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MAGGIE'S FARM

RECENSIONI CONCERTI 2019

 

 

Helsinki, Finland - Hartwall Arena, June 24, 2019

di Al Diesan

Ciao Tambourine, è un po' che non mi faccio vivo, e mi scuso di ciò, ma questa volta l'occasione è giusta.
Come tutti sanno quest' anno il tour di Bob, benchè si sia sviluppato in Europa sia in primavera che all'inizio estate (a memoria non ricordo sia successo in passato), non prevedeva alcuna data italiana, al contrario dello scorso anno dove ha fatto il record di 9 concerti, perciò, gioco forza, scegliere una data tra quelle presenti con la particolarità, per quello che mi riguarda, di voler assistere allo show dalla prima fila (VIP tickets).
La scelta è ricaduta su Helsinki, dal momento che in poco tempo la prima fila di Stoccolma era già tutta esaurita.
Permettetemi qualcosa da (ri)dire su Event Travel.

La cosa che trovo scandalosa è la gestione dei biglietti VIP: tanto per dare un'idea, li ho ordinati ai primi di dicembre scorso (per l'esattezza 198 giorni prima della data dell'evento), i soldi sono stati tolti dal mio conto a fine dicembre e la spedizione del pacco prevedeva l'arrivo al mio indirizzo da 7 a 10 giorni prima. Quando ne mancavano 6 ancora non erano arrivati ed il costo della spedizione era di ben 47 € !!!
Ho dovuto dare l'indirizzo dell'albergo di Helsinki per far arrivare tutto lì, partendo da casa senza avere niente in mano e senza troppe garanzie sulla consegna in tempo per la sera del concerto.
Quando si paga profumatamente una prima fila, perchè non effettuano la spedizione un mese prima? (visto che i soldi te li prendono 5/6 mesi prima), o, in alternativa, perchè non aprono un ufficio temporaneo presso la sede del concerto dove andare con la ricevuta stampata ed il documento di identità per il ritiro “on-site”?

Detto questo passiamo al concerto.

Non avendo visto alcuno degli spettacoli precedenti di quest'anno, non ho termini di paragone, se non a livello audio, ma chiaramente l'esperienza live, specialmente in prima fila, va oltre il solo fattore uditivo; stando lì, a pochi metri da lui e dalla band, si riescono a percepire sfumature che forse da una distanza maggiore, o con il solo audio, è difficile cogliere.
L'intro di qualche anno fa, eseguito da Stu Kimball con la chitarra acustica, è sostituito da una sorta di assolo alla batteria da parte di George, non male, anche se l'inizio con l'acustica era di ben altro spessore (e questa mancanza si sente anche in diversi momenti del concerto).
La scaletta è praticamente identica a quella del concerto precedente, la quale era uguale al concerto precedente ancora... e così via a ritroso nel tempo; forse l'unica variazione, rispetto a Bergen, è la posizione del piano, molto più centrale e da questo si capisce subito che, verosimilmente, non canterà in piedi dal microfono al centro del palco.
Le prime canzoni partono con una certa energia, ma tutto sommato, anche abbastanza standardizzate, non ci sono acuti stilistici o interpretativi, ma molta professionalità di sicuro.
Con Simple Twist Of Fate si comincia a salire, la canzone è sempre delicata, si sente una certa malinconia ed un coinvolgimento particolare, anche se il testo, rispetto all'originale, è talvolta stravolto ed incomprensibile.
Dopo aver toccato una vetta alta ecco il precipizio: Cry A While, poco riconoscibile fin dall'inizio, il brano è avvolto da un arrangiamento troppo approssimativo, troppo chiasso, gli strumenti si distinguono a malapena, forse il punto più basso del concerto, opinione personale ovviamente.
When I Paint My Masterpiece risolleva le sorti della serata e Honest With Me esprime una buona energia, lo vedo che comincia a sudare, e non poco; Trying To Get To Heaven è cantata bene, la voce è sicura, calda, riesce a dare il meglio di se.
Con Scarlet Town il livello di pathos sale ancora, la canzone è bella di suo e dal vivo riesce a svilupparsi davvero bene, sia nell'arrangiamento che nella voce.
Poi qualcosa si inceppa nel meccanismo perfetto ed ormai fin troppo collaudato; Make You Feel My Love potrebbe essere un altro punto molto alto, ma qualcosa non funziona, Bob è disturbato, nervoso, smette di suonare, si avvicina nella zona della batteria e tocca qualcosa, forse il microfono della cassa (questo succederà un paio di volte durante il concerto), poi fa un giro in mezzo al palco, prende tempo (in questo contesto la band è costretta ad improvvisare), beve, poi torna al piano per l'ultima strofa.
L'intro della canzone ricorda troppo quello di Simple Twist Of Fate, sembra quasi stia ripetendo la stessa canzone essendosi dimenticato di averla già fatta.
A fine canzone, così come successivamente, parlotta con Tony nel tentativo di far risolvere ciò che secondo lui non va bene.
Di Pay In Blood ho ascoltato versioni migliori, mentre ci stupisce nuovamente con Like A Rolling Stone dove si ritaglia uno spazio, di strofa in strofa, con piano e voce su tutto il resto degli strumenti e con un ritmo più lento, quasi fosse un evidenziatore che sottolinea le parole in quei punti, per poi riprendere con forza “How does it feel...”.
Dopo una energetica, ma standardizzata, Early Roman Kings, arriva quello che probabilmente è il punto più alto dello show, ovvero Don't Think Twice: piano e voce, una versione più lenta di quelle ascoltate in passato, eseguita con voce intensa, sembra quasi uscita da Triplicate o Shadows In The Night, il piano è suonato magistralmente, credo che di meglio non si possa fare in una versione così, da standing ovation.
Personalmente mi piace molto Love Sick, e considero anche questo uno dei punti più elevati della serata, così come Soon After Midnight.
Gotta Serve Somebody invece è poco riconoscibile, specialmente all'inizio, non entusiasma più di tanto e ci dice che sono già passate 18 delle 20 canzoni in programma; tutto sommato il tempo è volato e ti fa sentire come se mancasse qualcosa, troppo breve il tutto, forse troppe poche canzoni per noi che ascoltiamo, ma sicuramente anche una serata lunga e non facile per un uomo di 78 anni che ancora va in giro per il mondo a fare decine di concerti all'anno.
In alcuni momenti si è anche fermato dal suonare, oltre che dal cantare, una mano sulla faccia come se avvertisse capogiri o comunque per toglersi il sudore che colava, non tutto è andato per il verso giusto, nelle sue corde; per noi invece è forte il desiderio di ascoltarlo ancora, forse all'infinito, difficile togliersi dalla testa la voglia di cogliere ogni attimo della sua performance.
Blowing In The Wind, nell'encore, deve molto al violino di Donnie, ben calibrato, protagonista senza eccedere ed in perfetta sintonia col piano di Bob.
Per il finale avrei preferito una qualche altra canzone rispetto a It Take A Lot To Laugh.... , qualcosa che fosse all'altezza di Blowing, magari tornasse Watchtower!!!
Ma come dice Bob stesso, il fatto di avere molte aspettative è un problema solo per chi le ha.
Pochissimo il tempo dedicato ai saluti finali con tutti loro al centro del palco, ma come sempre troppo indietro, troppo lontano.
Il desiderio di ripetere l'esperienza della prima fila, di essere a pochi metri da lui, respirare la stessa aria nello stesso istante, è grande, ma è anche forte la consapevolezza che ogni concerto potrebbe essere l'ultimo e si incrociano sempre le dita affichè ce ne possano essere tanti altri ancora, ma questo solo Dio lo sa.
Al Diesan.

