BOB DYLAN

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Venerdi 24 Dicembre 2010

Blood on the Tracks – Bob Dylan                                                            clicca qui

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Babbo Natale Rock                                                                                    clicca qui

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Da Bob Dylan a Steve Earle, l'infinita insoddisfazione del Rock        clicca qui

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Giovedi 23 Dicembre 2010

Tanti Auguri di Buon Natale
e
Felice Anno Nuovo

A Tutti i Dylaniati
e
Lunga Vita al Nostro Amato Bob

da
Marina Gentile

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La mail di Alexan Wolf

Ciao Mr. Tambourine,
speriamo che nell'anno del suo settantesimo a Bob venga voglia di modificare qualcosa della sua routine, e sennò pazienza: a noi piace lo stesso.

Condivido il tuo "editoriale" di fine anno / nei congressi esistono diverse figure retoriche che definiscono le modalità di intervento dopo la relazione principale:
- il concorde (sono del tutto d'accordo ...)
- il dissenziente (contesto radicalmente ...)
- il mediatore (un po' con questo e un po' con quello ...)
- il fuori tema (il punto, a me, sembra un altro ,,,)
- l'aggiungista (aggiungerei solo che ...)
- il rassegnato (a me sembra che diciamo sempre le stesse cose ...)
- etc.

in questa circostanza farei l'aggiungista: il 90% del tuo editoriale è dedicato all'attività live di Bob e il 10% alle uscite discografiche
pur in un tempo nel quale quasi tutti gli artisti hanno scoperto che l'attività VERA di un musicista (suonare su un palco) è tornata ad essere una voce importante/remunerativa del proprio lavoro, di quale altro artista (e non parlo dei giovani che, da che mondo è mondo, per farsi conoscere vanno in giro a far concerti) potremmo scrivere questo?
(cito a memoria)
- in un occasione ha detto: " I'm a song and dance man "
- in un'altra ha detto: " dopo quel disco (ndr, LARS) ho capito che non avrei voluto fare altro (i.e. scrivere libri) ", così rivendicando la piena dignità della forma canzone
- in un'altra: (a domanda: " come si vede nel suo futuro ") " sono un musicista, immagino che a 90 anni, se ci sarò, mi troverete da qualche parte su un palco a suonare "

per qualche ragione il palco è evidentemente il luogo dove si trova più a suo agio del resto tutto è cominciato con un viaggio a New York e la strada è tema che più americano non può essere date un'occhiata qui: http://homepage.mac.com/danielmartin/Dylan/html/albums/picts.html  o su http://www.bobdylan.com/#/albums
sulle copertine c'è sempre la faccia di Dylan - le eccezioni sembrano tutte giustificate:
la colonna sonora / il periodo cristiano (riferirsi alla copertina di Saved con la mano) nel quale c'è qualcosa di più importante dell'artista / Knock out loaded / Oh mercy / ...ma, insieme alla faccia, ci sono altri due temi/costanti:
- la musica (Dylan stesso, i ballerini di Oh mercy)
- il movimento, il viaggio (il treno in Slow Train Coming e in Dylan & the Dead / e guarda caso gli ultimi: Modern times, Together through life, Christmas in the heart)

Che noi lo si voglia o no, sarà solo lui a decidere quando non andrà più in tour, e per tornare al tuo editoriale: vale cmq la pena di sottolineare che negli ultimi dischi (diciamo che con Modern times Dylan aveva già 65 anni) contrariamente a quanto avviene nel tour, la voce ha una resa a mio parere spettacolare / le song magari non sono più quelle di una volta, ma l'intonazione di Bob è veramente ancora in grado di dare senso a ogni singola sillaba.

Buon Natale a te, a chi ti dà una mano e a Napoleon in rags
Alexan Wolf

Caro Alexan , innanzitutto grazie per gli auguri che contraccambio di cuore, e poi grazie di essere d'accordo con la mia piccola analisi. Teniamo presente che la voce di Moder Times aveva 4 anni di meno e circa altri 400 concerti di meno, credo che 400 concerti a quell'età siano uno sforzo terribile per qualunque corda vocale. Anche se disastrata la voce di Bob non ha perso la sua emozionalità e la capacità di comunicare, e questo è positivo. Spero che nel prossimo tour Bob venga sostituito da un tastierista professionista, ma sai, Bob fa sempre quello che vuole quindi non ci spererei più di tanto. La musica, la resa della band farebbero un grosso salto in avanti migliorando ulteriormente lo show, vedrei bene l'inserimento di un mini-set acustico di tre canzoni tipo White House, speriamo che Bob ci legga e ci ascolti! :o)

Mr.Tambourine

 

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Mercoledi 22 Dicembre 2010

2010: Tiriamo le somme

  Sono gli ultimi giorni di questo 2010 ed è il momento di fare una riflessione su quest’anno dal punto di vista dylanistico o dylanilogico o dylanogista che dir si voglia. Insomma, diamo uno sguardo a quest’anno tutto sommato positivo per l’attività concertistica di Bob.

Partiamo dalla voce, ormai tutti sappiamo com’è ridotta, ha dei momenti buoni ma sono solo dei momenti, nella maggioranza delle prestazioni è un gorgoglio quasi indistinguibile, a tratti una versione peggiorata di Tom Waits, per altri versi ci sono momenti molto migliori dove la voce suggestiva ed emozionale di Bob riesce ancora a far la differenza con Tom.
Purtroppo questo problema, ormai diventato cronico, ha una grande influenza sulla qualità delle prestazioni, le canzoni sono livellate su di una voce che ha una limitata estensione vocale, un limitato range d’esercizio.
Questa porta ad avere degli arrangiamenti simili in tutto e per tutto, a volte può anche portare a confondere e non riconoscere le canzoni. La diversità e la resa sonora delle venue dei concert,i che cambiano tutte le volte, può contribuire in modo determinante sulla riuscita sonora del concerto, quando si ha un locale con una acustica perfetta, senza dispersione di suono, senza ritorni di fastidiosi echi che alla lunga rendono il suono un pastone incomprensibile, allora il concerto assume un valore aggiunto, la nitidezza del suono che rende tutto bello e dolce, sarebbe un pò come ascoltare la “Cavalcata delle Valchirie” su un moderno impianto HiFi invece che su un grammofono antico, la differenza è notevole, specialmente per i musicisti sul palco, quando sentono i suoni perfetti entrano in uno “stato di grazia” emozionale che fa far loro cose incredibili. La partecipazione per un musicista è tutto, e questo vale per Bob come per i compagni della band, quando la band “tira” come si dice in gergo, Bob ha una resa ed una partecipazione completamente diversa. Nel caso contrario, con una venue disgraziata dal punto di vista del suond, i musicisti suonano passivamente, mettono il pilota automatico che fa tutto da solo e la loro mente vaga chissà dove, dappertutto tranne che sul palco, con conseguente concerto noioso ed irritante. Purtroppo questi sono gli incerti del mestiere del musicista, problemi che non si possono mai prevadere in anticipo e difficilmente risolvere, bisogna affidarsi alla fortuna, venue buona buon concerto, venue penosa concerto penoso. Questo è l’ostacolo che ogni musicista deve affrontare quando sale sul palco, indipendente dalla sua volontà, situazioni che condizionano il suo stato d’animo e le sue prestazioni. Se molti dei concerti di Bob definiti o recensiti negativamente si fossero svolti in posti con un’acustica diversa certamente sarebbero stati concerti di sapore diverso, con più partecipazione ed emozionalità sia da parte di Bob, dei musicisti e del pubblico. Il luogo del concerto è quello che è, raramente può essere migliorato, quindi, quando leggiamo nelle recensioni “suono cattivo”, “voce incomprensibile” sappiamo che la colpa non è certo di Bob e della band, anche loro, come il pubblico, sono incappati in una venue negativa e la subiscono, quindi non mi sembra corretto dare a Bob colpe che a volte non ha.
Dobbiamo sottolineare e non dimenticare che sia Bob, sia la band, sono persone come noi, soggette agli umori positivi o negativi come tutti, non sono macchine studiate e costruite per essere indifferenti agli stati d’animo (tipo Mr. Spock), Bob, Charlie, George, Donnie, Stu e Tony non hanno le orecchie a punta ed il sangue verde.
Anche quest’anno Bob ed i ragazzi si sono sparati un centinaio di concerti in ogni angolo del mondo, (esclusi quei saggi e sapienti cinesi che non l’hanno voluto, ma chi se ne frega), e sappiamo che su una tale massa di eventi la casualità, l’imprevedibilità, la condizione fisica e mentale determinano la validità della prestazione. Se Bob facesse 5 concerti all’anno in località scelte e determinate non con il criterio del “tour” ma con quello della risposta sonora del luogo, i concerti si terrebbero nei teatri più famosi dove la qualità del suond si avvicinerebbe quasi a raggiungere il famigerato “rumore rosa”, cioè la perfezione assoluta del suono.

  La favola di canzoni come Blowing, LARS e Times sono state da anni consegnate alla storia, alla leggenda ed ai ricordi di ognuno di noi, mai più le potremo risentire nella loro forma originale, con quel selvaggio e sottile suono di mercurio che nemmeno Dylan stesso riuscirà mai a riprodurre, ma forse è meglio così. Le canzoni però rimangono al di la di tutto, d’accordo, lontanissime e pallide imitazioni dei masterpieces dylaniani, quasi un crudele destino che ha obbligato il trasformista per eccellenza a doversi trasformare ad ogni costo in uno scontato crooner di vecchio sapore old America. E’ la storia che fa il suo corso, Dylan ha scritto una parte di questa storia ma nemmeno lui può riscrivere quelle pagine destinate a diventare immortali. Ma va bene così, è il naturale corso delle cose, tutti lo accettiamo e lo viviamo, semplicemente, senza ulteriori seghe mentali.

  C’è un’ altra necessità inderogabile alla quale Dylan deve far fronte, la manutenzione giornaliera di quel gigantesco apparato che da anni ruota intorno a lui, management, rodies, musicisti e tutti gli annessi e connessi.
Questa roba costa cifre notevoli ogni giorno, ed in qualche modo Bob, a meno che decidesse di appendere chitarra, armonica e odiata tastiera al chiodo, è costretto a pagare, e allora concerto, come diceva il nostro crooner Jannacci, neverendingtour all’infinito, poi, quando non sarà più in grado di stare tutto l’anno “on the road”, manderà tutti a quel paese con tanti saluti e ringraziamenti e si ritirerà a vivere in una delle sue case nascoste chissà dove, e di lui si parlerà al passato e non più al presente.

  Lo show negli ultimi anni era scaduto a livelli di pochezza difficilmente superabili, noia, routine, frustrazioni e tutto ciò che ci può stare l’avevano ridotto ad un vecchio DVD che si incanta di continuo. Le presenze del pubblico agli show si erano dimezzate e quasi diventava impossibile sostenere le spese di routine. L’attento management di Bob, al quale non sfugge niente di quello che riguarda lui, ha dovuto correre ai ripari, accogliendo e ponderando seriamente una parte delle pesanti critiche che giornalmente erano presenti sui media e sul WEB. Ci vuole più energia nella musica, via Freeman e ritorna Charlie con la sua freschezza, il suo entusiasmo e la sua forza musicale, la musica cambia di botto, l’atteggiamento e l’approccio di Dylan anche, vengono cambiate le luci, i fondali e gli scenari, si aggiunge uno schermo gigante, si potrebbe fare ancora di più e forse lo faranno, ma in questo modo lo zoppicante tour ricomincia a camminare senza stampelle, nuovi circuiti vengono inseriti, la minor league di baseball, reintrodotti gli ormai dimenticati Campus universitari, si cercano nuovi fans per rimpolpare le presenze, e dobbiamo dire che quest’anno tutto l’ambaradam è sembrato funzionare bene. Per il futuro dobbiamo stare a vedere, se ci saranno musicisti nuovi o chissà cosa, ma la pazienza è la virtù dei dylaniani!
Dischi: Negli ultimi anni non siamo stati sfortunati con il bellissimo Moder Times, l’interessante Tell Tale Sign, il prodotto dei tempi odierni Together Throgh Life, il dovuto ad ogni grande artista polpettone Natalizio Christmas in the heart, tanto assurdo quanto divertente, e dulcis in fundo i Withmark Demos che sembrano essere stati un flop commercialmente parlando, materiale troppo vecchio per suscitare entusiasmo, al massimo un pò di curiosità a caro prezzo, alla quale molti convinti dylaniati hanno rinunciato senza molto dispiacere.
Dunque quest’anno è stato un anno “dylanologicamente” positivo, speriamo che il prossimo ci riservi altre buone sorprese.

  Cari Amici, la fattoria chiude le staccionate ed i corrals per il periodo natalizio, auguro di cuore a tutti i fedeli lettori i giorni più belli in compagnia degli affetti che ci accompagnano tutti i giorni sulla nostra Highway 61, ci aggiorniamo all’anno venturo dopo l’Epifania, con la nuova grafica del sito. Un salutone a tutti.

Mr.Tambourine

 

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Martedi 21 Dicembre 2010

Bethlehem, Pennsylvania - Lehigh University - Stabler Arena - November 12, 2010

di Ken Sherman

Bob ha avuto alcuni grandi musicisti e non nel corso degli anni. Ho sempre pensato che la band con Larry Campbell non sarebbe mai stata superata. E mentre ti aspetti la chitarra acustica della band Campbell (la mia caratteristica preferita), devo dire che questa line-up sembra così stretta come qualsiasi che ho visto suonare con Bob. Io non sono sicuro se è Charlie, Stu o qualcuno / cosa altra influenza, ma la chitarra di Bob suona assoli, e l’armonica, erano tanto buoni quanto li ho sentito e visti. Il suo suonare la tastiera è troppo. C'è stato un punto di stasera, credo che sia stato durante Highway 61, quando stava facendo una cosa a percussione con la tastiera sul solo di Stu che era abbastanza stupefacente. Mi ha ricordato Miles / Coletrane che incontranoi Dead, cose di questo tipo.

Sembrava seccato con George alla batteria durante Rollin'& Tumblin’, ma tutto era rettificato da Cold Irons Bound. Stu continua  a stupire e sembra quasi essere la controfigura di Robbie in alcuni punti. Forse, come qualcuno ha suggerito, tutto il credito è dovuto a Tony che tiene tutto insieme. Personalmente, io sono un amante della pedal steel / mandolino di Donnie, dà profondità ai pezzi lenti. Charlie fa un bel lavoro di guida senza essere prepotente e tutti sembrano conoscere lo spazio che hanno a disposizione, questa band in questo momento è molto buona.

Da Don't Think Twice a Things Must Change Bob è impegnato.. Una delle versioni più recenti di Just Like a Woman anche se non mi importa se lui ha lasciato cantare la folla nel ritornello. Workingman è interessante ed è tanto una canzone per il suo tempo come qualsiasi altra che Bob ha fatto. Il bello sarebbe se questo tour diventasse la prossima uscita delle Bootleg Series.
TUIB sembra più viva, quando Bob si agita con questa canzone. Questa versione fa la giustizia con il tempo passato. A volte era troppo veloce e questa versione aiuta a farla tornare sotto controllo. La band è rock / blues, molto stretta. Non è più un fluff.

Certamente parte dell'esperienza è ascoltare alcune canzoni che significano qualcosa per chi le ascolta. la voce di Bob è sempre in discussione e stasera siamo stati fortunati ad avere la sua voce in grande forma con una esecuzione forte ed emotiva in tutto. Ma per me questa sera è la storia della band e della musica. Non vi sono brani di routine in questa notte, l'unità collabora ed è più della somma delle parti. I vecchi cavalli di battaglia brillano. Questo è venuto alla luce, tutto lo spettacolo è una costante, alta costante, non importa la canzone.

 

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Lunedi 20 Dicembre 2010

La mail di Roberto "The Lizard"

Ciao a tutti,
solo una nota personale alle considerazioni suscitate in te dal film sugli Stones: purtroppo tutto scorre, tutto si trasforma e quel che nasce muore. Gli Stones sono quasi settantenni: non è colpa loro. Scimmiottano atteggiamenti ribelli: è vero, potrebbero farne a meno e invecchiare come una blues band (che è poi il loro punto di partenza).
Però ho avuto la fortuna di vederli a Milano nel 2006 e devo dire questo: hanno dimostrato una professionalità spaventosa (che secondo me è inscindibile dal rispetto per il pubblico). Jagger ha corso e cantato per 2 ore: io (a 35 anni) sarei stramazzato per prima…In sostanza: io ho comprato il biglietto e loro mi hanno dato uno spettacolo fantastico.
Cosa, quest’ ultima, che nell’ opinione di molti il buon Bob non fa più , stando alle mail sul sito e a quello che ho potuto vedere.

Saluti dalla Lucertola

Caro Roberto, rispetto le tue opinioni pur non condividendole del tutto. Non so se hai avuto occasione di vedere "Shine a light", ma io ho avuto la triste impressione che più che la luce che risplende sia una luce ormai spenta, almeno a me, questo è il messaggio che il film ha trasmesso, non so se sia l'impressione giusta o solo la "mia impressione", ma ho scritto quello che ho recepito, allo stesso modo tu, giustamente, ti sei levato a difesa degli Stones. Per correre e cantare per due ore a 70 anni sappiamo tutti cosa ci vuole, lo si vede anche nel film dall'espressione rimbambita e dal look mummificato di Richards. Preciso che considero gli Stones la più grande R&R band mai esistita, ma il tempo è il distruttore di ogni cosa, dai grandi monumenti dell'antichità ai grandi momumenti contemporanei. Gli Stones lo erano, ma non lo sono più, Dylan lo era, ma di lui è rimasta solo una confusa ombra appannata dalla nostalgia e dai ricordi dei suoi tempi migliori. Anch'io se avessi vent'anni non avrei tempo di stare tutto il giorno a mettere insieme Maggie's Farm, ma anche per me il tempo è passato, sto vivendo il mio crepuscolo al meglio delle mie possibilità, lo stesso che per Dylan e gli Stones, ognuno di noi cerca di fare del proprio meglio, ma purtroppo l'età è un terrbile dazio che tutti prima o poi sono chiamati a pagare. Dovresti chiederti se gli Stones facessero più di 100 concerti all'anno come sarebbero ridotti alla fine delle cose, questo per rivalutare il grande sforzo di Bob di stare ancora sul palco. Sarebbe molto più facile per lui fare un tour di venti/trenta date ogni 5 anni, e la sua voce non sarebbe ridotta com'è ora! Il paragone fra Stones e Dylan non ci stà, senza niente togliere ai grandissimi Rolling, ma, permettimi questa licenza, con Bob siamo su un'altro pianeta. Alla prossima, :o)

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Bethlehem, Pennsylvania - Lehigh University - Stabler Arena - November 12, 2010

di Peter Stone Brown

Bob Dylan una volta ha detto in un'intervista non molto tempo fa qualcosa sulla falsariga che la sua roba è basata su errori. Lo spettacolo di Bob Dylan in Bethlehem alla Stabler Arena, il mio sesto in 29 anni, è stato come quello di ogni buona band che è sulla strada, notte dopo notte. Anche Dylan ha cercato alcuni giri alla chitarra per cercare e trovare qualcosa di nuovo invece che cercare e distruggere. La voce di Dylan era in forma abbastanza buona e alla Stabler non c'è stato nessuno degli staccato che secondo il vostro punto di vista avevano fatto di una divertente canzone un disastro un anno fa. Tutto è stato eseguito abbastanza dritto, e anche le nuove modalità non erano poi così lontane dalle versioni originali.

