 string Fender bass, George on drums with mallets)
13. Thunder On The Mountain (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Duke on red hollow body electric,
Tony on white 6 string Fender bass, George on drums with brushes)
14. Scarlet Town (Bob sitting at grand piano, Donnie on banjo, Duke on red hollow body electric, Tony on white 6 string Fender bass, George on drums with brushes)
15. Highway 61 Revisited (Bob standing at grand piano, Donnie on lap steel, Duke on red hollow body electric, Tony on white 6 string Fender bass, George on drums with brushes)

(encore)
16. Ballad Of A Thin Man (Bob standing at grand piano and harp, Donnie on lap steel, Duke on red hollow body electric)


Band Members
Bob Dylan - piano, harp
Tony Garnier - bass
George Recile - drums
Stu Kimball - acoustic rhythm guitar (all songs)
Duke Robillard - electirc lead guitar (all songs)
Donnie Herron - banjo, electric mandolin, pedal steel, lap steel


Come avevo supposto Charlie ha lasciato la backing band, d'altronde, così, visto come aveva suonato a barolo serviva veramente a poco

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Talkin' 9025 - Gianfranco Cautiero

Ciao,
leggo spesso il blog..trovato questo bel link qualche giorno fa:
https://soundcloud.com/bob-dylan-supperclub-1/bob-dylan-complete-supper-club
enjoy, gian

Ti ringrazio, ma ourtroppo ancora oggi questo link non è funzionante, sarà per il prossimo, ciao, :o)

 

 
Venerdi 5 Aprile 2013

Talkin' 9024 - augustored51

Ciao Tambourine,
ma la Sony non poteva trovare qualcosa di meglio (e non sarebbe stato difficile) nella immensa produzione del Nostro da pubblicare per il Record Store Day invece di quella indescrivibile “bruttezza” di Wigwam? Possibile che Dylan non si sia opposto fermamente a questa cosa, potremmo dire, per lui poco o addirittura controproducente?

Caro augustored51, ho pensato la stessa cosa quando ho letto la notizia alcune settimane fa, tanto che avevo deciso di non postarla in quanto a mio giudizio era una “non notizia” o “notizia indegna”. Poi la mail del Dott. Tancredi di Mercoledi mi ha fatto ricordare che uno dei miei compiti è anche quello di dare le notizie.
Non saprei dire se la pubblicazione di questo brano farà contenti o farà arrabbiare un sacco di Dylan-fans, ma personalmente Sony mi ha dato una grossa delusione. E’ inoltre chiaro che Dylan ormai, alla sua rispettabile età, se ne frega altamente di quello che programma Sony, lui pensa solo alle sue esibizioni live e basta, e sinceramente credo che faccia anche bene.

 

 
Giovedi 4 Aprile 2013

On the road again

Domani, venerdi 5 Aprile, il Tour 2013 parte da Buffalo per una nuova annata di concerti, finalmente sapremo se c’è qualcosa di nuovo e se è scomparso qualcosa di vecchio. Ci sarà ancora il Grand Piano? Charlie Sexton? Stu Kimball? Saranno sempre Tony e George la macchina del ritmo? Sempre Donnie a ricamare armonie? Pazienza amici domani sapremo come stanno le cose, good night...!

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Verona: Keith Butler & the Judas: tributo a Bob Dylan                      clicca qui

 

 
Mercoledi 3 Aprile 2013

Talkin' 9023 - Dott. Edoardo Tancredi

Ciao Mr. Tambourine, ma di questo ne vogliamo parlare?
http://www.bobdylan.com/us/home#us/news/wigwam-single-be-released-record-store-day

Certo caro Dottore, il comunicato di bobdylan.com dice:
In occasione del Record Store Day 2013, la Columbia Records ha pubblicato un "singolo in vinile con inediti sulla demo di" Wigwam ", accompagnato con una registrazione inedita di "Thirsty Boots" dal prossimo Bootleg Series Vol. 10

Wigwam fu pubblicato nel 1970 sull’album Self Portrait, un pezzo solo strumentale e con alcune voci di coro che cantavano:
Da da dah da da.
Dada da-da dah de dum.
Da da-da dah da.
La da dah dede.
La dah dah dada dah.

Lah dada dah da-da dah.
Dah da dada dum dah.
La dah dah da-da dah dee.
Dah da daladah duh duh duh.
La dah dah da-da daaaaah.
Dah da dah uh uhhhhnn.
Da da dah da duhh.

Per quanto riguarda il pezzo inedito "Thirsty Boots" è una delle outtakes dello stesso LP insieme a: Folsom Prison Blues - Ring of Fire - Pretty Sara - Sittin' on the Dock ofthe Bay - Universal Soldier - (When a Man's) Out ofa Job - These Working Hands - Spanish Eyes - Railroad Billy - House Carpenter - Tell O1' Billy - Annie's Gonna Sing Her Song - If Not For You' -Happy Book.

L' album Self portrait conteneva inoltre quattro canzoni registrate dal vivo al festival dell'Isola di Wight il 31 Agosto 1969.

Per quanto concerne il prossimo Bootleg Series Vol.10 non ci sono ancora notizie.