Bergen, Norway - Koengen, June 21, 2019
 
 di Amund Børdahl
 
 La performance di Bob Dylan a Bergen, sulla costa occidentale della Norvegia, dopo le sei settimane di riposo, è stata forte sin dall'inizio. Questa era la terza volta che lui suonava nella City of Rain; come nelle sue precedenti visite (2001, 2011), ha portato bel tempo con lui. L'apertura "Things have changed" (con ancora un'altra nuova modulazione del ritornello dall'ultima volta che l'ho ascoltato l'anno scorso) è stata seguita da versioni magistrali di tre canzoni classiche. "It ain’t me babe" era semplicemente bellissima: la voce in primo piano, una disposizione musicale spogliata fino all'essenziale; melodiosa, sentita. ob ora controlla il suo pianoforte e la band di supporto come se fosse sul palco da solo con una chitarra come ai vecchi tempi, tranne che la chitarra è ora un dobro; l'effetto è difficile da descrivere, un sospiro felice. La seguente,
 "Highway 61", in una versione che è stata veramente rivisitata; ogni linea era articolata con un'intensità come se il testo fosse stato creato oggi e quì, con il cantante sorpreso e orgoglioso della sua retorica destrezza; le espressioni facciali di Dylan come la canzone erano inestimabili. (È contento di essere tornato al lavoro hanno detto due ragazze della folla). Durante "Simple Twist Of Fate" le nuvole bianche e grigie
 si sono ritirate finché il palcoscenico è stato avvolto dalla luce del sole. Poi versioni animate dei rocker "Love and Theft", "Cry A While" e "Honest With Me", una versione sorprendente di" When I Paint My Masterpiece", di nuovoeseguita come se Dylan fosse da solo sul palco, con la band pienamente nelle sue mani, e che band. Che pianoforte, che armonica, Dylan è senza ombra di dubbio il più forte suonatore di armonica a bocca sulla terra in questi giorni; niente è premeditato, è tutto così spontaneo. Sbalorditiva bellezza, assolutamente gradita dalla folla. E il modo in cui ha soffiato nuova vita in "Like a Rolling Stone" e "Don’t Think Twice" sono a dir poco miracoloseo. Per quanto riguarda il quadro generale, è come se fondesse le sue esperienze musicali di Tempest e Triplicate (e dei suoi predecessori) in un idioma diverso da entrambi, con un blues e rock di livello stile inizio e metà anni Sessanta. Non sembra esserci alcun limite a ciò che può essere fatto sotto il suo cappello. Mi piacerebbe sentire molte altre sue canzoni fatte con lo stile attuale (immagino Subterranean Homesick Blues, A Hard Rain, qualsiasi cosa. Se conosci già le sue canzoni del ventunesimo secolo inizia a cantarlei (alla faccia di quei recensori dei giornale e concomitanti stupidi che non hanno certamente scuse per la loro stupidità), sarai ben intrattenuto durante tutto questo spettacolo.
 Amund Børdahl

Locarno, Switzerland - Palazzetto Fevi, April 22, 2019

di Alexan Xolf

Ieri sera la compagnia teatrale di Bob Dylan è passata vicino a Milano. Se gli sei contemporaneo come fai a non fargli visita? E dunque: gita rocambolesca a Locarno (grazie Stefano).
Il concerto non ha fatto il tutto esaurito: acquisto il biglietto scegliendo la 42a fila, un pò' sulla sinistra; Bob sta sempre un pò' a destra per chi guarda. Per me il giusto compromesso tra i prezzi svizzeri e la possibilità di godermi lo spettacolo. Dal momento che dietro non ho nessuno, provvisto di potente binocolo sono stato in piedi per larga parte del concerto. Si entra. Puntuale alle 20 lo spettacolo inizia e, un pò' a sorpresa, l'acustica del Palazzetto si rivela molto meglio del previsto.

Scaletta invariata.
01. Things Have Changed
02. It Ain't Me, Babe
03. Highway 61 Revisited
04. Simple Twist Of Fate
05. Cry A While
06. When I Paint My Masterpiece
07. Honest With Me
08. Tryin' To Get To Heaven
09. Scarlet Town
10. Make You Feel My Love
11. Pay In Blood
12. Like A Rolling Stone
13. Early Roman Kings
14. Don't Think Twice, It's All Right
15. Love Sick
16. Thunder On The Mountain
17. Soon After Midnight
18. Gotta Serve Somebody
19. Blowin' In The Wind
20. It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry

Vediamo: abbiamo 6 brani degli anni sessanta (Blowin' e Don't Think Twice a questo punto hanno 56 anni!) e 11 brani dal 1997 al 2012 (un'artista che si ritenga professionalmente vivo promuove in tour i suoi ultimi lavori). E in mezzo? When I Paint My Masterpiece del 1971 (prima che da Bob fu pubblicata dalla Band), Simple Twist Of Fate del 1975 (recentemente riedita in "More Blood, More Tracks") e Gotta Serve Somebody del 1979 (cosiddetto "periodo cristiano").