Ci sono voluti a Dylan ed alla sua band cinque canzoni per arrivare a scaldarsi, anche se non ha mai davvero spinto a tutto vapore, anche se a volte c’è arrivato vicino. Le prime tre canzoni, "Leopard Skin Pill-Hat Box", "Don't Think Twice, It's Alright, e" Things Have Changed" sono stati rapide, tipo “ascolta e via”, quasi di passaggio. Dylan ha iniziato a diventare un pò giocoso su una ragionevolmente soul "Just Like A Woman" con la band particolarmente stretta e Charlie Sexton che ha fornito qualche bella frase alla Steve Cropper alla chitarra. Nel corso degli ultimi anni il ritornello si è trasformato in un sing-a-long, in genere Dylan
non consente al pubblico di cantare la loro parte giusta, sempre salta alto sopra il coro. Mentre lui sicuramente ha lasciato spazio alla folla per intervenire, a Bethlehem quelli che cantavano non erano poi così numerosi. In realtà il pubblico non era forte in tutto. Infatti, al contrario delle precedenti opinioni su Bob Dylan scritte su Internet, nessuno ne ha parlato. Nessuno intorno a me stava parlando con un telefono cellulare o altro dispositivo. Tutti sono stati a guardare e ascoltare. Questo non avveniva più da oltre 30 anni.
Dopo una piuttosto incomprensibile "Rollin 'And Tumblin", dove ho potuto sentire forse la quarta strofa, la band stava iniziando a funzionare, Dylan è andato dritto verso il primo highlight della notte "Simple Twist of Fate." Questa è stata seguita da una potente "Cold Iron Bounds", in cui ho sentito qualche intervento eccellente con l’armonica. L’armonica di Dylan è stata superba l'intero spettacolo.
La scenografia ha cambiato questo tour includendo immagini proiettate dietro Dylan su un enorme schermo, dove l'ombra di Dylan avrebbe dominato sulle immagini, immagini di città, edifici vecchi misti con nuovi, l'interno di quello che sembrava un trolley, cose che mi sembravano familiari, ma allo stesso tempo sfocate quel tanto sufficiente in modo che non potevi essere sicuro di quello che erano.
"Spirit on the Water" che ha seguito "Cold Irons Bound", ha portato il livello di energia giù di una tacca, per essere portato su di nuovo con "Summer Day", in cui Dylan sembra godere nel cantare la linea "Politician's got on his jogging shoes,", con gusto particolare.
Poi è arrivata "Tangled Up In Blue". Avevo sentito questa ultima nei precedenti show in questo tour, e penso sia stata anche meglio di alcune e non così buona come altre. Dylan è al il microfono, con solo l’armonica ed il piglio del maestro narratore appare. Tutto ciò che riguarda l' intera esecuzione è stata drammatica. Ha seguito subito con un altro grande assolo di armonica, ma, qualunque cosa sia successa, sembrava funzionare, la cartuccia nel cervello di Dylan in cui sono tenute le strofe delle canzoni perché tutto ad un tratto sul finale è venuto fuori il versetto che non cantava (per quanto ne so) dal 1984, "Some are ministers of the trade" e io non sono nemmeno sicuro che fosse cantata nel modo in cui si supponeva dovesse essere cantata. E’ come spuntato dal nulla. Il mio amico mi ha guardato con l’espressioni di dire "Cosa?"
Dopo una "Highway 61" che ha caratterizzato alcuni jamming abbastanza buone - Dylan può effettivamente suonare l’organo come vuole, il narratore è tornato per "Workingman's Blues # 2", con Dylan partito dalla tastiera per poi passare a metà canzone al centro della scena per un altro assolo di armonica. Ci sono stati momenti durante la canzone dove la voce di Dylan ha misteriosamente perso la raucedine di questi ultimi decenni con parole e note . Dopo un okay "Thunder On The Mountain", che serviva per mantenere l'energia in corso più di tutto, Dylan tornò al centro della scena per una "Ballad of a Thin Man", dove non poteva sbagliare, e con tutte le sue capacità di eseguire abbastanza intatte sembrava godere di abbaiare le linee "You're been with the professors and they all like your looks."
Tornando a "Jolene", che davvero non merita l'ultimo posto, lui ha chiuso con un non male "Like A Rolling Stone", dove da qualche parte lungo i decenni che sembrano secoli, ha cantato come se si ricordasse il motivo per cui ha l’aveva scritta.

 

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Sabato 18 Dicembre 2010

Il "Tour 2011" partirà dall'Australia in Aprile?

Secondo quanto riporta il sito di Bob sono state confermate due date australiane:

Apr 17 Freemantle, Western Australia, Australia "West Coast Blues 'n' Roots"
Apr 25 Byron Bay, NSW, Australia "Byron Bay Bluesfest"

Probabilmente si aggiungeranno altre date prima di aprile, magari ancora in Asia, stay tuned per ulteriori infiormazioni.

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Charlottesville, Virginia - University of Virginia - John Paul Jones Arena - November 10, 2010

di Don Ely

Mercoledì, 10 novembre, ho guidato da 300 miglia a sud di Charlottesville, Virginia, con temperature superiori ai 70 gradi, un bel
ricordo d’ estate prima dell'inizio della stagione nevosa. I colori autunnali erano ancora dominanti in tutto lo stato, piacevole fare la Shenandoah Valley. Ancora una volta il mio albergo era vicino alla sede e ho fatto il tragitto a piedi. La John Paul Jones Arena non prende il nome dal bassista dei Led Zeppelin, né dal grande navigatore, ma da un ex-allievo della University of Virginia benefattore (che ha vissuto gran parte della la sua vita a Memphis!). Essa è stata costruita all'interno del campus, ma non da il senso di essere in un college come le arene di Pitt e Penn State. Sembrava che ci fossero più giovani a Charlottesville rispetto a tutti gli altri concerti, ma ho pensato che era decisamente strano che i concerti nelle città dei college non abbiano avuto molti studenti presenti.

Bob Dylan ha sempre guadagnato giovani che lo seguono anche nella sua "vecchia" età, potrebbe essere che la generazione attuale non sia a conoscenza della sua magia vibrante e vivere la storia che sia solo il signor Zimmerman? La band era raggruppata strettamente sul palco, migliorando la sensazione di una seduta nel salotto di Dylan come dicono alcune delle migliori canzoni mai scritte. Purtroppo questo spettacolo non è stato pulito come alla Pittsburgh University Park, o quello di Ann Arbor il 28 ottobre.
E' stato ostacolato principalmente dalla chitarra fuori accordatura di Bob che ha rovinato alcune canzoni tra le quali "Simple Twist Of Fate". Ciò ha inciso negativamente sulla band e sulle canzoni che Bob suonava alla chitarra, con conseguente loro difficoltà. Il pezzo di improvvisazione alla fine di " Desolation Row "era una sorta di disgiunzione. Non è stato disastroso, ma nel complesso non è stato il miglior spettacolo del tour.
“Love Sick" è stato superiore ad Ann Arbor, e "The Levee's Gonna Break" è stato forte, come lo sono stati molti dei numeri più avanti nel set. E, difetti a parte, Charlottesville ha amato questo concerto, non potevo certo dare la colpa all’organizzazione. Dopo il classico americano "Like A Rolling Stone", tra i ragazzi è caduto qualcosa dal palco, qualcosa che Bob ha lanciato a qualcuno tra il pubblico, lontano sulla destra dello stadio. Io non sono riuscito a vedere cosa fosse, ma qualcuno ha detto che era la sua armonica. Qualcuno ha avuto un regalo di Natale da Bob Dylan!

Ho visto 3 Bobshows quest'anno, ho viaggiato molto per questo. In Virginia era un mio desiderio vedere Bob esibirsi lì. Il mio totale è ora pari al 73 spettacoli in 22 Stati dal 1981. Vorrei il meglio di tutto per i Bobcats di tutto il mondo. Dio benedica tutti!

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Workingman's Blues # 2 - Bethel, N.Y.

 

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THE BLACKSTONES - Workingman's Blues # 2 - Live in Bludenz

 

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Da Bob Dylan a Bruce Springsteen: quando la musica è poesia             clicca qui

 

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Venerdi 17 Dicembre 2010

Charlottesville, Virginia - University of Virginia - John Paul Jones Arena - November 10, 2010

di Alexander Leik

Da dove cominciare? Nel 2007 mi ero fermato, questp tour non finisce mai. Gli spettacoli di Bob erano diventati la mia vita. Ho avuto alcune cose da fare per riorganizzare le mie priorità. Il mio ultimo show prima della pausa era stato il 27 set 2007 ... stranamente a Charlottesville, VA. E' ironico che nei 12 anni ho vissuto a C-ville ho viaggiato per il paese per vedere
il nostro eroe mentre lui non è mai venuto nella mia città natale fino a 2 giorni prima che mi fossi trasferito. Lo show di stasera è stato molto meglio degli spettacoli del 2007.

Permettetemi di dire che ho passato i 90 minuti in auto dalla zona di DC ascoltando attentamente Modern Times per la prima volta, ispirato dopo aver sentito Reg Dwight dire che è stato la sua fonte di ispirazione per il suo recente lavoro con Leon Russell. E può essere stato il miglior preludio ad uno show di Bob che ho avuto in un certo tempo. E' davvero un album che avrebbe potuto essere significativo della vita che noi tutti ci auguravamo di vivere. E quella era la morale dello show di C-ville per me.

Mi aspettavo Rainy Day Woman come opener, dopo un paio di notti a favore di Leopard. La folla era scarsa, la JPS contiene 15.000 posti se tutti i posti sono venduti, ma hanno venduto solo il pavimento ed il piano inferiore, ed era ben lungi dall'essere esaurito. Ero nella quarta fila centrale, visione perfetta del nostro eroe e della sua band.

E' stata Ain't Me Babe ad impostare il tono per questo spettacolo, ed era la prima volta che mi sono reso conto che il clip di YouTube che sono stato a guardare nel passato non rende giustizia alla versione di quest’anno. Bob era partito con la chitarra che ricordava i giorni della Rolling Thunder Revue, e sembrava meraviglioso. Mobile è stata la terza e Bob ha suonato la chitarra anche per questa. Ho sentito di meglio, ma i novizi nella folla se la sono mangiata.

Quando Love Sick è iniziata, ho pensato subito a quello che avevo sentito su YouTube - delusione. Ma ben presto, Charlie ha portato la canzone in una nuova direzione, non solo gli assoli slide, ma questo riff che si insinuava fra le parole di Bob, quasi come essere al bar dove tutti parlano, non so in quale altro modo descriverla. Tenete a mente che non avevo visto lo show da molto tempo, quindi era tutto nuovo per me. Un punto saliente dello spettacolo, del tutto inaspettato, The leave’s Gonna Break, con la prima vera e propria "jam" della notte, che il mio avvocato, venuto al concerto con me, ha veramente apprezzato, essendo un grande fan delle "jam band".

Desolation ha dato il tempo alla gente di fare una pausa bagno o prendere una birra. Grosso errore, perché questo è un mix tra la versione moderna e la versione dell’album. Ho sempre considerato la versione del 1999-2000 come l'apice di questa canzone, ma questa notte ha raggiunto un picco superiore. Bob voleva fare un assolo di armonica, ma ha soffiato una nota sbagliata e l’ha tagliato, non è sicuro il perché. Stasera è stata solo la seconda volta che ho sentito Simple twist of fate in circa 70 spettacoli,    l'ultima era stata nel 2003 a New York.

Il resto dello spettacolo ... senza sorprese, ma solido lavoro di un calibro che non mi sarei aspettato. L'anno scorso non ero andato pazzo per le versioni che avevo sentito, ma questa volta era tutta una storia diversa. La sua una storia senza tempo, molti di noi l’hanno vissuta, e Bob vuole continuare ad essere giovane. Alcuni lavori con l’armonica molto belli.
Workingman's Blues # 2 offre ancora la grande linea di essere presi a calci mentre siamo giù. Così tante persone hanno la sensazione giusta ora, e ottiene un grande risposta. Thin Man ha visto un lavoro sciatto con l’armonica, almeno pensavo così, e che può essere la mia unica critica a questo spettacolo.

Come sono arrivati i bis, non ho potuto fare a meno di trovare un rinnovato divertimento, LARS ... forse era l'ascolto della versione 66...... Non riusciremo mai a sentirla ancora come era una volta, ma Bob è stato animato stasera e si è goduto la folla, ed ha gridato “How does it feel” in sintonia con le diverse persone presenti. Egli può anche fregarsene ed andare oltre il significato della classifica dalla rivista Rolling Stone delle canzoni più belle, ma, in poche parole, ci sono persone che si siedono per 2 ore per sentirlo. E sono sempre premiati.

Stasera è stata una di quelle notti che valeva la pena. Stasera il nostro eroe c’era. Nessuna sorpresa, solo uno show solido, con anche la chitarra che non sentivo da molto tempo. E il finale, stava gettando la sua armonica tra la folla!? Non ricordo di aver mai visto questa cosa. Ottimo tour, buon divertimento!

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Subterranean Homesick Blues: Bob Dylan e la disillusione                    clicca qui

 

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Giovedi 16 Dicembre 2010

La mail di Daniele Ardemagni

Sono molto contento di vedere Like a rolling stone al primo posto e molte altre composizioni di Bob in classifica, ma trovo davvero vergognoso trovare certe canzoni (che per rispetto non nominerò) a scapito di Leonard Cohen che considero il poeta se non alla pari di Dylan ma subito dopo del rock.
Daniele Ardemagni

Caro Daniele, è già difficile mettere d'accordo due persone, figurati non so quanti giornalisti hanno partecipato alla votazione, ricordo mio padre che diceva sempre: "Ricordati, se devi fare una società falla sempre in mumero dispari, e tre son troppi!". Su Leonard Cohen, che ho avuto la fortuna di vederlo nel 1970 al festival Pop di Aix en Provence, nel parco  di un antichissimo castello, accompagnato dalla voce di Judy Collins, tre ore notturne di immensa notturna poesia e delicatezza (erani i tempi di Suzanne), sono completamente d'accordo con la tua osservazione. :o)

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Charlottesville, Virginia - University of Virginia - John Paul Jones Arena - November 10, 2010

di Williamson Thad

In generale ho pensato che era eccellente - avevo aspettative basse ma sono state facilmente superate. La band è ora abbastanza stretta e di buon gusto, con un buon suono, non importa cosa esce dalla bocca di Dylan. Un buon esempio è "Stuck inside of Mobile", una canzone che la band di Dylan ha macellato diverse volte in concerto negli anni '90, ma ora si trova in un buon mood, un rilassante groove che si poteva ascoltare tutta la notte. Molte delle le canzoni erano disposizioni radicalmente diverse, in particolare Love Sick, Tangled Up in Blue, Tweedle Dee, Simple Twist.
Dylan stesso ha tre intonazioni distinte: il tentativo di cantare in chiave di un relativamente acuto registro, l'altra una cosa che sembra che parli ruggendo in modo quasi atonale ma non amusicale, ed un vero e proprio basso. La parte del basso è una novità (dell' ultimo paio di anni). Non imitava Johnny Cash, ma io ero impressionato dal fatto che Dylan è stato in grado di cantare su un registro in chiave piuttosto basso quando ha voluto - e ha mescolato le intonazioni efficacemente. Strumentalmente, la maggior parte delle canzoni le ha suonate alla tastiera, e la chitarra per 2 o 3, e ha fatto a cappella con il microfono un paio di canzoni pure.
Per me, Desolation Row e Working Man's Blues stati i momenti salienti, seguita da una High Water solida e interessante fino in fondo. In Workingman’s blues ha afferrato il microfono e davvero ha sputare fuori il versetto finale con enfasi e passione, così come i gesti del braccio. Egli ha anche fatto anche Like a Rolling Stone con un suono convincente che non è facile da ottenere.
Un'altra nota, bel lavoro sul setup delleluci, comprese la silhouette di una donna alla fine di "It Ain't Me, Babe".
Penso che Tony Garnier debba essere citato sulla lapide di Dylan per avergli prolungato la carriera di almeno dieci anni. Ha in mano la band e Dylan non ha intenzione di intromettersi, e ha la una possibilità in certe determinate notti di fare davvero diverse performances ispirate.

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Bob Dylan: venduto un testo all’asta di Sotheby’s per 422.500 dollari        clicca qui

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The Week Before Christmas                                                                                clicca qui

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Paul McCartney venerdì al minacciato '100 Club' da 300 posti                    clicca qui

 

 

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Mercoledi 15 Dicembre 2010

University Park, Pennsylvania - Penn State University - Bryce Jordan Center - November 9, 2010

di Joshua Seese

E' stato solo un altro giorno in ufficio per Bob Dylan. Le mie emozioni erano ancora in circolo a causa dell' adrenalina di una serata con Mr. Dylan due notti prima a Pittsburgh. Il Pennsylvania State College era vivace già da quando sono arrivato il pomeriggio fare il check-in al Days Inn con la mia fidanzata al seguito. Stare dietro agli spettacoli di Bob Dylan è diventato il punto culminante del mio autunno. Il sogno di vedere di nuovo Dylan era diventato una realtà. Inseguire Bob Dylan ancora una volta aveva un senso perfetto. Ho preparato il mio vestito col papillon, il gilet, i jeans, stivali da cowboy. La mia fidanzata ha comprato un vestito abbagliante. Tutto è stato perfetto. Il concerto è stato un assalto sonico per addolcire i sensi visivi e sonori, nel quale Bob Dylan ha gettato in più momenti molte forme della sua arte, più di quanto Picasso avrebbe mai voluto. Noi adoriamo la sua voce. Noi rispettettiamo il fatto che la sua voce rispecchia gli stati d'animo, immagini e audaci temi corrono sul filo attraverso i suoi album. Alcuni momenti salienti della serie hanno incluso Leopard Skin Pill Box Hat, che era lo stesso pezzo d’apertura di Domenica. Avrei preferito Rainy Day ma mi piaceva come ha fatto questa canzone, come i versi sono stati posati e fissati in posto come se fosse stato un muratore. Wheel's On Fire è stata totalmente inaspettata e minacciosa, è stata audace, accattivante e drammatica. Mi sono molto eccitato quando ha suonato questa canzone, perchè io sono un grande fan di The Basement Tapes. Just like a woman è stata geniale e solida come Domenica sera, con un inizio nervoso e stop nel canto in coro, con dinamiche per tirare le corde del cuore.
Visions of Johanna ha riportato quel suono di mercurio che mi ha fatto etasiare! Dylan ha evocato brillantezza con movimenti esuberanti ed una voce elettrizzante dietro le tastiere. Summer Days sembrava perfetta per una riunione di ballo con qualche chitarra meravigliosa. In Ballad of a Thin Man ha pasciuto la folla con la sua presenza scenica meravigliosa e con minacciosi assoli di armonica. Like a Rolling Stone aveva le belle onde della melodia, dolce come una caramella, meravigliosamente cantatoa Il locale era intimo, l' acustica è stata grande, la band ben amalgamata, e il pubblico è stato grande. Sono stato al centro della scena un pò fuori dal pavimento con una vista brillante. Bob Dylan è un uomo che conosce la sua roba. Ha sempre ha un gran sorriso, perché lui ama quello che fa. Non lasciatevi ingannare pensate di sapere chi è o provare a capire perché lui è sempre giovane e tutto il resto! È ancora audace come sempre! Poi abbiamo brindato alla capacità di Bob Dylan di farti credere che qualunque cosa sia opera sua, qualunque sia la vita che stai vivendo salta oltre e lasciati spazzare via da quel suono selvaggio di mercurio.