 

 
Martedi 2 Aprile 2013

Talkin' 9022 - Giancarlo Frigeri

Carissimo Mr. Tambourine,
abbiamo creato la pagina Facebook di K.Butler & The Judas all'indirizzo:
www.facebook.com/Bobdylanitaliantributeband 
e vi ricordiamo le nostre date di Aprile:

05 Aprile - Il Giardino - Lugagnano di Sona (VR) - www.clubilgiardino.org
27 Aprile - La Salumeria del Rock - Arceto (RE) - www.lasalumeriadelrock.com

Disponibili per date, convention dylanofile and so on. Come gather 'round people.

"K. Butler & The Judas - Bob Dylan's 115th tribute band"

Grazie per la segnalazione Giancarlo, ho postato i due eventi anche in vetrina, ciao, :o)

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Leonard Elschenbroich: «Ii mio idolo è Bob Dylan»                          clicca qui

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Enzo Jannacci ci ha lasciato

Ha messo le scarpe da tennis e si è incamminato sulla strada per andare all’Idroscalo, verso quel mondo di poveri diavoli emarginati che tanto perfettamente ha descritto in quasi tutte le sue canzoni. La strada per andare all’Idroscalo è quella che porta all’aeroporto Forlanini di Linate, ma il poveraccio con le scarpe da tennis non lo sapeva, per lui quella era solo la strada che andava all’idroscalo.
Ricordo di averlo visto passare nei primi anni '60 davanti alla stazione Nord di Milano a bordo di una Fiat 1500 spider rosso vivo nuova fiammante e di aver pensato: "Ce l'ha fatta, bene, se lo meritava proprio!”.
Allora avevo solo un suo album, intitolato “Enzo Jannacci in teatro”, un album pieno di perle, una più bella dell’altra, brani come “Ohè sunt chi, “Aveva un taxi nero, “La forza dell'amore, “Veronica, “Prete Liprando e il giudizio di Dio”, “Il primo furto non si scorda mai”, Sfiorisci bel fiore”, la meravigliosa “Niente” dove Enzo scrive questi stupendi versi: - Da dietro a una vetrina, ti ho vista che piangevi, non hai voluto nemmeno che guardassi, per non lasciarmi niente, niente di te -, poi “L'Armando” e molte altre. Ognuna di queste canzoni potrebbe essere presa ad esempio del cantautorato italiano, ognuno di questi pezzi avrebbe potuto mettere Enzo al pari dei maggiori autori italiani dei primi anni '60.
Ma Enzo è sempre stato una persona schiva come i personaggi delle sue canzoni, poveri reietti che vivevano ai margini di quella società che attoniti vedevano scorrere davanti ai loro occhi senza che mai li coinvolgesse nemmeno per sbaglio. Quando il suo stile fu confinato insieme a molti altri nel dimenticatoio a causa dell’invasione beatlesiana del mondo musicale, lui, senza clamore, si rimise a fare il cardiochirurgo all’ospedale di Cantù, in fondo aveva studiato per quello. Un ventennio dopo, passata la buriana beat, si riaprirono spazi per i cantanti e gli autori messi in stand by, ed Enzo, pur senza smettere il suo lavoro di medico che amava tanto, cominciò pian piano a riprendersi il suo meritato spazio. Compose e lanciò altre canzoni che divennero canzoni cult come “Vengo anch’io (No tu no)”, incise una trentina di album senza mai gran clamore ma con tanta arte e maestria.
Ora ha raggiunto quel mondo di sogno che si era inventato e popolato con i suoi personaggi più veri, quello che portava le scarpe da tennis, quello che aveva il taxi nero che andava col metano, la Veronica che faceva il mestiere più antico del mondo elargendo i suoi favori per quelli disastrati come lei al Teatro Carcano di Milano in piedi, quello dell'ottantenne zio appena uscito dai neurodeliri che passeggiava in kilt e calzettoni scozzesi sul tetto del Duomo di Milano, quello di prete Liprando costretto ad affrontare l’ordalia del fuoco dopo aver accusato di simonia Agiosolano, Arcivescovo di Milano, ma Enzo non era tra i soliti potenti e fortunati in prima fila ad assistere al terribile spettacolo del prete che cammina a piedi nudi sui carboni ardenti, Enzo era uno di quei poveri sfortunati che erano venuti a piedi da Como per niente e non aveva visto un accidente, Enzo è quello che “Se me lo dicevi prima......ciapi istess!!!!”, una contraddizione con tutti i fondamenti della realtà. Lui è uno di quelli ai quali restavano solo sei minuti all'alba prima di essere fucilati, è “quello che” ha scritto “quelli che......per non pagare l’ICI han venduto la casa e comprato una chiesa”. Potrei citare un altro centianio di canzoni con la “C” maiuscola, ma credo sia abbastanza così, credo di aver reso bene l’idea di chi era Enzo. Ora è tempo di guardarlo che si allontana sulla strada per andare all’Idroscalo, calzando le sue scarpe da tennis....Ciao Enzo,,,,,buon viaggio!!!!!!

Mr.Tambourine

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Enzo Jannacci: La carezza del Venerdi Santo - di Paolo Vites             clicca qui

 

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