Cosa manca? Domanda stupida – con mille risposte possibili – per uno come Dylan che come esecutore ha nel proprio repertorio tutto il proprio canzoniere oltre che le cover già eseguite dal vivo sia di traditonal sia di altri artisti e senza contare la sua conoscenza sterminata di ogni tipo di song (anche extra-americana) sia dal punto di vista delle melodie che dei testi. A questo punto stiamo parlando potenzialmente di migliaia di brani. Mancherà sempre qualcosa. Ed è normale che Bob con il suo lavoro non si rivolga primariamente a chi lo segue per tutte le date del tour. Semmai la scaletta fissa dev’essere una discreta fonte di tensione per i musicisti. D’altronde è così anche a teatro. Non ci saranno comunque mai due recite uguali anche se il testo (Romeo e Giulietta) è lo stesso sera dopo sera. L’ascolto dei 36 CD del box dei live recordings del 1966 mostra chiaramente la professionalità di Dylan: nonostante una scaletta praticamente fissa non vi furono mai cali di tensione.
Ma scontentiamo lo stesso qualcuno: mancano gli anni ottanta (compreso il meglio, Oh Mercy) e mancano gli anni novanta e quelli a cavallo del nuovo millennio, intesi come gli anni durante i quali la sfida sul palco era sostenibile solo per un’artista inquieto e nel pieno della sua maturità anche fisica, gli anni in cui si metteva a nudo e vinceva o falliva, sempre gloriosamente. Non ci si mette più a nudo sul palco a quasi 78 anni, il ridicolo è in agguato. O lo si fa in un altro modo, perché in realtà, se da spettatore ti rendi conto che l’opera che hai di fronte ti sta ancora ispirando e (parlo per me) in un modo ancora diverso dall’ultima volta (Mantova, aprile 2018) vuol dire che hai ancora di fronte un’artista.
Molti tirano un sospiro di sollievo nel registrare che nella scaletta attuale manca del tutto il cosiddetto “Great American Songbook” (si è fatto – e Bob stesso ha fatto – riferimento a Sinatra, in quanto prima o poi interprete di quasi tutti i pezzi che hanno popolato gli ultimi cinque CD). Ma ne siamo sicuri? Nel concerto di ieri – equamente diviso tra ballad e rock – diverse volte mi è capitato di pensare che alcune finezze interpretative fossero direttamente debitrici del bagno che Bob ha voluto fare anche in quel repertorio e quel tipo di interpretazione. Dal mio punto di vista basta anche la considerazione più superficiale: l’intelligibilità delle parole, mai pronunciate così nitidamente dal vivo.
La coesione della band è subito evidente con il pezzo di apertura, Things Have Changed. La sezione ritmica fa faville. Charlie si è prodotto anche in un assolo rock nel corso della serata ed e è stato il solito maestro nell’uso delle spazzole (un pò di nostalgia per il suo assolo in That Old Black Magic); nel corso del concerto Tony ha alternato basso elettrico e basso acustico; su di lui non mi dilungo, è in assoluto e con grande distacco il musicista con il quale Bob ha suonato di più, e un pò per questo e un pò per il tipo di musica che fanno oggi il suo ruolo di collante tra batteria e resto della band non necessita neanche più della sua costante attenzione alle mani di Bob. L’ho incontrato prima dell’inizio del concerto e gli ho stretto la mano, al pensiero di avere un grado di separazione con Bob per un attimo ho pensato di non lavarmela più.òLa chitarra: ci sono cose che un chitarrista che suona con Bob può fare e altre che non può fare. Charlie per fortuna ha una sua vita fuori dal gruppo (è produttore per altri artisti, direttore della scena musicale di Austin, animatore di un proprio locale, appassionato di chitarre e anche attore): si ha sempre l’impressione che sia un pò costretto nel suo ruolo di chitarrista della band, ma al momento non riesco a immaginare qualcuno che prenda il suo posto. E’ sostanzialmente il responsabile del colore delle canzoni ed è maestro di una talmente ampia varietà di stili che riesce a riempire i momenti di non cantato in maniera sempre diversa (vedi Cry A While). Probabilmente l’abbandono di Stu lo ha motivato ancora di più. Certamente se Charlie dovesse lasciare cambierebbe molto (a me eventualmente non dispiacerebbe qualche concerto con la formula del piano trio: piano, basso e batteria).
Di Donnie non saprei che dire, sarà un mio limite: alla steel non lo sento (soprattutto nei pezzi più rock), lo sento solo quando si alza per suonare un altro strumento e se dovessi augurarmi un cambio nella band vorrei che si limitasse a mandolino, banjo e violino.
Considerando i mezzi vocali a disposizione Bob è impeccabile. Questo è un pò un mistero: alcuni anni fa la sua voce sembrava irrimediabilmente persa e poi la tendenza si è invertita e da diversi tour si registra un costante miglioramento. Lo stesso si può dire per il suono del piano che viene abbandonato solo per Scarlet Town quando Bob va a posizionarsi al centro del palcoscenico per sfoderare una prestazione solo vocale. Infine, suona anche l’armonica in Simple Twist Of Fate, When I Paint My Masterpiece, Make You Feel My Love, Don't Think Twice, It's All Right e Blowin' In The Wind (a volte contemporaneamente il piano e l’armonica). Dalla mia posizione, un pò rialzata, sul fondo, ho visto bene il movimento dei suoi piedi, a volte buffo, e goduto le due volte in cui alla fine di un pezzo si è lasciato andare ad un movimento con le braccia del tipo “a me gli occhi!”
L’infilata It Ain't Me, Babe, Highway 61 Revisited e Simple Twist Of Fate mi ha steso e ho passato il resto del concerto a ripensarci. Con tutte le interpretazioni che ha It Ain't Me è stato ancora possibile che ne scoprissi un significato nuovo. Sarà stato il modo in cui l’ha sussurrata (dolente, ma senza cattiveria), ma per la prima volta l’ho immaginata non immedesimandomi nel narratore o nell’artista che rifiuta un certo tipo di amore (o la chiamata alle armi o il ruolo di portavoce della propria generazione, o di beniamino del pubblico, etc). e che si tira indietro dicendo “no no no”, ma come colui che quei no li riceve, venendo anche rimproverato per aver fatto (kinda) sprecare del tempo prezioso a qualcuno. E qualcosa di analogo mi è capitato più tardi con Don’t Think Twice.
A una tirata e implacabile Highway 61 è seguita una struggente Simple Twist Of Fate. Sarà per questo che per me la tensione con Cry A While è un pò calata, nonostante l’inventività di Charlie e la spietatezza (Bob ne è maestro) del cantato: “I’m gonna buy me a barrel of whiskey / I’ll die before I turn senile / Well, I cried for you / now it’s your turn, you can cry awhile”.
Per me la tensione risalirà con Like A Rolling Stone (più che con Pay In Blood), con il suo andamento lento e teso e le prolungate pause (meal, deal, steal, conceal) prima del ritornello. L’arrangiamento di Thunder On The Mountain è ormai sperimentato: la band macina il suono velocemente come un meccanismo perfetto; musicalmente ne risulta un brano un pò ripetitivo e che si appiccica in testa.
Soon After Midnight è uno dei brani di Tempest che ho preferito da subito. Sarà anche più “leggero” di Long And Wasted Years, ma per me è più misterioso, meno decifrabile, e se è vero che Long And Wasted Years esige una lunga storia in comune per venire scritta, credo che occorra anche molta maturità e fantasia per comporre Soon After Midnight: “I'm searching for phrases / To sing your praises … My heart is cheerful / It's never fearful / I've been down on the killing floors / I'm in no great hurry / I'm not afraid of your fury / I've faced stronger walls than yours … It's now or never / More than ever … Its soon after midnight / And I don't want nobody but you”. Solito sontuoso assolo/bridge di Tony e deliziosi licks di Charlie.
Dopo Gotta Serve Somebody si accende un filo di speranza per qualcosa di nuovo: la band è in serata di grazia e il pubblico è stato rispettoso. I musicisti confabulano, ma poi inizia il violino di Donnie ad annunciare Blowin' In The Wind dal consueto andamento solenne e intimo a un tempo. Si chiude con un’ispirata It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry, lenta e tesa come Like A Rolling Stone; starebbe bene anche in mezzo alla scaletta.
Lo spettacolo è terminato, gli attori hanno smesso di recitare, chi vuole portarsi a casa un ricordo ha circa mezzo minuto per fare qualche foto. “Left Rome and landed in Brussels … Everyone was there to greet me when I stepped inside / Newspapermen eating candy / Had to be held down by big police / Someday, everything is gonna be diff’rent / When I paint my masterpiece”.