 

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Martedi 14 Dicembre 2010

La mail di "Napoleon in rags"

ciao Mr. T, hai già postato questa nuova classifica di Rolling Stone?
ciao, Michele "Napoleon in rags"

1. Like a Rolling Stone, Bob Dylan
2. Satisfaction, The Rolling Stones
3. Imagine, John Lennon
4. What's Going On, Marvin Gaye
5. Respect, Aretha Franklin
6. Good Vibrations,The Beach Boys
7. Johnny B. Goode, Chuck Berry
8. Hey Jude, The Beatles
9. Smells Like Teen Spirit, Nirvana
10. What'd I Say, Ray Charles
11. My Generation, The Who
12. A Change Is Gonna Come, Sam Cooke
13. Yesterday, The Beatles
14. Blowin' in the Wind, Bob Dylan
15. London Calling, The Clash
16. I Want to Hold Your Hand, The Beatles
17. Purple Haze, Jimi Hendrix
18. Maybellene, Chuck Berry
19. Hound Dog, Elvis Presley
20. Let It Be, The Beatles
21. Born to Run, Bruce Springsteen
22. Be My Baby, The Ronettes
23. In My Life, The Beatles
24. People Get Ready, The Impressions
25. God Only Knows, The Beach Boys
26. A Day in the Life, The Beatles
27. Layla, Derek and the Dominoes
28. (Sittin on) the Dock of the Bay, Otis Redding
29. Help!, The Beatles
30. I Walk the Line, Johnny Cash
31. Stairway To Heaven, Led Zeppelin
32. Sympathy for the Devil, The Rolling Stones
33. River Deep Mountain High, Ike and Tina Turner
34. You've Lost That Lovin' Feelin', The Righteous Brothers
35. Light My Fire, The Doors
36. One, U2
37. No Woman, No Cry, Bob Marley and the Wailers
38. Gimme Shelter, The Rolling Stones
39. That'll Be the Day, Buddy Holly and the Crickets
40. Dancing in the Street, Martha and the Vandellas
41. The Weight, The Band
42. Waterloo Sunset, The Kinks
43. Tutti-Frutti, Little Richard
44. Georgia on My Mind, Ray Charles
45. Heartbreak Hotel, Elvis Presley
46. Heroes, David Bowie
47. Bridge Over Troubled Water, Simon and Garfunkel
48. All Along the Watchtower, Jimi Hendrix
49. Hotel California, The Eagles
50. The Tracks of My Tears, Smokey Robinson and the Miracles
51. The Message, Grandmaster Flash and the Furious Five
52. When Doves Cry, Prince
53. Anarchy in the U.K., The Sex Pistols
54. When a Man Loves a Woman, Percy Sledge
55. Louie Louie, The Kingsmen
56. Long Tall Sally, Little Richard
57. A Whiter Shade of Pale, Procol Harum
58. Billie Jean, Michael Jackson
59. The Times They Are A-Changin', Bob Dylan
60. Let's Stay Together, Al Green
61. Whole Lotta Shakin' Goin On, Jerry Lee Lewis
62. Bo Diddley, Bo Diddley
63. For What It's Worth, Buffalo Springfield
64. She Loves You, The Beatles
65. Sunshine of Your Love, Cream
66. Redemption Song, Bob Marley and the Wailers
67. Jailhouse Rock, Elvis Presley
68. Tangled Up in Blue, Bob Dylan
69. Crying, Roy Orbison
70. Walk On By, Dionne Warwick
71. California Girls, The Beach Boys
72. Papa's Got a Brand New Bag, James Brown
73. Summertime Blues, Eddie Cochran
74. Superstition, Stevie Wonder
75. Whole Lotta Love, Led Zeppelin
76. Strawberry Fields Forever,The Beatles
77. Mystery Train, Elvis Presley
78. I Got You (I Feel Good), James Brown
79. Mr. Tambourine Man, The Byrds
80. I Heard It Through the Grapevine, Marvin Gaye
81. Blueberry Hill, Fats Domino
82. You Really Got Me, The Kinks
83. Norwegian Wood (This Bird Has Flown), The Beatles
84. Every Breath You Take, The Police
85. Crazy, Patsy Cline
86. Thunder Road, Bruce Springsteen
87. Ring of Fire, Johnny Cash
88. My Girl, The Temptations
89. California Dreamin', The Mamas and The Papas
90. In the Still of the Nite, The Five Satins
91. Suspicious Minds, Elvis Presley
92. Blitzkrieg Bop, Ramones
93. I Still Haven't Found What I'm Looking For, U2
94. Good Golly, Miss Molly, Little Richard
95. Blue Suede Shoes, Carl Perkins
96. Great Balls of Fire,Jerry Lee Lewis
97. Roll Over Beethoven, Chuck Berry
98. Love and Happiness, Al Green
99. Fortunate Son, Creedence Clearwater Revival
100. You Can't Always Get What You Want, The Rolling Stones

Non l'avevo ancora postata, volevo farelo domani ma mi hai anticipato, meglio così, però ti propongo le mie prime dieci:

1. Like a Rolling Stone, Bob Dylan
2. Satisfaction, The Rolling Stones
3. Imagine, John Lennon
4. A Whiter Shade of Pale, Procol Harum
5. Heroes and villains, The beach ous
6. Good Vibrations,The Beach Boys
7. Johnny B. Goode, Chuck Berry
8. Hey Jude, The Beatles
9. Save the last dance for me, The Drifters
10.Purple rain, Prince

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University Park, Pennsylvania - Penn State University - Bryce Jordan Center - November 9, 2010

di Toby Thompson

Bob era caldo, il pubblico del Penn State tiepido, da solo in piedi Bob al microfono ha eseguito diverse canzoni, gesticolando come Sinatra, leader come Ellington, un maestro showman all'estrema portata della sua carriera. Il pullman se n’è andato lentamente verso il nero della notte.

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di Don Ely

Lunedi è stato un giorno di riposo dal lavoro per me, così ho potuto prendere il tempo per guidare fino al College di Stato, solo circa 140 chilometri da Pittsburgh. La prima fermata è stata la città di Donora sulle rive del fiume Monongahela. Come molte città sparse in tutto l’est industriale, Donora era una città chimica, e nel 1948 una inversione di tempuratura aveva creato una nube tossica di fluoruri che ha ucciso venti persone e fatto decine e decine di feriti.
Ho voluto visitare lal Latrobe Brewing Company, produttorice della Rolling Rock, la più grande fabbrica di birra Americana in Latrobe, PA. Per la mia delusione ho trovato che l'azienda era stata venduta nel 2006 ad un importante corporate Brewer, che fa diversi marchi presso l'impianto, ma la Rolling Rock non è più tra questi.
Il mio albergo era nel cuore del campus della Penn State, così ho passato la giornata ad esplorare ciò che la città aveva da offrire. Mi trovavo a meno di due miglia dal Jordan Bryce Center University Park, e ho ho deciso di andare a piedi dall'hotel al luogo dello show, un luogo fresco e un’esperienza rinfrescante in entrambe le direzioni. Un'altra prestazione stellare ci hanno dato Bob Dylan e la sua band, altrettanto buona come quella precedente in Pittsburgh.
Il palco era molto alto e al Jordan Center la gente si è seduta in una formazione a cuneo. Questo è stato meraviglioso per quelli di noi che erano là, trasformando l’arena da basket in un teatro intimo. Ho fatto la conoscenza di una bella signora del posto che aveva vissuto per qualche tempo a Lincoln Park, Michigan, gli onnipotenti MC5 avevano le loro origini a Lincoln Park. Stanotte lo show di Bob Dylan ha incluso "This wheel's On Fire", che sarebbe probabilmente stata in scaletta se Bob avesse fatto lo spettacolo solo per me. Ho sentito il reinventato " Tweedle Dee and Tweedle Dum" per la prima volta, guidato dai tamburi della giungla di
George Recile e, invece di gemiti e smorfie questa canzone ha messo il sorriso sulla mia faccia. "Cold Irons Bound" in quello che credo fosse un nuovo arrangiamento, è stato assertivo come sempre. In contrasto "Visions of Johanna" era delicato come Louise e la band ha suonato bene, Tony con il basso acustico con l'archetto, ed violino di "Forgetful Heart" usato nelle due successive. "Can't Wait", anche per effetto del basso di Mr. Tony Garnier, è stato probabilmente il mio numero preferito della serata, ho amato il suo sound e le selezioni da Time Out Of Mind sono state tra le più interessanti del tour. Gli show in Pennsylvania, sono stati il mio secondo e terzo live nella mia carriera concertistica di Dylan, valevano ogni centesimo che ho speso, e, potrei aggiungere, a prezzi ragionevoli, considerando che erano da Hall of Fame.

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Adam Sender ha comprato il testo di “The Times They Are A-Changin’”    clicca qui

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Byrds – Mr. Tambourine Man (1965, Columbia)                                              clicca qui

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Prima e dopo i Beatles, radiografia di un musicista                                          clicca qui

 

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Lunedi 13 Dicembre 2010

Pittsburgh, Pennsylvania - University of Pittsburgh - Petersen Events Center - November 7, 2010

di Don Ely

Grande settimana di viaggi! Ero pronto a essere tormentato dalla pioggia o addirittura guidare nella neve sui monti e le valli dei monti Appalachiani a novembre, ma c'era il sole durante il viaggio e abbastanza caldo, una buona occasione per strappare il golf di flanella dalla mia schiena e metterlo nella parte posteriore della vettura. Il primo spettacolo è stato Domenica 7 Novembre a Pittsburgh, e sono arrivato abbastanza presto in città per visitare il mio negozio di dischi preferito, CD di Paolo, nel quartiere di Bloomfield. E’ fornito di una bella selezione di musiche internazionali, e tra le altre cose ho preso alcune selezioni nigeriane cool del 1970 sull'etichetta Soundways. Da lì è stato un breve tragitto in auto al quartiere Oakland dove ho parcheggiato per 5 dollari in un garage a pochi isolati dalla sede. Questo è stato un ottimo affare perché ho avuto un sacco di tempo da passare prima dello Showtime, e la mia macchina è rimasta lì fino a dopo che Bob ha suonato la sua ultima nota. Mi era seduto nel bel mezzo del campus della Università di Pittsburgh, i suoi edifici universitari e le sale di soggiorno, e gli studenti abbondavano. Ho camminato su e giù per le strade alla ricerca di locali e negozi interessanti, soprattutto trattorie e negozi che vendono di tutto. Una cosa su questa città, alcuni lo chiamano Steeltown, ma l'ho chiamata la Città cardiovascolare, dominata da colline e salite lunghe verso l'alto. Io scommetterei dei soldi sull'idea che, nel complesso i Pittsburghiani sono più sani rispetto a molti cittadini statunitensi.
Per quanto riguarda lo spettacolo, Bob Dylan e il suo gruppo sono saliti sul palco dando un impeccabile show due ore con alcune delle più grandi canzoni del mondo.
E' stato quella che io considero uno spettacolo perfetto, 2010-stile, slick e professionale e degno del nome di Bob. La pillola blu "Leopard-skin-box Hat " ha aperto la serata, poi" It's All Over Now, Baby Blue "e" I'll Be Your Baby Tonight ", che suona meglio di quanto io ricordassi. Il pubblico americano ancora in realtà non sembra avere il potenziale per cantare insieme il coro di "Just Like A Woman", ma questo è ok. "Tryin 'To Get To Heaven" è stata particolarmente forte, ed è stato un numero che avevo sperato di sentire in questo tratto del tour.
"Blind Willie McTell" è stato abbastanza buono per onorare Blind Willie che riposa nella sua tomba giù al di fuori di Thomson, Georgia! Per tutta la sera i musicisti sul palco hanno interagito con il massimao impegno, una performance così coinvolgente che non riesco davvero a ricordare molti alti o bassi, e un pubblico amichevole e riconoscente mi ha dato una bella esperienza completa. Gloria va anche al personale presso il Centro Petersen, che hanno, gestito la folla con molto aplomb.

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di Joshua Seese

La musica di Bob Dylan è come la tua sorella più giovane. Si può fregarsene se di tanto in tanto la sorella maggiore si è presa un appuntamento, ma la sorella minore si salvaguardia con la propria vita a causa della quantità immensa di gioia e di potenziale che ti da e non ha bisogno di essere macchiata. La musica di Bob Dylan ha una ricca storia in versi con gli anni passati, presenti e futuri. Un uomo che sanguina inevitabilmente americano, conoscendo i nostri momenti più gioviali nella vita come così come quelli callosi del dolore. Questo è un uomo che ha scelto di mettere la sua vita personale sul tavolo in modo da poter essere fornita a tutti attraverso la musica, come pure composizioni poetiche immerse nel profondo calore del cuore , il suono cambia sonorità e una voce spigololosa e cavernosa che si perde nelle profondità e nel rispetto di tutte le autostrade infinite per tutto il tempo. L'uomo integrala sua arte come un pittore con la sua tavolozza. Indossa maschere di morte di molti generi musicali differenti, e mette il suo marchio sulle cose diventando famoso, funzionando con successo anche nei momenti più bassi, tra l’austerità, il neo-classicismo, la parodia, il simbolismo post-moderno dell'assurdo e altre liaisons varie.
Bob Dylan è un nome che si dovrebbe conoscere. Mezzo secolo di genio puro, di poesia, di spettacolo abbagliante, e il confronto con l’attuale sound “Americana” regge molto bene. Lui è un genio con un occhio acuto per l'articolazione delle condizioni umane, ha suscitato una grande attenzione nella creazione di un sacco di identità diverse. Ha incarnato Shakespeare evocando labirinti di immagini e simbolismi nelle case ben illuminate e nella camera oscura della nostra mente.
Musica che parla da sé, che a sua volta parla per noi. Io ho bisogno di musica come il bisogno di avere un nome, una storia, il peso della verità, lui si appropria predando qualunque genere musicale. Questo è Bob Dylan. Ogni performance è del tutto originale nella sua spontanea volontà. Ogni performance ha creato un altro pianeta che orbita nella storia e corregge l'esperienza visiva e uditiva del mito Dylan. Il bisogno di un uomo la cui mente corre come il vento si di un’autostrada senza fine dove centinaia di paia di scarpe hanno consumato i tacchi viaggiando attraverso i sette continenti. Questo è Bob Dylan. Non posso dire abbastanza. Lo spettacolo è stato al chiuso, intimo, pieno di brava gente, un brillante spettacolo, suono svettante, ballabile, oltre il significato dell'uomo. Dylan aveva più energia di tutti noi messi insieme. Ho avuto molte risate e sorrisi, oltre a qualche lacrima di gioia. Chiaramente, Bob Dylan sta lavorando verso la sua immortalità. Egli è un maestro d'armi che comprende tutta la poesia e la musica, con un occhio da cecchino per i dettagli. Sono così orgoglioso di lui e di tutto.
Sono in grado di imparare tante cose dalla sua musica. Le geometrie del musical dell’universo di Bob Dylan sono il riparo dalla tempesta. Detto semplicemente, la sua è musica per ogni tipo di persona in qualsiasi luogo, con un vasto e illimitato cuore infinito pronto per il genio musicale che ha iniziato la rivoluzione della controcultura.. Cheers a Bob Dylan, hai avuto una bella serata! Tutti, doppo essere usciti erano eccitati di averlo visto! Grazie a Bob per quel pò di tempo incredibile!

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Lassie e Bob Dylan - di Rudy Salvagnini                                          clicca qui

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SHOOTING STARS - di Fausto Leali                                              clicca qui

 

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Sabato 11 Dicembre 2010

Testo di Dylan all'asta: venduto per 422.500 dollari                                  clicca qui

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Pittsburgh, Pennsylvania - University of Pittsburgh - Petersen Events Center - November 7, 2010

di Marck Rock

E’ stato solo un altro giorno sulla strada per Bob. Ha suonato nell’arena di basket presso l'Università di Pittsburgh. Nel complesso la sua band ha suonato ogni melodia bene e, in generale sembravano godere di se stessi. Leopard Skin Pill Box Hat, l’ opener è stato grande - l'uomo si diverte ancora con il testo della canzone dopo 44 anni. Un paio di canzoni dopo la sua voce è sprofondata nella ghiaia. Rollin and Tumblin era basata su di un Chicago blues. Tangled è stato grande, Bob al centro della scena con il microfono e l’armonica. Ha fatto dei gesti con le braccia aperte - una sorta di moderno Al Jolson - e indicato con la mano l’armonica per enfatizzare certe linee. High Water apocalittico come sempre. Hanno colpito il loro bersaglio con Blind Willie McTell. Bob gesticolava piacevolmente al centro della scena – si tirava la cravatta per sottolineare alcune linee. Highway ha scosso la gente. Workingman's è stato il cantato migliore della serata. Anche i ragazzi del pubblico sono stati presi da ogni parola – molti applausi. Thin Man è ancora insicura – una cosa come un vecchio thriller in bianco e nero. Quasi non credevo che sarebbero ritornati per il bis. Gli applausi quasi subito dopo ogni canzone - e anche dopo un solido show di 45 minuti la folla è apparsa stanca. Jolene e una LARS di routine ci hanno mandato a casa. Quando Bob ha presentato Stu ha detto qualcosa su Pittsburgh ma non ho potuto capire cosa, viene da lì? George Recile stato fantastico tutta la serata, l'uomo sa fare ogni sorta di cose, inizia e si ferma per spingere le canzoni insieme, è ancora il cuore di ogni canzone. Bob indossava una camicia nera, giacca bianca e cravatta di cuoio con un bianco cappello piatto. La mia stima – c’erano circa 5000 presenze. Il solo fastidio è stato dato dalla security che impediva alle persone discattare foto e minaccia di sequestrare le telecamere.