Paris, France - Grand Rex, April 11, 2019
 
 di Rene Baumont
 
Una splendida giornata a Parigi.
Ho preso un giorno libero nella mia agenda professionale. Sono arrivato a Parigi a mezzogiorno e avevo un hotel molto vicino al Grand Rex. In questo pomeriggio soleggiato ho colto l'occasione per andare al Museo Picasso a 25 minuti a piedi dal Grand Rex. La mostra di Picasso è magnifica con molti capolavori e il resto del museo con le collezioni permanenti di Picasso è un vero incanto. Questa visita è stata ispirata per cercare i punti in comune tra Dylan e Picasso. A priori no! Ma in effetti molto! Due artisti con una lunga e prolifica carriera con diversi periodi e diversi stili distinti, la capacità di rivoluzionare la loro arte, per reinventare costantemente il modo di praticare la loro arte, creatività per tutta la vita e anche nella vecchiaia. Anche la loro personalità, due artisti con grande sicurezza in se stessi, un certo senso di provocazione ... ma soprattutto due geni nella loro arte! Il Gran Rex è un grande cinema costruito negli anni '30 con 2700 posti a sedere, la dimensione ideale per un concerto di Dylan al giorno d'oggi. Dylan era già venuto qui nel 2013 per 3 sere come quest'anno. L'acustica è eccellente. Questa volta, ho un posto sulla balconata, lontano dal palco, ma con una vista a volo d'uccello che ti permette di vedere tutto ciò che accade. Che dire del concerto? Nessuna sorpresa con la setlist fissa, ma ho trovato Dylan estremamente abile e impegnato nel suo modo di cantare e suonare il piano. La band è eccellente come al solito. In qualche modo, si va a vedere questo piccolo vecchio che continua a fare più di 50 concerti all'anno per consegnare le sue canzoni rinnovandole sempre. Joan è quasi in pensione, la salute di Mick non è più quella di una volta, Sir Paul conta i suoi milioni... Le nuove interpretazioni dal 2018 sono più tranquille, più pulite di prima. La mia opinione è che Dylan, dopo aver interpretato per qualche anno gli standard americani cantati da Sinatra, abbia cambiato il look anche alle sue canzoni, come se lui si fosse reso conto che fanno parte ormai del libro delle canzoni dell' umanità. Queste nuove interpretazioni sono per la maggior parte di successo, l'apice per me è stata la sequenza "Don’t Think Twice" suonata quasi da solo al piano, seguita da "Love sick". Ho avuto la sensazione che fossero più adatte al pubblico francese che è entrato nello show con “Like a Rolling Stone”. La fine del concerto è stata sublime, ho amato il finale con la reinvenzione blues di "It Takes a Lot to Laugh, It Takes a Train to Cry" che è davvero grandiosa, il finale inaugurato a Praga, con il saluto e l’uscita di Dylan, poi i musicisti suonano "Just LikeTom Thumb's Blues" e lasciano il palco uno dopo l'altro, semplicemente fantastico. All'uscita, ho parlato per alcuni momenti con una signora molto colpita da Dylan, che aveva adorato il concerto e la sua voce! ... La prima volta che mi sento che tutta la folla è felice di aver passato un bel momento uscendo da un concerto di Dylan a Parigi! Una giornata bellissima e una magnifica serata! Ci vediamo la prossima volta a Parigi Bob!

Prague, Czech Republic - Lucerna Palac, Great Hall - April 9, 2019
 
 di Harm Peter Smilde
 
 Non essendo di Praga, sono rimasto piacevolmente sorpreso dal luogo molto bello per il concerto. Il Lucerna Palace si potrebbe descrivere come “Art Nouveau che incontra lo stile orientale”. Nel luogo si respira l'atmosfera dei gloriosi tempi passati. Tutto sommato un ottimo posto per Dylan che inizia il concerto con “Things Have Changed”, molto bene. Questa sera la canzone suona vibrante e fresca, e questo è il caso per molte altre canzoni. Non indossa il cappello, i suoi capelli ricci sono come un' aura nella retroilluminazione arancione-gialla, e il suono è spigoloso e caldo, probabilmente il miglior suono che abbia mai sentito durante un concerto di Dylan. “It Ain’t Me Babe'' è fantastica, “Highway 61” suona calda e blues-rock, “Simple Twist of Fate” è intima, con alcune parole alternative che non ho mai sentito prima, come “metti la tua mano nella mia, non c'è bisogno di esitare”. “Cry A While”contiene una specie di suono rombante. Ovviamente Dylan si è impegnato durante le sue settimane di riposo dal tour, facendo nuovi arrangiamenti. “Pay In Blood” è completamente cambiata, è molto più rotonda ora, meno cupa, ma ancora spigolosa. Una sorpresa per me è stata "Like A Rolling Stone". In questa canzone la band è silenziosa dalla quinta riga di ogni verso, lasciando Dylan a contemplare le frasi, e poi la band si unisce di nuovo in un ululato per "How does it feel?", una versione molto intensa e molto fresca. Sebbene abbia eseguito questa canzone più di duemila volte, ha urlato e sogghignato e cantato come se la stesse cantando per la prima volta in assoluto. Io ho amato ogni interpretazione delle canzoni, sembrano essere molto equilibrate, diverse ma accattivanti e nitide. “Blowin' In The Wind” suonava come un valzer irlandese, con il violino di Donnie. Dylan sembrava divertirsi, dondolando al centro del palcoscenico dopo “Gotta Serve Somabody” (forse l'unica prestazione leggermente travolgente) e dopo una versione molto goffa e avvincente di 'It Takes A Lot To Laugh'. Per un pò di tempo è rimasto al centro del palco, scomparendo poi mentre la band suonava una versione strumentale di “Just Like Tom Thumb's Blues”, andando fuori scena uno per uno. Questo è probabilmente il miglior concerto di Bob Dylan a cui ho partecipato.

Prague, Czech Republic - Lucerna Palace, Great Hall - April 8, 2019
 
 di Laurette Maillet
 
 Praga, 8 aprile, secondo, giorno. Questa mattina ho trovato un video che mostrava Bob Dylan che arrivava alla venue ieri. Ci sono già discussioni pesanti, pettegolezzi e le voci inutili come sempre. Sono una fan da molto tempo e io c'ero. Prima di tutto... la sede è un piccolo teatro (in realtà una sala da ballo) all' interno di un piccolo centro commerciale. Non c'è backstage. Nessun parcheggio per i tourbuses. Ieri Bob è arrivato alla sala dalla strada. Alcuni stalker hanno disturbato la sua pace. Urlando il suo nome o chiedendo .... cosa? Il secondo giorno, ieri, la sicurezza è stata rinforzata. 2 ragazzi della sicurezza di Bob Dylan oltre a un gruppo di ragazzi della sicurezza locale vestiti di nero. Allora ... Stavamo aspettando da tutto il pomeriggio quando finalmente Bob è arrivato dalla strada per il suo sound check. Cosa si aspettano i fans? Che Bob Dylan, a 77 anni, con 60 anni di carriera alle spalle, vada da loro a dirgli; "Piacere di vedervi ragazzi, vi amo tutti”. Sono stata in giro per il mondo seguendo Bob Dylan. Ho incontrato fanatici che chiedevano un autografo, che non andasse nemmeno allo show, ho visto squilibrati fare foto rispettosamente, come se Bob Dylan fosse una scimmia in uno zoo! Nel video un uomo con il cappello si sta ovviamente dirigendo verso Bob .... chissà perché? Sono grata alle persone della sicurezza. Voglio vedere Bob Dylan sul palco di buon umore. Detto questo ... ho fatto una lunga camminata in giro per la città tutto il giorno. Al momento dello spettacolo, alle 18,00, i miei piedi erano stanchi e mi facevano male. Aspetto pazientemente dal lato dell' ingresso quando arriva un giovane per me e dice di sì, ho un biglietto extra. Prima vuole venderlo ed io gli dico di andare a venderlo, ma poi torna e mi dice che questo biglietto era per sua madre che non è potuta venire, così me lo dà. Grazie molte! Entro nella sala immediatamente e prendo il mio posto in piedi. La prima fila è già piena e non ci sarà modo per me di vedere qualcosa. Stranamente, le sezioni in piedi sono numerate. Quindi non c'è modo di muoversi. Oh bene! Sono dentro, quindi comunque sentirò bene il suono. Per puro caso, o è la mia buona stella, c’è una sedia proprio accanto a me, quindi mi siedo. Quando sento le prime note decido di alzarmi in piedi alla sedia, almeno per vedere Bob che sale sul palco. Poi mi alzo sempre di più ...fino a quando un ragazzo della sicurezza mi chiede di sedermi. Lui è gentile e parla un buon inglese. Io dico che sono piccola, sarebbe ok se io stessi in piedi sulla mia sedia? Io non disturbo la vista a nessuno perchè sono proprio contro la parete. Il ragazzo sorride e dice ok! Quindi ... Per la prima volta nella mia lunga carriera da fan (quasi 400 spettacoli) è la prima volta che assisto ad uno spettacolo di Bob Dylan in piedi su una sedia. Il suono non è così buono, è attutitito. La voce di Bob, al momento, non si sente bene. Anche questa è un'esperienza. Certo tutto l’opposto di ieri, dal momento che non oso muovermi da questa sedia. I piedi mi fanno male, ma in nessun momento farò un passo indietro. Sfortunatamente il bar è dietro di me, e alcuni stupidi stanno chiacchierando a voce alta. Devo chiedere loro di calmarsi quando Bob inizia “Don’t Think Twice”. Non capisco perché certa gente compra un biglietto del concerto per stare poi al bar a chiacchierare! Mi siedo un pò in attesa del finale. Ma .... Non c'è luce, Bob è sparito rapidamente al buio mentre ma la band esegue strumentalmente “Just Like Tom Thumb Blues”. Poi Donnie lascia il palco, poi Charlie, poi Tony e infine George che tirerà in aria le sue bacchette. Questo darà il tempo a Bob di sfuggire alla folla e lasciare la sede in incognito senza alcun disturbo. Quello è stato per me lo spettacolo più strano di sempre. Ma come? Mi sono divertita comunque! Grazie a Barron, a Bob e alle persone di sicurezza! Grazie Bobby per essere ancora in giro. Grazie mille a tutti voi gente, siate gentili con gli altri. Ci vediamo domani.

Prague, Czech Republic - Lucerna Palace, Great Hall - April 7, 2019

di Steve Haynes

Non esito a dire che è stato forse il miglior concerto che ho visto in oltre 40 anni di shows di Bob ai quali ho assistito. La sede stessa era eccezionale, una hall davvero suggestiva, la folla sembrava davvero starci a malapena, tutti desiderosi di essere lì in quel momento. Nessuna canzone è stata più perfetta di una incredibilmente commovente “Don’t Think Twice”, anche se la versione di LARS è stata fantastica. La set list per me è stata grandiosa, quelli che vanno a tutti i concerti notte dopo notte potrebbero anche annoiarsi, ma è ingiusto farlo quando Bob e la band sembrano davvero impegnati, in particolare alla fine di “Thunder on the Mountain” dove un assolo di batteria / basso apparentemente spontanei sembravano sorprendere Bob causandogli ilarità. Con il bis il pubblico non ha più potuto stare seduto e si è spostato verso il centro del palco. Avevamo bei posti sulla balconata inferiore, quindi ho avuto un'ottima visuale ma anche sentivo bene, ho visto le persone visibilmente commosse durante Blowin’ e un pubblico letteralmente eterogeneo, dai 7 ai 70 anni e oltre. La serata si è conclusa quando io e Tina abbiamo trovato un pub allegro dall'altra parte del fiume e ci siamo imbattuti in una bella coppia di musicisti Bobcats che dovevano amdare al concerto di lunedì.
Steve Haynes