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di Daniel Chester

Leopard-Skin: buon pezzo d’apertura, anche se un pò sfruttato.
Baby Blue: bello sentire soprattutto il lavoro di chitarra.
Baby Tonight: forse non laconico come vorrebbe, un abbinamento gustoso con 'Baby Blue'.
Just Like: fatto bene, aveva un aspetto un pò sing-along.
Rollin 'and Tumblin': versione statica.
Tangled: versione incredibilmente cool, il meglio della notte.
Highwater: non eccezionale, ha fatto qualche caratteristico suono pizzicato.
Tryin 'to Get: non troppo familiare, niente di speciale.
Summer Days: ha oscillato un pò, bella chitarra di Sexton con qualche riff di organo.
Blind Willie: sempre ben suonato, stasera davvero bene, armonica dolce.
Highway: aggiornata da Akron, chitarra decente / interazione organo, ha ancora bisogno di vibrazioni alla Johnny Winter.
Workingman's: meravigliosamente suonata, secondo momento migliore della serata.
Thunder: abbastanza enegetica, cantata bene.
Thin Man: cool, armonica fresca, ha confermato che è ancora un pezzo di ruolo.
Jolene: di nuovo, fuori tutto il lavoro possibile con la chitarra, croccante.
Like A: tra il funzionale e l’ispirato, la folla godeva.
Nel complesso, un "Workingman's show". Nessuna trascendenza, alcuni interventi di armonica di squisita fattura, e la band ben concentrata, energica. Piace molto quando l'organo suona tipo-Kooper. Riconoscenti per l'esperienza.

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Bob Dylan e John Lennon - Seconda parte

A partire dal 1964, molte delle canzoni di John, in particolare "I’m a loser", "You've Got To Hide Your Love Away" e "Norwegian Wood" sono state fortemente influenzate da Dylan. (Sostituite il flauto alla fine di "Hide Your Love Away" con un'armonica e capirete cosa intendo). Più tardi anche canzoni come "I Am The Walrus", "Working Class Hero", e “Steel and Glass” possono anche essere fatte risalire a Dylan.

Bob aveva anche lui registrato le sue canzoni di Lennon-esque, tra cui "4th Time Around" (la sua risposta a "Norwegian Wood") e "I Wanna Be Your Lover".
Nel 1965, Lennon ha comprato un jukebox. Uno dei 45 giri che avrebbe incluso era "Positively 4th Street" di Dylan.
Lennon si riferisce specificatamente a Dylan o alle sue canzoni in un certo numero di proprie registrazioni, tra cui "Yer Blues", "Dig It", "Give Peace A Chance", "God" (in origine una frase del finale diceva "I don't believe in Dulan", ma in seguito venne cambiata in "Zimmerman" ), e una versione alternativa di "How Do You Sleep?", dove Lennon canta "How Does It Feel?" alla fine. Lennon cita "Like A Rolling Stone" nel suo brano del 1974 "Scared", imitato da Dylan su un versione out-take di "Bring On The Lucie (Freda Peeple)".

Una breve clip da Eat The Document vede Dylan e Lennon nella parte posteriore di un taxi nel maggio 1966. Un outtake molto più a lungo è stata ampiamente bootleggizzato.

Lennon, insieme a George Harrison e Ringo Starr, era in contatto con Dylan intorno al periodo 1969 Isle of Wight concert. Si diceva che Dylan avesse suonato il piano in una versione inedita di "Cold Turkey".

Quando John e Yoko arrivarono a New York City nel 1971, hanno iniziato a uscire con A.J. Weberman. Per un pò, anche Lennon indossava un "Free Bob Dylan" badge. Hanno poi denunciato Weberman.

Nel 1972, Lennon e Ono stavano cercando di lanciare una campagna per i giovani a votare contro la rielezione del presidente Richard Nixon. Secondo Jerry Rubin nel libro di Jon Wiener “Come Together”, a suo tempo, John e Yoko stavano cercando di convincere Dylan a partecipare, dopo aver registrato la canzone di protesta “Come To San Diego”, con Allen Ginsberg. Stava per essere pubblicato come singolo con l’ etichetta dei Beatles “Apple Records”.

In questo periodo, Dylan ha fatto uscire una canzone sull’ assassinio di un detenuto in prigione, un membro delle Black Phanters che si chiamava George Jackson, mentre Lennon e Yoko Ono hanno registrato un brano per l’abum di Angela Davis, che aveva cercato di far liberare Jackson mentre era in prigione, e fu in seguito accusata di sequestro, cospirazione, e omicidio.

To be continued. . .

Harold Lepidus, "Bob Dylan Examiner"
http://www.examiner.com/bob-dylan-in-national/bob-dylan-and-john-lennon-part-two

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The Hurricane: il ciclone che travolse i diritti umani                                clicca qui

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Per un pugno di misericordia - di Paolo Vites                                            clicca qui

 

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Venerdi 10 Dicembre 2010

A pensarci bene sembra incredibile

     

A pensarci bene sembra incredibile, sono passati trent’anni da quella incredibile notizia che ci fece sobbalzare tutti: John Lennon ucciso davanti a casa sua a New York!
La mente si lascia trasportare in migliaia di ricordi, migliaia di momenti che avevano allora segnato alcuni tratti della nostra vità, tratti importanti per molti e tratti meno importanti per altri, dipendeva un pò anche dalla vita che ti eri scelto o che ti era capitato di vivere, qualche volta di subire. Ma John, più ancora che con i Beatles, era entrato nel cuore di tutti per la sua splendida “Imagine”, un volo di Icaro dolce ed incredibile, il cui testo segnerà la sua condanna a morte nella mente instabile di Mark David Chapman, che lo aspetterà davanti a casa e gli sparerà cinque colpi calibro 38 nella schiena. John morirà sul colpo, un mito ed un’epoca crollavano in un istante, il tempo di premere cinque volte un grilletto maledetto.
 

   

Molti si sono chiesti perchè una persona famosa come John, idolatrato da milioni di persone ed odiato da altri, compreso il governo U.S.A. e l’ F.B.I che lo giudicava un pericoloso sovversivo e che faranno di tutto per impedire a John di prendere la cittadinanza americana (almeno ci fossero riusciti), perchè una persona a rischio come lui girasse as an ordinary citizen per le strade della Grande Mela senza nessun tipo di protezione. Interrogativo senza risposta, certo che se avesse abitato in una mansion protetta dalle tanto odiate dai fans guardie del corpo, John sarebbe probabilmente ancora tra di noi, e chissà quali gioielli ci avrebbe regalato in questi trent’anni. Ma lui scelse di vivere fra la gente, come quelli della working class hero dalla quale proveniva dalla lontana e fumosa Liverpool, dove il sogno e la grande magia aveva avuto inizio. Si era messo in una situazione di estrema vulnerabilità ed ha pagato con la vita questa sua scelta.
Capisco l’ inavvicinabile Dylan, che senza un colpo di fortuna di quelli da ricordare tutta la vita difficilmente qualcuno di noi comuni mortali riuscirebbe ad arrivare tanto vicino a lui da dirgli “Hi Bob!”.
 

   

Ma potrebbe succedere lo stesso a lui durante un concerto, uno scalmanato di quelli che stanno sempre in prima fila ai concerti potrebbe un giorno estrarre un revolver e sparargli proprio mentre è al centro del palco con l’armonica in mano. Sarebbe solo una questione di “Simple twist of fate”, tutti abbiamo il nostro destino scritto e quando suona la nostra campana dobbiamo andarcene. Per John è suonata in un momento che nessuno aspettava, ha sorpreso e scioccato il mondo, ma quello era il suo destino, la vita gli aveva riservato alti e bassi ineguagliabili, così lui se n’è andato in silenzio, senza dire una parola, la voce strozzata in gola dai quei cinque colpi. Una settimana dopo un collaboratore entrerà nella stanza di Yoko Ono al Dakota Building con in mano un pacchetto. “Che c’è dentro?” chiederà Yoko. “Il più grande musicista rock del mondo” sarà la risposta.
Le ceneri di John verrano disperse nel vento, ciao John, ovunque tu sia, e grazie per tutto quello che mi hai dato!

Mr.Tambourine

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Bob Dylan e John Lennon - Parte prima

John Winston Ono Lennon è nato il 9 ottobre 1940. Ieri avrebbe compiuto 70 anni.
Ho avuto la fortuna di aver visto John Lennon esibirsi nel 1972 allo One-To-One Benefit, l'unica volta che ha suonato un concerto post-Beatles. L'unico altro concerto che ha avuto un grande impatto su di me è stato vedere Bob Dylan e The Band un anno e mezzo dopo.
Dylan e Lennon sono stati dichiarati i due artisti più influenti del 1960. Loro erano simili a molti livelli, dai loro stili musicali primitivi al loro interesse per l'arte, al cinema ed alletteratura. Loro hanno inoltre suonato gli stessi strumenti - chitarra, tastiera e armonica a bocca.
Bob Dylan fu incuriosito da Lennon e dai Beatles, quando li sentì per la prima volta alla radio mentre stava andando in macchina a San Francisco a metà del febbraio 1964. Allora i Beatles erano già fan di Dylan, suonavano non-stop il suo secondo album, Freewheelin'.
Dylan ha ispirato i Beatles a scrivere testi più maturi, mentre Lennon ed i Beatles sono stati un catalizzatore nella decisione di Dylan di "andare elettrico".
In onore del compleanno di Lennon, ho intenzione di dare una panoramica dei vari momenti della sua carriera che ha attraversato la strada di Dylan. L'accento sarà posto su Lennon come un individuo, ma il resto dei Fab Four sarà ovviamente incluso.
Nel 1964, John Lennon ha iniziato ad indossare un berretto simile a quello che Dylan indossava sulla copertina del suo album di debutto.
          

Secondo Marianne Faithfull, "Dylan non ha prestato molta attenzione ai Beatles in tutte le loro sfumature, tranne che per John. Lui adorava John, usciva spesso con lui".
Dylan Si dice che Dylan sia stato quello che ha spinto i Beatles all’uso di "sigarette jazz", anche se almeno una persona ha riferito che Lennon ne aveva già fumata una il mese precedente.

To be continued. . .

Harold Lepidus, "Bob Dylan Examiner"
http://www.examiner.com/bob-dylan-in-national/bob-dylan-and-john-lennon-part-one

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Dylan non dovrebbe smettere di esibirsi, ma qualcuno dice che dovrebbe farlo

di John Kenyon

Forse John Jurgensen sta solo cercando di ottenere uno scoop sul prossimo compleanno di Dyaln per fare una analisi sui progetti di Bob che compirà i 70 anni il prossimo mese di maggio. Come spiegarsi altrimenti il suo articolo nel quale ha chiesto a Bob di smettere venerdì scorso sul Wall Street Journal. Il pezzo, "Quando è il tempo di lasciare il palco", presuppone che Dylan è troppo vecchio, la sua voce troppo lontana, per giustificare la continuazione dei suoi spettacoli.
"Per le persone influenti in ogni ambito della vita, dai dirigenti aziendali alle stelle dello sport, la questione di quando lasciare il palco è cruciale. Abbandonare quando si è al top, rinunciando a qualsiasi ulteriore porzione di gloria? Oppure scavare fino alla fine, con il rischio di offuscare una brillante carriera? ", Scrive Jurgensen, e certamente è una domanda valida, e sicuramente vale la pena di discuterne quando si tratta di Dylan. Ma la sua risposta è sbagliata.

Le confutazioni per il suo articolo sono diverse , ma mi concentrerò su una sola: l'idea che Dylan possa in qualche modo offuscare la sua eredità con i concerti attuali comincia molto prima di ora. Jurgensen si risponde alla domanda prima che ancora gli venga fatta, per iscritto, "Dopo 50 anni in musica, il suo posto nel pantheon è inattaccabile." Tuttavia, egli prosegue, "Il centro del dibattito è il suo status di icona della musica, il custode di un corpo di lavoro che, in molti sarebbero d'accordo, è in contrasto con il suo sound attuale, andando avanti così, arando all'infinito, i momenti bassi potrebbero minare la carriera facendo dimenticare quelli alti? "
Chi pone queste domande, non ne capisce di Dylan e della sua musica, Bob è forse il più grande esempio di uno la cui arte non è mai finita. Le registrazioni catturano solo dei momenti nel tempo. E questi sono momenti, i momenti veri. Chiunque ascolti le outtakes da una sessione comprende che Dylan sta facendo tentativi in modi diversi prima di decidere su quale puntare. Ascoltate le versioni di "Mississippi" su Tell Tale Signs. Sono tutte diverse, tutte sono meravigliose. Ci può essere una versione "ufficiale" di una canzone, ma solo sul mercato, non nella mente di Dylan.
Una performance live di Dylan oggi offre una simile opportunità. Non farà mai suonare la stessa canzone allo stesso modo. Potrebbe non piacerti questa versione di questa canzone (o di qualsiasi altra canzone, come Jurgensen crede alle dichiarazioni di alcuni fans da lui intervistati), ma qualcun altro potrebbe gradirla. Un fan si lamenta di questi cambiamenti, dicendo a Jurgensen, "Quello che siamo abituati a sentire della sua musica proprio qui non c'è." Un altro, tuttavia, dopo uno spettacolo deludente ne vede uno esaltante, dichiarando: "Rispetto alla volta scorsa? 180 gradi! Cambiamento totale! "

Il nuovo libro Advanced Theory di Jason Hartley offre alcuni spunti per il pensiero. Il libro ipotizza che gli artisti esperti - quelli come Dylan, Lou Reed e Neil Young - che hanno spesso mortificato i loro fans lungo la strada della loro carriera, apparentemente hanno tradito quello che inizialmente rappresentavano, in realtà serano troppo avanti rispetto al resto degli altri per essere capiti. La teoria è più complessa (e contorta e, in ultima analisi, indifendibile) di quello che è, ma essa suscita un dibattito interessante. Nella scrittura di Dylan, Hartley ha giustamente sostenuto che "i fans fanno sacrifici per andare a vedere il loro artista preferito. Nel caso di Dylan ci si aspettava che fosse fedele alla sua musica.
Quaranta anni dopo, ciò che ancora accade, a un certo punto, è che la gente guarda a Dylan perchè li aiuti a ricordare e recuperare parti della loro vita alle quali la sua musica ha contribuito. Ma Dylan è andato avanti, anche se queste persone cercano di rimanere sempre le stesse. "Don't Look Back" non era solo un testo accattivante, era chiaramente una dichiarazione che definiva questa finalità.
Sì, è comprensibile che qualcuno possa essere deluso dalla voce di Dylan – che Jurgensen definisce intelligentemente "da mostro preistorico", mentre fa riferimento ad esso come ad un "gracchiare compromesso" in una recensione di uno spettacolo dell’ ottobre 2007. Ma ci sono stati momenti davvero trascendentali negli spettacoli che ho visto, e, sono sicuro in ogni spettacolo in cui Dylan si è esibito da allora. Dylan, se avesse ascoltato le parole dei suoi detrattori a metà degli anni 1980, non ci avrebbe dato Oh Mercy, Time Out of Mind o Love and Theft, e se si ascolta questa parte della sua musica, allora cosa ci manca ?

(Fonte:http://tirbd.com)

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LE COVER.....

AL DIESAN & PINO TOCCO - BLOWIN' IN THE WIND 

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Giovedi 9 Dicembre 2010

E’ il caso che Bob Dylan vada in pensione?

E' tempo per Bob Dylan di ritirarsi definitivamente come artista? John Jurgensen del Wall Street Journal la pensa così, come molti altri fans che sono stati scontenti delle scarse o interamente irriconoscibili performances delle sue canzoni più note nei recenti concerti. Anche se Jurgensen ed i fans intervistati per il suo articolo possono avere aspettative irragionevoli per una performance live da parte di un uomo eccentrico di 69 anni, essi hanno alcune preoccupazioni legittime sullo stato di salute delle sue corde vocali che influisce sul notoriamente non tradizionale canto di Dylan. L'icona del folk si è trasformata in una cosa che suona come i versi di un dinosauro di Jurassik Park, secondo Jurgensen, che specula anche sui danni alle corde vocali del cantante che si sono accumulati negli anni. Stranamente, il timore più comune tra i fan di Dylan è che il suo rifiuto di andare in pensione possa offuscare la sua carriera. Questo è totalmente stupido! Se la totalità della sua produzione triste negli anni ottanta e uno dei più folli album di Natale mai registrati non hanno potuto danneggiare la reputazione dell'uomo come il più grande di tutti i tempi, qualche concerto pessimo non gli potrà certo fargli del male!.

(Fonte: Http://nymag.com/daily/entertainment/2010/12/should_bob_dylan_retire.html)

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Come apparirà Bob fra 10 anni ?

 

                                                                     

                           

Abbiamo fatto questo giochino per curiosità, se volete potete caricare una vostra foto per vedere come sarete da vecchi, cliccate sul link sotto, buon divertimento!

http://host-d.oddcast.com/php/application_UI/doorId=357/clientId=1/

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INSEGUENDO BOB DYLAN, VIAGGI TRA MUSICA E PASSIONE    clicca qui

 

a
Mercoledi 8 Dicembre 2010

Wall Street Journal a Bob Dylan: Non è tempo di appendere l'armonica?

di Patrick Goldstein

Io sono un fedele lettore del Wall Street Journal , che di solito tratta in modo intelligente gli argomenti artistici e di intrattenimento. Ma quando si tratta di valutare una grande figura culturale, la storia di copertina come quella della settimana scorsa su Bob Dylan scritta da John Jurgensen rasentava l’idiozia borderline mai stampata su carta. Intitolato "Quando Bob deve lasciare il palco", ha cercato di fare un appunto a Bob Dylan, che a 69 anni, dovrebbe pensare a smettere di esibirsi, sostenendo che aveva perso il suo senso, per non parlare della sua voce, ed in procinto di mettere in pericolo una brillante carriera come la sua – come una serie di altre icone della musica – che hanno raggiunto l'età pensionabile.