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di Laurette Maillet

Stavo sognando questi 3 giorni a Praga. È sempre comodo stare qualche giorno nella stessa città. Da Magdeburgo ho un passaggio da F. Noche invece che andare in autobus. Ho pensato che sarebbe stata una buona idea viaggiare con un fan di Bod Dylan e scambiare idee e ricordi. E sì, ma ... Ogni fan di Bob ha un’immagine tutta sua di Bob Dylan e delle sue esperienze. Non sono d'accordo con F.,non abbiamo la stessa prospettiva su Bob. Non ho mai incontrato un fan che stesse cavalcando il mio stesso cavallo, abbastanza divertente. Il viaggio è piacevole e raggiungiamo Praga a metà pomeriggio. F. vuole comprare i biglietti per gli spettacoli. Questa ossessione io non ce l’ho. Nel bene e nel male riesco sempre a trovarli, anche un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Se alla gente non piace questa setlist statica non è un mio problema. Penso ad altre cose: un trasporto sicuro e un posto sicuro dove riposare dopo lo spettacolo. Per il resto conto sulla mia buona stella. Anche se dico di essere agnostica, sembra che io abbia più fede della maggior parte dei credenti, che contano solo sulla loro carta di credito! F. gentilmente mi posta fino a casa del mio ospite C.S. Guillaume, un espatriato francese. Parliamo di come va la vita a Praga, mangiamo una ciotola di lenticchie cotte in salsa di pomodoro e latte di cocco. Guillaume si trasferisce poi nella sua camera da letto e io mi sistemo un letto di fortuna nel soggiorno per una buona notte di sonno.
Praga I, colazione con muesli e dopo, con Guillaume camminiamo verso il centro della città. Poi lui va per la sua strada ed io per la mia. Vado a controllare la sede. È sorprendentemente una piccola sala, all'interno di strada zeppa di caffè e negozi. Incontro H, e lì discutiamo della capacità della sala, sono stai venduti 800 posti più alcuni in piedi. Il cartello dice capienza 2500 ma ho un dubbio al riguardo. Vedremo stasera. Cammino e cammino a piedi ... le strade sono piene di turisti e "Praguers". La città è un'interessante melting pot di architettura; case, chiese e musei,. Nel primo pomeriggio la band e Bob entrano per il suond check. Afferro un panino in un caffè vicino. Alle 18.30 le porte si aprono. Un gran numero di Bobcats si congratulano a vicenda. Altri fans sono pacifici e carini. Folla di mezza età come al solito. Alle 19.30 F. arriva e riesce a comprare un biglietto di fila al botteghino. Mi consegna il suo biglietto in piedi. Io accetto ma in qualche modo non mi sento a mio agio né felice. Lui me lo getta come si lancia un osso a un cane! Mi sento ferita. Cerco di superare questa malasensazione, come avere un osso in gola. Ho bisogno di un amico, comunque sono dentro. La mia posizione è al primo livello, in fondo a sinistra del palco, dietro un paio di posti. Alla mia sinistra c'è un pilastro che bloccherà la mia visuale di George e in parte di Tony, ma vedo Bob al piano abbastanza chiaramente. L'eccitazione è al primo posto quando compare Bob vestito di nero, giacca nera, pantaloni neri. Sembra sempre giovane! L' atmosfera si scalda su “Highway 61” e via. Non riesco a fermare il mio corpo muovendomi al ritmo con i piedi. Sopprimo il mio karaoke perché ho una persona seduta di fronte a me e non voglio malignamente cantare nelle sue orecchie! Da allora sono solo io e la musica. Il pubblico è caloroso e, naturalmente, i Bobcats sono i primi a reagire e ad applaudire, qua e là nel pubblico. Dopo “Thunder on the mountain" Bob fa una bella risata con Tony. George ha fatto qualcosa di divertente? Sempre la consultazione con Donnie prima di ogni canzone. Non conosce la setlist a memoria? E i testi appoggiati sul piano? Finora questo è stato il miglior spettacolo per me. Piccolo locale, ottima vista, fantastico suono e ... ballare sul pavimento. Cammino tutta sola verso casa, con la testa piena di note musicali e di immagini di Bob. Gli altri possono ubriacarsi con altre sostanze, ma io non ne ho bisogno! Grazie a tutti, grazie Bobby. Grazie band. Grazie roadies che hanno lavorato sodo per sistemare l’attrezzatura sul palco. Ci vediamo domani. È già un'altra storia.

Magdeburg, Germany - GETEC Arena, April 5, 2019
 
 di Laurette Maillet
 
Magdeburgo, 5 aprile. Arrivo a Magdeburgo alle 10 del mattino. Dovrei andare alla casa del mio ospite solo alle 17:00 e non so cosa fare con il mio bagaglio. Johannes arriverà a mezzogiorno, quindi aspetto il treno in stazione seduta all'interno di un Cafe. Quindi ora posso trasferirmi al suo Hotel. Mentre andiamo, incontriamo Frank, un fan di BD che è venuto con la sua auto. Decidiamo tutti e tre di pranzare in un ristorante indiano. Parliamo tutto il tempo della musica di Bob Dylan .... Poi continuiamo all’ hotel. Vado con Johannes alla GETEC Arena che è a 35 minuti a piedi di distanza. La folla già presente in fila mi sembra di mezza età e rilassata. La comunicazione è difficile perché non capiscono l'inglese (almeno il mio inglese) . Riesco ad avere un biglietto all'ultimo momento mentre Bob era già attivo sul palco. Mi prendo un posto libero in cima all'arena, lontano sul lato sinistro, da dove vedo Bob al piano, di fronte a me. Ho una vista eccellente su George. Così mi concentrerò sulla batteria tutta la notte. Il suono è potente. Il pubblico è di nuovo educato. Solo le canzoni più famose provocano una reazione. Il pubblico inizia ad essere veramente determinato su “Like a rolling stone”. Bob sta giocando con le parole, modulando la sua voce. Si sta divertendo ma la prima fila del pubblico è troppo lontana per avere una buona interazione con lui e la band. Stasera parla molto con Donnie. Mi aspetto, forse, una nuova canzone? No. La stessa set list. Riesco a rubare un istante col mio telefonino, scatto una foto durante la performance di “Scarlet Town” con Bob al centro del palco. Solo una foto! Mi sono divertita. Bene, mi è piaciuto molto George alla sua batteria questa sera. Charlie era bello come sempre. Torno all'hotel con Johannes, per una buona notte di sonno. GrazieBobby! Sogni d'oro. Ci vediamo a Praga.

Berlin, Germany - Mercedes-Benz Arena, April 4, 2019
 
di Laurette Maillet
 
 Berlino, 3 aprile. Arrivo a Berlino alle 20:00. Thomas, il mio ospite, sta aspettandomi con un buon pasto: pasta con salsa di pomodoro, insalata e gelato per dessert. Parliamo in francese di politica. È abbastanza raro per me parlare di religione o di politica. Potrebbe essere difficile, maThomas è uno di quei "cittadini del mondo" e andiamo d'accordo. In 2 ricostruiamo il mondo, rendendolo molto migliore e pacifico. Di nuovo dentro gli anni '60 e tutte le speranze previste. Ma .... Vado a letto e sogno. Berlino 4 aprile. La luce del sole filtra attraverso le tende alle 6:30. Sarà un giorno soleggiato e caldo, fino a 20 gradi centigradi. Voglio avere la possibilità di vedere di nuovo Berlino. Per la quinta volta, se la mia memoria mi serve bene, esco alle 10 verso il sole. Mi aggiro per le strade fino a quando ricevo un messaggio da Johannes che mi dice che ha disponibile la sua camera d’hotel solo fra 2 ore . Potresti incontrarmi? Certo, sì. Ci siamo incontrati ai piedi della torre della TV e pranzare. Poi camminiamo piano verso la Mercedes Benz Arena. Mi compro un sandwich alla griglia e riposo e mi rilasso per 1 ora in riva al fiume. Prendo molte foto del dipinti sugli edifici. Street Art è la migliore. E’ tempo di trasferirmi di nuovo. Raggiungo la galleria del muro, un pezzo rimasto della separazione "Berlino Ovest / Berlino Est", era stato trasformato in una galleria di graffiti. Il clima è così bello che centinaia di berlinesi stanno prendendo il sole lì di fuori. Io mi rilasso prima dello show.
 18,00 p.m., i fans iniziano ad accodarsi per entrare. È un'arena enorme, con una capacità di 10.000 posti! Non ho difficoltà a trovare un biglietto. Il mio posto è sul lato ma in prima fila. Il programma inizia puntualmente e Bob è vestito di bianco e nero. Ho letto un post in cui si diceva che i suoi capelli erano grigi argento, a me non sembra proprio, sono tinti di marrone come al solito! Lo spettacolo è professionale. Nessun errore ma neanche nessuna sorpresa. È il mio terzo spettacolo di questo tour e quello di Wurzburg era stato più energico. A volte, in questo show, mi sono annoiata. Il pubblico è veramente calmo. «Highway 61 » non ha molta reazione. Pochi fans iniziano a battere le mani in Like a rolling stone” ma con pochi risultati. Vedo poche braccia in aria che sono sostituite rapidamente da un mare di teste. Tranne alzarsi per prendersi della birra, nessuno si muove. Woah! Bob e la band stanno facendo il loro lavoro. Vedo Bob prendere delle bevande dal lato spesso tra le canzoni. La sua voce è chiara. “Thunder on The Mountain” più lenta del solito? O è la mia mente alla deriva? Mi alzo per la fine. È stato un bello spettacolo, ma per me, non il migliore. Il mio buon samaritano sarà presente a Praga. Quindi ci vedremo là dopo Magdeburgo. Cammino 40 minuti per tornare a casa. Buona notte Bobby. Sogni d'oro!

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di Michael Brenner
 
 Dal 1978 (Dortmund) sono sempre in viaggio per seguirte i concerti di Bob Dylan. Milano, Londra, New York, Lulea, Bad Segeberg, Petange, Stoccolma etc. Quasi ogni volta Bob è come un vecchio amico per me, che viene di tanto in tanto a farmi una visita.E sono felice di incontrarlo. Sembra che Bob continuerà il suo tour senza fine per sempre, e sarò lì anche quando me ne sarò andato da tempo, anche se lui ha 78 anni ed io 67. La scorsa notte Bernd ed io siamo andati al concerto di Berlino. Alcune delle mie impressioni: E 'stata una notte magnifica. Bob ha suonato 2 ore e le cose sono cambiate. Sta cantando magnificamente, il suono era cristallino, mentre lui stava facendo le sue canzoni lente si poteva capire quasi ogni parola. I miei punti salienti: “Masterpiece” bello, mi sono commosso fino alle lacrime. “Like a Rolling Stone” nuova versione, che cambia drasticamente il tempo all'interno della canzone. Ottima! Divertente! “Don’t Think Twice” Bob fa da solo con piano e armonica, solo Tony suonava il basso in background. Sicuramente il momento clou della notte, pura bellezza, magnifica. La folla era entusiasta, tra cui Wim Winders, il regista. Per il momento sto lavorando a un libro "Bob Dylan - un politicoattivista? " Su di lui, gli anni sessanta, lo spirito del tempo e le influenze di Bo sulla società e sui giovani. Fare un progetto come questo è in forte contrasto con una notte come ieri sera. I tempi stranno cambiando. Tra un paio di settimane vedrò di nuovo Bob a Gothenburg, in Svezia.
 Michael Brenne, Amburgo.

Wurzburg, Germany - s.Oliver Arena, April 2, 2019
 
 di Laurette Maillet
 
 1 aprile. Sono arrivata a Wurzburg in macchina. E' stata una cosa inaspettata, ma ho avuto un passaggio da H. Il tempo è bello, soleggiato e caldo. Il mio host CS termina il lavoro alle16:00, quindi abbiamo tempo per la visita al castello fortezza di Wurzburg. Poi piacevole serata a cucinare le tortillas spagnole e un'insalata. Parliamo in tedesco, inglese, francese e spagnolo. Poi il tempo per una buona notte di sonno.
 2 aprile. Abbiamo deciso con H., anche lui fan di BD, di visitare lal bellissima parte nuova / e la parte vecchia della città di Wurzburg, completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale e ricostruita nuova di zecca con il vecchio stile. Ci devono essere circa 20 chiese, cattedrali e duomi. Un bel passeggio per il mercato e ci imbattiamo in ...un fan di BD. Joachim intratteneva la gente con alcune grandi canzoni e chiaccheriamo con lui intorno a una tazza di caffè o un bicchiere di birra o vino, in quanto è una città dove si produce anche il vino bianco! L’ho provato la scorsa notte e mi è davvero piaciuto. Alle 16:00 circa 15 bobcats si riuniscono per un incontro pre-spettacolo. L'atmosfera è allegra e rilassata: alcuni mangiano, bevono qualcosa e tutti cantano insieme a JoJo. Commentiamo lo spettacolo di Dusseldorf.
 Non brutte sensazioni! Tutti erano felici di testimoniare un evento storico (non lo sappiamo ancora, ma questo sarà uno show segnato nel libro del never ending tour). Alle 18:00 con H. Andiamo alla s.Oliver Arena, un'arena da basket con una capacità di 3000 posti. La metà della capacità della venue precedente. Tutto per il meglio. Lo spettacolo non è esaurito ma gli scalpers provano comunque a sfruttare l’occasione. Una coppia, una bella signora e suo marito, si avvicinano e mi danno un biglietto. Scambiamo alcune parole e comprendo che loro sono persone di buon cuore. Devo lasciare la mia borsa nell'armadietto. La sicurezza è rigorosa ma senza metal detector. I nostri posti sono sul parterre ma dietro la scheda audio, lontana dal palco. La vista non è la migliore. Sulle note della sinfonia di Stravinsky si spegnono le luci e la band e Bob prendono le loro posizioni. Bob sembra essere vestito esattamente come ieri! Bianco e nero. La prima canzone è potente. Il suono dove sono seduta io è perfetto, forte e chiaro. La voce di Bob è chiara. L' energia continua con "Highway 61".
 Bobby sta mettendo tutto il suo cuore nel cantare e vedo George che batte forte sui tamburi. La chitarra di Charlie è potente. Il pubblico sta reagendo con entusiasmo. Ogni singola canzone è un capolavoro come se fosse la prima volta che la suonano. Per alcune delle canzoni,"Like a Rolling Stone", dovrebbe essere la 2000millesima esecuzione. I nuovi arrangiamenti rendono tutto nuovo di zecca. H. ha osservato che la canzone era completa, tutti le strofe sono state cantate. C'era un perfetto silenzio durante "Don’t Think Twice". Sono impressionata dalla capacità di Bobby di far trattenere il respiro a 3000 fans solo con la sua voce ed il pianoforte. La band suona estremamente delicata in sordina, e la batteria di George è totalmente silenziosa fino alle note finali. Mi sorprendo a fare il karaoke anche su "Make You Feel My Love". "Love Sick" sarà la mia preferita di stasera. "Pay In Blood" è anche toccante, anche con Bob al pianoforte. Ha avuto un lungo applauso dopo "Scarlet Town", il solo brano eseguito al centro della scena. Qualcuno mi ha fatto un'osservazione, dicendo che sembra come un pastore, il microfono è il suo bastone! Per l'encore mi sposto verso il corridoio. La sicurezza non ha detto niente, fantastico! Posso ballare su "It Takes ...". Così è tutto finito! Ma che spettacolo! Che energia! Elettricità nell'aria! Il Rock n’ Roll non morirà mai! Grazie a tutti i miei buoni amici per il loro aiuto. Ho avuto un giorno e una sera magnifici. Grazie a Bobby ed al la banda. Buona notte.Ci vediamo tutti a Berlino.