E come fa Jurgensen a rafforzare questa premessa? Fondamentalmente intervistando un medico della Johns Hopkins Voice Center, che ha dichiarato quanto era più ovvio - cioè che i cantanti rock sono particolarmente inclini a cicatrici o altri danni alle loro corde vocali. Utilizzando questa superficiale diagnosi medica, Jurgensen ha bollato le recenti performance live della figura più iconica della musica, dicendo che la voce di Dylan è "ormai deteriorata dal gracchiare della laringite", aggiungendo che maliziosamente Dylan suona ormai come "un mostro della playstation".
Jurgensen ha anche intervistato un gruppetto di fans scontenti dei concerti di Dylan, come Jim Waniak, che uscito da un recente show, ha detto: "Conosco a memoria ogni parola di 'Desolation Row', ma non ho potuto cantarla insieme. Quello che eravamo abituati a sentire della sua musica proprio non c'è più". Odio dare questa informazione a Jurgensen, ma i fan di Dylan hanno parlato così di spazzatura per decenni. Quando ho iniziato ad andare a vedere Dylan da adolescente nel 1970, i conoscitori esperti della contro-cultura si stavano già lamentando di come Dylan aveva perso il suo appeal o macellato le loro canzoni preferite “sputtannandosi” con la chitarra elettrica, proprio come i folkies dei primi anni '60 erano tutti in in guerra con Bob quando lui andò elettrico al Folk Festival di Newport 1965.

Dylan vive per confondere i suoi fan, e se vi fate facilmente confondere, non siete grandi fans. Ma sono anche in disaccordo con un problema più ampio che Jurgensen solleva: che c'è adesso tutta una generazione di oldsters rock nel circuito dei concerti che dovrebbero andare in pensione - o vivere il detto "spero di morire prima di diventare vecchio". Dopo tutto, se Dylan deve farla finita, perché non gli Stones o gli Eagles o i Pink Floyd di Roger Waters, che ha riportato in tour "The Wall" nel circuito delle arene?
Per me, il difetto di questo ragionamento è semplice: Perché il rock dovrebbe essere tenuto ad un livello diverso rispetto a qualsiasi altra forma d'arte? Qualcuno può seriamente sostenere che Philip Roth dovrebbe appendere le sue aspirazioni letterarie, anche se ha passato i 70 e ancora sforna grandi libri? Il caso di Clint Eastwood, che ora ha 80 anni, dovrebbe mettere via la macchina da presa, anche se alcune delle sue realizzazioni migliori nel cinema sono avvenute negli ultimi 6 anni? Che dire di Michael Caine, che è ancora uno dei protagonisti più cool del pianeta, anche lui arrivato ai 70? Oppure Elaine Stritch, ora 84, che ha vinto un Emmy all'età di 81 anni per la sua apparizione in "30 Rock".

L'ovvia risposta è: "Hell, no!" La cosa grandiosa di essere un artista è che si arriva a vivere con un diverso insieme di regole rispetto al resto di noi comuni mortali. Quindi, se Dylan vuole continuare a canticchiare e suonare, finché c'è un pubblico disposto ad andarlo a vedere, perchè si dovrebbe tenere il fuoco della sua creatività artistica solo per i dischi? Come concetto artistico, la pensione è selvaggiamente sopravvalutata.

(Fonte: http://latimesblogs.latimes.com)

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Rochester, New York - Rochester Institute of Technology - Gordon Field House - November 6, 2010

di Chuck LaBlanc

Sabato 6 novembre, ho avuto modo di vedere Bob Dylan e la sua rock band al RIT campus. Non avevo visto Bob dallo scorso novembre. Ho visto due degli spettacoli del Palace. Lo spettacolo di martedì sera è stato favoloso, con una grande chitarra di Charlie Sexton e Bob in bella voce. Purtroppo lo spettacolo di Giovedi notte non è stato altrettanto gradevole. Voglio ricordare che ho visto più di 100 spettacoli dal 1994, e sento che non ho mai visto un cattivo spettacolo. La maggior parte hanno spaziato da forme molto buone ad altre mondane, io sono uno di bocca buona. Ci sono stati uno o due show in cui ho pensato che forse stavo vedendo uno spettacolo cattivo, ma Bob li tirò fuori nel finale e lasciò lo show con un bagliore positivo. La distanza dal palcoscenico sempre svolge un ruolo enorme per il massimo divertimento. Mi piace vedere il sudore sgocciolare del naso di Bob.

Torno allo spettacolo del RIT. Quando la band di Bob sale sul palco non ho potuto fare a meno di notare che Charlie Sexton non sembrava in forma. Sembrava molto più magro di come la ricordavo e la sua carnagione era spettrale. Per la maggior parte del tempo riuscivo a malapena a sentire la sua chitarra e molte volte per tutto lo spettacolo è andato giù a suonare appoggiato su un ginocchio e non mi era chiaro il perché. Avevo sentito parlare nelle recensioni della grande interazione tra Charlie e Bob. Non ho visto nulla di tutto ciò.

Il primo brano "Rainy Day Woman" mi fa sempre sorridere. Bene "Senor, {Tales of Yankee Power}", uno dei miei preferiti top ten, Bob al centro della scena con microfono in mano, sorriso maniacale sul volto, a fornire una resa potente di una delle mie canzoni preferite. La canzone # 3 è stata "Just Like Tom Thumbs Blues", ben suonata, con Bob che ha fatto alcuni interessanti liks. Le prime canzoni sono state vocalmente roche ma melodiche, se questa cosa può avere un senso. La song # 4 "Things Have Changed", Bob sta cominciando a lasciare la voce roca. Il mio amico e io siamo certi che Bob ha tutte le voci che ha utilizzato nel corso degli anni a sua disposizione per l'uso in qualsiasi momento, ma a volte sceglie di apparire come Werewolf Bob. Fortunatamente il lupo mannaro era per lo più tenuto a bada. La song # 5 "The Leaves Gonna Break", Bob e la rock band mette questa canzone in sincronia con il fiasco politico dopo l’uragano Katrina, più che positivo per me. Song # 6, "The Lonesome Death of Hattie Carroll ", un altra canzone nelle top 10 per me, suonata bene strumentalmente e cantata con cura. Song # 7 "Honest with Me", non una delle mie preferite, ma Bob sembra amare questa canzone. Song # 8, "Forgetful Heart", una canzone dolce, ben suonata e ben cantata , un altro punto culminante. Song # 9, "Cold Irons Bound ", ho molte, molte versioni di questa canzone uptempo molto più rock, questa versione era un pò più lenta, ma ancora più piacevole.
Song # 10, "Simple Twist of fate", un bellissimo cantato e suonato, la versione è da mettere in evidenza per me. Song # 11, "Highway 61 Revisited", sempre un pleaser per la folla anche se questa versione non era così chiassosa come alcune che avevo sentito. Song # 12 “Ain't Talkin' ", bella canzone ben suonata. Song # 13 "Thunder on the Mountain", trovo questa canzone, insieme con "Summer days" e "The leaves Gonna Break " così simili che mi aspetto che le parole di una di quelle canzoni scivolino nell’altra in qualsiasi momento . Thunder è probabilmente il mio meno favorito dei tre. Ma è rock!
La mia amica Angela ha chiamato questo tour il "Ballad of a Thin Man Tour".
Questa canzone è suonata in ogni spettacolo con estrema cura, vocalmente e strumentalmente, ed energicamente, diventa il fulcro di ogni notte. Il bis di due canzoni inizia con "Jolene" molte persone chiedono "perché Jolene" fra tutte le canzoni tra le quali Bob potrebbe sciegliere.
Beh, qualunque cosa si possa pensare di "Jolene", da a Stu Kimball la possibilità di fare qualche fraseggio pesante, mi è piaciuto. Infine la song # 16, "Like A Rolling Stone ", un pleaser reale, perenne, che ha soddisfatto tutti.

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Mi ricordo il vero John Lennon

Non quella descritto dalla storia trenta anni dopo che il Beatle fu assassinato, Ray Connolly esamina il culto che è cresciuto intorno al suo amico rimpianto - e chiede se stiamo finalmente cominciando a lasciare la storia dei Fab Four.

Bighellonava al di fuori del Dakota Building sulla West 72 Street, New York City, la notte del 7 dicembre 1980 - 30 anni fa, - Mark Chapman non poteva sciegliere una vittima più famosa grazie al quale dimostrare la sua follia. Spara cinque proiettili nella schiena di John Lennon, mentre John ritornava a casa da uno studio di registrazione, il nome di Chapman era circolato per tutto il mondo sconvolto dallo shock e dal dolore.

I Beatles avevano incantato centinaia di milioni di persone con la loro musica, ma Lennon, in gran parte per la forza della sua individualità conflittuale, era stato quello maggiormente ammirato, quello che sembrava rispecchiare l'atteggiamento della sua generazione. Eppure, mentre stava morendo, ed il suo assassino bloccato in attesa della polizia per arrestarlo e, quindi, ungerlo con la celebrità che desiderava, è stato come se qualcosa iniziasse di nuovo.

Era l'idea di John Lennon il mito, il martire Lennon, Lennon il super genio, Lennon il vero talento dei Beatles, Lennon, l'uomo che vide attraverso tutto ciò, Lennon l'artista d'avanguardia e Lennon il dolce, il ragazzo amante della pace che aveva pregato per il mondo.
Beh, conoscevo John Lennon, e mi piaceva molto. E' sempre stato molto gentile e generoso con me. Stavo per volare verso New York e intervistarlo quando ho ricevuto la notizia nel bel mezzo della notte, per dirmi che era stato ucciso, così ho pianto tante lacrime quel giorno.

Ma negli ultimi tre decenni l'uomo che conoscevo è stato fatto diventare sempre di meno il John Lennon che conoscevo e, in generale, sempre più come un personaggio di Butler's Lives of the Saints.
Come uno studente d'arte John utilizzava vignette per disegnare un pò di personaggi coperti di verruche. E sembra a volte che l'immagine di lui che ha prevalso sia soprattutto è quella dei suoi difetti, le cose positive sono state in gran parte spazzate via dalla memoria pubblica dei veri fans, grazie anche alle stupidaggini della vedova Yoko Ono.
Questo non è per criticare Yoko. E' perfettamente comprensibile che una donna che vede suo marito assassinato dovrebbe ricordarlo con devozione e parlare di lui in toni idealizzati.

Ma John Lennon era un personaggio complesso, spesso contraddittorio, che, pur capace di un grande idealismo, è stato piuttosto cattivo con la sua prima moglie e il figlio Julian, e qualche volta ha fatto alcune cose molto stupide, da ingenuo, cose frettolose anche se il cuore era ben intenzionato, ma lui aveva la testa di un agitatore.

Che avesse avuto molti aspetti positivi, non ci sono dubbi. Era spiritoso e divertente e l’ "atteggiamento" da Beatle suonava perfettamente con le sue aspirazioni da bambino negli anni Sessanta. E' stato bravo con le parole e brillante a scrivere canzoni con gli slogan famosi che si era inventato, come Give Peace a Chance e All You Need Is Love, istintivamente sapeva cogliere il momento e tirar fuori la frase giusta al momento giusto. E, in collaborazione con Paul McCartney, ha riempito il mondo di canzoni popolarissime.
Ma era anche facilmente influenzabile. Non è stato intelligente , per esempio, quando fornì un aiuto finanziario nel 1971 per un leader auto-proclamatosi del potere nero chiamato Michael Abdul Malik, alias Michael X, che poi uscì su cauzione in Gran Bretagna ed fuggì a Trinidad. Un paio di anni più tardi Malik uccise due persone e fu poi impiccato per i suoi crimini. Lennon non poteva sapere che sarebbe finita così, ma avrebbe dovuto essere a conoscenza, come molti altri, che Malik era un delinquente. Poi ci fu l’ aiuto finanziario ad un movimento repubblicano irlandese negli Stati Uniti, al culmine delle violenze in Irlanda del Nord, non una buona idea per un uomo di pace.

Questo era John, però, perspicace nelle parole, ma, in una vita murata dalla fama, sorprendentemente facilmente ingannabile da coloro che sapevano come adularlo e tirar fuori da lui i suoi sensi di colpa.

Ho il sospetto che la canzone per la quale probabilmente è meglio ricordato sia “Imagine”, con un testo che molti hanno trovato edificante, anche se lui non praticava esattamente quello che predicava. Quando un vecchio amico di Liverpool ha visto le ricchezze che aveva accumulato a New York, lo ha preso in giro per alcune parole della canzone “imagine no possessions’, John, 'it’s easy if you try’”, l'ex Beatle replicò che era tipicamente una ballata scherzosamente autoironica.
Per anni, dopo la morte di Lennon, la reputazione di Paul McCartney ha subito quella del suo ex-collega morto, ed ha dovuto, in parte, parlare bene di Lennon in diverse interviste. Ma, in realtà, tali interviste ci hanno detto di più su John che su Paul.
La mia impressione, quando parlavamo di musica, è che Lennon ammirasse la brillantezza melodica di McCartney, ed era forse anche un pò geloso di lui, cosa sciocca, perché si integravano in modo ottimale. Nessuno dei due è sempre stato buono dopo la separarazione. Ed entrambi lo sapevano.
Dopo un inizio brillante di una carriera da solista dopo lo scioglimento dei Beatles, Lennon sembrò perdere la sua strada artistica, diventando meno sicuro di se stesso. Per chi lo conosceva era una sorpresa, perché, anche se pubblicamente è sempre stato visto come un uomo con una grande fiducia in se stesso, John aveva profonde insicurezze, non da ultimo sulla sua voce e il suo modo di cantare, che ha sempre fatto del suo meglio per mascherare - qualcosa che ha sempre irritato il produttore delle registrazioni dei Beatles George Martin.

Che la sua morte avrebbe fatto di lui una famosa icona era doppiamente ironico. Non solo egli non credeva nel culto degli idoli morti, egli era, al momento della sua morte, preoccupato per la sua carriera, insicuro se il suo primo album da solista avrebbe venduto bene. Infatti, la grande vendita decollò solo dopo che fu ucciso.
Se non fosse stato ucciso l'album avrebbe avuto il successo causato della sua morte? E’ difficile da dire. La mia ipotesi è che egli si sarebbe buttato nella scrittura, perché ha scritto cose molto divertenti, giocose, ricordo che aveva già pubblicato due libri di vignette e di brevi racconti nonsense. Aveva una mente veramente originale e con il tempo le sue mani avrebbero potuto benissimo riempire di parole il suo mondo con la macchina da scrivere che aveva comprato ed imparato ad usare.

Il romantico in me dice anche che potrebbe anche avere collaborato di nuovo con Paul McCartney per scrivere altre canzoni nuove, perché, anche se il suo grande periodo fertile di scrittura di canzoni era ormai dietro di lui, i frammenti di quel grande dono ancora rimanevano.
Certo, quando morì lasciò dietro di sé una canzone importante. Chiamata Grow Old With Me, si basava su una poesia di Robert Browning. Egli ha solo ha registrato un demo su di una cassetta con l’impianto di casa sua, quindi non è mai stata un hit di Lennon, ma nel corso dei decenni dopo la sua morte è diventato uno dei pezzi preferiti di nozze in America, con centinaia di versioni ora su YouTube. È una cosa che non avremmo mai previsto, il duro, schietto John Lennon che si combina con Robert Browning per scrivere un inno nuziale.

La data della sua morte sarà certamente celebrata con centinaia di sue canzoni sulle radio di tutto il mondo, ma non posso evitare di pensare che questo potrebbe essere l'ultimo grande anniversario dei Beatles. Tre settimane fa tutta la musica dei Beatles è stata pubblicata su iTunes per il download digitale in MP3.
Prima del rilascio le aspettative suggerivano che fosse possibile che i Beatles avrebbero dominato l'intera top ten. Finora questo non è successo: al momento di scrivere non ci sono canzoni dei Beatles nella top fifty, nonostante la pubblicità televisiva e una campagna di affissione.
E perché no? La mia ipotesi è che la maggior parte delle persone che volevano i dischi dei Beatles già li hanno, probabilmente, più volte, in vinile, cassette e CD. Loro non hanno bisogno di nuovi supporti. Inoltre, nessuno sotto i trent'anni era vivo quando John Lennon è stato assassinato, e nessuno sui quaranta quando i Beatles si sciolsero.
I Beatles stanno diventando storia, ma c'è voluto molto di più quello che chiunque di noi avrebbe mai potuto aspettarsi, ma penso che il mondo si stia muovendo in questa direzione.
Per quanto riguarda Mark Chapman, è ancora in carcere. Famoso per un breve momento inutile: lui è ormai dimenticato.
L'ultimo romanzo di Ray Connolly su John Lennon, "The Sandman", è ora disponibile come un eBook su amazon.co.uk.

(Fonte: http://www.telegraph.co.uk)

 

a
Martedi 7 Dicembre 2010

Bob Dylan dovrebbe andare in pensione? Diavolo,no!

  

Dal momento in cui Bob Dylan ha iniziato ad esibirsi nei Cafè del Greenwich Village, c'era qualcosa di scombussolante nelle sue performances. Avrebbe accordato la sua chitarra nervosamente, ed a metà, la canzone poteva cominciare ad andare fuori dai binari, ma la gente ha notato che ha sempre tirato la fine, e la canzone era più ricca di quelle poche incertezze.
La gente aveva detto a Bob Dylan che cosa fare: in primo luogo egli non avrebbe dovuto usare una chitarra elettrica, e una volta diventato più famoso presso la gente, volevano che fosse "la voce della contro-cultura degli anni '60 ", che ha finito per essere in ogni caso, nonostante non sia mai stato impegnato politicamente come Joan Baez. Con l'uscita di Self-Portrait nel 1970, i primi inviti a smettere sono stati emessi, Rolling Stone aveva notoriamente aperto la questione, "Che cos'è questa merda?"
La gente diceva che doveva Bob Dylan doveva andare in pensione a partire almeno dai primi anni '80, e sono sicuro che alcuni l’hanno detto anche molto prima. Se questi consigli lui li avesse ascoltati, lasciate che lo dica, non ci sarebbe state: Not Dark Yet; Highlands; Ring Them Bells, Things Have Changed, Shooting Star, Workingman's Blues # 2, Nettie Moore; Make You Feel My Love, Most of the time;. Mississippi ... e potrei andare avanti in questo modo per un bel pò. Non ci sarebbero mai stati, inoltre, gli splendidi concerti tra il 1997 e il 2003 quando Bob, sostenuto per gran parte di quel periodo dal dinamico duo di Larry Campbell e Charlie Sexton, ha illuminato le case come il fuoco nel camino di notte.
Così, è con grande tristezza che vedo la recente discussione, sul Wall Street Journal, se Bob dovrebbe andare in pensione, e la successiva discussione sui media. La gente tende a pensare a Bob come se fosse un fantasma eccentrico. che mai sarebbe superiore a qualcosa di così semplicistico come la lettura di un giornale, ma la storia ci ha insegnato che Bob Dylan è molto più sensibile. In Things Have Changed ha scritto:
Basta poco a ferimi, solo che non lo dò a vedere
Si può ferire qualcuno senza neanche accorgersene


E il Wall Steer Journal non è il solo; c'è anche il National Post, un giornale per il quale una volta ho avuto il privilegio di scrivere, che mandò il critico musicale Mike Doherty ad uno spettacolo di Bob Dylan al Roundhouse di Londra. Doherty ha concluso il suo lungo pezzo chiedendosi se sarebbe troppo chiedere a Bob Dylan di andare dolcemente in quella buona notte."
Sì, Mike, sei stato davvero molto inopportuno nel fare questa richiesta. Se Johnny Cash tornasse dalla tomba e facesse la stessa richiesta, io non gli darei credito, e ti dirò perché.
Mi piacerebbe dire che probabilmente ho ascoltato più bootlegs di Bob Dylan di chiunque altro, ma ho letto i messaggi nel forum di ExpectingRain.com, e so che ci sono persone in attesa per l'ultimo show da scaricare. (Al momento, non è illegale scaricare una registrazione di un concerto registrato di Dylan, finché non è stato, o non sarà distribuito da Sony).
Prendo atto che la voce di Bob è diventata abbastanza gracchiante, ed è giusto ammettere che ha percorso una lunga strada per essere il glorioso Bob Dylan del 1999. Ma questo non significa che non è più un interessante Bob Dylan. In realtà, credo che sia un affascinante Bob Dylan e che fra 20 o 30 anni, questo tardo periodo di Dylan sarà uno dei più discussi.
Certo, mi irrito quando sento Highway 61 (o HI61 come gli appassionati la etichettano) per come è stata cambiata. Ma se io fossi un fan occasionale, mi piacerebbe trovare un più di soddisfacente blues-rocker. Stessa cosa vale per una canzone come Cold Irons Bound.

Poi c'è l'up-canto, o il gracidare, o come un fan disse durante il tour ballpark di Bob nell’ estate del 2009, "Ha le palle da baseball in bocca." Personalmente, trovo più divertente, ed è un concerto raro, se il Dylan degli ultimi anni mi faccia ridere o sorridere almeno un paio di volte, magari facendo il celebre passo d’ anatra di Chaplin e poi cadere in una conversazione cantilena con "Hai mai visto un fantasma, (poi grida) NAHHH, ma avete certo sentito parlare di loro," umorismo che non può essere trasmesso a parole. (Prendi un bootleg o due, mentre è ancora possibile, perché non lo fai?)
Questa è un'altra cosa che mi infastidisce delle critiche su Bob Dylan. La maggior parte degli autori di questi scritti sono dei piccoli scribacchini di città, ma anche a New York, Los Angeles e in altri posti della Major League, si comportano come se non avessero mai sentito Bob Dylan dal 1991. Non possono ascoltare alcuni show in anticipo prima di parlare? Ah dimenticavo, i giornalisti a tempo pieno sono notoriamente pigri. (Io sono troppo pigro, ma mi aspetto di più quando si tratta di BD.) Hanno sempre da commentare il suo cappello per qualche ragione. Essi avvertono che lui non suona più come una volta!. Sostengono che esce con nuovi arrangiamenti ogni notte. (Il che è ridicolo, come Dylan ha detto a Jonathan Lethem dopo l'uscita di Love and Theft, gli arrangiamenti sono quasi sempre gli stessi, è solo la struttura ritmica che cambia).
Così la preoccupazione per la voce è una cosa passata oltre per me. È una fortuna che alcuni di questi critici non sono stati in giro ad ascoltare Tom Waits primo di cantare o suonare il pianoforte dopo aver bevuto, allo stesso modo, avrebbero potuto mettere il veto alla voce di Louis Armstrong, dicendo: "Smettila Louis, pensa alla tua eredità. "

L' articolo del WSJ è in realtà molto meno incendiario di quanto mi sarei aspettato, dato il numero di pubblicazioni che gli ha fatto seguito, soprattutto la richiesta di pensionamento è diventata molto meno pesante di prima.
Ma trovo ancora irritante, perché se qualcuno dovesse essere costretto ad andare in pensione, dovrebbe essere quel jukebox spudorato di Paul McCartney, che come molti fossili, è famoso per utilizzare non solo le stesse canzoni, ma anche la stessa battuta notte dopo notte.
Inoltre, c'è un collegamento tra Bob ed i suoi fans che gli permetterà di stare in tour tutto il tempo che vorrà. Se Bob fosse alla soglia della morte in una casa di cura di Malibu e facesse il suo passo d’ anatra mentre attraversa la sala comune,bhè, mi piacerebbe essere là.
Sono stato a sei spettacoli Dylan negli ultimi tre anni. Ascolto i bootleg dei suoi concerti più di ogni altro tipo di musica. E ci sono momenti nei quali ne cerco sempre di nuovi, specialmente se Spirit on the Water è nel set-list, è un momento magico per gli spettatori più oculati.

Bob: Pensate che io abbia fatto il mio tempo?
Pubblico: No !!!!!!

Bob: Pensate che io abbia fatto il mio tempo?
Pubblico: No !!!!!!!!!!!!!!

Bob: Beh, vediamo che posso fare. Sono ancora in grado di darvi buoni momenti.

E per molti di noi è davvero così. Per Mike Doherty e le migliaia di nemici che non vogliono altro che Greatest Hits, e molti giornalisti che non capiscono nemmeno Dylan abbastanza bene per sapere che cosa vogliono, è maledettamente difficile per loro avere momenti buoni. Questo è il loro perdita.

E’ questo l’uomo che vorrebbero andasse in pensione?
 

 

(Fonte: http://scorpionofscofflaw.wordpress.com)

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La mail di Ale '65

Confermo in pieno anch’io il pensiero di Daniele Ardemagni.. Approvo e sottoscrivo pienamente, pur rispettando i gusti degli altri, penso che di immondizia musicale, ce ne sia fin troppa in giro… non spetta certo a Mr. Dylan di appendere la chitarra, pardon, la tastiera al chiodo. Lui è e vuole solo rimenere fedele a se stesso, e, del resto, come diceva, quando succederà, si augura di morire sopra un palco da qualche parte nel mondo. Speriamo il più tardi possibile, aggiungo io.

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Columbus, Ohio - Ohio State University - Schottenstein Center - November 4, 2010

di Gibson Gary

Passeggiando per il campus dell’ Ohio State University al Centro Schottenstein in questa notte autunnale fredda, non c'era rivoluzione nell’ aria ma non c'era la musica come i pezzi di Blonde on Blonde che passava la radio.
In effetti, la folla di mezza età questa notte non era qui a ribellarsi, ma a rendere omaggio a colui che ha plasmato tanta parte della nostra vita, dal professore della OSU nella fila sotto che si asciugava le lacrime dagli occhi durante Hard Rain, o per la mamma 30enne che saltava su e giù durante Stuck Inside of Mobile.
Dopo aver visto Dylan nel 1978 durante il suo Street Legal periodo pseudo Elvis, so che l'unica cosa prevedibile di un show di Dylan è la sua imprevedibilità. Ma hey, se si vuole ascoltare musica nota per nota, come sono stati registrati posso raccomandare Celine Dion.

Apertura della mostra con una rollicking Rainy Day Women, non ho potuto fare a meno di andare indietro agli anni Settanta, quando il ritornello di questa canzone aveva un intero diverso significato, ma l’invocazione di Dylan ad essere ancora schiacciati e oppressi risuonava ancora vero.

In una notte di sorprese, la canzone successiva è stata una bella versione di “Girl fron the north country” con Bob alla chitarra che ha evocato malinconia nel ricordo del suo primo amore vero.

Stuck Inside of Mobile ha mostrato la potenza della band Dylan. Più di semplici musicisti di supporto, sono un'estensione dello stesso Dylan. Charlie con la sua chitarra era potente in tutta la canzone e per tutta la serata. La sua presenza spicca, ma non scoraggia Bob. Tony Garniers è il basso collante che tiene insieme il tutto. Un professionista consumato.

La voce di Bob è cambiata e si è evoluta nel corso della sua carriera. A 69 anni, la sua voce trasmette l’esperienza di un uomo che ha vissuto, ma è ancora alla ricerca di qualcosa di più, non ancora soddisfatto della gloria passata.

Tangled Up in Blue è stata trasformata in un blues, con al centro della scena Bob con solo l’armonica. I brividi mi hanno preso quando Bob pestava i piedi mentre partiva con la sua magica armonica.

Sto cadendo nei ricordi, ma è sufficiente per dire che lo spettacolo non era finito qui, sarebbe stata una serata indimenticabile. Hard Rain è stata una rivelazione, come le metafore di tanto tempo fa ancora suonava vera anche per i giorni nostri.

Come si può dire, la mia opinione è che bisogna sentire le emozioni più che la tecnica.
Ma non è che queste descrivono ciò che Dylan è sempre stato. In questa notte mi ha ricordato che cosa era essere uno studente universitario di 18 anni sentendo Positively 4th Street per la prima volta. 34 anni dopo la musica che ho sentito è ancora rilevante e importante. Non era da un artista che sta cercando di rigurgitare i passati successi. Era da un artista che ha ancora molto da dire. Shelter from the storm, la canzone non è stata suonata, ma in questa notte ci ha dato un riparo dalla tempesta e come Bob ha lasciato il palco dopo aver chiesto a noi "How does it feeeel", ho potuto rispondere "Forever young”.

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CD: Bob Dylan. Masterpieces                                                   clicca qui

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Trent’anni senza John Lennon                                                  clicca qui

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Esce 'Power to the people' di John Lennon                             clicca qui

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Nowhere Boy, il film che celebra John Lennon                       clicca qui

 

a
Lunedi 6 Dicembre 2010

La mail di Pier Paolo Valentini

Caro Mr. Tambourine,
Il mio nome è Pier Paolo Valentini, e sono il nipote di Bruno Sansonetti. Ti scrivo ora dal momento che soltanto recentemente sono riuscito ad andare a trovare mio zio in Francia. Ti ringrazio innanzitutto delle bellissime parole, che ho girato a zio Bruno. La scintilla felice nei suoi occhi mentre gli mostravo il video da te postato e da me scaricato sul mio Ipod, credo, vale piu' di molte parole. Gli ho anche chiesto se, per caso, avesse intenzione di mettere per iscritto qualche altra sua memoria interessante, e nonostante la salute paia averlo provvisoriamente abbandonato (ma sono certo che si rimetterà), credo si prodigherà per il diletto di tutti i frequentatori di questo sito. Ad onor del vero, devo dire che mio zio è fin troppo modesto, e la nitidezza dei suoi ricordi ha impressionato anche me. Mi ha promesso che si farà vivo lui, poi mi manderà via lettera il suo racconto, che io con la massima fedeltà ti trasmetterò.
Intanto, lasciami solo dire che la sua descrizione del concerto di Parigi del 1966 è, a quanto mi risulta, l'unica testimonianza diretta disponibile di quella memorabile serata. Bisognerebbe contattare Olof Bjorner per dirgli che la set list di quella sera non fu dissimile dalle altre del maggio '66, ma penso che Bjorner lo sospetti già. Lui anzi spera, stando a quanto leggo, che un giorno possano saltare fuori le ormai mitiche registrazioni che, come sa ogni dylanologo che si rispetti, sarebbero dovute essere trasmesse via radio (ho chiesto a mio zio se ne sa qualcosa, vediamo cosa scriverà). Quello che mi sento di dirti è che ascoltare - e poi leggere - il racconto di zio Bruno è stato, se possibile, molto piu' emozionante dell'ascolto di una semplice registrazione: nelle sue parole, nei suoi gesti, e anche semplicemente nel suo sguardo, quel lontano ricordo ha come ripreso vita, tornando ad essere presente, qui ed ora. Fatto, questo, ben piu' grande della persona di Bob Dylan, così come di quella di chiunque altro. In altri termini, in quelle righe Bruno Sansonetti non ha raccontato solo un concerto, per quanto storico e leggendario, ma qualcosa che ha a che fare, per citare uno scrittore a me caro, con l'esperienza umana del Tempo.
Questa la mia personalissima opinione. Non appena avrò qualche novità da mio zio, puoi star certo che te la invierò immediatamente.
Grazie ancora per la tua cortesia, Pier Paolo Valentini.

Ho già espresso il mio pensiero sulla lettera del tuo fantastico zio Bruno, restiamo con ansia in attesa di altri suoi ricordi per emozionarci proprio come con la sua lettera passata, a presto , Mr.Tambourine :o))))

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La mail di Daniele Ardemagni

Scusate le poche parole e la volgarità...Dylan deve lasciare il palco? Col cazzo!! Bob deve continuare ad alimentare i nostri sogni e le nostre speranze qualunque sia la sua voce o la sua band. Bob per sempre!

Più chiaro di così!!!!!!!!!!!!!!!!! :o))))))))))))))))))))))))))

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Columbus, Ohio - Ohio State University - Schottenstein Center - November 4, 2010

Stimando la folla nella City Arena mi sembra che le tende erano circa la metà di quelle degli show nel 2004 e nel 2007. La folla sembrava meno nume, capelli grigi, educati. Io ero in 20° fila sul pavimento, e lì sono stato per la maggior parte dello show.

Lo show è iniziato con Rainy Day Women con Dylan dietro alla sua tastiera dal suono molto vivace, una sequenza di battute in una cadenza molto ironica alle mie orecchie. Purtroppo, verso la fine della canzone la sua voce ha perso improvvisamente i toni alti ed è diventata un gracidio.

La canzone successiva, con una bella intro che ha avuto inizio con Stu Kimball alla chitarra acustica e ho visto Dylan al microfono con la chitarra che ci ha sorpreso con "if you're going to the North Country Fair”. Dylan ha suonato la chitarra matematicamente mentre gracchiava senza melodia per tutta la canzone. Peccato, era una nuova canzone nella set list.

E’ seguita una "Stuck insode of Mobile" con un'altra bella intro della band, con Kimball ancora in acustico e Dylan alla chitarra. In questa i versi erano gracchiati ma ben enunciati, ha abbaiato "Oh Mama" a piena
gola come se fosse tornato indietro di 30 anni.

Poi "Love Sick", drammatica come al solito, ma interrotta da qualche nuovo problema tecnico (Herron alla pedal steel forse). Sono andato a prendere una birra certo che questa versione non sarebbe stata superiore a quella dell’ultima volta.

"Summer Days", e il mio cuore è affondato un pò quando ho sentito gli accordi d’apertura. Tuttavia devo ammettere che Dylan cantava molto bene, con molto entusiasmo, e la folla sembrava godere di questo. Charlie Sexton non è mai riuscito ad uscire fuori, mi chiedo perchè. Sono ragionevolmente certo che Tony Garnier ha suonato qualcosa che si avvicinava ad un assolo sul suo contrabbasso.

Pochi secondi ed ho ricopnosciuto gli accordi dell’intro di "Tangled up in Blue", caratterizzata da Dylan al microfono senza chitarra. Il canto non è stato particolarmente buono. La sua armonica aveva pause deliziose e chiaramente ben progettate. Inoltre c’erano in primo piano le immagini del profilo di Dylan proiettate sulla grande tenda grigia dietro la band, un bel tocco visivo che sembrava più sottile del più tipico ed enorme schermo da concerto rock.

Poi "Tweedle", un altro perenne, in cui la band sembrava un pò indecisa (ad eccezione del batterista), ma il canto è stato animato, dicendo i testi molto amari con gusto evidente.

Poi ha cantato un trascendente "Tryin' to get to heaven", splendidamente
accompagnata, in piedi alla tastiera e suonando qualche pezzo di armonica in ritardo sulla canzone. Questo è stato una ripetiione della serie 2004, ma in modo migliore.

Poi "High Water", un’ altra ancora perenne, altra birra. Il banjo è stato importante e di nuovo Dylan sembrava gracchiare sulla strada del brano.

E poi un momento, "Hard Rain", una sorta di coro gracchiante senza realtà,
fino al versetto: "che cosa farai ora", che Dylan ha assolutamente inchiodato. Non credo che aver perso una parola per tutta la canzone e
sembrava come se stesse tornando a protestare verso la fine della canzone. Credo che la folla intera ronzava a questo punto.
Così sul prossimo perenne, "Highway 61", che ha iniziato con un verso ben cantato per primo, seguito da una bella e scontata serie di versi cantati in cadenze che l’ hanno resa quasi incomprensibile. L' accenno alla "World War 3"- versetto è stato omesso del tutto.

L'intro di "Not Dark Yet" quasi mi ha tolto il respiro (con mia grande sorpresa) e Dylan non mi ha deluso, in piedi al microfono e cappello bianco, una carezzevole lirica molto cupa quasi alla fine. Un trionfo!

Da qui in avanti si era in discesa, tranne per la piacevole "Ballad of a thin man ", che è diventata una cosa molto solida con la nuova illuminazione da Halloween e l’ esecuzione drammatica. Tutto sommato sono stato felice, dopo aver essere stato testimone di diversi spettacoli memorabili.

 

a
Sabato 4 Dicembre 2010

Quando è il tempo di lasciare il palco?

Una generazione di icone della musica sta arrivando all'età pensionabile, insieme con i loro fans. E' tempo per Bob Dylan di appendere il cappello e l'armonica?

  

L’ultimo Venerdì notte, Bob Dylan gracchia in "Highway 61 Revisited" presso il Borgata Casino, ad Atlantic City, NJ. La sua voce sempre rauca, deteriorata e portata a gracchiare dalla laringite. Le guardie della security vagavano fra il pubblico seduto, imponendo la sua politica di niente-telecamere. Dietro alcune file vuote nella parte posteriore, una manciata di ballerini, per dire un eufemismo. Una fila di persone sfilava dall’uscita, scendendo una scala mobile verso la zona delle slot machine. Uno di questi, Christy Warner, 50 anni, ha detto che non avrebbe più pagato per vedere Bob un’altra volta: "Sono stato trattato male ed ho avuto paura".

Per le persone influenti in ogni ambito della vita, dai dirigenti aziendali alle stelle dello sport, la questione di quando è il momento di lasciare il palco è cruciale. Abbandonare nel momento migliore, rinunciando a qualsiasi ulteriore colpo di gloria? Oppure raschiare il pozzo fino alla fine, con il rischio di offuscare una brillante carriera?

Per i molti fan e appassionati di Bob Dylan queste sono domande che incombono pesantemente. Dopo 50 anni di musica, il suo posto nel pantheon è inattaccabile. Lui rappresenta l'era iconica del cantautore e poeta laureato del rock, un titolo anche lui rivendica, facendo leggere questa introduzione ad alta voce prima dei suoi concerti. E, a differenza di altri artisti degli anni '60 e ‘70 che hanno continuamente riproposto brano-nostalgia, ha continuato a far uscire nuovo materiale e lottare sempre con la sua forma d'arte.

.. Queste sono le consolazioni per i fans che stanno vedendo uno dei migliori talenti della musica al suo peggio. La questione se Mr. Dylan dovrebbe smettere è stato un gioco duraturo nei salotti dei circoli musicali, da una parte l’ attacco alla generazione del punk da parte dei dinosauri hippies, o lo sgomento di quei dinosauri per il loro eroe notoriamente triste dopo gli insignificanti anni '80. Ora, però, i detrattori di Mr. Dylan si domandano se lui, a 69 anni e dopo aver appena concluso un altro tour, sarà in grado di farne un altro.