Dusseldorf, Germany - Mitsubishi Electric Halle, March 31, 2019

di Ralph Gehrke

La scorsa notte Bob Dylan ha dato il via al Tour Europeo 2019 a Düsseldorf, Germania. E che inizio fantastico è stato ...Tutti sul palco erano in buona forma, persino Bob. La sua voce era forte e a volte anche nitida e chiara. Il suono del pianoforte è stato molto migliorato aggiungendo alcune note speciali e un bel tipo di musica intima. Soprattutto l’armonica picchiava come un martello. Per me "Simple twist of fate", "Masterpiece" (suonata con così tanta passione) e "Don’t Think Twice" sono stati i punti salienti di uno spettacolo mozzafiato. Se c'è qualcosa da dubitare su Dylan e sui suoi compagni di band ancora abbastanza forti da suonare in festival come Roskilde o British Summer (Hyde Park), questo concerto dimostra che la risposta è: Nessun dubbio, sono in grado perfettamente do farlo! Una serata molto piacevole che ha lasciato il pubblico pienamente soddisfatto - non ho sentito nessuna lamentela come in altre volte prima all'indomani di uno show di Dylan in Germania. Mentre i roadies erano già impegnati con il loro lavoro di smontaggio ho visto molte persone restare ancora ai loro posti, gli occhi chiusi e semplicemente rilassanti, persi nella loro personale recensione ...Anche le persone del merchandising erano felici. Non li ho mai visti vendere i manifesti, le camicie e altre cose così in fretta - grande affare per loro! Nel frattempo, la festa era finita ma ne è iniziata un’altra appena fuori le porte dell’Arena. Ho visto gente ridere e riunirsi intorno a qualche Dylan-sosia per celebrare i bei vecchi tempi della Rolling Thunder ...
Per quanto riguardava il Tour del 2013 si poteva dire "Dylan stava promuovendo “Tempest", per il 2017 "Dylan presenta Sinatra e l'American Songbook". Questo Tour 2019 è diverso. È molto di più: "Dylan interpreta Dylan" e si può dire che lo fa in un modo da essere descritto come solo "Dylan e nient’altro". Quindi, se potrete esserci non perdetelo, a Würzburg, Berlino o altrove. Dio benedica tutti e Bob Dylan.
Ralph Gehrke

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di Martin Altenbokum

Una bella e fresca serata di inizio primavera a Düsseldorf, con in programma il concerto di apertura del Never Ending Tour 2019. La sala era gremita. Alle 20,00 il palco si è illuminato e Dylan sedeva dietro al suo pianoforte a coda, niente cappello, niente divisa fantasy come altre volte, e la familiare band ha iniziato a suonare. "Things Have Changed”, ho notato qualcosa, forse una strana eccitazione nella sua voce, ma il suono non era ancora al meglio ed è stato calibrato un pò più tardi. Non è la versione di maggior successo per iniziare. "It Ain’t Me Babe" era già meglio, "Highway 61" piuttosto stringata e non più rocciosa come nei molti concerti precedenti. "Simple Twist of Fate", cantata con molta partecipazione, si poteva sentire Dylan che provava davvero a cantare senza cadere nel familiare canto dylaniano. Per la prima volta lo stile del concerto sembrava essere molto diverso dai passati shows, nonostante sia molto simile, se non identico nella setlist, rispetto a quello dell'anno scorso. La chitarra di Charlie Sexton suona molto in sottofondo, il piano chiaramente dominante, la batteria forse un pò troppo in primo piano. Mentre la serata andava avanti la voce di Dylan andava sempre meglio, quasi morbida e molti testi potevano essere capiti bene. "When I Paint My Masterpiece" un successo, "Scarlet Town" anch’essa molto sensibile, l'unica canzone della serata nella quale Dylan e venuto al centro del palco. "Like A Rolling Stone" sembrava molto sulla difensiva, mancava un pò di grinta. Il momento saliente della serata per me è stata una bellissima e mai sentita versione di "Don’t Think Twice”, meravigliosa armonica in tono sommesso, quasi come se non osasse disturbare la canzone. Noiosa "Love Sick", in una sorta di canto in modalità staccato, ma non così triste come al solito. "Soon After Midnight" un altro momento clou della serata, la voce di Bob chiara e con una gamma piacevole. "Blowin 'in the Wind" sembrava un pò indifferente, subito dopo la breve pausa quando la band è scomparsa per alcuni minuti. Dopo più di 50 concerti sai già come si svolgono le cose. Tanto più sorprendente questa sera, abbiamo vissuto un pò l'artista appartato, quasi tutto il tempo seduto al piano, ma ha eseguito le sue canzoni incredibilmente belle con una presenza notevole, molto ben concentrato, la voce morbida ed elastica. Una serata molto bella e un pò di una nuova esperienza. Ci rivediamo il 21 giugno a Bergen, in Norvegia.