Più allarmante lo stato della voce di Mr. Dylan, lontana decenni dalla sua originale, mostra inevitabilmente i primi segni di deterioramento. Il Dott. Lee AKST, direttore della Johns Hopkins Voice Center, dice che il problema alla voce di Dylan è impossibile da diagnosticare senza un esame, ma che i cantanti rock sono particolarmente inclini a cicatrici o altri danni alle corde vocali. Tale trauma può essere cumulativo, egli dice, aggravando i rischi per un cantante perennemente in tour. Che cosa è evidente: se non ha mai avuto convenzionalmente una bella voce, che era una parte importante del suo potere, lui recentemente suona come un mostro scat Cookie. Sul palco, lui strimpella una chitarra elettrica e soffia dentro una armonica a bocca, ma passa la maggior parte del tempo dietro uno scialba tastiera. I rappresentanti di Mr. Dylan hanno detto che l’artista non era disponibile per un commento su questa questione.

La pensione è un concetto alieno tra le stelle della musica che conoscono solo una vita di spettacolo e di tour. Coloro che hanno deciso di rinunciare presto hanno spesso cambiato idea. Disse che era tempo di "farsi da parte," Little Richard annunciò il suo ritiro a 70 anni - otto anni fa. Da allora ha suonato circa 100 concerti. All'età di 33 anni, il rapper Jay-Z ha detto di appendere il microfono per concentrarsi per essere un dirigente musicale. Tre album dopo, giura di che non dirà mai più di nuovo una frase simile. Al culmine della sua fama Ziggy Stardust alias David Bowie ha annunciato il suo ultimo concerto dal vivo, solo per reinventare se stesso con risultati impressionanti. Eppure non si esibisce in pubblico dal 2007, e forse non lo farà mai mai più.

La questione è venuta alla ribalta adesso che una generazione di artisti sta arrivando alla vecchiaia, insieme con i loro fans della prima ora. Non diversamente dai loro predecessori del R & B, come i Four Tops che sono ancora sulla scena, i migliori interpreti del rock più classico stanno manifestando la difficoltà nel prendere ancora le note più alte della scala musicale. Roger Waters dei Pink Floyd è stato protagonista di uno dei tour di maggior successo dell'anno, ritirando fuori "The Wall", aggiornato solo nella fase tecnologica. Ma per molti di questi artisti pubblicare nuovo materiale cercando di rimanere pertinenti come artisti è difficilissimo, non hanno alcun progetto di fine carriera.

Mr. Dylan non sta lavorando per avere ponti d’oro, lui prosegue nel suo mestiere. "Chiunque, è in grado di lavorare può farlo per tutto il tempo che vuole, un saldatore, un falegname, un elettricista. Loro non hanno necessariamente bisogno di andare in pensione", ha detto in un'intervista pubblicata da Rolling Stone lo scorso anno. "La mia musica non è stato fatta per portarmi da un luogo all'altro in modo da poter andare tranquillamente in pensione". Dopo tutto, altri artisti tagliati dalla stessa stoffa come Woody Guthrie e Leadbelly, per i quali l'esecuzione dal vivo era una questione esistenziale, non avevano alcuna necessità economica.

.. Ha venduto quasi 21 milioni di album dal 1991, quando la Nielsen SoundScan ha iniziato a monitorare tali artisti. Negli ultimi dieci anni, ha venduto più di 3,7 milioni di biglietti per concerti e incassato più di 192 milioni dollari per tour, secondo Pollstar. Se lui si allontana dal Tour, ha ricadute negative, compresa la pittura (la Galleria Nazionale di Danimarca espone 40 delle sue opere) e la scrittura (il suo primo volume "Chronicles" di memorie è stato un successo, altre due uscite col continuo della storia sono attesei).

Perché puntare il dito verso Mr. Dylan quando Judy Collins e gli altri veterani ormai canuti stanno ancora là fuori e girano in tour indisturbati? Il centro del dibattito è il suo status di icona della musica finale, il custode di una mole di lavoro che, molti sarebbero d'accordo, è in contrasto con il suo suono attuale. Ha anche avuto un calendario di spettacoli che avrebbe fatto vergognare alcuni dei giovani affamati di successo. Ha fatto circa 100 concerti, anno dopo anno, dal 1988. Mentre alcuni vecchi artisti si esibiscono in luoghi sconosciuti e abbastanza fuori dal giro in modo che nessuno li possa vedere e giudicare, Mr. Dylan sembra intenzionato a suonare in tutti i posti d’America, compresi i parchi di baseball della minor-league, campus universitari ed antichi teatri come la Moschea santuario di Springfield, Missouri.

I fans casuali, in particolare, sono contrariati per l' abitudine continua di Mr. Dylan di mutare le sue canzoni più familiari. Ad Atlantic City ha eseguito "Just Like a Woman" stando in silenzio quando la folla ha cantato coraggiosamente il coro, per poi poi ripetere le stesse parole dopo la folla. Per i suoi ammiratori più fedeli, queste idiosincrasie sono il segno particolare della sua arte. "Con ogni concerto, sta dicendo, 'Pensaci'", dice lo storico Sean Wilentz, autore del recente libro "Dylan in America".

Jim Waniak invece non sta avendo niente di tutto questo. Anche se ha visto otto concerti precedenti di Dylan, anche lui ha detto dopo lo show di Borgata: "Conosco a memoria ogni parola di 'Desolation Row', ma non ho potuto cantarla insieme. Quello che si è abituati a sentire dalla sua musica semplicemente non c'è più, è tutto cambiato, come se cantasse altre canzoni".

I critici di Mr- Dylan dicono che stanno semplicemente valutandolo come è ora, senza mischiare le cose con i successi del passato. Nel luglio scorso, il critico musicale Ian Gittins di 48 anni, ha assisitito allo show di Mr. Dylan nel Kent, in Inghilterra, dove ha seguito ottime prestazioni, tra le quali quella dei nuovi arrivati folk Mumford & Sons. In un primo momento, il signor Gittins ha detto che la folla, prevalentemente di giovani, si accalcava per vedere gli artisti, ma prima che Dylan arrivasse alla sua "Like a Rolling Stone", il critico ha scritto "La folla si era squagliata", allontanandosi dal "rumore sconcertante di questo piagnucolante uomo".

Naturalmente, il cantante aveva deragliato le aspettative, come fece quando si esibì con una chitarra elettrica al Newport Folk Festival nel 1965. Ha fatto cambiare opinione a molti dei suoi critici nel 1997, quando ha pubblicato "Time Out of Mind", un mordente album, vincitore di un Grammy, che ha stabilito un nuovo punto di riferimento artistico per lui.

"Sentite, queste esibizioni sono solo un mucchio di merda", dice il professore di economia David Galenson dell'Università di Chicago. "Questo vale anche sia per Michael Jordan e per Bob Dylan: Sono famosi per il loro lavoro migliore, non per le stronzate di fine carriera."

Mr. Galenson ha esaminato i due potenziali "cicli di vita" della creatività tra grandi artisti nel suo libro "Vecchi Maestri e giovani geni". Secondo quest'ultimo, Mr. Dylan ha lavorato concettualmente e con deliberazione, trasformando la sua opera più influente, prima di arrivare ai 30 anni.

Quindi, cosa diventano questi giovani geni nel loro tempo del rimbambimento? Mr. Galenson dice che la loro "grazia" è quella di accettare che la loro opera più grande è ormai alle loro spalle. In diverse interviste Mr. Dylan discute di canzoni brucianti come "Blowin 'in the Wind", con una sorta di distacco e timore reverenziale. 'Io amo quelle vecchie canzoni, ma non sono più riuscito a scriverne altre, anche se ci ho provato'. Il mio sospetto è che pochissimi artisti lo ammetterebbero" dice.

Mr. Dylan ha sfidato il lavoro del suo giovane-genio, semplicemente continuando a vagare per il mondo, a differenza di Jimi Hendrix e Janis Joplin. Il risultato: uno spettacolo un pò sconcertante per una rock star della sua età. La mortalità è stata una corrente sotterranea nella sua musica recente. La canzone "Forgetful Heart" dell'anno scorso da "Together Through Life", l’ album che contiene le parole "La porta è chiusa per sempre, se effettivamente ci sia mai stata una porta».

Mr. Wilentz dice che siamo testimoni di una evoluzione non riverniciata, sottolineando che Mr. Dylan non si è fatto correzioni evidenti con la chirurgia estetica, e si esibisce "vestito da vecchio", con i piatti cappelli a tesa larga e vestiti scuri con rifiniture sulle gambe dei pantaloni ", egli sembra un incrocio tra un Pastore e un giocatore d'azzardo sulle river-boat del Mississippi. E' teatrale, ma certamente tranquillo."

Il critico Pop Jim DeRogatis dice che Dylan, i soui metodi, il cambiare la set list ogni notte, rimodellando le canzoni al volo, è più nobile anche nella sconfitta rispetto all'approccio con la folla dei patetici Rolling Stones. Gli Stones hanno versato fiumi di denaro nella produzione di tours negli stadi, come il "Bigger Bang" tour nel 2006 (con balconi su più livelli sul palco per gli acquirenti di biglietti di fascia alta) e fatto esecuzioni fedeli dei loro hits, da "Start Me Up" a " Brown Sugar ". "Sono come una società globale e non possono lasciare i loro azionisti e dipendenti", ha detto DeRogatis.

Eppure, gli spettacoli di Dylan dal vivo sono un no-go per il critico ("Sono già stato scottato troppe volte"), ora che non sono più obbligatoto non ci vado più, DeRogatis ha lasciato il Chicago Sun-Times lo scorso anno.

Due settimane fa, Kenny Goldsmith ha portato suo figlio di 12 anni al suo primo concerto di Bob Dylan, al Civic Mid-Hudson Center, una struttura di hockey-pattinaggio a Poughkeepsie, NY. Entrambi sono rimasti delusi. Leggendo on-line la set list dello show il giorno dopo, fu sorpreso di vedere "Just Like Tom Thumb's Blues", egli non aveva neppure riconosciuto il testo della canzone che era uscito dalla bocca Mr. Dylan.

La settimana scorsa il signor Goldsmith era tra il pubblico, questa volta al Terminal 5, un club frequentato di solito da gruppi rock indie. Il locale era affollato e caldo, il suono era chiaro, e Mr. Dylan era impegnato in tre spettacoli a Manhattan. Di tanto in tanto mostrava i denti in una smorfia o sia un sorriso.

Mentre il signor Dylan solcava il climax di "Tom Thumb's Blues", cantando: "Io credo di averne avutoabbastanza", sorridendo il signor Goldsmith si è rivolto ad un amico gridando: "Rispetto per l'ultima volta? 180 gradi!"

(Fonte: http://online.wsj.com)

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Sotheby’s mette all’asta una canzone di Bob Dylan per 300 mila dollari     clicca qui

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Ordina 178 pizze per lo staff di Bob Dylan poi non torna a ritirarle

La Polizia di Amherst ha identificano l'uomo che, dichiaratosi dello staff di Bob Dylan, ha ordinato 178 pizze a nome di Bob Dylan alla pizzeria di Antonio per un totale di quasi 3.900 dollari senza tornare a ritirarle.

Amherst - La polizia ha identificato un uomo sospettato di aver truffatola pizzeria di Antonio per quasi 3.000 dollari il mese scorso, sostenendo di essere un membro dello staff di Bob Dylan che aveva 178 pizze extra-large.
Otto dipendenti hanno lavorato fino alle 5 per completare l'ordine, ma l'uomo, che indossava le credenziali del concerto di Dylan al collo, non è più tornato. Egli è stato, tuttavia, filmato dallle telecamere del negozio e la polizia l’ha identificato.
"Sappiamo chi è il ragazzo", ha detto il tenente Ronald A. Young, aggiungendo che si tratta di un 46enne di East Brunswick, NJ. "Stiamo ancora cercando di determinare le accuse penali che verranno richieste".
L'uomo, ha detto Young, è giunto in città per vedere il concerto di Dylan presso il Centro Mullins il 19 novembre e non ha niente a che fare con lo staff del musicista o la sua organizzazione. Da allora è tornato a New Jersey.
Sean McElligott, manager di Antonio’s Pizza ha detto che l'uomo è entrato dopo il concerto e ha chiesto se il Nord Pizza Pleasant Street potrebbe contribuire ad alimentare le gente allo stadio.
L’importo delll'ordine, inclusa la consegna, sarebbe stato 3.900 dollari.
McElligot ha detto che che normalmente richiedono un deposito per un ordine di grandi dimensioni. Ma questa volta sono andati in fiducia “.... credo che siamo stati troppo fiduciosi," ha detto.
La Pizzeria ha dato la metà l'ordine ai senzatetto es a altri enti di beneficenza in città.

(Fonte; http://www.masslive.com/news/index.ssf/2010/12/amherst_police_identify_man_su.html)

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Highland Heights, Kentucky - Northern Kentucky University - The Bank of Kentucky Center - November 3, 2010

di Bjzh

# 1 RDW # 12 & 35 per aprire, da amare, tutti devono Get Stoned, bella, eccezione a Leopard Skin Pill Box Hat che ha aperto gli shows più recentemente.
# 2 It's All Over Now Baby Blue - oldie but gooldie.
# 3 Stuck Inside of Mobile canzone - straordinaria, la migliore di "I'm Not There" versione cinematografica.
# 4 Love Sick - spettacolare!
# 5 The Levee's Gonna Break - alcuni pesanti riff di rockin' guitar e un pò di jam.
# 6 Desolation Row - canzone bella e lunga piena di grandi testi che sono stati cantati bene rispetto ad altri spettacoli.
# 7 Cold Irons Bound - abbastanza rockin'.
# 8 Man in the Long Black Coat – non si sente spesso questa canzone.
# 9 Summer Days - sempre rockin', soprattutto stasera.
# 10-Tangled Up in Blue – la nostra preferita stasera anche se ci sono stati altri / buona.
# 11 Highway61 – la band suona il rock bene come il blues.
# 12 Workingman's Blues # 2 - a ripetizione, non la mia canzone preferita ma buona, anche il testo.
# 13 Thunder on the Mountain – lotte per ballare fra le sedie in questo pezzo.
# 14 Ballad of a Thin Man - ti dà i brividi ogni volta che la senti, cantata in in un modo irritante, la più grande de lset principale.
# 15 Jolene ha aperto e scosso la gente nel bis, Bob la canta bene, grande canzone blues fra le più recenti.
# 16 Like a Rolling Stone – il classico preferiti dalla gente, luci sulla folla durante "How Does It Feel" e ci siamo sentiti tutti come se Bob stesse guardando verso di noi, la miglior canzone rock di tutti i tempi.

NKU, luogo piacevole e piccolo, sedili in 5° fila a sinistra di fronte al palco, guardando a destra Dylan e la band. Ha amato la intro ripetuta in tutti i concerti... "Signore e signori diamo il benvenuto al poeta laureato del rock 'n' roll. La sua è stata la voce della controcultura degli anni '60. Il ragazzo che ha costretto ad andare a letto il folk con il rock. Che si truccava negli anni '70 ed è scomparso in una foschia di abuso di sostanze. Che è riemerso per trovare Gesù. Che è stato dimenticato alla fine degli anni '80, e che improvvisamente ha rimesso in moto gli ingranaggi facendo uscire alcuni dei più forti pezzi musicali della sua carriera a partire dalla fine degli anni '90. Signore e signori – il Columbia rerecording artist Bob Dylan! "
La statuetta dell’Academy Award per "Things Have Changed" dal film Wonder Boys alla destra di Bob. Belle le riprese video di Bob e Charlie Sexton alla chitarra a testa alta a colori e in bianco e nero da sopra il palco di Bob con il cappello a tesa larga, vestito di nero con paillettes d'oro e scintillanti bande sulle gambe.
Gli uscieri erano un pò troppo Gung Ho nel tentativo di confiscare telecamere, sparavano torce elettriche sui volti delle persone come se dovessero arrestarle... per favore, dirompente.
Comunque, la notte perfetta per vedere Dylan per la dodicesima volta.
Possiate rimanere per sempre giovani Bob & The Never Ending tour!

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FATE VOI - di Linus                                                                                   clicca qui

Nota di Mr.Tambourine : E noi stiamo a discutere sulle prestazioni e la voce di Bob !!!!!! Vedere per credere!!!!!

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Parla Mike Appel, il primo manager di Bruce Springsteen                     clicca qui

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The Beatles -India ( super rare John Lennon's demo)

 

The Beatles - Happy Rishikesh

 

 
Giovedi 2 Dicembre 2010

Please Don’t Crawl Out Your Window, Charlie!
 

  When will Charlie be leaving the backing-band? The rumours are up and running, voices and body language seem to confirm the fact. Charlie is bored, disappointed, embarrassed, almost destroyed and humiliated. Holding back a talent like his is musically a crime, but sometimes the reason of state is stronger than the talent.
So many reviews cheered Charlie Sexton as the true revolutionary novelty of the tour and praised Bob as usual, but now it seems that the whole thing is falling apart. The N.E. tour is Bob’s, not Bob & Charlie’s. It’s as if someone thought it was time to set the record straight and put Charlie in his place “step back in line with the other group members and just be one of the band again”, taking away his initiative and the status of a charismatic leader authorized to push the Main Man himself.
The tour was certainly revitalized, Bob had found a new energy, a new resource for his shows. Gestures, smiles and sweat were to confirm this new lease of life of this almost musically and scenically obsolete tour, a tour that is hanging on as the cyclists on Sormano’s wall, encouraged by the public who watched with sympathy the hard work of the cyclists. The comparison is not irreverent, the reality of the tour Freeman/Kimball was boring and exhausting, it was clear to all “His Bobness” was getting lazy. He often seemed absent, going through the motions and on autopilot. It was not pleasant for anyone, audience and musicians. The voice was accepted for what it was, but not the music, the audience wanted more and rightly so, since the concerts are by no means “free of charges et amoris Dei”.
We have heard various complaints, including those of our competent Maggiesfarmers, and we can say that something infact has changed; music, set design, the addition of new lighting effects and backdrops gave a different taste to the show, a breath of “'fresh air”. Sometimes there was also a giant screen, thus modernizing the show and bringing it in step with today’s performers. Freeman was left at home (or sacked) and in steps Sexton and from the word “go” everything went up a notch or two. His energy on stage and enthusiasm, immediately effects everyone; even Bob looks younger and is definitely enjoying himself more as his body language and smiles would testify.
 

 Now it seems we have hit a crisis again, another down hill turn, and it’s obviously effecting Charlie. Could it be restrictions imposed? This we can only assume but it does seem that someone has imposed them. And that is a fact.
How much more will the frustrated and humiliated musician take, no one can say. Who can predict how long Charlie will put up with this situation and stay with the band? Certainly the atmosphere around the group does not feel good. Usually the rumblings of the sky and the thunder announce the arrival of a storm.
If Charlie is being paid handsomely he might think “F… it!”, not worry about anything, just stand on stage and vegetate for another couple of years as Freeman did. But Charlie is not Freeman, Charlie has his charisma, his personality and his pride, which, at this moment are being crushed and severely injured.
 

  The reaction might also arrive tomorrow morning and that would not surprise me too much. I wish Bob would dwell a moment and reflect on this matter to readjust the situation. It would be right for us but especially for him. I would be sad in seeing him fall again into the abyss of the former rock-stars who spend their time repeating always the same show, a stuffed show full of greatest-hits and no real novelties.
The set lists are fixed in the alternation of thirty songs, too little for an artist with a catalogue like Dylan’s. He says he wants to spend the rest of his life playing, that’s fine then, but without constantly repeating the same songs and encores, which have been fixed for several years now, Jolene, LARS and All Along. What the hell, Bob, can’t you throw in something else to excite the crowd?

  It is a good thing that the set list is composed of songs from recent and classic hits, but why not play the encore with songs that have not been played for years? It would be a welcome surprise and a renewal certainly appreciated by everyone, whether or not the arrangements are perfect, we would applaud the will to improvise even if not perfect instead of applauding something that has become an endless routine. Provided that we have valid musicians on stage instead of marble statues like the line-up of Freeman/Kimball, who, with all due respect for these two musicians, nevertheless for years have proven to be able to make music even standing still, which is not easy to achieve!!!

Mr.Tambourine & Dean Spencer

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La mail di Massimo Ilacqua per Marco on the tracks

Volevo ringraziarvi per lo spazio che mi avete concesso, ma conoscendo il vostro modo di gestire il sito non ho mai dubitato per un attimo della vostra disponibilità.
Vorrei ringraziare Marco per il suo toccante contributo e per il fatto di aver centrato in pieno il punto della questione: le emozioni. Con Dylan tutto diventa più difficile: non esiste una linea netta per dire se qualcosa è buono o meno. Ripensavo alla discussione, qualche mese fa, sempre su questo spazio, rigurado ad un album come Under a red sky. Ho comperato l'album dopo il mio
primo concerto di Bob l'ho sentito fino alla noia per mesi, poi l'ho messa via al punto tale che per riascoltarlo sono stato costretto ad acquistarlo nuovamente perchè non trovavo più il cd. Che dire ha stupito anche me: l'ho trovato geniale, oscuro, intrigante, un po' come i concerti recenti: non dico che siano straordinari, ma non so perchè mi colpiscono. E' un disco ipnotico con quei testi indecifrabili e sinistri, è vero: la voce non va, i musicisti non sono utilizzati al meglio (visto il loro calibro) in 30 minuti il disco se
ne va, però è come se dovessi riascoltarlo perchè ti sei perso qualcosa per strada. Stessa cosa per l'album di Natale dello scorso anno. Sapeste quante emozioni nel sentire quella voce mentre cercavo di cullare la mia piccola Lavinia di appena 2 mesi; la mente è tornata al tempo in cui bambino passavo le ore ad ascoltare i romanzati racconti di mio nonno sulla prima guerra mondiale. Bob è questo: non tutti i suoi album o le sue canzoni ti arrivano allo stesso modo, molti di voi avranno sicuramente da ridire sui due album sopra citati, ma è normale ne avranno altri che per me hanno significato meno.
L'importante è che Bob ci sia ancora a lungo.
Caro Marco, lo scorso anno ho perso il mio migliore amico: non era un dylaniano, ma andava matto per Oh mercy lo considerava il miglior disco di Bob, se penso alle nostre discussioni su di Man in the long black coat, Most of the time, Shooting star a stento trattengo le le lacrime; penso di capire quello che provi.

Saluti, Massimo Ilacqua

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Akron, Ohio - University of Akron - EJ Thomas Hall - November 2, 2010

di Daniel Chester

Leopard-Skin: apertura solida, abbastanza ben suonata.

Whell: difficile individuarla in un primo momento, l'armonica era piacevole.

Beyond Here: suono fresco e bel posto per suonarla.

Stuck Inside: pedestre ed innocuo.

Spirit: esecuzione, momento migliore della notte.

Masters: Halloween-y e apocalittica versione, cantata così, momento più bello d'organo della notte.

Summer Days: dell'Apocalisse ad un giorno d'estate? Gotta love it, oscillava potente, la chitarra Sexton ha brillato.

Visions: sempre la fortuna di ascoltare questo e allo stesso tempo il pensiero dell’organo sminuito del suo potenziale, Acoustic Alchemy. Piuttosto sicuro che questi ultimi quattro brani sono stati suonati col contrabbasso, che è dove la forza di questa band.

Cold Irons: sempre funky, consegnata bene.

Can’t wait: non sono mai stato un grande fan di questa canzone , ma a sorpresa è stata meravigliosamente paludosa, secondo numero migliore della serata.

Highway: Autostrada Barney Fife? scomoda. Invece di bruciare le cose le hanno trascinate alla fine.

When the Deal : dolcemente sesguita.

Thunder: simile alla versione dell'album con quel suono di pianoforte Barrelhouse e ancora stasera era un treno in corsa che raccoglieva i passeggeri sempre di più (senza bisogno dei biglietti), unico problema è grande canzone, il modo di perdersi nel rombo (ho avuto braciole di maiale, ho avuto la torta, non era un angelo e non ero io), il basso suonava grande, questa suonava come 'Highway' avrebbe dovuto essere stata.

Ballad of a Thin Man: sempre presentata molto bene, buona atmosfera.

Jolene: va bene, ma con tutti i suoi capolavori? Proprio 'Jolene'?

Like a Rolling Stone: non male.

Nel complesso, sede spettacolare, suono solido per la maggior parte, alcuni più deboli ma si mescolavano con il suono dell’acustica, dell’armonica, sperimentazione? Difficile da dire. Fatta eccezione per una molto deludente Highway 61 la band ha avuto una bella serata. Ancora il manierismo di questa fase evolutiva del leader, quando senza uno strumento (ho fatto il verso ad Al Jolson? WC Fields? Vic Damone?). Grato per l'esperienza.
Grazie a tutti quanti, post scriptum, Potete per favore suonare "Shelter" a Pittsburgh Domenica?

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Mercoledi 1 Dicembre 2010

Charlie Sexton

Charles Wayne Sexton (San Antonio, 11 agosto 1968) è un chitarrista e cantautore americano famoso soprattutto per aver suonato come chitarrista nella band di Bob Dylan dal 1999 al 2002.
La madre di Sexton era solo una sedicenne quando diede alla luce il bambino a San Antonio, in Texas. All'età di quattro anni, si trasferì con la madre ad Austin, in Texas, dove il ragazzo crebbe ascoltando la musica suonata in alcuni club come l'Armadillo World Headquarters ed il Soap Creek Saloon. Dopo un breve periodo trascorso fuori città, Sexton vi tornò all'età di 12 anni.
Dai primi anni ottanta, mentre Charlie e suo fratello Will Sexton erano ancora ragazzini, vennero istruiti nell'uso della chitarra dal "padrino del blues texano" W.C. Clark. Con l'aiuto di Joe Ely ed altri musicisti locali come Jimmie e Stevie Ray Vaughan, Charlie Sexton sviluppò le sue doti da chitarrista.
Sexton venne presto definito un "prodigio della musica"; creò addirittua una varietà di atti e ritmi durante i primi anni di insegnamento prima del suo album di debutto, Pictures For Pleasure, nel 1985. Registrato quando era solo un sedicenne, il singolo Beat's So Lonely si aggiudicò un posto nella Top 20; la canzone rimane una delle più famose degli anni ottanta, nonostante fosse stata inizialmente accreditata come una creazione di MTV. Pictures for Pleasure ha guadagnato critiche positive ed è oggi considerato un classico.
Sexton continua a sviluppare le sue doti da chitarrista e diventa un popolare rocker, registrando con artisti come Ron Wood, Keith Richards, Don Henley e Bob Dylan. A questo exploit seguì un album intitolato omonimamente Charlie Sexton, registrato a venti anni.
Nel 1998, Charlie lavorò per un periodo con Will Sexton, suo fratello. La band, chiamata Will and the Kill, realizzò un omonimo album di 38 minuti in cui oltre a loro suonava anche Jimmie Vaughan. L'album venne prodotto da Ely e distribuito tramite la MCA.
In seguito, alcune tracce di Sexton vennero incluse in molti film famosi, tra cui Una vita al massimo ed Air America, mentre lui stesso ebbe un cameo nel film Thelma & Louise. Tra il 1992 ed il 1994, Sexton entrò a far parte degli Arc Angels di Austin, una band blues rock che includeva i musicisti Doyle Bramhall II, Tommy Shannon e Chris Layton. Il gruppo registrò un album omonimo, realizzato nel 1992 dalla Geffen Records. Nel 1994, la band si sciolse.
Sexton presto formò un nuovo gruppo, il Charlie Sexton Sextet, e realizzò Under the Wishing Tree nel 1995 per la MCA. Nonostante le vendite non abbiano raggiunto le mete ambite, l'album venne recensito molto positivamente.
Nel frattempo, Sexton continuò a suonare con altri artisti, a fianco di Lucinda Williams in Car Wheels on a Gravel Road e di Shawn Colvin in A Few Small Repairs.
Nel 1999, Sexton venne chiamato da Bob Dylan per rimpiazzare Bucky Baxter. Sexton aveva precedentemente suonato con Dylan durante un concerto ad Austin nel 1996 ed in qualche demo registrata nell'autunno del 1983.
La collaborazione con Dylan gli portò grande successo; molti critici lo acclamarono e apprezzarono il suo duetto con Larry Campbell, anch'egli chitarrista nella band di Dylan. Considerato come uno dei migliori assemblamenti, il gruppo registrò un gran numero di album, tra cui Things Have Changed (tratto dal film del 2000 Wonder Boys di Curtis Hanson) e l'album del 2001 Love and Theft. Nel 2003 ha interpretato un ruolo in Masked & Anonymous.
Nel frattempo, Sexton ha continuato a lavorare con altri artisti, producendo Been a Long Time dei Double Trouble ed Essence di Lucinda Williams, entrambi realizzati nel 2001. Dopo aver lasciato la band di Dylan, Sexton ha prodotto molti altri lavori, tra cui Volcano di Edie Brickell, Great Battle di Jon Dee Graham e Geronimo di Shannon McNally. Nel tardo 2005, Sexton ha realizzato il suo ultimo album, Cruel and Gentle Things.

Sito WEB: http://www.myspace.com/charliesexton

 

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Il crepuscolo di miei idoli

Eh si, devo ammetterlo, tutti gli idoli della mia gioventù, quelli non ancora trapassati, sono sul loro triste ed inevitabile tramonto artistico. Scherzi dell’età, si potrebbe trovare questa scusa per un declino fisico irreversibile, non curabile con nessuna medicina, nessun lifting, gli highlander non esistono nella realtà, tutto siamo soggetti prima o poi alla falce di sora nostra morte, ma prima dobbiamo anche affrontare l’umiliazione del regresso fisico.
A vent’anni non pensi a queste cose, il mondo ti sembra bello e pieno di cose da ammirare, da desiderare, da avere. Negli anni 60/70 la musica straripava di talenti, gente con gli atrributi giusti al posto giusto, gente che ogni giorno sfornava meraviglie imperdibili. Ma poi, quasi improvvisamente, ad uno ad uno, questi pilastri sui quali fondavamo una parte della nostra felicità hanno cominciato a scomparire. Brian Jones, l’angelo dannato più carismatico dei RollingStones viene trovato morto, si dice annegato, nella piscina della sua villa. Cazzo diciamo tutti noi giovani di allora, ma perchè? Non ci sono risposte al destino, ognuno ha il suo e da quello non scappa. Brian ha avuto il suo. Ma è stato solo il primo di una lunga serie, una serie dolorosa per chi allora era giovane come me, per chi vedeva in questi personaggi l’esempio da seguire in qualche modo. Era un esempio a volte pericoloso, ma ognuno di noi era ormai abbastanza cosciente e responsabile delle proprie azioni (chissà se era vero....), ma indubbiamente tutti, e non dico bugie quando dico tutti, scimmiottavano, nei limiti delle loro possibilità, questi artisti che avevano realizzato il Sogno con la S maiuscola, che avevano fatto qualcosa che aveva lasciato il segno, che erano stati capaci di influenzare milioni e milioni di giovani in tutto il mondo.
Quanti arstisti grandi, immensi, irraggiungibili, qualche nome? Cominciamo : Beatles, Rolling Stones. Kings, Moody Blues, Pink Floyd, Led Zeppelin, Eric Clapton in tutto il suo percorso, Who, Jethro Tull, Emerson Lake & Palmer, Spencer Davis Group, Eric Burdon con gli Animals, I fantastici Colosseum di John Hiseman, Hollies, Small Faces con i grandi Ron Wood e Rod Stewart, Joe Cocker con la Grease Band, King Crimson, Procol Harum, Genesis, Deep Purple, Black Sabbath, I Taste di Rory Gallagher, cazzo ma quanti erano? Potrei tranquillamente continuare l’elenco per qualche ora ed ho solo parlato di gruppi made in "Perfida Albione". Nel 1969 i Beatles come gruppo non esistevano già più, la frattura fra Paul e John forse, a causa di Yoko Ono e forse a causa di un sacco d’altri motivi che rimarranno per sempre misteriosi a tutti noi, sfocia nello scioglimento del gruppo. L’impressione che avemmo noi giovani fu come se fosse crollata la Tour Eiffel, la statua della Libertà, le Dolomiti, la scomparsa di Atlantide, insomma voglio dire, fu una cosa davvero grossa che gettò nello sconforto milioni di fans. Ci guardavamo in faccia muti, con lo sguardo perso nel vuoto. “E adesso?” era la domanda senza risposta. Senz’altro fu il primo avviso che anche gli Dei potevano cadere, farsi male, addiruttura morire, per noi che avevamo visto in loro l’onnipotenza personificata fu uno shock per il quale occorsero diversi anni per assorbirlo e accettare la realtà della cosa come una verità irreversibile. Rimanevano sempre tutti gli altri, ma i Beatles erano i padroni assoluti del mondo musicale, nessuno si avicinerà mai a loro ed alle loro cifre di popolarità, nessuno mai più.
L’America, dopo la famosa “british invasion”, si diede da fare seriamente per arginare il danno economico e di immagine, presentando al mondo un notevole numero di artisti che potevano stare alla pari (ed in qualche caso) superare i colleghi inglesi. Stranamente, il Gran Ciambellano della riscossa americana non fu un gruppo ma un uomo solo, che partì da solo e sempre solo rimarrà per tutta la sua carriera, un giovane che veniva da Duluth-Minnesota, arrivato in un freddo giorno d’inverno a New York, si arruffianò con tutti quelli che poteva andando “a ruota” di chiunque fosse intorno a lui o potesse in qualche modo essergli utile, preso in giro e spesse volte deriso dall’intellighentia del Village, il “puzzone di Duluth” era il nikename coniato per lui dalla colonia artistica del Village, quest’uomo era Bob Dylan.
Scrisse qualche canzoncina su dei tovaglioli di carta al tavolo di un Cafè, dopo qualche mese era diventato il Re del mondo musicale.
Molti cavalcarono l’onda dylaniana, molti presero spunti che poi si trasformarono in precisi stili, ma dopo il tramonto di “King” Elvis” l’uomo di riferimento divenne l'unico e solo Bob Dylan, odiato ed osannato come nessun altro mai.
I Byrds portarono al primo posto delle classifiche mondiali la sua "Mr.Tambourine Man", Peter Paul & Mary “Blowing in the wind”, poi lui si decise ad incidere l’album che segnerà la via per tutti, l’insuperato Blonde on Blonde. Beach Boys, Grateful Dead, Jefferson Airplane, Mamas and Papas, Jimi Hendrix, Doors, Janis Joplin, CSN & Y, Buffalo Springfields,
Monkees, Springsteen e centinaia d’altri artisti seguirono la strada di Dylan, imponendosi all’attenzione ridimensionando l’invasione di gruppi inglesi. Grazie a Dylan l’America aveva rialzato la testa, ma la cosa non durò a lungo.
Dopo il “bambino cinese” fu il turno di Jimi, poi di Janis e poi di Jim, la maledizione delle quattro “J” si era compiuta. Poi fu la volta del perseguitato John Lennon. Ci svegliammo tutti da un bel sogno chiedendoci come sarebbe stato il futuro, più brillante o più triste?
La realtà ci sparerà in faccia la disco-music ed il punk, il deprimente Metal-rock per finire con la coltellata fatale del Rap.
Queste tristi considerazioni mi son venute alla mente ieri sera vedendo il film di Scorsese “Shine a light”, film dedicato al tramonto definitivo della Rock-band per eccellenza, i Rolling Stones. Una ridicola e patetica celebrazione di un mito che non esiste più, ridicolizzato dai suoi interpreti ormai alla soglia dei 70 anni, artisti che hanno perso definitivamente il senso del pudore, dell’autocritica ed il senso artistico nel vero senso della parola. I deliri solistici di Wood e Richards che sono in assolo permanente per tutto il film, vestiti da giovani e ribelli rock-star , veramente patetici e fuori dal tempo, una mascherata indegna, roba da carnevale o da Halloween. Wood e Richards seppellivano tutto, che era alle loro spalle sul palco avrebbe potuto anche rimanere a casa e nessuno se ne sarebbe accorto, tanto sovrastante era il volume delle due ormai vetuste chitarre. La voce di Jagger è la parodia di quella che una volta era una delle più significative voci del rock, mononota, senza più picchi ed estensione, canzoni come Jamping Jack Flash, Satisfaction, Brown Sugar rese irriconoscibili dal guazzabuglio di self-celebration che si era scatenato sul palco. Vedere Jagger sculettare a 70 anni era una cosa pietosa, possibile che non si accorga che quel Jagger è morto e sepolto, che lui stesso è diventato la parodia del suo personaggio? Da strapparsi i capelli dalla vergogna!
Tutto questo mi ha fatto ricondiderare Dylan e la sua dignità attuale, il Dylan che con onestà ci dà ancora quello che può dare, e di più non pretende. Grande Dylan come sempre, come ieri, come oggi, come domani, grazie Bob che continui a darci quella poca voce che ti è rimasta, capace ancora di emozionarci quando canti “Simple twist of fate”, che fai ancora più di cento spettacoli all’anno perchè ormai la tua vita è quella sul palco, e che importa se una sera lo show è disastroso ed un’altra è meraviglioso, l’importante è che tu continui ad esserci ed alimentare quel poco che è rimasto di quello che è stato il nostro “grande sogno”.

Mr.Tambourine

 

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